berlusconi salvini

PRIMA I FRANCESI! LA LEGA VOTA CONTRO L’EMENDAMENTO PRO-MEDIASET IN COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI AL SENATO. È DAVVERO UN “MERO” INCIDENTE PARLAMENTARE O SI TRATTA DI UN AVVERTIMENTO DI SALVINI A BERLUSCONI, CHE È PRONTO A SALVARE IL GOVERNO E ORMAI FA DI TUTTO PER NON NASCONDERLO? IN LOMBARDIA PRONTO IL RIMPASTO: FINALMENTE GALLERA (GUARDA CASO DI FORZA ITALIA) SARÀ CACCIATO

SALVINI BERLUSCONI

1 – FERMI TUTTI! È IN CORSO IL PIÙ GRANDE FAVORE POLITICO A BERLUSCONI DELLA STORIA RECENTE. È STATO PRESENTATO IN SENATO, PROPRIO DOVE IL GOVERNO PUÒ ESSERE SALVATO DA FORZA ITALIA, L'EMENDAMENTO DI GUALTIERI-PATUANELLI PER BLOCCARE BOLLORÉ E PERMETTERE A SILVIO DI SPUNTARE CENTINAIA DI MILIONI IN PIÙ IN CASO DI TRANSAZIONE O VENDITA A VIVENDI

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/fermi-tutti-corso-piu-grande-favore-politico-252509.htm

 

 

berlusconi bollore vivendi mediaset

2 - NORMA PRO MEDIASET, IL NO DELLA LEGA

Marco Galluzzo per il “Corriere della Sera”

 

Prima una spaccatura, con accuse incrociate fra Forza Italia e Lega, poi una ricomposizione, liquidando l'incidente come mera incomprensione dentro il centrodestra. La spaccatura sulla vicenda Mediaset-Vivendi, e sul tentativo parlamentare di proteggere l'azienda di Berlusconi dal tentativo di scalata da parte dei francesi, avviene durante l'esame del decreto Covid in commissione Affari costituzionali al Senato, con la Lega di Matteo Salvini che vota contro l'emendamento presentato dalla relatrice dem Valeria Valente, emendamento che ha il fine di proteggere l'azienda italiana dal colosso transalpino guidato dal finanziere bretone Bolloré.

MATTEO SALVINI CON LA MASCHERINA DI TRUMP

 

A fine giornata, il voto è in qualche modo corretto dal partito di via Bellerio con l'astensione in Aula, l'approvazione dell'emendamento, e l'episodio viene liquidato come «mero incidente parlamentare» nella coalizione di centrodestra. Eppure quella che alla fine viene definita come incomprensione sin dalla mattina produce il sospetto di un «avvertimento» del partito di Matteo Salvini a Berlusconi, presunto colpevole di avere un atteggiamento troppo moderato nei confronti del governo, soprattutto al Senato, dove la maggioranza ha numeri risicati.

matteo salvini silvio berlusconi

 

Di mattino infatti l'ennesimo appello alla collaborazione fra maggioranza e opposizione lanciato da Berlusconi, desta più di qualche malumore nella Lega. Ma alla fine è lo stesso Salvini a intervenire in Aula a Palazzo Madama per chiarire la posizione del suo partito. «Io non credo a presunti inciuci e ne ho parlato oggi con il presidente Berlusconi», scandisce il segretario leghista.

 

«Mediaset è una grande azienda italiana che va tutelata. Gli emendamenti che sono presentati alle 10 di sera e arrivano in commissione alle 9 della mattina non sono la soluzione per risolvere questi problemi. Una grande riforma organica non si fa di notte, con un emendamento al decreto Covid, ma si fa con trasparenza in Aula», facendone insomma una questione di metodo più che di merito.

ugo grassi

 

Un dato è rilevante: a esprimere la posizione della Lega in commissione Affari costituzionali è Ugo Grassi, da pochi mesi passato al partito di via Bellerio dopo aver militato nel Movimento 5 Stelle, che punta il dito contro il presunto tradimento del Movimento, «non solo alleato del Pd ma ora anche di Berlusconi».

