enrico letta massimiliano panarari giuseppe conte

“I GRILLINI SONO IN CADUTA LIBERA, MA IL PD RISCHIA GROSSO” - FATE SENTIRE A LETTA COSA DICE IL SOCIOLOGO MASSIMILIANO PANARARI: “LA POLITICA DEI CINQUE STELLE È SEMPRE STATA PARECCHIO ALTALENANTE E AMBIGUA, SPECIE SULLA GUERRA. CERTO, IL MOVIMENTO STA PERDENDO QUELLA PORZIONE DI VOTANTI PIÙ RADICALIZZATI E FILO-PUTINISTI. MA I GRILLINI SCONTANO ANCHE LA DEBOLEZZA DI CONTE E L’AMBIVALENZA” - “LA LINEA È STATA RIBADITA IERI DA CONTE E DA LETTA: AVANTI ASSIEME. IL VERO PROBLEMA È CHE IL PD POSSA PERDERE UNA FETTA DI ELETTORATO, RINCORRENDO L’IDEA DEL CAMPO LARGO. NON TUTTI I DEM SONO PRONTI A SPOSARE QUESTA ALLEANZA…”

Federico Di Bisceglie per www.formiche.net

 

GIUSEPPE CONTE CON ENRICO LETTA

Sarebbe troppo semplice definirli ‘fratelli coltelli’. Anche perché voci autorevoli – non ultima proprio quella del sondaggista Giovanni Diamanti qui su Formiche.net, sostengono che l’amore, fra Conte e Letta, non sia mai sbocciato.

 

Non è certo fiorito ieri, nel corso del summit romano. Incontro durante il quale né il pentastellato né il democrat hanno lesinato attacchi vicendevoli.

 

A prevalere, però, ancora una volta, è la ragione di Stato. Dunque: “Avanti assieme”. Nonostante le divergenze su termovalorizzatori romani, ma soprattutto sulla guerra in Ucraina.

 

Nel frattempo, Vito Petrocelli decade dal suo ruolo in Commissione Esteri. Il figlio dell’ideologo Gianroberto, Davide Casaleggio sconfessa la linea del Movimento e conta i minuti prima del tramonto dell’alleanza col Pd. In questo marasma, a rimetterci sono i pentastellati o i dem? “I grillini sono in caduta libera, ma il Pd rischia grosso”. La sintesi è del sociologo, saggista e docente dell’università Mercatorum, Massimiliano Panarari.

MASSIMILIANO PANARARI

 

Casaleggio imputa al Movimento una sorta di sclerotizzazione della linea politica. Conte e Letta baruffano ma alla fine sti stringono la mano e proseguono. Che sta accadendo?

Nella valutazione del rapporto fra i partner del campo largo, va tenuta a mente una questione oggettiva che caratterizza il Movimento 5 Stelle: la linea.

 

La loro politica è sempre stata parecchio altalenante e ambigua, specie sulla guerra. Il loro essere ondivaghi, specie all’inizio, ha garantito un consenso elettorale altissimo. Ora le divergenze portano non pochi problemi.

 

Problemi che si riverberano prima di tutto sull’elettorato pentastellato, sempre più esiguo.

Certo, il Movimento sta perdendo quella porzione di votanti più radicalizzati e filo-putinisti. Ma i grillini, sempre nell’ambito del campo largo, scontano anche la debolezza di Conte e l’ambivalenza sulla linea da tenere. Tanto più rispetto a un Pd – guidato da Letta – incardinato saldamente a sostegno di Draghi e filo atlantista.

GRILLO CASALEGGIO CONTE BY OSHO

 

A questo punto al Pd converrebbe spostarsi sui centristi di Renzi e Calenda?

Dal punto di vista della stabilità, l’alleanza con Italia Viva e Azione garantirebbe maggiore stabilità. Ma in politica contano i numeri. Il dato che vede in calo i pentastellati è oggettivo, ma è anche vero che non si sa quanto valgano i partiti di Renzi e Calenda.

 

D’altro canto il Pd non è da biasimare: a Letta servono partner per rendersi competitivo rispetto all’asse di centrodestra. Fermo restando che c’è anche una vecchia questione di rapporti non assestati tra il segretario del Pd e il fondatore di Iv.

 

A sinistra del Pd c’è però qualcuno che non ha gradito le posizioni di Letta su armi e guerra. Un elettorato che i dem perderanno?

enrico letta e giuseppe conte 1

Difficile a dirsi. Va riconosciuto a Letta il grande merito di essersi sempre mosso con circospezione ed equilibrio, cercando di tutelare anche le forze più a sinistra del Pd. Un partito, ereditato da Zingaretti, che era profondamente nostalgico del Conte II, dubbioso sulla guerra in Ucraina e sull’invio di armi per sostenere l’eroica resistenza ucraina.

 

Diciamo che più si allunga il conflitto scatenato dall’invasione di Putin, più si rischia che nel Pd si rompano gli equilibri interni.

 

letta calenda

Il campo largo, dunque, può soccombere al cospetto del conflitto?

Sicuramente l’idea elaborata da Letta era funzionale a uno scenario pre-bellico. Detto questo, la linea è stata ribadita ieri da Conte e dal segretario del Pd stesso: avanti assieme. Il vero problema è che il Pd possa perdere una fetta di elettorato, rincorrendo l’idea del Campo Largo. Non tutti i dem sono pronti a sposare questa alleanza.

 

Per ogni Petrocelli, c’è sempre un Di Maio che può smorzare gli attriti.

vito petrocelli intervistato dalle iene

Non c’è dubbio che il processo di maturazione fatto dal ministro degli Esteri sia più che apprezzabile. Peraltro gli va riconosciuto di essere un sincero sostenitore del governo Draghi. Ma le fratture tra Di Maio e Conte rendono il Movimento 5 Stelle un partner ancora meno credibile. Dunque, potenzialmente un altro nodo da sciogliere.

enrico letta giuseppe conte 1

letta calendaletta calenda

 

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…