iran, turchia, russia e stati uniti

PER CAPIRCI DI PIÙ - L’ELIMINAZIONE DI SOLEIMANI È UN TASSELLO DELLA SFIDA STRATEGICA CHE VEDE LA REGIONE DEL GRANDE MEDIO ORIENTE, DAL MAGHREB ALL'AFGHANISTAN, CONTESA FRA QUATTRO POTENZE PORTATRICI DI INTERESSI RIVALI: IRAN, TURCHIA, RUSSIA E STATI UNITI - KHAMENEI, ERDOGAN E PUTIN SONO DIVENTATI PROTAGONISTI IN MEDIO ORIENTE SFRUTTANDO ABILMENTE GLI ERRORI DI OBAMA, A CUI ORA TRUMP VUOLE PORRE RIMEDIO CON UNA STRATEGIA SU QUATTRO BINARI…. - VIDEO

Medio Oriente

Maurizio Molinari per “la Stampa”

 

maurizio molinari

L’ eliminazione di Qassem Soleimani da parte dei droni del Pentagono è un tassello della sfida strategica che vede la regione del Grande Medio Oriente - dal Maghreb all'Afghanistan - contesa fra quattro potenze portatrici di interessi rivali: l'Iran di Ali Khamenei, la Tur-chia di Recep Tayyp Erdogan, la Russia di Vladimir Putin e gli Stati Uniti di Donald Trump.

 

È uno scenario che contrappone leader, armamenti, risorse ed alleati in un mosaico di conflitti di dimensioni e intensità variabili ma con una costante: la determinazione di ognuno dei quattro rivali ad imporsi sugli altri. Nell'evidente assenza di protagonisti europei per le lacerazioni interne all'Ue e l'incapacità di chi tenta di agire da solo - come la Francia in Maghreb - di ottenere risultati capaci di essere durevoli. 

stati uniti iran

L'Iran punta all'egemonia sul Medio Oriente sfruttando l'indebolimento degli Stati arabo-sunniti per affermare i propri interessi. Lo strumento sono le milizie sciite locali create, armate, addestrate e guidate dalla Forza Al Quds dei Guardiani della rivoluzione, guidata negli ultimi 22 anni da Qassem Soleimani. Gli Hezbollah in Libano, le milizie sciite che hanno salvato il regime di Assad in Siria e i nuovi Hezbollah iracheni formano una «Mezzaluna sciita» che consente di avere una continuità territoriale dall'Iran alle coste del Mediterraneo, premendo da Nord sul nemico di sempre: l'Arabia Saudita leader dell'Islam sunnita. 

IRAN, TURCHIA, RUSSIA E STATI UNITI

 

L’intento di Khamenei è assediare i sauditi e per questo la Forza Al Quds sostiene anche i ribelli houthi in Yemen -che bersagliano l'Arabia con droni e incursioni - e tenta di fomentare rivolte sciite nelle regioni saudite orientali e nel Bahrein. L'altro tassello è Gaza, dove l'Iran arma la Jihad islamica palestinese pianificando un conflitto contro Israele anche qui su più fronti: Hezbollah da Nord, milizie sciite dalla Siria e jihadisti palestinesi dalla Striscia. 

qassem soleimani 1

 

La strategia iraniana è assediare Arabia Saudita ed Israele con conflitti ibridi affidati a milizie e guerriglie per trasformare la «Mezzaluna sciita» nell'unica area di stabilità e sicurezza regionale. A tal fine serve anche il controllo delle rotte marittime: da qui la crescita delle attività navali dei pasdaran con i barchini e le mine nel Golfo capaci di minacciare petroliere straniere e navi della flotta Usa. Ma ciò che più conta in Medio Oriente è proiettare potenza. Da qui i due pilastri della strategia di Khamenei: il programma nucleare - legittimato dall'intesa di Vienna del 2015 - di cui ora l'Aiea sospetta aspetti militari e lo sviluppo di un formidabile arsenale balistico inclusi missili intercontinentali capaci di portare testate atomiche.

pasdaran 6

 

Il progetto neo-ottomanoIl presidente turco ha l'ambizione di strappare all'Arabia Saudita la leadership dell'Islam sunnita e per farlo si muove su tre teatri. Il primo è la Siria dove gli interventi di terra contro i curdi ad Afrin e nel Nord hanno creato altrettante enclave trasformando Erdogan nel protettore dei sunniti davanti al risorto regime di Assad. Il secondo è il sostegno alla Fratellanza Musulmana ovvero il movimento sunnita che professa l'Islam politico ed è considerato da Riad il suo più pericoloso avversario. 

iran israele

 

In questa scelta Erdogan ha per alleato il Qatar, con cui ha siglato un accordo strategico che prevede anche truppe turche a Doha. Ovunque vi sono Fratelli musulmani arriva il sostegno turco: avvenne in Egitto quando il presidente era Morsi, avviene ora a Tripoli e Misurata a sostegno del presidente Feyez al-Sarraj. 

