nicola zingaretti

LA FINE DI QUEL NAZARENO – ZINGARETTI NON AVEVA AVVERTITO NESSUNO DEL PARTITO DELLE DIMISSIONI. TE CREDO: ORMAI DAGLI EX RENZIANI AI SINISTRATI DI ORFINI SONO TUTTI SUOI NEMICI! –  “GIUDA” FRANCESCHINI A PAROLE DIFENDE IL GOVERNATORE DEL PD, MA È PRONTO A FARE ASSE CON “BASE RIFORMISTA” PER FAR FUORI IL FRATELLO DI MONTALBANO – LA MOSSA POTREBBE ESSERE SOLO UN PASSAGGIO INTERMEDIO FATTO PROPRIO PER DISINNESCARE IL FUOCO AMICO E ANDARE ALLA CONTA…

NICOLA ZINGARETTI DIMISSIONARIO IN VERSIONE DAFT PUNK

1 – PIU DELLE CORRENTI DEL PD, POTÉ LA D'URSO! ZINGARETTI SI DIMETTE DA SEGRETARIO DEL PD. MA LE SUE SONO DIMISSIONI IRREVOCABILI? L'USCITA DI SCENA POTREBBE ESSERE SOLO UN PASSAGGIO INTERMEDIO: DISINNESCARE IL FUOCO AMICO, ANDARE ALLA CONTA SUL REALE SOSTEGNO DI CUI ANCORA DISPONE, PROVARE A FARSI RIELEGGERE ALL'ASSEMBLEA DEL 13-14 MARZO ED EVITARE COSÌ LA GHIGLIOTTINA DEL CONGRESSO

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/piu-correnti-pd-pote-39-urso-ndash-nbsp-nicola-262935.htm

 

2 - PD, ZINGARETTI E LE DIMISSIONI: NON HA AVVERTITO NEANCHE I VICE

NICOLA ZINGARETTI

Maria Teresa Meli per www.corriere.it

 

Non lo aveva detto a nessuno. Non aveva avvertito quelli che ormai considera gli avversari interni, cioè il ministro della Difesa Lorenzo Guerini e l’ex presidente del partito Matteo Orfini. Ma c’è di più: Nicola Zingaretti non aveva anticipato le sue intenzione di dimettersi nemmeno al vice segretario Andrea Orlando e all’alleato Dario Franceschini. Neanche loro, che pure hanno con il leader del Pd un rapporto molto stretto ne sapevano niente.

LE DIMISSIONI DI NICOLA ZINGARETTI BY OSHO

 

Hanno appreso la notizia dai social e dalle agenzie di stampa. E si sono consultati tra di loro per capire il da farsi. La mossa del segretario ha spiazzato i massimi dirigenti del partito: avversari interni e alleati. E ora nel Pd ci si interroga su questa uscita: Zingaretti intende mollare davvero oppure il suo annuncio di dimissioni è un modo per stanare tutti, amici e nemici, e poi rilanciare?

 

3 – DIMISSIONI DI ZINGARETTI, LA MOSSA CHE ORA COSTRINGE IL PD A SCEGLIERE TRA DUE STRADE

Stefano Cappellini per www.repubblica.it

 

CECILIA D'ELIA NICOLA ZINGARETTI ANDREA ORLANDO

È stata una decisione sofferta, quella di Nicola Zingaretti, ma non improvvisa. Le dimissioni da segretario del Pd arrivano dopo settimane di una guerriglia interna che si è rianimata dopo la fine del Conte bis, ma che aveva già avuto altri picchi nel corso del suo mandato. Il punto di non ritorno è stata l’ultima direzione del partito, nella quale Zingaretti ha proposto l’avvio di un congresso rifondativo, tutto centrato sull’identità e le proposte per rilanciare la principale forza della sinistra italiana.

 

MEME SUL SOSTEGNO DI NICOLA ZINGARETTI A BARBARA DURSO

La risposta che è arrivata dalle correnti ha gelato le speranze del segretario: una parte della minoranza ha chiesto primarie per mettere in gioco la leadership, un'altra ha ipotizzato una tregua da barattare con un cambio di linea. Per Zingaretti è stata la prova che non c’era la volontà di discutere di temi, ma solo l’intenzione di logorarlo altri mesi in vista di una conta interna che, a suo giudizio, non sarebbe servita a un chiarimento bensì solo al regolamento di conti tra le diverse fazioni. Lì è maturata la scelta di dimettersi, come “atto d’amore per il partito”, ha spiegato Zingaretti ai pochi a quali ha scelto di comunicare personalmente la decisione, e come “passaggio necessario per il chiarimento”.  

