milena gabanelli parlamentari assenteisti dataroom angelucci marta fascina giulio tremonti

CHE PACCHIA PER I PARLAMENTARI ASSENTEISTI: DISERTANO L’AULA SENZA RIMETTERCI UN EURO – UN ONOREVOLE ARRIVA A INCASSARE TRA I 13 E I 15 MILA EURO AL MESE. E, ANCHE SE NON SI PRESENTA IN PARLAMENTO, NON SUBISCE DECURTAZIONI DELLO STIPENDIO SE RISULTA IN “MISSIONE” (UN SISTEMA OPACO CON SCARSI CONTROLLI) – IL RECORDMAN DELLE ASSENZE È IL LEGHISTA (CON ANIMO MELONIANO) ANTONIO ANGELUCCI, SEGUITO DA MARTA FASCINA E GIULIO TREMONTI - GABANELLI: “IL PARTITO CANDIDA L’ASSENTEISTA CRONICO, NON VIGILA SULLA SUA PARTECIPAZIONE AI LAVORI E GLI COPRE PURE LE SPALLE” – VIDEO

GUARDA QUI LA VIDEO-INCHIESTA DI MILENA GABANELLI SUI PARLAMENTARI ASSENTEISTI

 

Estratto dell’articolo di Claudia Voltattorni e Milena Gabanelli per il “Corriere della Sera”

 

parlamentari assenteisti - dataroom

[…] Un parlamentare incassa ogni mese tra i 13 e i 15 mila euro. L’articolo 69 della Costituzione prevede che l’indennità sia stabilita. Oggi la cifra si aggira intorno ai 5 mila euro netti. Il resto sono rimborsi per l’attività parlamentare, che vanno dalla diaria (3.500 euro) al rimborso spese (3.690 euro per i deputati, 5.830 per i senatori) in parte da documentare e in parte forfettarie; dai 3.323 a 3.395 euro trimestrali per le spese di viaggio, ai 1.200 euro l’anno per il telefono (solo i deputati).

 

I benefit

MILENA GABANELLI - PARLAMENTARI ASSENTEISTI - DATAROMM

Si aggiunge il diritto a percepire la pensione dopo 5 anni di legislatura, al compimento dei 65 anni di età, e benefit vari fra cui gli interessi sul conto corrente: il 5,44% per i deputati e dipendenti della Camera con il c/c presso Banca Intesa a Montecitorio, il 3,50% per i senatori con il conto Bnp Paribas. Un privilegio difficile da digerire per tutti i comuni mortali che sui depositi a vista ricevono fra lo 0,20 e lo 0,50%. Ma tant’è.

 

L’articolo 67 della Costituzione ricorda che «ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato», il che significa che la partecipazione ai lavori di Camera e Senato non è un obbligo lavorativo, bensì una responsabilità dell’eletto verso il suo partito e verso chi lo ha nominato: a loro deve rispondere della sua attività parlamentare. E delle sue presenze e assenze.

 

Le regole

parlamentari assenteisti - dataroom

I regolamenti di Camera e Senato prevedono penalizzazioni in caso di assenza da sedute e commissioni. In aula si contano solo le sedute in cui si vota, e si deve essere presenti almeno al 30% delle votazioni giornaliere per evitare decurtazioni. Questo significa che nell’arco della giornata si possono saltare il 70% delle votazioni senza dare alcuna spiegazione. La presenza è certa perché il voto è elettronico.

 

Lo stesso meccanismo vale per i lavori delle Commissioni (Giustizia, Affari Esteri, Giustizia, Difesa, Bilancio, ecc), solo che qui la presenza del 30% è mensile e viene rilevata con il tesserino elettronico solo in ingresso e non in uscita. Inoltre i resoconti dei lavori non sono così dettagliati e il voto è per alzata di mano.

 

antonio angelucci 2 ricevimento quirinale 2 giugno 2024 foto lapresse

Sia in aula sia in Commissione, però, il parlamentare assente è considerato presente se giustificato. Le motivazioni ammesse: maternità obbligatoria, congedo di paternità, ricovero ospedaliero, malattia certificata, lutto per un congiunto (3 giorni), assistenza a un familiare invalido (3 giorni al mese). A validare le giustificazioni è il Collegio dei questori.

 

Chi controlla? I membri del Governo in aula si vedono poco (sono una sessantina fra deputati e senatori), ma sono considerati in «missione», e quindi assenti giustificati. Però il ventaglio delle missioni è molto ampio, ognuna deve essere motivata, e i parlamentari devono inviare al Servizio Assemblea dell’Aula i documenti sull’effettiva partecipazione. Queste informazioni, però, non sono pubbliche e non è quindi possibile sapere se il tal giorno l’onorevole Tizio o Caio era effettivamente impegnato in missione.