 

IRAN - ROHANI E L ARRICCHIMENTO DELL URANIO

Anche fra i palestinesi di Gerusalemme Est e gli arabo-israeliani in Galilea Erdogan si fa spazio grazie alla Fratellanza. Il terzo teatro è invece il Corno d'Africa dove imprese turche operano por-ti, aeroporti e ferrovie nell'area di Mogadiscio al fine di ipotecare le rotte fra l'Oceano Indiano ed il Mar Rosso. La corsa alla leadership sunnita rispolvera l'eredità ottomana della Turchia, consentendole di riacquistare un ruolo di leader negli stessi spazi, dal Maghreb al Golfo Persico, che appartennero al Sultano di Costantinopoli prima dei moderni Stati arabi. 

 

putin erdogan rouhani

Il domino russo 

Medio Oriente

Dall'intervento militare in Siria nel settembre 2015, Putin persegue l'obiettivo di riassegnare alla Russia il ruolo da protagonista in Medio Oriente che aveva l'Urss fino al 1991. E lo fa con la tattica del domino: una mossa dopo l'altra, in rapida successione, avanzando ove possibile. Aver salvato il regime di Assad dal crollo gli garantisce non solo le basi aeree e navali sul Mediterraneo ma una piattaforma operativa sulla quale ha cementato intese con i maggior partner della regione: con Iran e Iraq contro i jihadisti sunniti, con la Turchia per porre fine alla guerra civile siriana, con Israele per la sicurezza nei cieli. 

 

trump iran

E adesso sta ripetendo l'operazione in Libia: l'invio dei mercenari di «Wagner» a fianco del generale Haftar segue intese con l'Egitto ed i Paesi del Golfo sebbene siano alleati di ferro di Washington. Ovunque Putin si presenta come il difensore della stabilità degli Stati arabi esistenti, l'avversario spietato dei jihadisti e il garante di equilibri inclusivi con tutti tranne gli Stati Uniti, che punta a indebolire ovunque. 

putin erdogan

 

Anche nelle acque dell'Oman con le inedite manovre navali con Iran e Cina. Dietro a tutto ciò c'è la volontà di assicurarsi il controllo delle rotte del gas naturale nel Mediterraneo Orientale e nel Golfo che potrebbero competere con i propri giacimenti. E poi c'è la novità del soft power russo: reti tv e siti web in ogni lingua regionale per imporsi anche sul fronte dei media. 

benjamin netanyahu

 

Il ritorno degli UsaKhamenei, Erdogan e Putin sono diventati protagonisti in Medio Oriente sfruttando abilmente gli errori dell'amministrazione Obama -dall'instabilità creata in Libia ne12011 al mancato intervento in Siria nel 2013 fino all'avallo al nucleare iraniano nel 2015 - a cui ora Trump vuole porre rimedio con una strategia su quattro binari. Primo: guerra senza quartiere a Isis e gruppi jihadisti come l'eliminazione di Al-Baghdadi ha dimostrato. Secondo: rafforzare l'alleanza con Stati sunniti e Israele, portandoli ad un patto regionale sulla sicurezza e il commercio. 

 

iraq siria e gli scontri con i terroristi sunniti

Terzo: assediare l'Iran con sanzioni economiche e pressione militare - come il raid contro Soleimani conferma - per far deragliare la «Mezzaluna sciita». Quarto: ridefinire la presenza strategica nella regione con unità aeronavali e armamenti hi-tech ma diminuendo i contingenti di terra ereditati dai predecessori. Si spiegano così anche i negoziati in Afghanistan con i taleban per porre fine all'intervento iniziato nel 2001. 

Ultimi Dagoreport

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO

sergio mattarella giorgia meloni alfredo mantovano

SUL DECRETO SICUREZZA MELONI E MANTOVANO HANNO PRESO UNA “MATTARELLATA” IN TESTA – IL CAPO DELLO STATO HA ESERCITATO UNA MORAL SUASION PUNTUTA E SENZA SCONTI SULLE FOLLIE PREVISTE DAL DECRETO DEL GOVERNO: NEL FACCIA A FACCA CON IL SOTTOSEGRETARIO, MATTARELLA HA PASSATO AL SETACCIO OTTANTA PAGINE DI NORME, STRACCIANDO LE PARTI PALESEMENTE INCOSTITUZIONALI, COME LO SCUDO PENALE PER GLI AGENTI, CHE AVREBBE FATTO SALTARE IL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DEI CITTADINI, O IL FERMO PREVENTIVO PER I MANIFESTANTI – SU RICHIESTA DEL COLLE, ALCUNE MISURE “SENSIBILI” SARANNO SPOSTATE IN UN DISEGNO DI LEGGE CHE DOVRÀ SEGUIRE L’ITER PARLAMENTARE ORDINARIO (E FINIRÀ IMPANTANATO IN AULA) - LA COINCIDENZA "SOSPETTA" CON LA SCISSIONE DI VANNACCI DALLA LEGA E IL TENTATIVO DI NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL GENERALISSIMO....

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

DAGOREPORT - SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON "ICE" E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E' AGGIUNTA LA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA "FIAMMA MAGICA" DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E' MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI - COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE "LA STAMPA" E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? - RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO? 

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...