beppe grillo joker

LA RITIRATA STRATEGICA DI GRILLO: IL SOSPETTO NEL MOVIMENTO E’ CHE DIETRO L’ANNULLAMENTO DEL TOUR NEI TEATRI PER UN PICCOLO INTERVENTO LEGATO ALLE APNEE NOTTURNE CI SIA LA VOLONTA’ DI 'BEPPE MAO' DI NON METTERCI LA FACCIA IN QUESTA FASE CONFUSA DEL 5 STELLE - SENZA UNA VERA GUIDA POLITICA, IL M5S È IL VERO RISCHIO DI TENUTA DEL GOVERNO CONTE…

Alessandro Trocino per il Corriere della Sera

 

 L' anno era cominciato con un urlo liberatorio, ambiguo come si conviene a ogni comico (molto meno a un politico): «Basta avere paura, sarà un anno meraviglioso!».

grillo

 

Ottimismo paradossale sparato mentre, badile alla mano, Beppe Grillo ricordava i cambiamenti climatici e (si) scavava una fossa sulla spiaggia o, interpretazione alternativa, allestiva una trincea. L' anno poi è cominciato non benissimo, con i 5 Stelle in difficoltà e Luigi Di Maio dimissionario.

 

E rischia di continuare ancora peggio: oggi si vedrà il livello del fossato raggiunto dai 5 Stelle in Emilia-Romagna e in Calabria, mentre Grillo annuncia la cancellazione del suo show Terrapiattista .

 

La motivazione addotta, in un post su Facebook, è medica: «Devo purtroppo comunicarvi che sono costretto ad annullare le date del mio prossimo tour Terrapiattista , in partenza a febbraio, per un problema di apnee notturne che negli ultimi tempi non mi sta permettendo di riposare e lavorare correttamente.

 

A breve mi dovrà sottoporre a un intervento chirurgico e, tra degenza e convalescenza, non sarò in condizione di portare il mio spettacolo in giro per l' Italia. Avremo modo di recuperare il tour in futuro».

grillo

Neanche una battuta, un doppio senso, un calembour.

Solo un mesto, «L' elevato», a firmare il tutto.

 

Dentro il Movimento più di uno sospetta che la ritirata sia strategica. Il tour doveva partire il 13 febbraio a Forlì e finire il 15 maggio a Chiasso. «Un piccolo intervento fa saltare quattro mesi di tour? Non è che non vuole metterci la faccia?». In effetti, problemi di salute a parte, le presenze pubbliche di Grillo sono sempre più centellinate. Ha aspettato due giorni per commentare l' addio di Di Maio. Lo ha fatto con un messaggio nel quale non sprizzava empatia e affetto. È noto come sia scontento della guida impressa dal leader politico, ma che sappia anche che di alternative valide ce ne siano ben poche.

 

È come se Grillo si sia lasciato trascinare nel vortice del dubbio, proprio quello che invitava a coltivare nel claim del nuovo spettacolo annullato. Spiegava: «La cultura, l' informazione, la scienza ci hanno tradito, come la politica. Tutto è scontato, prevedibile, e allo stesso tempo incerto. Solo attraverso il dubbio possiamo davvero essere liberi».

LUIGI DI MAIO INCONTRA BEPPE GRILLO A ROMA 2

 

Pratica sana e utile, coltivare il dubbio, ma poco adatta a chi ha il compito di governare l' Italia o, come nel suo caso, tira i fili della sua creatura, contribuendo alla creazione di una classe dirigente autonoma. Dal «vaffa» al dubbio la strada è lunga e così forse Grillo ha pensato di coltivarlo privatamente per un po'. Lasciando magari strada ad Alessandro Di Battista e Gianluigi Paragone che, come ha rivelato quest' ultimo, stanno studiando uno show a due.

