bonino letta calenda berlusconi meloni salvini renzi di maio conte emma enrico carlo silvio matteo giorgia luigi giuseppe

CHI CI GUADAGNA E CHI PERDE DOPO L’ACCORDO TRA PD E AZIONE? - VINCE EMMA BONINO, CHE HA ESERCITATO LA SUA INFLUENZA PER STRIGLIARE CALENDA E PORTARLO ALL’OVILE DEM - VINCE ANCHE CALENDA CHE, CON L’ACCORDO SCRITTO FIRMATO CON LETTA, INCASSA DUE PUNTI CENTRALI DEL SUO PROGRAMMA: IL SÌ AL TERMOVALORIZZATORE A ROMA E L’OK AL RIGASSIFICATORE DI PIOMBINO - CI PERDE RENZI, ORMAI ISOLATO NEL SUO 2% - DI MAIO DIVENTA IRRILEVANTE E SOFFRONO ANCHE LE VEDOVELLE DI CONTE NEL PD, CIOE’ BOCCIA, ORFINI E ORLANDO - L’ACCORDO SPIAZZA PURE IL CENTRODESTRA: SE AZIONE AVESSE ABBOCCATO ALL’ILLUSIONE DEL TERZO POLO, VINCERE SAREBBE STATO PIU’ FACILE…

ENRICO LETTA CARLO CALENDA

Dagoreport

Il patto elettorale tra Pd e Azione ha sconquassato lo scenario politico più di quanto si potesse immaginare perché ha cambiato l’assetto del “Campetto” pensato da Letta, trainandolo verso il centro, e ora costringe gli altri attori in commedia a cambiare strategia.

Chi ha vinto e chi ha perso dopo l’accordo?

EMMA BONINO

 

VINCITORI

1 - Emma Bonino. La leader radicale, che controlla il simbolo di +Europa sotto cui corre Azione, ha esercitato la sua influenza per strigliare il ricalcitrante Calenda e riportarlo a miti consigli. Il rapporto di stima tra Bonino e Letta è di vecchia data: i due furono nello stesso governo da ministro degli Esteri e presidente del Consiglio. Mai Bonino avrebbe permesso a Calenda di sfasciare un’alleanza già apparecchiata con i dem.

 

2 - Enrico Letta. Il segretario del Pd deve fare l’insalata con gli ingredienti che ha. Fallito in pochi giorni il progetto politico del “Campo largo”, con la caduta del governo Draghi e la fine dell’alleanza con il M5s, Enrichetto con caparbietà s’avvinghia a Calenda (e al suo 5-6%), non lasciandosi scoraggiare dal pessimo carattere del “Churchill dei Parioli”. D’altronde Letta che alternative aveva?

letta calenda

 

3 - Carlo Calenda. Minaccia, strepita, sbraita ma alla fine porta a casa un patto politico che gli dà una remota possibilità di vincere (da solo, con il Terzo polo, dove pensava di andare?). Con l’accordo scritto firmato con Letta, sgradito alla sinistra di Fratoianni e ai Verdi di Bonelli, incassa due punti centrali del suo programma: il sì al termovalorizzatore a Roma e l’ok al rigassificatore di Piombino.

SILVIO BERLUSCONI - GIORGIA MELONI - MATTEO SALVINI

 

SCONFITTI

1 - Il Centrodestra. L’accordo Pd-Azione spiazza Meloni, Salvini e Berlusconi: Calenda corridore solitario avrebbe reso più facile la vittoria sul centrosinistra. Per quanto i sondaggi diano avanti i sovranisti con la pompetta, ora un’intera area elettorale (quella liberal-conservatrice che una volta guardava a Forza Italia, quando Berlusconi era lucido) torna contendibile.

MATTEO RENZI

 

2 - Matteo Renzi. Il bulletto di Rignano è finito ai margini, come certi compagni di classe rompicojoni: nessuno lo vuole in comitiva. Il timore è che scacci più voti di quanti riesca a portarne: una sorta di Re Mida al contrario. Tutti i sondaggi lo danno sotto il 2%: qualunque tentativo di rianimare Italia Viva è miseramente fallito. Calenda sta provando a imbarcarlo nel carrozzone ma Renzi chiede almeno 4 seggi sicuri, per sé, Boschi, Rosato e Bonifazi.

luigi di maio presentazione impegno civico

 

3 - Luigi Di Maio. Con Calenda al centro della scena, l’ex bibitaro è diventato improvvisamente irrilevante. Il suo partitino, quotato all’1,3%, rischia di non superare la soglia di sbarramento del 3%. Luigino riuscirà a conservare poltrona e stipendio, strappando un seggio sicuro nelle liste Pd per “diritto di tribuna” ma ormai è fuori dai tavoli che contano. La stella del “Forlani di Pomigliano” brilla sempre meno da quel lontano 2018 in cui portò a casa il 32% come capo politico del M5s. Mai come in questo caso, fu la cornice a fare il quadro.

 

4 - I “pontieri” del Pd. La triade Boccia, Orfini e Orlando che sognava il matrimonio del Pd con il M5s si è dovuta arrendere alla realtà. Il patto Letta-Calenda mette in fuorigioco le vedovelle di Conte.

francesco boccia

 

5 - Giuseppe Conte. Sfanculato dal Pd, Peppiniello Appulo è stato ridimensionato anche da Beppe Grillo. “L’Elevato” gli ha impedito di concedere deroghe per un terzo mandato ai parlamentari grillini uscenti e ha rimbalzato la richiesta di inserire la scritta “Conte” nel simbolo. L’azzimato Peppiniello, facendo cadere Draghi, ha fatto filotto: si ritrova senza alleati, con il rientrate Di Battista pronto a fargli le scarpe, con i maggiorenti del M5s non ricandidabili incazzati come iene, con un partito fortemente ridimensionato nei consensi e nei seggi e condannato a tornare all’opposizione del “vaffa”. Lui, la Pochette di Sistema, miracolato a palazzo Chigi, finisce a fare il Masaniello sbraitante tra i mercati di quartiere. Un successone.

 

2 - VINCITORI E VINTI NELL'ULIVO DI LETTA

Estratto dell’articolo di Stefano Folli da “la Repubblica”

 

giuseppe conte beppe grillo

[…] Al primo sguardo, il vincitore numero uno è Enrico Letta. È riuscito a mettere in piedi la sua coalizione anti-destre e sta trasformando in cespugli la maggior parte degli alleati minori, a cominciare da Di Maio. Adesso il campo del centrosinistra assomiglia un po' a un Ulivo senza Prodi, con le stesse incognite riguardo a un futuro, eventuale impegno di governo. Tuttavia l'impronta pro-Europa è abbastanza evidente e in più l'intesa con Calenda ha rafforzato l'asse sul lato destro: un elemento di cui l'Ulivo di Prodi non disponeva

 

NICOLA FRATOIANNI

Vincitore a metà è lo stesso Calenda coi suoi partner di +Europa. Ha ottenuto un notevole numero di seggi, ha quasi cancellato i personaggi che gli erano invisi, da Di Maio alla sinistra di Fratoianni e Bonelli. In più ha imposto alcune priorità scomode, come i rigassificatori.

ANGELO BONELLI NICOLA FRATOIANNI

Ultimi Dagoreport

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!