joe biden bibi netanyahu in israele

GLI AMERICANI SU ISRAELE SONO COSTRETTI A INGOIARE IL ROSPO - DALL’INIZIO DELLA GUERRA A GAZA, BIDEN PROVA A METTERE LA MUSERUOLA A NETANYAHU CHE LO SFANCULA SENZA PUDORE - ISRAELE FA QUEL CHE VUOLE, COME VUOLE, NONOSTANTE LO SCETTICISMO DELLA CASA BIANCA. EPPURE GLI STATI UNITI NON HANNO MAI SMESSO DI RIFORNIRE TEL AVIV CON LE ARMI: I DUE PAESI SONO LEGATI A DOPPIO FILO - SENZA GLI AIUTI MILIARDARI DEGLI USA, NETANYAHU È SPACCIATO, MA SENZA TEL AVIV, L'AMERICA PERDE IL MEDIORIENTE – ANCHE LA COALIZIONE DEI “VOLENTEROSI” (ARABIA SAUDITA, GIORDANIA, EMIRATI) NON PUÒ RINUNCIARE A ISRAELE, CHE E’ UN FATTORE DI EQUILIBRIO NELL’AREA E UN PREZIOSO PARTNER COMMERCIALE...

 

 

 

 

JOE BIDEN - BENJAMIN NETANYAHU

1.  QUANTO E' FORTE BIDEN? LO VEDREMO NELLE PROSSIME ORE: SE NETANYAHU (FINCHE' C'E' GUERRA C'E' SPERANZA DI RESTARE AL POTERE), SE NE FREGA DEL MONITO USA DI NON RISPONDERE ALL'ATTACCO "COMBINATO" DELL'IRAN, ALLORA WASHINGTON FAREBBE DIMETTERE DAL GABINETTO DI GUERRA IL MINISTRO BENNY GANTZ, UOMO DI BIDEN PER IL DOPO NETANYAHU...

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/flash-quanto-39-forte-biden-vedremo-prossime-ore-se-391724.htm

 

attacco dell iran a israele cielo di gerusalemme

2. PRIORITÀ A STELLE E STRISCE: GLI AMERICANI CONDANNANO ISRAELE MA LO ARMANO, SOLIDARIZZANO CON KIEV MA POI LA ABBANDONANO – IL “WASHINGTON POST”: IL GIORNO DEL RAID A GAZA CHE HA UCCISO GLI OPERATORI UMANITARI DI “WORLD CENTRAL KITCHEN”, GLI USA HANNO APPROVATO IL TRASFERIMENTO DI MIGLIAIA DI BOMBE A ISRAELE – 4 APRILE 2024

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/priorita-stelle-strisce-americani-condannano-israele-ma-390455.htm

 

3. CHI FORNISCE LE ARMI A ISRAELE E QUALI. ECCO IL GIRO D’AFFARI DAGLI STATI UNITI ALL’ITALIA

Estratto dell’articolo di Ugo Leo per www.lastampa.it

 

IRAN ATTACCA ISRAELE

[…] Secondo l'Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace di Stoccolma (SIPRI), gli Stati Uniti coprono il 69% delle importazioni di armi da Israele tra il 2019 e il 2023. Secondo un accordo decennale che intende consentire all'alleato di mantenere quello che definisce un "vantaggio militare qualitativo" rispetto ai Paesi vicini, gli Usa forniscono aiuti militari pari a 3,8 miliardi di dollari.

 

Israele ha usato le sovvenzioni per acquistare jet F-35 Joint Strike Fighter, l'aereo stealth considerato il più avanzato mai realizzato. Al momento ne sono stati ordinati 75 e ne sono stati consegnati più di 30. È stato il primo Paese, oltre agli Stati Uniti che li produce, a ricevere un F-35 e il primo a utilizzarlo in combattimento.

 

biden netanyahu 2

Una parte degli aiuti - 500 milioni di dollari all'anno - è destinata a finanziare i programmi di difesa missilistica, tra cui i sistemi Iron Dome, Arrow e David's Sling, sviluppati congiuntamente. […]

 

Dall'inizio della guerra, solo due forniture militari statunitensi a Israele sono state rese pubbliche dopo aver ricevuto il via libera per motivi d'emergenza: una per 14.000 munizioni per carri armati del valore di 106 milioni di dollari e l'altra per 147 milioni di dollari di componenti per la produzione di proiettili d'artiglieria da 155 mm.

 

Vladimir Putin Ali Khamenei Ebrahim Raisi

Secondo i media statunitensi, l'amministrazione Biden avrebbe effettuato in sordina più di 100 forniture a Israele, la maggior parte delle quali al di sotto dell'importo in dollari che richiederebbe una notifica formale al Congresso. Si tratterebbe di migliaia di munizioni a guida di precisione, bombe di piccolo diametro, bunker buster e armi leggere. […]

 

4. BIDEN PRENDE ATTO «AGIRANNO DA SOLI» DIPLOMAZIE AL LAVORO PER EVITARE IL CAOS

Estratto dell’articolo di Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”

 

lancio missile iran

A Washington, ormai, hanno preso atto che Benjamin Netanyahu e il governo israeliano «decideranno da soli». Il portavoce della Casa Bianca, John Kirby, conferma l’impressione generale, cercando di mascherare la delusione di Joe Biden: «Il presidente non vuole un’escalation nel conflitto in Medio Oriente e sono fiducioso che Netanyahu, con cui ha parlato diverse volte, sia consapevole delle sue preoccupazioni».

