PER ARCURI È ARRIVATO IL MOMENTO DI FARE GLI SCATOLONI – OGGI SARANNO RINNOVATI I VERTICI DI INVITALIA E L’EX COMMISSARIO ANTI-COVID DOVREBBE ESSERE DEFENESTRATO. LA ROSA DI NOMI PER LA SUCCESSIONE COMPRENDE ENRICO PAZZALI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE FIERA MILANO (SPONSOR GIORGETTI), O IL DIRIGENTE DEL MEF, ANTONINO TURICCHI. MA L’ELEFANTE NELLA STANZA È SEMPRE BERNARDO MATTARELLA, NIPOTE DEL CAPO DELLO STATO. ANCHE SE I LEGAMI FAMILIARI POTREBBERO ESSERE UN IMPEDIMENTO…

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Alessandro Gonzato per “Libero quotidiano”

 

DOMENICO ARCURI GIUSEPPE CONTE DOMENICO ARCURI GIUSEPPE CONTE

Domenico Arcuri silurato da Invitalia? Sembra molto più di un'indiscrezione, ma la conferma l'avremo solo oggi quando verranno rinnovati i vertici dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti controllata dal ministero dell'Economia.

 

Arcuri, uomo legatissimo all'ex premier Giuseppe Conte, ne è amministratore delegato, e al suo posto potrebbe arrivare il presidente di Fondazione Fiera Milano Enrico Pazzali - il quale godrebbe del forte appoggio del ministro per lo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti - oppure da Antonino Turicchi, dirigente del ministero del Mef, uomo delle istituzioni.

 

BERNARDO MATTARELLA BERNARDO MATTARELLA

Nelle ultime ore è circolato anche il nome di Bernardo Mattarella, amministratore delegato di Mediocredito e nipote del Presidente della Repubblica, ma per evidenti motivi di opportunità escludiamo che sarà lui a dirigere una delle strutture più importanti dello Stato, più di 2 mila dipendenti e 400 milioni di fatturato.

 

Arcuri è mister milione: stando alla relazione della Corte dei Conti trasmessa alla Camera dei deputati, nel 2020 il suo stipendio tra quota fissa e indennità si aggirava a tanto. Nel 2020, lo ricordiamo per chi lo avesse volutamente rimosso e ce ne scusiamo, Arcuri è stato fortemente voluto da Conte alla guida della struttura commissariale per l'emergenza Covid, che l'uomo di Melito di Porto Salvo ha reso ancora più difficile da affrontare.

ENRICO PAZZALI 2 ENRICO PAZZALI 2

 

In estrema sintesi: a maggio 2020 aveva promesso l'invio di 5 milioni di tamponi agli ospedali ma si era dimenticato dei reagenti; in alcune regioni aveva spedito camici simili a sacchi dell'immondizia; guanti e disinfettanti erano più introvabili della figurina di Pizzaballa; poi le siringhe che non andavano bene per i vaccini; prima i vaccini, promessi a fiume e arrivati col contagocce; alla fine i banchi a rotelle con la partecipazione straordinaria del ministro della (d)Istruzione Lucia Azzolina.

 

antonino turicchi antonino turicchi

Ci fermeremmo qui, ma come non ricordare che era riuscito perfino a farsi nominare commissario per la ripresa della scuola? Sotto la sua guida è ripartita in retromarcia. Dell'indagine sulla maxi fornitura di mascherine cinesi che ha portato ad arresti e misure interdittive se ne sta occupando la magistratura. Su alcune consulenze e incarichi permangono dubbi.

 

Dopo averlo sostituito col generale Francesco Figliuolo, Mario Draghi oggi potrebbe dare la spallata definitiva a quello che è stato uno dei volti e delle voci più temute nelle ore più buie della pandemia. Conte, già alle prese con un partito che si avvia all'estinzione, potrebbe perdere l'ultimo suo alfiere. Che però, c'è da scommetterci, non rimarrà a lungo fuori dalla scacchiera.

antonino turicchi antonino turicchi ANTONINO TURICCHI ANTONINO TURICCHI Domenico Arcuri Domenico Arcuri Arcuri Conte Arcuri Conte DOMENICO ARCURI DOMENICO ARCURI BERNARDO MATTARELLA BERNARDO MATTARELLA domenico arcuri domenico arcuri enrico pazzali 2 enrico pazzali 2 ENRICO PAZZALI ENRICO PAZZALI ENRICO PAZZALI 3 ENRICO PAZZALI 3 bernardo mattarella foto di ferdinando mezzelani gmt 79 bernardo mattarella foto di ferdinando mezzelani gmt 79 I VENTILATORI DI DOMENICO ARCURI I VENTILATORI DI DOMENICO ARCURI

 

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politica

A QUANTO PARE SEMBRA CHE LA MELONI SI SIA MESSA IN TESTA DI FARE IL VERO GOVERNO DRAGHI, INSOMMA QUELLO CHE IN EFFETTI MARIOPIO NON È RIUSCITO A FARE. CON URSO, RAMPELLI E LOLLOBRIGIDA, NON ARRIVA NEANCHE AL PANETTONE. MA PER BERLUSCONI E SALVINI “SERVONO FIGURE POLITICHE”. IL CAPITONE HA GIÀ UNA LEADERSHIP DIMEZZATA, SE NON PORTA QUALCHE PESO MASSIMO DEL CARROCCIO NELL’ESECUTIVO, FRA POCO NON CI SARÀ PIÙ NESSUNO CHE LO DIFENDE. PER IL BANANA INVECE È L’ULTIMO GIRO DI BOA, PERCHÉ MAI DOVREBBE LASCIARE GLI ESTERI ALLA BELLONI INVECE CHE A TAJANI? PIUTTOSTO L’EX INFERMIERA LICIA RONZULLI, SE NON DIVENTA MINISTRO (ISTRUZIONE O SANITÀ) SI FA SALTARE IN ARIA A MONTECITORIO - TUTTA QUESTA PANTOMIMA PRIMA O POI FINIRÀ, QUANDO ALLA MELONI SARÀ CHIESTO DI VERIFICARE LA SUA MAGGIORANZA. A QUEL PUNTO, CI SARÀ DA RIDERE…

IL PD È TORNATO A FARE QUELLO CHE GLI RIESCE MEGLIO: LITIGARE SU TUTTO – DOPO IL FLOP ELETTORALE NEI DEM È SCONTRO SULLA DATA DEL CONGRESSO “COSTITUENTE”, MA ANCHE SUI TEMPI E I MODI IN CUI DEVE TENERSI. SE CIOÈ SCIOGLIERE IL PARTITO PER CREARE UN’ALTRA “COSA” OPPURE NO – LA RESA DEI CONTI COMINCIA DALLE ALLEANZE PER LE REGIONALI NEL LAZIO E IN LOMBARDIA: LA CORRENTE “FILOGRILLINA” TORNA ALL’ASSALTO – E RENZI INFIERISCE: “IL PD PER COME L’ABBIAMO CONOSCIUTO È FINITO. È IL PASSATO DI QUESTO PAESE”