 

GRILLO CORRE A NASCONDERSI: SHOW ANNULLATI

Chris Bonface per Libero Quotidiano

 

Ormai è diventata una moda gettare la spugna dalle parti del Movimento 5 stelle. Dopo le dimissioni clamorose da capo politico del movimento di Luigi di Maio a una manciata di giorni dalle elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria, a ritirarsi questa volta è addirittura Beppe Grillo, il fondatore del movimento. Non dalla guida dei grillini: quello l' ha già fatto da tempo, ritagliandosi il ruolo un po' etereo de "L' Elevato". Grillo si ritira sia pure momentaneamente anche dal mestiere che gli era restato: il comico.

 

luigi di maio incontra beppe grillo a roma

Ieri sulla sua pagina Facebook ha infatti annunciato l' annullamento delle prossime date del tour del suo spettacolo, "Terrapiattista". «Devo purtroppo comunicarvi», ha scritto ai fan, «che sono costretto ad annullare le date del mio prossimo tour "Terrapiattista", in partenza a febbraio, per un problema di apnee notturne che negli ultimi tempi non mi sta permettendo di riposare e lavorare correttamente.

 

A breve mi dovrò sottoporre ad un intervento chirurgico e, fra degenza e convalescenza, non sarò in condizione di portare il mio spettacolo in giro per l' Italia. Avremo sicuramente modo di recuperare il tour in futuro». Certo i problemi di salute non si discutono (anche se le apnee notturne sono piuttosto diffuse), ma qualche sospetto sulla tempistica della decisione circola fra i più maliziosi. Anche perché il tour era stato annunciato non una vita fa, ma l' 8 di gennaio e come prima data prevista aveva l' appuntamento del 13 di febbraio al teatro Diego Fabbri di Forlì, proprio nel cuore di quell' Emilia-Romagna dove si voterà domani.

beppe grillo

 

Per questo la tempistica dell' uscita di scena è sembrata molto legata al terremoto che sta coinvolgendo in questi giorni il Movimento 5 stelle.

 

Alla vigilia della apertura delle urne infatti la sola certezza che c' è senza bisogno di conoscere i sondaggi segreti, è quella del tracollo elettorale grillino. Non una novità, intendiamoci: in Emilia-Romagna il movimento era già precipitato dal 27,54% delle politiche del 4 marzo 2018 al 12,89% (meno della metà) raccolto alle europee del 26 maggio dello scorso anno. Il rischio che è ben presente nelle fila del movimento è quello di una ulteriore robusta discesa nei consensi, con lo spettro di dimezzare il risultato ottenuto alle regionali del 2014 (13,3%) che fu l' anno nero elettoralmente parlando della storia grillina.

 

All' epoca Grillo si riempì di Maalox, oggi scompare dal pubblico scegliendo una operazione e una degenza che cascano proprio a fagiolo.

 

 

GRILLO JOKER

Non a caso l' idea che accarezzata da Di Maio era stata quella di non presentare proprio il simbolo alle elezioni, cercando di evitare una sicura figuraccia in un momento particolarmente confuso di militanti e simpatizzanti. Ma quella ipotesi è stata messa in minoranza e stufo di mettere la faccia sui tonfi elettorali (uno dopo l' altro una volta andati al governo), Di Maio la faccia l' ha tirata via di scena in extremis. Certo sarà difficile ora buttare la responsabilità dell' eventuale insuccesso sulle spalle di Vito Crimi, reggente da pochi giorni. Ma il punchball a cui si era abituati all' interno del Movimento non c' è più e non c' è nemmeno lo spirito di Grillo messo a letto per l' occasione: è assai probabile che da lunedì in poi voleranno cazzotti un po' alla rinfusa nel movimento.

 

L' Emilia-Romagna d' altra parte è stata un po' la prima vetrina di tutto ciò che erano nel bene e nel male i grillini. Lì (e in Piemonte) nel 2010 furono eletti i primi consiglieri regionali, lì sono nate le prime guerre intestine con botte da orbi ed espulsioni da partito comunista sovietico.

casaleggio bugani grillo

 

Esemplare la rapidissima parabola negativa di Giovanni Favia, il cocco di Grillo precipitato nella polvere dopo pochi anni ed espulso dal movimento. Così come accaduto poco dopo a Federico Pizzarotti, primo sindaco grillino di rilievo nel 2012 a Parma e poi espulso con ignominia al primo avviso di garanzia. Quella terra è stata un po' il motore della crescita grillina di questi anni, e ora rischia di essere il simbolo di una decrescita per loro assai poco felice.

