matteo renzi paolo savona

“DOVREBBE ANDARE A CASA STASERA” - MATTEO RENZI PARTE ALL’ATTACCO DI PAOLO SAVONA, SECONDO CUI “VIVIAMO IN UNA DITTATURA”: “IL PRESIDENTE DI UN'AUTORITÀ INDIPENDENTE IN UNA REPUBBLICA ITALIANA, CHE NON È LA REPUBBLICA DELLE BANANE, NON DICE QUELLE COSE LÌ. DIRE QUELLO CHE SAVONA HA DETTO PORTA IMMEDIATAMENTE A CHIEDERE LE SUE DIMISSIONI” - IL PRECEDENTE SCAZZO TRA I DUE SUL CASO RCS-BLACKSTONE NEL LIBRO DI MATTEUCCIO - VIDEO

MATTEO RENZI - NESSUNO LEGGE IL MIO LIBRO, MA TUTTI LEGGONO DAGOSPIA
Paolo Savona

1 - “È UNO DEGLI SCANDALI PIÙ INCREDIBILI DEL MONDO FINANZIARIO DEGLI ULTIMI ANNI” - COME MAI LA CONSOB DI SAVONA NON È INTERVENUTA SUL CASO RCS-BLACKSTONE? RENZI HA UNA TEORIA CHE SNOCCIOLA NEL SUO LIBRO “CONTROCORRENTE”: “IL GOVERNO E LE AZIENDE PUBBLICHE FANNO TANTA PUBBLICITÀ SUI GIORNALI E IN TV. FORSE NON È UN CASO CHE ALCUNE TRASMISSIONI DE LA7 E ‘IL FATTO’ STRINGANO UNA FORTISSIMA COLLABORAZIONE: PRENDIAMO AD ESEMPIO LA STORICA OTTO E MEZZO DI LILLI GRUBER…”

MATTEO RENZI PRESENTA CONTROCORRENTE

 

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/ldquo-nbsp-scandali-piu-incredibili-mondo-277536.htm

 

2 - BANCHE E DITTATURA, BUFERA SU SAVONA. RENZI: ORA SI DIMETTA

Carlotta Scozzari per “La Stampa”

 

LUIGI MARATTIN

Fanno sempre più rumore le parole del presidente di Consob, Paolo Savona, secondo cui «viviamo in una dittatura». Ed è anzitutto politico il polverone che si solleva intorno al numero uno della Commissione di Borsa, nominato nel marzo del 2019 dal primo governo Conte dopo che il suo nome era già stato respinto dal presidente Mattarella per il ministero dell'Economia e gli erano perciò stati affidati gli Affari europei.

 

Paolo Savona

«Ma che succede a questo Paese?» si domanda su Twitter Luigi Marattin, deputato di Iv e presidente della commissione Finanze della Camera, che fa notare: «Prima un magistrato in servizio (il "no Green pass" Angelo Giorgianni, ndr), poi il presidente di Consob. Tutti affermano che siamo in dittatura.

 

Savona, il cui compito è difendere il mercato, lo dice per difendere il gruppo dirigente di una banca quotata che (dopo 6 anni di ricorsi falliti in Italia e in Europa) non si rassegna né al mercato né alla legge. Una legge voluta nel 2015 dal governo Renzi per aprire il sistema bancario alla concorrenza».

 

matteo renzi Controcorrente

Ed è lo stesso Renzi ad alzare il tiro: «Il presidente di un'autorità indipendente in una Repubblica italiana, che non è la Repubblica delle banane, non dice quelle cose lì. Dire quello che Savona ha detto porta immediatamente a chiedere, e io lo faccio nelle mie vesti da parlamentare, le dimissioni di Savona dalla Consob: dovrebbe andare a casa stasera.

 

E' folle ed è una ferita alle istituzioni italiane» dice nel podcast Metropolis su Repubblica.it. Il concetto sulla dittatura è stato espresso da Savona in una lettera privata pubblicata per errore, e poco dopo cancellata, sul sito del Comitato per l'autonomia e l'indipendenza della Popolare di Sondrio, che gli aveva domandato un parere sul lavoro svolto per attenuare gli effetti del processo di trasformazione della banca da cooperativa in società per azioni.

 

GIUSEPPE CONTE PAOLO SAVONA

E se Savona, dopo avere applaudito all'iniziativa del comitato, sembra accostare la Bce agli «organi collettivi della democrazia con conseguenze sui sistemi di libertà», non pare apprezzare nemmeno il voto maggiorato osteggiato dalla stessa Bce, considerato un meccanismo che mette in crisi la democrazia, facendo emergere «i sintomi latenti della dittatura, come quella nella quale viviamo ai giorni nostri».

 

GIUSEPPE CONTE URBANO CAIRO

«Credo che occorra una seria valutazione sull'opportunità di mantenere in carica il professor Savona» conclude Marattin. Mentre un altro deputato di Iv, Massimo Ungaro, ieri alla Camera ha domandato che «il governo intervenga sulle dichiarazioni del presidente di Consob sulla dittatura».

 

Nel pomeriggio, lo stesso Savona ha tentato di gettare acqua sul fuoco, spiegando in una nota che «il contenuto della lettera privata a Marco Vitale rientra in uno scambio di idee che da lungo tempo intrattengo con l'illustre studioso», dialettica che ruota intorno al «dilemma tra libertà e dittatura. Come ho scritto a Vitale - aggiunge Savona, 85 anni appena compiuti - attribuisco questa deriva culturale verso forme coercitive all'indebolimento e talvolta alla scomparsa delle strutture sociali intermedie, compresi partiti, sindacati e associazioni, fondamento della democrazia. Si tratta di idee liberali che sorprendono solo chi libero non è».

 

MARIO DRAGHI PAOLO SAVONA

E a proposito di sindacati, proprio ieri, in un durissimo comunicato, la First Cisl, anche prendendo come esempio Bankitalia (rispetto alla quale Savona ha di recente ottenuto l'equiparazione degli stipendi), ha sottolineato l'urgenza «di costruire in Consob una classe manageriale autorevole e di alto profilo, selezionata mediante procedure competitive trasparenti, non discriminatorie, adeguatamente pubblicizzate e ancorate a criteri meritocratici». Oltre al fronte politico esterno, Savona deve gestire anche quello sindacale interno.

MATTEO RENZI PRESENTA CONTROCORRENTE A MANDURIApaolo savonaPAOLO SAVONApaolo savona

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?