 

parlamentari assenteisti - dataroom

Nella categoria «missioni» rientrano anche gli incarichi affidati da Senato e Camera ai parlamentari per funzioni istituzionali o alle delegazioni delle assemblee internazionali o per i lavori nelle Commissioni. Spiega Luca Dal Poggetto, analista politico di Openpolis: «Nelle Commissioni c’è una grave carenza di trasparenza, i dati non sono tutti pubblici e non si possono verificare le presenze: da tempo chiediamo un intervento su questo, ma al momento l’argomento non è all’ordine del giorno».

 

Nella pratica un parlamentare può non essere presente in aula e giustificato perché presente in Commissione, ma nella realtà stare da qualche altra parte a farsi gli affari suoi e non subirà alcuna decurtazione. Va precisato che anche il partito può giustificare i propri senatori e deputati.

 

Assenti giustificati

MARTA FASCINA ALLA CAMERA

I dati più completi sono quelli elaborati da Openpolis: nonostante le maglie larghe nell’attuale legislatura l’assenza media è del 30,6% a Montecitorio, e del 21,6% a Palazzo Madama. C’è il caso del deputato siciliano Antonino Minardo (transitato da Forza Italia, poi Lega e ora al Gruppo Misto): alla Camera ha 47 votazioni (0,63%). Ma essendo Presidente della Commissione Difesa risulta in missione per la maggior parte del tempo, 7.419 volte, il che rende la sua percentuale di presenza altissima: 99,44%.

 

Anche il deputato Giulio Tremonti (Fratelli d’Italia) è spessissimo in missione: 6.500 volte. Conta 266 votazioni in aula, pari al 3,54% del totale, ma la percentuale di presenza è del 90,12%. Per via del fatto che è Presidente della Commissione Affari esteri, membro della commissione Finanze, e fa parte della Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare della Nato.

 

il ritorno di giulio tremonti alla camera

Il sen. Guido Castelli (FdI) commissario alla ricostruzione aree colpite dal terremoto, ha una percentuale di presenza del 14,64%, , ma alla fine risulta presente per l’86,69. Il punto è: «Chi verifica l’effettiva partecipazione alle missioni? — dice Dal Poggetto —: il margine di discrezionalità è molto ampio e non è possibile sapere se alla fine si tratti di missioni camuffate o reali».

 

C’è anche chi di incarichi non ne ha, come il senatore Claudio Borghi (Lega): presenza del 35,10%, con però un buon numero di congedi per cui è presente per l’87,57 %. Ci sono poi i leader di partito. Elly Schlein (Pd) e Giuseppe Conte (M5S) registrano rispettivamente il 24,2% e il 26,74% di presenze, mentre Matteo Renzi(Italia Viva) e Carlo Calenda (Azione) hanno il 53,59% e il 51,86%. Ma le assenze giustificate.

 

parlamentari assenteisti - dataroom

Angelucci e Fascina Sul podio sale Antonio Angelucci, deputato della Lega: dall’inizio della XIX Legislatura, cioè dal 13 ottobre 2022, a fine maggio 2024, è stato presente a 13 votazioni in Aula su 7.508, pari al 99,83% di assenze. È membro della Commissione Affari esteri e comunitari, ma non è stato mai in missione, eppure risulta giustificato per l’85,92%, e pertanto non subirà alcuna decurtazione. Non ha fatto meglio nella legislazione precedente da deputato di Forza Italia: 3,14% di presenze con 371 votazioni su 11.830.

 

Peggiorata anche la «prestazione» della deputata di Forza Italia Marta Fascina, compagna di Silvio Berlusconi: in questa legislatura è risultata presente appena il 7,17% delle volte, con una percentuale di assenza del 92,83% delle votazioni. È segretaria della Commissione Difesa, ma non ha mai partecipato ad alcuna missione, però è stata «giustificata» l’80,26% delle volte.

 

Tutti salvi

antonio angelucci 2

Lo scorso aprile il deputato di Alleanza Verdi Sinistra Angelo Bonelli ha scritto ai presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana per chiedere di intervenire contro l’assenteismo parlamentare con un tetto massimo alle assenze e prevedendo la decadenza dal mandato.

 

Gli ha risposto solo Fontana ricordando le norme già in vigore sulla decurtazione, e l’articolo 67 della Costituzione sull’assenza di vincolo di mandato.

 

Le norme in vigore prevedono che per ogni giorno di assenza non giustificata vengano decurtati dai 3.500 euro di diaria 206,58 euro per i deputati, e 224,9 per i senatori; a cui possono aggiungersi fino a 500 euro mensili in relazione alla percentuale di assenze da giunte e commissioni. A conti fatti però, fra presenze vere per cui basta il 30% e assenze giustificate, praticamente nessuno ci rimette un euro.

 

MARTA FASCINA ALLA CAMERA 1

Il cittadino può ringraziare il partito che candida l’assenteista cronico, non vigila sulla sua effettiva partecipazione ai lavori parlamentari, e gli copre pure le spalle. Abdicando così alla funzione di garante verso l’elettore.

GIULIO TREMONTI GIORGIA MELONI antonio angelucci foto mezzelani gmt19

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…