 

MATTEO RENZI ALFONSO BONAFEDE GIUSEPPE CONTE NICOLA ZINGARETTI LUIGI DI MAIO – AMICI MIEI

Il Pd ha ora davanti due strade: una è la continuità del progetto di questi ultimi due anni, la costruzione di un campo di centrosinistra nuovo che sfidi la destra ricompattata dalla nascita del governo Draghi, nonostante la scelta di Giorgia Meloni di restarne fuori. L’altra è sciogliere quel vincolo, nonostante la leadership del Movimento a Giuseppe Conte rappresenti una garanzia di prosecuzione del percorso, e riaprire un confronto con altre forze, quelle centriste, Italia viva, Azione di Calenda, più Europa. Complicato ipotizzare Forza Italia, che non ha molte ragioni di sganciarsi dal “nuovo” Salvini. Toccherà a chi prenderà ora la guida confrontarsi con questa scelta strategica e lì – è la convinzione dell’ex segretario – si capirà se le sue scelte erano così balzane e sbagliate.

goffredo bettini nicola zingaretti piero fassino

 

Ma le alleanze sono solo una parte del problema, nemmeno la più importante. La questione principale resta cosa è il Pd e cosa vuole fare da grande questo partito nato (male) tredici anni fa.

 

BARBARA DURSO E NICOLA ZINGARETTI

Da questo punto di vista le dimissioni di Zingaretti possono avere un effetto virtuoso – mettere un gruppo dirigente consunto e piagato dal trasformismo davanti all’esigenza di una svolta reale – oppure vizioso – provocare un arroccamento ulteriore della nomenclatura, magari con l’illusione che basti un bagno di folla alle primarie (quando i bagni di folla torneranno possibili) per simulare una ripartenza. In questo secondo caso, è probabile che il futuro segretario torni ad avere presto i problemi che hanno avuto i predecessori.

 

nicola zingaretti dario franceschini

Ma è anche probabile che sarebbe l’ultimo a confrontarsi con il problema: questo Pd non è un partito per giovani e, prima o poi, dove non arriva la politica provvede l’anagrafe.

 

4 – PD:FRANCESCHINI,RICOMPONIAMO UNITÀ ATTORNO A ZINGARETTI 

(ANSA) - ROMA, 04 MAR - "Abbiamo sulle spalle non solo il destino del Pd ma una responsabilità più grande nei confronti di un paese in piena pandemia. Il gesto di Zingaretti impone a tutti di accantonare ogni conflittualità interna, ricomponendo una unità vera del partito attorno alla sua guida". Così Dario Franceschini su twitter.

 

5 – PD:BETTINI,DECISIONE NICOLA MI ADDOLORA MA COMPRENDO RAGIONI 

(ANSA) - ROMA, 04 MAR - "La decisione di Nicola Zingaretti mi addolora. Ne comprendo le ragioni. Spero ci sia lo spazio per un ripensamento. Il Partito Democratico ha bisogno della sua onestà, passione e intelligenza politica". Così Goffredo Bettini, membro della direzione nazionale del Pd, commenta con un post su Facebook l'annuncio delle dimissioni da segretario del Pd da parte di Nicola Zingaretti.

alessio damato nicola zingaretti

 

6 – PD:ORLANDO, UNITI PER CHIEDERE RIPENSAMENTO ZINGARETTI 

(ANSA) - ROMA, 04 MAR - "E' comprensibile l'amarezza di Nicola Zingaretti per gli attacchi. Credo che la sua scelta implichi e richieda uno scatto e una risposta unitaria, e unitariamente bisogna chiedergli di ripensare la sua decisione. Il Pd ha bisogno di un punto di riferimento per affrontare le sfide e le battaglie che ci sono. Credo che dovremo fare tutti il possibile perchè ci ripensi". Lo ha detto il ministro del Lavoro e vicesegretario del Pd Andrea Orlando.

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