sergio mattarella mario draghi matteo salvini silvio berlusconi giuseppe conte enrico letta

DAGOREPORT! - IL GOVERNO È SFATTO E DRAGHI AVVERTE MATTARELLA: CON L’EUROPA, UNA FIGURA DI MERDA SULLE RIFORME (FISCO, CATASTO, LAVORO E CONCORRENZA) NON ME LA POSSO PERMETTERE - UN DISFACIMENTO POLITICO CHE NEI PROSSIMI GIORNI SI AVVICINERÀ ALL’ABISSO: RESTANO POCHE ORE PER TROVARE UN ACCORDO, ALTRIMENTI IL GOVERNO PORRÀ LA FIDUCIA SUL DISEGNO DI LEGGE CONCORRENZA, E IN CASO DI BOCCIATURA MARIO DRAGHI SI DIMETTERÀ - FORZA ITALIA DIVISA TRA DRAGHIANI E FILO-SALVINI, LEGA SPACCATA TRA I TRE GOVERNATORI E IL BAGNINO DEL PAPEETE, GRILLO CONTRO CONTE CHE VUOLE IL SUO NOME NEL SIMBOLO DEI M5S, LA POCHETTE DI TRAVAGLIO CHE ASPETTA LE AMMINISTRATIVE PER USCIRE DAL GOVERNO - L’UNICO CHE PUÒ PORTARE LA POLITICAGLIA SULLA VIA DEL GIUDIZIO È LA MUMMIA SICULA...

DAGOREPORT

mattarella draghi

Il governo è sfatto e Draghi, dopo una telefonata con Ursula von der Leyen, ha subito avvertito Mattarella: con l’Unione Europea, una tale figura di merda non me la posso permettere. Posso mediare, ha continuato il premier, ma sulle riforme non rinuncio alle promesse che ho fatto: in caso di bocciatura, sono pronto a rassegnare le dimissioni. Il Colle ha ascoltato l’aut-aut del capo del governo e quindi ha preso atto del lungo e duro testo inviato dalla Commissioneeuropea.

 

mario draghi ursula von der leyen

In primis, l'Italia deve attuare le quattro riforme previste nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), e quindi fisco, catasto, lavoro e concorrenza. 

Secondo: l’Italia deve anche tagliare la spesa, già nel 2023, e avviare la riduzione del debito e del deficit in modo graduale e credibile. 

 

Raccomandazioni (eufemismo) che, al momento, non si traduranno in procedura d'infrazione per il deficit eccessivo perché l'esecutivo di Bruxelles ha sospeso le procedure. "Ma una nuova valutazione sarà fatta nell'autunno 2022". 

paolo gentiloni ursula von der leyen

 

In totale difficoltà è il nostro commissario europeo all’economia “saponetta” Gentiloni: sotto attacco dei tedeschi e nordici non riesce più a mediare. In ballo non ci sono solo i 46 miliardi di euro che Bruxelles ci bonificherà tra giugno e dicembre a patto che le riforme abbiano preso forma, ma soprattutto la sopravvivenza dell’esecutivo Draghi. Con un mondo ancora sotto virus e sconvolto dalla guerra in Ucraina, una crisi di governo è quello che ci mancava.

matteo salvini mariastella gelmini

 

In queste ore il marasma politico sta infatti toccando il suo climax: a partire dalle barricate di Lega e Forza Italia sulle concessioni balneari, uno dei grandi capitoli della riforma della concorrenza di cui alla gente non frega un cazzo.

 

Sempre Salvini, ma in duplex con Renzi, si pone poi come ultimo ostacolo per la riforma della giustizia, in ballo il Csm. Ancora: sono 9 mesi che va avanti il confronto tra Draghi e la sua maggioranza parlamentare sul codice degli appalti. Infine, il fisco: Bruxelles ci chiede di ‘’allineare i valori catastali ai valori di mercato”, e qui serve il via libera di Pd e M5s.

MARTA FASCINA E SILVIO BERLUSCONI DA SORBILLO A NAPOLI

 

Un disfacimento politico che nei prossimi giorni si avvicinerà all’abisso: restano infatti poche ore per trovare un accordo, altrimenti il governo porrà la fiducia sul disegno di legge concorrenza, ma quello prima delle correzioni apportate dai partiti. E qui può accadere di tutto, di brutto.

 

silvio berlusconi convention di forza italia

La spaccatura in Forza Italia tra draghiani e filo-salviniani è stata celebrata alla convention di Napoli con lo scontro tra Salvini (che su suggerimento di Verdini padre liscia il pelo del Banana) e la governista Gelmini mentre sul palco si è visto un Berlusconi che ormai non ragiona più: dopo un’ora, in pieno deficit di lucidità, deve leggere quello che gli scrive la Ronzulli. La maggioranza dei parlamentari forzisti è pronta a passare tra le fila della Lega, la famosa federazione, dopo che Tajani ha fatto l’accordo con il Capitone (primo della lista alle prossime politiche).

giuseppe conte beppe grillo 2

 

Meno appariscenti ma anche nel Carroccio ci sono due correnti l’un contro l’altro armati: da una parte Salvini e dall’altra il trio dei governatori più Giorgetti (Draghi ha parlato 45 minuti con Zaia sui continui cambi d'umore del ‘’bagnino del Papeete’’ e del suo odio, non solo politico, nei confronti della Meloni).

 

L’ultimo scazzo tra i pentastellati vede il solito tarocco Casalino che vuole sostituire il nome di Grillo con quello di Giuseppe Conte sul simbolo del Movimento 5 Stelle: ovviamente idea subito bocciata da BeppeMao. Mentre Di Maio, cuor di coniglio paraculo sta sempre alla finestra, Spadafora tira fuori la spada e fa a fette Peppiniello che, su input di Travaglio, dopo l’annunciata débâcle delle prossime amministrative intende abbandonare il governo. 

luca zaia matteo salvini massimiliano fedriga attilio fontana

 

Tra i deliri di Orsini e le sparate di Di Battista, sbuca poi Patuanelli e comincia a blaterare di un nuovo partito con Bersani. Tanto per non farci mancare nulla, in memoria della monnezza dell’era Raggi, i grillonzi si scagliano contro il termovalorizzatore di Gualtieri.

 

meme travaglio conte

Questo è lo stato dell’arte: e l’unico che può riportare la nostra politicaglia sulla via del giudizio è la Mummia Sicula, alias Sergio Mattarella.

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…