giorgia meloni g7 di borgo egnazia - puglia

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI VUOLE ELEZIONI ANTICIPATE? FANTASCIENZA: L’UNICO CHE PUÒ SCIOGLIERE LE CAMERE È MATTARELLA, CHE NON HA ALCUNA INTENZIONE DI FAR PRECIPITARE IL PAESE IN UNA CRISI POLITICA. E COMUNQUE, ALLA DUCETTA NON CONVIENE CHIEDERE UN NUOVO PLEBISCITO: ESSENDO IRRILEVANTE IN EUROPA (URSULA HA CHIUSO L'ACCORDO CON I VERDI), NON HA MARGINI DI TRATTATIVA SUI CONTI PUBBLICI. E CON LA FINANZIARIA POCHE LACRIME E MOLTO SANGUE IN ARRIVO, NON C'È SPAZIO PER ALTRE PROMESSE – SALVINI LA PUNGOLA IN EUROPA E NEGLI USA: VOLA DA TRUMP PER INTESTARSELO, MENTRE LA DUCETTA, DA PREMIER CHE SI FACEVA DARE I BACETTI IN TESTA DA QUEL VECCHIO RIMBA DI BIDEN, NON PUÒ SBILANCIARSI…

DAGOREPORT

il video di giorgia meloni sul pnrr 4

No, Giorgia Meloni non sta pensando di portare il Paese al voto anticipato, come invece sosteneva un fantasioso retroscena di Tommaso Ciriaco, oggi su “Repubblica”.

 

Terrorizzata dalla possibile batosta sul referendum costituzionale premierato, la Ducetta, secondo il chigista del quotidiano diretto da Maurizio Molinari, starebbe immaginando un “reset: elezioni anticipate, nuova legittimazione popolare e, solo a quel punto, una riforma presidenziale senza più ostacoli lungo il cammino”.

 

Ma sono, al momento, soltanto fantasie. Innanzitutto perché, almeno fino a quando non saranno ridimensionati i poteri del Presidente della Repubblica, è Sergio Mattarella l’unico che può sciogliere le camere e portare il Paese a nuove elezioni.

 

E il Capo dello Stato, che giusto ieri ha preso a legnate il governo Ducioni con un appello contro “l’assolutismo della maggioranza”, non ha intenzione di far precipitare il Paese in una nuova crisi politica (alle orecchie della Sora Giorgia devono essere suonate minacciose le parole sulle possibili “soluzioni tecnocratiche”).

 

sergio mattarella settimana sociale dei cattolici

Ma non c’è solo lo scudo (crociato) di Super-Sergio a scongiurare un voto anticipato.

 

È alla stessa Meloni, infatti, che non converrebbe chiedere un nuovo plebiscito agli italiani. È vero che le elezioni europee sono andate meglio del previsto (Fdi ha racimolato il 28,8%), ma, con una finanziaria di poche lacrime e molto sangue in arrivo, è meglio non scherzare con il fuoco.

 

I soldi in cassa per fare altre promesse, ed eventualmente rispettarle, non ci sono: l’Ue ha aperto una procedura d’infrazione per deficit eccessivo, e da settembre il Governo dovrà negoziare un taglio del deficit, per il quale serviranno almeno 10 miliardi l’anno. Una situazione che ha precipitato la premier in un incubo horror nel giro di poco meno di un mese.

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI

Come scrive proprio Ciriaco, a inizio giugno per la premier i pianeti sembravano allineati: “Tutto perfetto, ogni dettaglio al suo posto: l’ulivo secolare a reggere il tavolone dei Sette grandi e Meloni al centro della scena. In tasca il 28,8% delle Europee. Una premier vincente a danzare la pizzica nella finta piazzetta del resort di Borgo Egnazia. Tre settimane dopo, il mondo capovolto: la presidente del Consiglio umiliata nella trattativa sui top jobs europei, fuori dalla maggioranza della prossima Commissione, all’angolo e costretta a scusarsi per le scandalose rivelazioni eternate dai video di Fanpage.

 

Giorgia Meloni Viktor Orban Mateusz Morawiecki

E ancora, Palazzo Chigi senza una lira in cassa per provare anche solo a immaginare un riscatto con la prossima manovra, con il rischio di un assalto autunnale dei mercati ai titoli di Stato italiani (nel pieno di una procedura d’infrazione per deficit eccessivo). Come non bastasse, ci si è messo anche Matteo Salvini, benedicendo un gruppo di ‘patrioti’ putiniani di cui lei, la premier, dovrà rendere conto oltreconfine con imbarazzo: ai tavoli Nato, alla Casa Bianca e nelle principali Cancellerie europee”.

 

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI BY EDOARDO BARALDI

Eccolo, l’infinito cul de sac in cui si è infilata la Regina della Garbatella. È isolata in Europa: i 24 deputati di Fratelli d’Italia non saranno determinanti per la rielezione di von der Leyen, dopo l’accordo sottobanco rimediato da Ursula con i Verdi (che hanno 54 seggi).

 

Certo, è riuscita in extremis a ricompattare il gruppo di Ecr ma il prezzo è quello di rimanere zavorrata dagli impresentabili: i polacchi del Pis e l’amato fascio-ispanico Santiago Abascal.

 

Un duo che la rende indigeribile per la maggioranza popolari-socialisti-liberali: l'unica soluzione per essere accettata come interlocutore, come le aveva chiesto di fare il premier polacco Tusk, era separare le sue strade da quelle dei nazionalisti. E invece la Sora Giorgia ha deciso di auto-relegarsi ai margini, trattando le nomine dei "top jobs" da capo di partito e non da primo ministro. Un errore marchiano, in una fase molto delicata per l'Italia: è la Commissione Ue ad avere l'ultima parola sui conti italiani. Averla dalla propria parte le farebbe molto comodo per risolvere o almeno congelare i dossier economici più caldi.

 

SALVINI TRUMP

A questo quadro non certo idilliaco, vanno aggiunte le mosse di Matteo Salvini. Il vicepremier si è ringalluzzito: fa coppia fissa in Europa con Orban e Le Pen, pungolando da destra la sora Giorgia.

 

E a breve volerà negli Stati Uniti per incontrare Trump e mettere il suo cappello sul tycoon. Il leader della Lega crede che “The Donald” sia un asset fondamentale: con Biden in modalità casa di riposo, Salvini potrà autoproclamarsi alleato del probabile futuro presidente americano. E la Meloni sarà considerata la solita “traditrice”: in Ue ha tentato l’inciucio con Ursula, negli Usa si faceva dare i bacetti in testa da “Sleepy Joe”…

ursula von der leyen giorgia meloni g7 borgo egnazia

 

 

giorgia meloni e mateusz morawiecki alla conferenza di ecr a varsaviatrump salvinigiorgia meloni e mateusz morawiecki a varsavia antonio tajani giorgia meloni matteo salvinigiorgia meloni e matteo salvini alla camera IL VOTO DI MELONI ALLA VON DER LEYEN - VIGNETTA BY GIANNELLI

 

IL MESSAGGIO DI DONALD TRUMP PER MATTEO SALVINI

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”