“DOPO AVERLO CONOSCIUTO UN PO' MEGLIO, TEMEVO CHE FOSSE TALMENTE STRONZO DA INIZIARE A DIVENTARMI SIMPATICO” – MARCO TRAVAGLIO IN MEMORIA DEL “CARISSIMO NEMICO” NICCOLÒ GHEDINI, SCOMPARSO A 62 ANNI: “ERA UN BELLO STRONZO. L'HO SEMPRE PENSATO QUAND'ERA VIVO E IL FATTO CHE ORA SIA MORTO NON MI PARE UN BUON MOTIVO PER DIRE IL CONTRARIO. ANCHE PERCHÉ HO L'IMPRESSIONE CHE A QUELLA NOMEA TENESSE PARECCHIO, CON LA FATICA CHE AVEVA FATTO PER GUADAGNARSELA” – “UN GIORNO DI 10 ANNI FA PRESI L’AEREO VENEZIA-ROMA E ME LO RITROVAI ACCANTO E…”

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Estratto dell’articolo di Marco Travaglio per "il Fatto quotidiano”

 

marco travaglio marco travaglio

L'on. avv. Niccolò Ghedini era un bello stronzo. L'ho sempre pensato quand'era vivo e il fatto che ora sia morto - e così presto, a 62 anni- non mi pare un buon motivo per dire il contrario.

 

Anche perché ho l'impressione che a quella nomea tenesse parecchio, con la fatica che aveva fatto per guadagnarsela: nelle aule di tribunale, in quelle parlamentari e negli studi televisivi, dove abbiamo incrociato le lame non so quante volte sui processi al suo cliente più illustre, che lui chiamava "il Presidente" con l'aria deferente di chi gli dà del lei. Anzi, del Lei.

 

niccolo ghedini 4 niccolo ghedini 4

Solo chi vuol passare alla storia come uno stronzo può coniare l'immortale definizione di "utilizzatore finale" per scrollare di dosso al "Presidente" se non la fama, almeno l'accusa penale di puttaniere di minorenni.

 

[…]  Poi un giorno di 10 anni fa presi l'aereo Venezia-Roma e me lo ritrovai accanto. Parlammo in libertà, come due carissimi nemici che non s'illudono di convincersi. Mi raccontò della sua famiglia-bene che vantava un paio di dogi. Gli spiegai che non ero comunista, come lui e il Presidente pensavano.

 

niccolo ghedini silvio berlusconi niccolo ghedini silvio berlusconi

[…] Mi spiegò che le leggi ad personam le avevano volute Previti e altri cattivi consiglieri. "Dubito che avrebbe vinto anche i processi per falso in bilancio senza depenalizzare il reato".

 

Lui fu onesto: "Beh, quelli, in effetti...". Alla fine, ai saluti, non mi chiese di tenere riservata la chiacchierata, ma non ce ne fu bisogno.

 

Non so perché non ne scrissi nulla. Forse perché, dopo averlo conosciuto un po' meglio, temevo che fosse talmente stronzo da iniziare a diventarmi simpatico.

 

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