luigi di maio twitter followers

FAKE POLITICS – SETTE FOLLOWERS SU DIECI DEI POLITICI M5S SONO FALSI – DAL GARANTE BEPPE GRILLO A VIRGINIA RAGGI, DIBBA E LUIGINO DI MAIO: TUTTI I GRILLINI SONO SEGUITI DA BOT, ACCOUNT SPAM O PERSONE INATTIVE – LA PIAGA È COMUNE A TUTTI GLI SCHIERAMENTI: L’USO DEI FOLLOWER FINTI È PARTE FONDAMENTALE DELLA PROPAGANDA POLITICA

1 - LA TRUFFA MEDIATICA DEI BIG SONO FALSI SETTE FAN SU DIECI PRIMATO M5S

Domenico Di Sanzo per “il Giornale”

 

acquisire follower su instagram

La politica con il trucco. In un' epoca in cui la presenza sui social network è fondamentale per dettare l' agenda, è partita la corsa, tra i leader, a chi si accaparra più followers, i seguaci sulle varie piattaforme, pronti ad amplificare ogni messaggio di propaganda. Da Facebook a Twitter, passando per Instagram. Tutti gli schieramenti sono coinvolti nella gara, che come ogni competizione è soggetta a magheggi e alterazioni varie.

 

LUIGI DI MAIO SELFIE

Come il fenomeno dei fake followers, gli account sospettati di non essere autentici che si trovano spulciando in particolare i profili Twitter degli esponenti politici. Primi tra tutti quelli del M5s. Nonostante ciò che diceva Casaleggio nel lontano maggio del 2012: «La Rete è una conversazione tra persone che possono verificare le informazioni, che possono discuterne tra di loro. Non è quindi un media broadcasting, da uno a molti.

 

Per questo sta trasformando completamente il modo di fare comunicazione - spiegava il guru - la rete sta diventando un' agorà molto estesa, sempre più complessa». Proseguiva qualche riga dopo: «La Rete è politica allo stato puro». Con evidenza, tutto ciò ha poco a che fare con il fenomeno dei fake followers.

 

acquisto follower

Si tratta di bot, account spam o persone che non sono attive sui social da molto tempo. Nel primo caso parliamo di software in grado di gestire autonomamente degli account come fossero degli esseri umani (bot è l' abbreviazione di robot). Quindi sono in grado di retwittare, produrre contenuti, e mettere cuori, equivalenti ai mi piace di Facebook, a ciò che pubblicano altri utenti.

 

GAIA PARISE E MATILDE RIZZO CHIEDONO UN SELFIE A MATTEO SALVINI E POI SI BACIANO

Ci sono poi gli account dediti alle varie attività di spam, ovvero invio di messaggi indesiderati, pubblicazione di link dannosi, pubblicazione ripetuta di messaggi su argomenti di tendenza solo per attirare l' attenzione. Infine l' esatto opposto della partecipazione: gli utenti che sono iscritti al social network ma non sono in alcun modo attivi.

 

Utilizzando il sito Spark Toro, strumento in grado di monitorare i fake followers su Twitter, si scopre che le web star del Movimento della partecipazione in Rete sono seguite da moltissimi fan «sospetti». A partire dal Garante Beppe Grillo che conta il 71% di followers finti. Record battuto soltanto dall' ex presidente del Senato e fondatore di Liberi e Uguali Pietro Grasso con il 76% di followers finti.

MATTEO SALVINI SELFIE

 

Segue il sindaco di Roma Virginia Raggi con il 66% di bot, spam e account inattivi. Tra i grillini più popolari quasi tutti superano il 50%. Alessandro Di Battista si ferma al 60,7%, Luigi Di Maio al 63%, il nuovo frontman Gianluigi Paragone oltrepassa, seppur di poco, la metà. Chiara Appendino, sindaco di Torino, conta il 54% di account fake, la pasionaria Paola Taverna, tra i primi personaggi web lanciati da Casaleggio, arriva al 57%. Stessa percentuale toccata da Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, e dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

 

pagine facebook con milioni di follower che trasmettevano le partite pirata

L' account ufficiale del M5s sfiora il 70% di followers ritenuti ambigui. C' è da dire che il problema, però maggiormente per quanto riguarda i leader di primissimo piano, interessa anche altri partiti. Matteo Salvini ne ha poco più del 60%, mentre Matteo Renzi e Nicola Zingaretti sono quasi al 69%. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d' Italia non è da meno con il 64,8%. Va meglio in Forza Italia, dove Silvio Berlusconi ha il 41,9% e Antonio Tajani circa il 33%. Emma Bonino, storica leader radicale e fondatore di Più Europa si attesta al 56,2%. Laura Boldrini, nuovo idolo social della sinistra, ex presidente della Camera supera anche lei abbondantemente la metà con il 58,5%. Ci sono altre scale di misurazione per rendersi conto del fenomeno.

di battista

 

Il leader del Carroccio e ministro dell' Interno ha il 20% di followers finti in più rispetto ad altri utenti simili per popolarità. Di Maio, con questa classificazione, ha il 32% di seguaci dubbi in più rispetto agli account dello stesso range di notorietà. Gli account paragonabili a quello di Grillo per numero di followers, hanno una media del 41% di ammiratori fake, il fondatore del M5s svetta al 71,7%. La campionessa, rispetto agli utenti pari grado, è Chiara Appendino.