 

Regionali a parte, resta il tema politico di un partito di maggioranza relativa in parlamento che ormai nel paese è una evidente minoranza, dietro di sicuro a Pd e Lega, ma con il rischio di essere sorpassato anche da Giorgia Meloni.

BEPPE GRILLO

 

I suoi leader non si capacitano delle ragioni di questa improvvisa crisi. Come raccontano al Tesoro in una riunione con i colleghi la M5S Laura Castelli ha allargato le braccia sospirando: «Se tu risolvi un loro problema gli italiani non ti sono affatto riconoscenti, perché pensano che tu hai fatto solo il tuo dovere minimo. Molto più redditizio elettoralmente soffiare sul fuoco dei problemi e lasciarli irrisolti». Certo l' esperienza di governo ha prosciugato lentamente il consenso elettorale grillino, poi bisogna capire se gli italiani hanno davvero avuto questa percezione di problemi risolti o se la loro opinione non sia quella diametralmente opposta.

 

Con questa confusione in testa e senza una vera testa (nel senso di guida politica), il M5S è il vero rischio di tenuta del governo di Giuseppe Conte.

 

BEPPE GRILLO

Perché la divisione in capetti e i litigi fra fazioni possono fare saltare in aria tutto anche contro la convenienza dei singoli che sanno già come sia impossibile ai più sperare di tornare dopo nuove elezioni in Parlamento. Anche l' attuale assetto provvisorio -di un reggente nazionale come Vito Crimi e un capo delegazione al governo come probabilmente Stefano Patuanelli- rischia di accendere micce invece di spegnerne.

 

Perché di fronte a non improbabili contrasti di maggioranza nessuno dei due sarebbe in grado di impegnare il resto del M5S su un possibile compromesso. Ad ogni sì che dicessero scoprirebbero che una buona parte delle truppe non verrebbe dietro. Potrebbero essere proprio loro la causa della caduta dell' esecutivo.

 

Beppe GrilloBeppe Grillo

Ultimi Dagoreport

funerali crans montana

DAGOREPORT - ANCHE NOI, COME TUTTI, CI STRINGIAMO AL DOLORE PER I RAGAZZI ITALIANI MORTI A CRANS-MONTANA. LO STATO SI È IMMEDESIMATO NEL RUOLO DI MADRE E DI PADRE, CON SINCERA VICINANZA, MA O SI IMMEDESIMA PER TUTTI E SEMPRE (OGNI TRE GIORNI CI SONO DUE MORTI SUL LAVORO) O È MEGLIO CHE RESTI IL GARANTE DELLE REGOLE. NON ERANO SOLDATI DI VENT’ANNI CADUTI NELLA DIFESA DELLA PATRIA PER I QUALI È OBBLIGO MORALE CHINARSI SULLA BARA E I FUNERALI DI STATO…SONO STATI DEI RAGAZZINI DANNATAMENTE SFORTUNATI, COSÌ COME QUELLI SVIZZERI E FRANCESI, LE CUI SALME SONO RIMASTE O RIENTRATE IN SILENZIO - IN QUESTA TRAGEDIA LA COMPASSIONE PER IMMEDESIMAZIONE È RISULTATA PLASTICA NELLE NOSTRE DUE POLITICHE PIÙ NOTE: MELONI, CHE SI È PRESENTATA SULLA SCENA POLITICA AL GRIDO DI “SONO UNA MADRE” SI È COMPORTATA DA MADRE, MA È PRIMO MINISTRO. ELLY SCHLEIN, NON MADRE E DI PASSAPORTO SVIZZERO, SI È COMPORTATA DA SVIZZERA, IN SILENZIO SULLE REGOLE DI QUESTO SUO ALTRO PAESE. TROPPO MAMMA E TROPPI PASSAPORTI PER TROPPO DOLORE?

