giuseppe conte goffredo bettini

CONTE-BETTINI, STORIA DI UN AMORE – LA PRIMA CHIAMATA TRA "GIUSEPPI" E IL RASPUTIN DI ZINGARETTI RISALE AL 13 AGOSTO DEL 2019, CON IL PRIMO CHE ALZA LA CORNETTA E CHIAMA LA THAILANDIA PER PRESENTARSI E RINGRAZIARE PER UN’INTERVISTA. RISPOSTA: “PRESIDENTE, È PRATICO CON WHATSAPP? ALTRIMENTI QUESTA TELEFONATA CI VIENE A COSTARE SEIMILA EURO” – OGGI L’AVVOCATO DI PADRE PIO PRESENTA LA BOZZA DI RIFORMA DEL M5S, E IN CONTEMPORANEA GOFFREDONE LANCERÀ LA CORRENTE “THAILANDESE” NEL PD

GOFFREDO BETTINI GIUSEPPE CONTE

1 – CONTE E BETTINI, UN AMORE SENZA FINE - DOMANI L'AVVOCATO DI PADRE PIO PRESENTA LA BOZZA DEL SUO PROGETTO DI RIFORMA DEL M5S - GLI FARA' DA SPALLA BETTINI (CHE HA FATTO PACE CON D'ALEMA E S'AVVICINA A BERSANI) CHE LANCERA' LA SUA CORRENTE NEL PD (QUELLA "THAILANDESE")

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/conte-bettini-amore-senza-fine-domani-39-avvocato-padre-pio-265551.htm

 

GIUSEPPE CONTE IN VERSIONE THAILANDESE

2 – «PRONTO, GOFFREDO SONO GIUSEPPE» COSÌ NACQUE LA (FORTE) AMICIZIA TRA IL PROF E BETTINI

Tommaso Labate per il "Corriere della Sera"

 

«Pronto, il senatore Bettini? Sono Giuseppe, Giuseppe Conte». «Caro presidente, lei per caso usa Messenger di Facebook oppure è pratico con le chiamate vocali su WhatsApp? Bene, allora le do un consiglio. Sentiamoci in uno di questi due modi, altrimenti questa telefonata ci viene a costare seimila euro».

 

Se mai ci sarà il nuovo Ulivo, il nuovo centrosinistra, il nuovo cantiere dell'alleanza tra Pd e Cinque Stelle, ecco, la prima pietra andrà cercata là. Nel giorno in cui nasce la grande amicizia tra Goffredo Bettini e Giuseppe Conte, che oggi rappresenta il fondamento di tutto quello che si muove sull'arteria ideale che collega Movimento Cinque Stelle e Pd.

Zingaretti Bettini

 

«Quel gran genio del mio amico», direbbero con la strofa di Lucio Battisti l'uno dell'altro. Perché la stima che l'ex presidente del Consiglio nutre nei confronti dell'inventore del «modello Roma», oltre che di una sfilza di operazioni politiche in gran parte riuscite (il primo Rutelli e l'esordio di Veltroni al Campidoglio sono i fiori all'occhiello) l'ha reso di fatto il principale dei suoi interlocutori politici.

 

goffredo bettini walter veltroni dario franceschini

Stima ovviamente ricambiata, se è vero che i due passano ore e ore a discutere di politica, di cinema, di vita reale, di musica. Il primo «consiglio» che Bettini ha dato a Conte - una specie di «numero uno» di Zio Paperone, la prima moneta del grande patrimonio del personaggio della Disney - si materializza nella loro discussione quando si conoscono telefonicamente da nemmeno cinque secondi.

 

BEPPE GRILLO GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

È il 13 agosto del 2019, il giorno in cui - in un'intervista sul Corriere della Sera - l'ex parlamentare europeo, che si era trasferito in Thailandia, lancia l'idea di «un patto di legislatura» tra Pd e M5S, aderendo alla proposta lanciata poco prima da Matteo Renzi per scongiurare il ritorno alle urne e la probabile vittoria di Matteo Salvini; e, soprattutto, evoca per la prima volta l'ipotesi che Conte rimanga a Palazzo Chigi, cosa che poi succederà.

 

GIUSEPPE CONTE E MARIO DRAGHI

Il «consiglio» arriva quando l'Avvocato ha avuto giusto il tempo di presentarsi. «Sentiamoci via Messenger o WhatsApp». Sarà il primo di una serie infinita. Da lì le telefonate tra i due sono diventate settimanali, poi quotidiane. Ore e ore al telefono, e spesso anche dal vivo, in cui Bettini ha maturato la consapevolezza che la leadership di Conte non sarebbe stata passeggera.

 

Quando gli dicevano che l'arrivo del governo Draghi avrebbe spazzato via la popolarità dell'ex premier nei sondaggi, Bettini rispondeva: «Non sarà così. Conte non ha fretta, è paziente. E poi ha una capacità di ascolto che altri non hanno: guarda le persone, le ascolta. Non tutti hanno questa predisposizione, in politica. Mi ricordo di Ingrao, che mi portava in via della Conciliazione e diceva "Goffredo, le vedi le persone?". Ma quanti altri lo facevano e lo fanno?».

rocco casalino e giuseppe conte

 

Oggi, a due mesi di distanza da quelle previsioni, di fronte ai Conte-scettici di fine gennaio, l'ex parlamentare europeo sventola le rilevazioni sul consenso dell'Avvocato. «Hai visto?». Il tema di come far imboccare al nuovo M5S di Conte e al nuovo Pd di Enrico Letta la stessa autostrada, senza deviazioni o incidenti di percorso, sarà il cruccio dei prossimi mesi.

goffredo bettini gianni letta giuseppe conte

 

Bettini è convinto che i due ex inquilini di Palazzo Chigi abbiano dei «tratti comuni». Entrambi, ha detto a Conte, «sapete ascoltare, entrambi sapete aspettare». Sono complementari, insomma. Il suo modo di dare una mano, ha raccontato il «consigliere» agli amici, arriverà il 14 aprile prossimo con «manifesto», un contributo alla discussione che «non sarà in alcun modo una corrente». A riprova ha mostrato l'elenco degli intellettuali con cui sta lavorando. Tra questi, Mario Tronti, Nadia Urbinati e l'ex ministro dell'Università Gaetano Manfredi.

Bettini e Zingaretti goffredo bettini silvio berlusconi giuseppe conte by edoardobaraldigoffredo bettini nicola zingaretti piero fassino MARIO DRAGHI E GIUSEPPE CONTEgoffredo bettini walter veltroni chicco testa veltroni e bettinirocco casalino con giuseppe conte

 

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO