roberta lombardi davide casaleggio

“IL MANIFESTO “CONTROVENTO” DI CASALEGGIO? L'IPOCRISIA DI QUELL'OPERAZIONE MI HADISTURBATA” - ROBERTO LOMBARDI CONTRO IL FIGLIO DEL FONDATORE: “SONO NEI 5 STELLE DA SEMPRE, SO TUTTO, E HO TROVATO QUELLE PAROLE INCOERENTI CON I COMPORTAMENTI MESSI IN CAMPO DA CHI QUEL MANIFESTO LO HA STILATO. DAL BLOG SIAMO USCITI DA PARECCHIO. C'È QUALCUNO CHE VORREBBE RIDURRE TUTTO ALLA DIMENSIONE DIGITALE, MA LA POLITICA SI FA IN STRADA O NEI PALAZZI”

Annalisa Cuzzocrea per “la Repubblica”

 

roberta lombardi a otto e mezzo

«Abbiamo dimostrato che quando si lavora sulle cose che uniscono e non sulle differenze, che permangono, le cose si fanno e pure velocemente». Roberta Lombardi, storica esponente del Movimento 5 stelle, è la nuova assessora alla Transizione ecologica e alla trasformazione digitale della Regione Lazio. Lavorerà al fianco di Nicola Zingaretti.

Dà vita, con la benedizione del Garante Beppe Grillo, di Giuseppe Conte e di tutti i dirigenti M5S, alla prima giunta regionale giallo-rossa.

roberta lombardi virginia raggi

 

Che importanza ha un passo del genere nella vita del Movimento?

«È un percorso partito tre anni fa. La maggioranza aveva i suoi numeri, non aveva bisogno di noi, ma abbiamo cominciato fin dal principio a collaborare su alcuni temi.

Abbiamo approvato misure importanti dal punto di vista legislativo e abbiamo capito che, pur restando due forze politiche distinte, c' è un pezzo importante di strada che possiamo fare insieme. Questo dimostra la trasformazione ineluttabile del Movimento: siamo nati raccogliendo rabbia, indignazione e rancore, ma siamo passati dalla frustrazione alla possibilità di realizzare le cose».

NICOLA ZINGARETTI ROBERTA LOMBARDI

 

Dal punto di vista dei superortodossi, anche dentro al Movimento, lei e Valentina Corrado, nuova assessora al Turismo, enti locali e sicurezza, vi siete prese due poltrone.

«Usano ancora il linguaggio della rabbia della prima ora. Tra noi c' è invece chi è cresciuto, maturato, non è rimasto un eterno adolescente in lotta col mondo. Ci siamo presi le poltrone perché sono posizioni che ti permettono di modificare veramente le cose. Se poi chi critica lo fa dopo averla persa, una poltrona, significa che cambiano a seconda di chi ci siede sopra».

conte zingaretti

 

Ma non siete passati dal voto su Rousseau. Perché?

«Perché stiamo ridefinendo il rapporto con l' associazione Rousseau. Ci sono un po' di nodi da sciogliere in maniera definitiva, per via di problemi che sono stati lasciati a bagno per anni. In questo momento non ci è stato consentito l' utilizzo della piattaforma, contiamo di risolvere l' intera questione entro la fine del mese per poter ricominciare a usare i nostri strumenti di democrazia diretta».

 

Come la risolverete?

«Trovando un accordo sia di tipo economico sia definendo i reciproci ruoli. Altrimenti, cercheremo una formula di fine rapporto che sia equa».

 

BEPPE GRILLO DAVIDE CASALEGGIO

Il manifesto controVento di Davide Casaleggio sembra un elenco di condizioni.

«L' ipocrisia di fondo di quell' operazione mi ha profondamente disturbata. Io sono nei 5 stelle da sempre, so tutto, e ho trovato quelle parole incoerenti con i comportamenti messi in campo da chi quel manifesto lo ha stilato».

 

L' esperienza della Regione Lazio, della Puglia dov' è entrata un' altra vostra assessora, si ripeterà alle prossime amministrative? Pd e 5 stelle insieme nelle città?