 

GIULIO GALLERA ATTILIO FONTANA BY CARLI

Voto favorevole all'emendamento da parte dell'altro partito alleato di centrodestra, Fratelli d'Italia. Il tema è la tutela del Biscione dopo che la Corte di Giustizia dell'Ue si è espressa in modo contrario al congelamento della quota di partecipazione di Vivendi in Mediaset. L'incidente scatena comunque l'ira di Forza Italia, che con Andrea Cangini dice che per Salvini «contano prima i francesi e poi gli italiani» e con Osvaldo Napoli che definisce Salvini come un soggetto politico che «non vuole alleati, ma solo plauditori».

 

3 – Mediaset, lo sfregio di Salvini al Cav. E intanto la Lega prepara il rimpasto in Lombardia

Estratto dell’articolo di Valerio Valentini per “il Foglio”

FONTANA GALLERA

 

(…) La giornata, d’altronde, per Salvini ha già avuto un’altra pena, e lui è stato per lo più dietro a quella. Perché dalla Lombardia gli arrivano sin dall’alba gli echi della protesta dei suoi parlamentari e dei consiglieri regionali, per non dire di militanti e sindaci.

 

Così, con questa giunta allo sbando, non si può più andare avanti. Il più criticato, bersagliato e ingiuriato da tutti, è il solito Giulio Gallera. Bisogna rimuovere l’assessore al Welfare, bisogna cacciarlo: la richiesta è unanime.

 

gallera fontana

“Almeno lui va cambiato”, (...) perché, come va ripetendo da qualche giorno Giancarlo Giorgetti, se Gallera è indifendibile, chi lo difende diventa indifendibile. Vale per Attilio Fontana, evidentemente, e non solo per lui. Perché la Lega, tutta, su un eventuale tracollo sanitario della Lombardia si giocherebbe la faccia (…)

 

4- «SULL'ECONOMIA COLLABORIAMO» MANO TESA DI FI. ZINGARETTI: BENE

Paola Di Caro per il “Corriere della Sera”

 

berlusconi salvini

La disponibilità, nei messaggi, c'è stata sempre. Ma quello lanciato ieri da Silvio Berlusconi è un vero e proprio appello a maggioranza e governo: «Dobbiamo smettere di litigare, dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare seriamente, tutti insieme, per uscire da questa terribile crisi prima che sia troppo tardi».

 

silvio berlusconi

Parole molto nette quelle del leader di Forza Italia, che non recrimina contro il governo - «Ho fatto il premier per quasi 10 anni, so bene quanto sia difficile governare un'emergenza così complessa. Quindi non rivolgo facili accuse a nessuno, tanto meno al presidente del Consiglio» - anche se «essere giunti impreparati anche alla seconda ondata del virus è molto grave».

 

E però, ecco la mano tesa, «preferisco concentrarmi sulle cose da fare adesso» ed essere «costruttivo»: «Dobbiamo stringerci tutti intorno alle istituzioni come ci chiede il capo dello Stato. La maggioranza deve ascoltarci e tenere conto delle nostre proposte, non solo formalmente ma anche nella sostanza e noi dobbiamo condividere le loro decisioni», a partire dal Mes.

gianni letta luigi di maio

Quel che chiede FI lo spiega Antonio Tajani: «Adesso serve scrivere insieme la legge di Bilancio con due relatori», uno di maggioranza e uno di opposizione.

 

E arriva subito la disponibilità del Pd, che con il suo segretario Nicola Zingaretti da tempo chiede che si apra alle opposizioni, anche per sminare il difficile cammino del governo in questa fase critica: «Quella di FI è una buona proposta, va valutata e accolta coinvolgendo tutte le opposizioni: su questa sfida è bene che tutti abbiano opportunità di cimentarsi nella differenza dei ruoli, ma per il bene dell'Italia».

 

Non un'impresa facile, visto che all'apertura di Berlusconi - che peraltro fino a pochi giorni fa era stato duro sull'ipotesi di una cabina di regia - fa da contraltare il gelo di Matteo Salvini e la freddezza di Giorgia Meloni: «Il confronto si fa in Parlamento: se vogliono tener conto del nostro parere, accolgano le nostre proposte, che facciamo su ogni tema, sempre inascoltati».

zingaretti berlusconi di maio

 

Se la cogestione della legge di Bilancio, o almeno un dialogo proficuo, saranno possibili si vedrà presto, ma l'impegno arriva anche dai presidenti di Senato e Camera Casellati e Fico che dopo un confronto con il capo dello Stato, ieri si sono visti per valutare la possibilità di conferenze dei capigruppo congiunte tra le due Camere. Proposta che ha visto d'accordo i gruppi di maggioranza e FI.

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...