khamenei damad iran proteste

DAGOREPORT – È FINALMENTE SCOCCATA L’ORA DI UNA NUOVA RIVOLUZIONE IN IRAN? GLI OTTIMISTI LO SPERANO, IL REGIME TEOCRATICO LO TEME: AL DODICESIMO GIORNO DI PROTESTA, LE VIOLENZE SI MOLTIPLICANO E IL POTERE DI KHAMENEI È SEMPRE PIÙ FRAGILE – LA PRESA DELLA DITTATURA REPRESSIVA SI STA INDEBOLENDO AL PUNTO CHE SI INIZIA A PARLARE DI TRANSIZIONE, E CRESCONO LE QUOTAZIONI DELL’AYATOLLAH MOSTAFA MOHAGHEGH DAMAD, CHE IN UN DISCORSO RECENTE HA ATTACCATO NIENTEPOPODIMENO CHE LA GUIDA SUPREMA – IL FALLIMENTO DEL REGIME È TOTALE: DALL’ECONOMIA ALLA POLITICA ESTERA. ESSERSI LEGATO MANI E PIEDI A RUSSIA E CINA HA ELIMINATO POSSIBILI ACCORDI ECONOMICI CON L’OCCIDENTE, E I TERRORISTI FORAGGIATI PER ANNI (HAMAS, HEZBOLLAH, HOUTHI) SONO STATI SPAZZATI VIA FACILMENTE DA ISRAELE…

trump putin macron starmer

DAGOREPORT – I BOMBARDAMENTI FRANCO-BRITANNICI IN SIRIA, PIÙ CHE A COLPIRE L’ISIS, SERVIVANO A MANDARE UN MESSAGGIO A TRUMP E PUTIN: GUARDATECI, CI SIAMO ANCHE NOI. LONDRA E PARIGI, UNICHE POTENZE NUCLEARI EUROPEE E MEMBRI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU, MA SONO STATI BEN ATTENTI A NON CONDANNARE IL BLITZ AMERICANO IN VENEZUELA. IL MOTIVO? ABBIAMO TROPPO BISOGNO DI TRUMP SULL’UCRAINA PER SFANCULARLO. IL TOYBOY DELL'ELISEO CI HA RIPENSATO SOLO QUANDO QUELLO L'HA PRESO PER IL CULO IMITANDOLO MENTRE LO PREGA DI NON FARGLI TROPPO MALE CON I DAZI – LA SIRIA A UN PASSO DALLA NORMALIZZAZIONE CON ISRAELE: MA AL JOLANI PREPARA LA RESA DEI CONTI CON I CURDI…

marco rubio donald trump jd vance

DAGOREPORT – DONALD TRUMP STA “IMPEACHATO” PER LE MIDTERM: RISCHIA UNA BATOSTA CLAMOROSA ALLE ELEZIONI DI METÀ MANDATO E PER FOMENTARE LA BASE PROVA A INCITARE I DEPUTATI USANDO LO SPAURACCHIO DELL’IMPEACHMENT. DELLA SERIE: SE MI METTONO SOTTO ACCUSA, FINITE SENZA POLTRONA ANCHE VOI – L’ISOLAMENTO DI VANCE È UN CONTENTINO ALLA BASE DEL “VECCHIO” PARTITO REPUBBLICANO, CHE PUNTA TUTTO SU QUEL VOLPONE DI MARCO RUBIO. MA ANCHE IL SEGRETARIO DI STATO HA UNA GROSSA MACCHIA SUL CURRICULUM: DA FIGLIO DI ESULI CUBANI, PER FARE CARRIERA SI ERA INVENTATO CHE IL PADRE ERA FUGGITO DALL’ISOLA PERCHÉ ANTI-CASTRISTA (ERA UNA BALLA) – LA LOTTA PER LA CANDIDATURA NEL 2028 E I PRECEDENTI: SOLO DUE VOLTE NEGLI ULTIMI TRENT’ANNI IL PARTITO DEL PRESIDENTE HA GUADAGNATO SEGGI ALLE MIDTERM…

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…