«Non a tutti i costi. Non serve affrontare insieme le elezioni se non c' è un progetto comune. È lavorando sui temi, sommando le differenze, che si possono trasformare in ricchezza. A me ad esempio non interessa il discorso di fare fronte comune contro la destra. Non serve correre contro qualcuno , ma per qualcosa».

roberta lombardi a otto e mezzo 1

 

Chiara Appendino ha lanciato un laboratorio comune per Torino. E a Roma? La sua idea resta quella delle primarie, nonostante Virginia Raggi sia ormai ufficialmente la candidata del Movimento?

«Penso, ma è una mia idea, che tutte le forze che si riconoscono nella rete progressista debbano presentare un programma e un candidato e che i cittadini dovrebbero votare chi li convince di più. Per poi correre insieme».

DAVIDE CASALEGGIO E ALESSANDRO DI BATTISTA

 

È preoccupata che a guidare il Pd non ci sia più Nicola Zingaretti?

«No. Sarei preoccupata se ci fosse una persona che non ha lo sguardo alzato verso il futuro, qualcuno concentrato sulle beghe di partito e sul bisogno di accontentare le correnti. Non mi sembra il caso di Enrico Letta però. Per come l' ho conosciuto, durante la sua esperienza di governo, sono abbastanza tranquilla. È stata un' epoca molto diversa da quella renziana»

 

Avete affidato a Conte il nuovo Movimento, rendendo vano tutto il lavoro che avevate fatto agli Stati generali. Vi occorreva un salvatore?

«So che Conte sta leggendo attentamente il documento di indirizzo uscito dagli Stati generali perché è frutto di un' elaborazione e di una maturazione fatta in questi anni. Quel che può offrirci la sua figura è la possibilità di contaminarci con altri movimenti, altre sensibilità, altre esperienze».

 

virginia raggi roberta lombardi

State uscendo dal blog.

«Dal blog siamo usciti da parecchio. C'è qualcuno che vorrebbe ridurre tutto alla dimensione digitale, ma la politica si fa in strada o nei palazzi. Ogni giorno».

 

Con Conte capo, Grillo resterà garante?

«Ci sarà sempre. Deve esserci. Nei primi anni di legislatura ci siamo concentrati sui bisogni dei singoli, con il reddito di cittadinanza. Adesso lui ha spostato l' attenzione sui bisogni della collettività, del luogo che ci ospita tutti, del pianeta. E che fai, te lo perdi uno così?».

DAVIDE CASALEGGIO

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA, GIOVANNI DONZELLI E ANGELO ROSSI, CHE, IN UN MOMENTO DI TOTALE ASSENZA DI LUCIDITA’, SI SONO INVENTATI “STABILICUM” (RIBATTEZZATA “MUSSOLINUN” DAL COSTITUZIONALISTA MICHELE AINIS) – LA DUCETTA, INFATTI, PIAN PIANO STA COMPRENDENDO CHE ANDRA' A SBATTERE: IL RISCHIO, CHE L'INEFFABILE “GOLPE” CAMUFFATO DA RIFORMA ELETTORALE VENGA BOCCIATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE, NON E’ PROBABILE MA PROBABILISSIMO, ANZI CERTO…

carlo conti la moglie sal da vinci e la moglie

DALLA BATTUTA "SESSISTA" DI CARLO CONTI ALLA MOGLIE CHE APRIREBBE LE PORTE ALLA VIOLENZA ALLA “CULTURA DEL POSSESSO” NELLA CANZONE DI SAL DA VINCI, SANREMO SI CONFERMA PER L’ENNESIMA VOLTA IL TERRENO PREFERITO DALLE ERINNI FEMMINISTE PER SPARARE CAZZATE: SI SONO LANCIATE IN UNA BATTAGLIA POLITICO-IDEOLOGICA CHE VEDO "TOSSICITA'" IN TUTTO - METTERE NELLO STESSO CALDERONE IL FEMMINICIDIO CON LA BATTUTA CHE IL PRESENTATORE FA ALLA MOGLIE CREA UN LINK PERICOLOSO E FUORVIANTE: SE TUTTO È VIOLENZA, NIENTE PIÙ LO È DAVVERO - PER NON PARLARE DELLA DEMONIZZAZIONE DEL BRANO DI SAL DA VINCI DA PARTE DELLE ORGANIZZATRICI DEL "LILITH FESTIVAL" DI GENOVA - LA POLEMICA PRETESTUOSA SULLE POCHE ARTISTE DONNE IN GARA...

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…