luigi di maio

LA FRONDA SFONDA DI MAIO - LUIGI GALLO, PROFESSIONE FICHIANO: ''LA RESPONSABILITÀ È TUTTA DI LUIGI, SI DOMANDI SE MOLLARE. L'AMBIENTE DOVREBBE ESSERE LA NOSTRA STELLA POLARE. ABBIAMO DIMENTICATO I TEMI CENTRALI PER NOI'' - ELENA FATTORI: ''IN ASSEMBLEA CHIEDERÒ CHE SI DIMETTA DAI SUOI MINISTERI. NON PUÒ FARE TUTTO E MALE - GRILLO È SPARITO. SE NON FA IL GARANTE, CHE CI STA A FARE?''

1. "LA RESPONSABILITÀ È TUTTA DI LUIGI È ORA CHE SI DOMANDI SE MOLLARE"

Federico Capurso per ''la Stampa''

 

 

Il risultato del Movimento alle Europee è catastrofico. «E la responsabilità è tutta di Luigi Di Maio».

Non ci gira intorno il deputato M5S Luigi Gallo, presidente della commissione Cultura, fedelissimo di Roberto Fico e da sempre critico nei confronti del leader: «Sarebbe ora che Di Maio si chiedesse se è in grado di guidare un governo a trazione M5S o se invece non sia il caso di lasciare».

LUIGI GALLO M5S

 

Mercoledì il gruppo si riunirà in assemblea per analizzare la sconfitta. Avanzerete una richiesta di dimissioni nei confronti di Di Maio?

«Questo ancora non lo so. Ma vedo che i nostri elettori hanno percepito finora un governo a trazione leghista e per questo in molti ci hanno abbandonato. Sarebbe il caso di invertire la rotta, smetterla di inseguire i nostri alleati e tornare a combattere alcune battaglie identitarie che in questi mesi sono state abbandonate».

 

Chi ha vinto le Europee è la Lega. Se ad accelerare sui suoi temi fosse invece Salvini?

«Il governo non avrebbe più il mio sostegno. E non sarei l' unico a far mancare il mio appoggio: questo è un malessere condiviso all' interno del Parlamento. D' altronde non ha senso portare avanti ancora un governo in cui noi facciamo da stampella alla Lega.

Non possiamo restare incollati alle poltrone».

 

Di Maio ha detto che vuole ripartire dal salario minimo. È la direzione giusta?

fico di maio

«L' ambiente dovrebbe essere la nostra stella polare. Abbiamo dimenticato dei temi centrali, per noi, intorno ai quali avevamo aggregato una comunità. Questo è il prezzo che paghiamo».

 

Cosa chiedete?

«Che si imprima un' accelerazione alla legge per l' acqua pubblica e a quella contro il consumo del suolo. Sono bloccate in Parlamento da un anno e non riconoscere che per noi sono delle priorità, finora, è stato un clamoroso errore di leadership».

 

Avete perso anche le periferie. Che segnale è?

«I cittadini con il loro voto hanno espresso un bisogno di sicurezza, questo dobbiamo capirlo. La nostra ricetta contro il disagio non può essere la stessa di Salvini. Dobbiamo investire sulla cultura e in alcuni quartieri, come a Napoli, dove la nostra presenza è stata più forte, il voto ha dato esiti diversi. Lì abbiamo superato il 40 per cento dei consensi».

matteo salvini luigi di maio

 

Di fiducia in Di Maio ne ha poca. Ma l' alternativa qual è?

«Cinque anni fa non si pensava nemmeno a un capo politico. Il Movimento è una famiglia grandissima. Ci sono altre persone che la comunità può scegliere».

 

Un ritorno a una sorta di Direttorio, con più coordinatori?

«Il Direttorio aveva i suoi limiti ma funzionava. Può tornare una formula del genere, purché ci sia una pluralità vera al suo interno. Se in un Direttorio ci mettiamo cinque fedelissimi del capo che fanno esattamente quello che dice lui, non risolviamo nulla. E manca anche un' altra cosa».

 

Che cosa?

GRILLO COMMENTA DI MAIO SULLA COPERTINA DI FORBES

«Delle cabine di regia per valorizzare le competenze di tutti i portavoce del Movimento. Le chiediamo da un anno ma non arrivano ancora. Adesso vedremo con questa riorganizzazione del partito se qualcosa si muoverà o se invece continueremo a tenere una Ferrari in garage».

 

Giuseppe Conte ancora non lo sentite come un uomo del Movimento, capace di prendere in mano le redini del partito?

«Se entrare a pieno nel Movimento deve deciderlo lui. Io mi fido di Conte. Si è preso nel tempo un ruolo importante all' interno del panorama politico internazionale, ma in questo momento lo vedo solo come un buon presidente del Consiglio».

 

 

2. «UN DISASTRO, ED È COLPA SUA LUIGI LASCI I MINISTERI»

Alessandro Trocino per il ''Corriere della Sera''

 

«Il voto è stato un grande disastro di cui si deve assumere tutta la responsabilità Luigi Di Maio, visto che si è blindato con un regolamento che gli dà tutti i poteri». Elena Fattori, senatrice ribelle del M5S (da sei mesi aspetta un giudizio dei probiviri), non fa sconti.

 

Di Maio deve lasciare?

elena fattori

«Io in assemblea chiederò le sue dimissioni dai due ministeri. Non può fare tutto e male».

 

E da leader M5S?

«Se qualcuno lo chiedesse, dovrebbe rimettere il mandato in mano agli iscritti. Con una disfatta del genere non si può far finta di niente».

 

Cosa si è sbagliato?

«Gli errori sono stati tanti, a cominciare dal fatto che si è dato troppo spazio a Salvini».

Poi si è cambiata rotta nella comunicazione.

«Cambio di rotta tardivo e poco convincente. La nostra aggressività è stata insensata, visto che abbiamo lasciato fare qualunque cosa a Salvini».

Di Maio dice che nessuno dei quattro leader gli ha chiesto di lasciare.

gregorio de falco elena fattori

«Ma quali leader, Di Battista è fuori dal Parlamento. Se voleva, si candidava. Nessuno gli ha dato una delega, con il bene che gli voglio non conta nulla ora. Non esiste che viene e va».

 

Grillo è sparito.

«Ha una grande responsabilità, non è intervenuto e ora se non garantisce il rispetto della storia del Movimento, che ci sta a fare? O garantisce o si dimetta da garante».

 

E Roberto Fico?

«È stato del tutto inefficace finora per tenere il punto. Non si è mai visto né sentito. Con quel ruolo si sperava che potesse intervenire, e invece niente».

 

Ora il governo va avanti o si rompe tutto?

«Far cadere il governo sarebbe da irresponsabili».

 

Salvini ora stravincerà su Tav e autonomie.

«Il Parlamento è sovrano, il contratto è un canovaccio ma poi si deve discutere e deciderà l' Aula non il governo».

 

 

 

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