 

I personaggi con un bacino di pubblico simile al sindaco di Torino si fermano a una media del 18,5% di fake followers, la grillina triplica esattamente il risultato degli altri, raggiungendo il 54,5%. Uno dei pochi pentastellati di rango a rimanere sotto la soglia del 50% di followers finti è il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Il Guardasigilli, fedelissimo di Di Maio, secondo Spark Toro può contare il 39,7% di fan sospetti. Ma nemmeno lui sfugge al paragone con gli account della stessa «taglia». Poco più di 21 punti percentuali di differenza rispetto a una media del 18,5% di fake followers.

 

2 - «CON GLI ACCOUNT FASULLI MESSAGGI SUBITO VIRALI ECCO PERCHÉ SERVONO»

MATTEO FLORA

Domenico Di Sanzo per “il Giornale”

 

«Sono seduto a fare aperitivo, ma perdo volentieri un po' di tempo per parlare di questo argomento». A rispondere al Giornale è Matteo Flora (nella foto), informatico, hacker, esperto di propaganda digitale e, tra le altre cose, professore a contratto in «Open Source Intelligence» all' Università degli Studi di Roma Tor Vergata nell' ambito del master in «Intelligence Economico Finanziaria».

 

Flora mette subito le mani avanti, cominciando a spiegare la complessità del tema: «Non è banale, anzi è molto complesso stabilire cosa ci sia dietro alla grande massa di account segnalati come fake dall' applicazione. Soprattutto se parliamo di un partito come il M5s o la Lega».

donald trump fake news twitter

 

Così la discussione si muove su un doppio binario: tecnologico e sociale-politico. Ci spiega: «Sicuramente tra tutti i fake followers ci sono degli account artificiali, i cosiddetti bot, ma all' interno del grande gruppo degli account sospetti ci sono, altrettanto certamente, molte persone reali. Piuttosto la questione è un' altra».

 

E la questione riguarda le modalità di partecipazione politica di un partito come il M5s: «Le forze politiche populiste, come il Movimento, sono caratterizzate da un elettorato con una scolarizzazione molto bassa. È brutto da dire, ma è così e ci sono molte ricerche che lo dimostrano».

 

di maio di battista

Il ragionamento prosegue, sul parallelismo tra il comportamento di un account fake e su quello di una persona che sul social network si comporta come se fosse un bot: «Tra le caratteristiche di un account che portano a definirlo sospetto ci sono l' assenza di una foto del profilo, la pubblicazione di molti retweet senza produzione di contenuti, oppure se scrivo in una lingua diversa da quella con cui mi sono registrato.

 

Tutte cose che sono compatibili anche con una persona fisica che ha poca dimestichezza col mezzo, che va a iscriversi a Twitter essenzialmente per fare da megafono al proprio leader politico».

 

grillo di maio casaleggio

La partecipazione politica attraverso i social, Flora la paragona al tifo da stadio: «A questo punto la differenza tra il tifo calcistico, i fan club e la politica sfuma decisamente. Cambia davvero poco. La tattica è basata quasi solo sulla contaminazione social di una notizia, il politico cerca la visibilità anche attraverso questo tipo di account, sia che dietro ci sia una persona, sia un software automatico».

 

Ma nonostante sia molto difficile distinguere, Flora conferma che l' alterazione tecnologica del consenso politico esiste: «Anche se non riusciamo a quantificarli, i bot veri e propri esistono sicuramente. Anzi, l' uso dei bot è diventata una parte fondamentale della propaganda politica. Ormai i bot sono come quando una volta si andava a prendere l' elenco dei morti per mettere delle firme utili magari alla presentazione di una lista politica, è quasi la stessa cosa».

GRILLO CASALEGGIO DI MAIO DI BATTISTA

 

Gli utenti tecnicamente falsi, governati attraverso dei software, spesso sono la base di partenza per rilanciare un contenuto che poi diventa virale: «Nel caso di quasi tutti i politici o partiti, i bot vengono utilizzati nella fase iniziale come un acceleratore del messaggio. Funziona che un gruppo ristretto di utenti robotizzati, i cosiddetti botnet, sono i primi a rilanciare una notizia che si vuole venga diffusa massicciamente. Poi gli altri followers veri fanno il resto e il contenuto diventa virale».

 

Una strategia basata tutta sulla quantità: «Oggi il politico per essere ripreso dai giornali ed essere al centro del dibattito pubblico ha bisogno del maggior numero possibile di followers pronti a diffondere i suoi messaggi sul web, ogni leader ha il suo fan club acritico».

 

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