 

[…] Biden ha subito detto al premier israeliano che gli americani non avrebbero partecipato ad alcun atto di rappresaglia. Il leader statunitense, in definitiva, è d’accordo con gli iraniani: la «questione» andrebbe chiusa qui. Non sarà così, anche se le pressioni continueranno fino all’ultimo momento utile.

PROTESTE CONTRO ISRAELE E USA IN IRAN

 

[…]  Il presidente Usa si muove su due versanti. Da una parte si coordina con gli alleati del G7, […]Già nel vertice di domenica si è esaminata la possibilità di applicare altre sanzioni all’Iran e di inserire la Guardia rivoluzionaria iraniana, i pasdaran, nella lista nera delle organizzazioni terroristiche. […]

 

Nel frattempo i canali di comunicazione […] con gli ayatollah restano aperti. La Casa Bianca, poi, sta provando a stringere la collaborazione con i Paesi del Golfo, con l’obiettivo di isolare anche politicamente l’Iran. Nella notte tra sabato e domenica, la Giordania ha difeso il suo spazio aereo, contribuendo a intercettare le ondate di droni e di missili lanciati dalle basi in Iran, Siria, Yemen, Iraq.

 

missili e droni iraniani intercettati nei cieli israeliani

Tuttavia, fanno notare negli ambienti diplomatici, dalle capitali arabe, a cominciare dalla saudita Riad, sono arrivate dichiarazioni di «preoccupazione», non di condanna esplicita dei raid. Che cosa significa? L’interpretazione più diffusa è che siamo ancora lontani da una vera «coalizione di volenterosi» […]. Ma a Biden e agli europei ciò può bastare. La cosa importante è che non si allarghi lo schieramento ostile a Tel Aviv.

JOE BIDEN - BENJAMIN NETANYAHU

 

Infine il terzo passaggio: appena terminato l’attacco iraniano, il Consigliere per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, ha avviato un giro «esplorativo» di telefonate, contattando in particolare le controparti in Cina e in India. La diplomazia statunitense non ha abbandonato la speranza che Pechino e Nuova Delhi possano svolgere un ruolo concreto di mediazione. […] Biden […] insiste, visto che Pechino ha favorito la normalizzazione dei rapporti tra Teheran e Riad e Nuova Delhi è un ottimo acquirente del greggio iraniano. Nello stesso tempo sia Cina che India coltivano scambi commerciali sempre più fiorenti con Israele. Un solo esempio: il governo di Modi compra circa il 40% delle armi esportate dagli israeliani.

 

2. C’È UNA NUOVA REGOLA IN MEDIO ORIENTE: CI SI FA SCUDO INSIEME, MA ISRAELE RISPONDE DA SOLO ALL’IRAN

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”

 

festeggiamenti in iran per l attacco in israele

La regola che si sta fissando nella storia del medio oriente è: nella difesa si sta insieme, l’attacco, però, è una questione individuale. Quando Israele viene attaccato dall’Iran con più di trecento fra droni, missili balistici e da crociera, può contare sulla protezione di una coalizione che esiste già, anche se non ha un nome.

 

Quando Israele decide di rispondere all’aggressione di Teheran, va da solo. Lo stato ebraico ha preso la decisione di reagire, lo farà da solo, ma non da isolato. Mentre sceglie come attaccare l’Iran, assieme agli Stati Uniti parla di come consolidare una coalizione che si unisca per contenere tutti insieme la minaccia che Teheran rappresenta in medio oriente e per l’esistenza dello stato ebraico.

 

raid israeliano contro l ambasciata iraniana a damasco, in siria 8

[…] Domenica la Giordania ha ammesso di aver partecipato al contrasto dell’attacco iraniano, ieri anche l’Arabia Saudita ha confermato la sua partecipazione alla difesa con un comunicato sul sito della famiglia reale: non è la prima volta che Riad aiuta Israele contro i suoi nemici, ma questa volta ci ha tenuto a dirlo. […]

 

Ieri il gabinetto di guerra ha deciso di rispondere “con forza e chiarezza”, il messaggio deve essere che Israele “non permetterà che un attacco così vasto passi impunito”. Secondo Keshet 12, il canale israeliano che spesso ha notizie esclusive da ottime fonti, a spostare la decisione di Israele in favore di una risposta decisa sono state le parole del capo dei pasdaran Hossein Salami, che ha parlato di “una nuova equazione” in medio oriente, secondo la quale in futuro sarà l’Iran a rispondere agli attacchi di Tsahal, ovunque essi vengano fatti.

 

resti di droni iraniani 1

L’Iran è venuto allo scoperto, teme Israele ma non si nasconde più: questa “nuova equazione” è pericolosa. Lo stato ebraico è interessato a mostrare tutte le fragilità di Teheran, a cominciare dalla mancanza di una buona difesa aerea. […] il gabinetto di guerra […] vuole evitare una risposta che scateni un’altra guerra regionale e soprattutto non vuole alienare il sostegno della coalizione che l’ha difeso nella notte tra sabato e domenica, quando è parso chiaro che nessuno dei paesi che gli ha fatto da scudo poteva rinunciare allo stato ebraico come elemento stabilizzatore.

 

joe biden bibi netanyahu in israele

Questo vuol dire che il coordinamento con i suoi alleati anche nella risposta a Teheran ci sarà. Nel frattempo, l’opposizione all’interno dell’Iran continua a invitare Tsahal ad attaccare il regime, su alcuni canali telegram girava la foto di una scritta sul muro con la scritta: “Israele, attaccali, tu comincia, noi continueremo in strada”.

droni iraniani abbattuti da israele 1festeggiamenti in iran per l attacco in israele iraniani festeggiano attacco

 

vladimir putin ali khamenei

 

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