alessandralocatelli

UNA SCERIFFA AL PIRELLONE - L'ULTIMA NEW ENTRY IN GIUNTA È LA LEGHISTA ALESSANDRA LOCATELLI - FONTANA (ANZI, SALVINI) LE HA DATO UN SUPER ASSESSORATO: FAMIGLIA, SOLIDARIETÀ SOCIALE, DISABILITÀ E PARI OPPORTUNITÀ. L'IDEALE PER LA LOCATELLI CHE AL COMUNE DI COMO FECE LA GUERRA A CLOCHARD, MENDICANTI, VENDITORI DI ROSE E "FINTI MUSICISTI DI STRADA", OLTRE OVVIAMENTE A MIGRANTI, ISLAMICI E ONG - QUELLA VOLTA CHE PRESENTÒ UNA MOZIONE CONTRO MATTARELLA MA POI...

Andrea Sparaciari per www.businessinsider.com

 

alessandra locatelli coi volantini di salvini

“Il Capitano” e il “Popolo lombardo”. Sono i due sconfinati amori di Alessandra Locatelli, new entry nella giunta di Attilio Fontana. Oscurato mediaticamente dall’ingombrante ritorno di Donna Letizia Brichetto Moratti, l’ingresso della “pasionaria della Lega” nella stanza dei bottoni del Pirellone rischia di dimostrarsi deflagrante.

 

alessandra locatelli 3

Perché per l’ex ministro della Famiglia del primo governo Conte, nella “squadra d’eccellenza” incaricata di “riportare a Lombardia davanti a tutti” (copyright by Fontana) è stato riservato un super assessorato: Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità.

 

alessandra locatelli e bobo maroni

A volerla a tutti i costi in quella posizione - che controlla i rapporti col mondo del volontariato, nonché i fondi per la disabilità e quelli per le famiglie -, Matteo Salvini in persona, il grande sponsor della Locatelli. È stato infatti sotto il Capitano che la giovane leghista ha raggiunto le vette del potere: folgorata in giovanissima età da Umberto Bossi, era diventata vicesindaco e assessore alla Famiglia nel comune di Como sotto Bobo Maroni nel 2017, per poi approdare in Parlamento nel 2018 e assurgere al ministero della Famiglia, sotto il “suo” Matteo.

 

alessandra locatelli e matteo salvini

E quando le cose si sono messe molto male per la Lega nella regione principe, a causa di una gestione della pandemia ormai platealmente fallimentare, così come quella delle campagne vaccinali, è lei che il Capitano ha chiamato “per rimettere le cose in ordine”. E Locatelli ha risposto. Naturalmente.

 

«Ringrazio Matteo Salvini e anche Fontana (ma un po’ meno, ndr)», ha esordito collegata in teleconferenza alla presentazione ufficiale della nuova giunta sabato 9 gennaio, «sono orgogliosa di questo incarico. Grazie ai Lombardi, popolo sacrificato, che ha bisogno di rinascere», ha aggiunto. Toni da vecchia Lega, di quella che ce l’ha duro, liberi dall’ingombrante sovranismo.

 

alessandra locatelli con sergio mattarella e giuseppe conte

Del resto Locatelli è una dura, per Repubblica la cover del suo cellulare porta la scritta “Zarina Ale”. Lo ha dimostrato non tanto nel periodo romano – troppo breve la sua permanenza in carica, per poter mostrare il meglio del suo repertorio, solo quattro mesi -, quanto nelle battaglie condotte nella sua Como.

 

Di lei a Roma si ricordano soprattutto per quella petizione contro il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, colpevole di non aver nominato Paolo Savona ministro dell’Economia. “Chiederemo a tutti gli amministratori della Lega in Lombardia di rimuovere immediatamente dai loro uffici pubblici la foto di Mattarella, che non rappresenta più un garante imparziale dei cittadini”, recitava il testo che fece circolare sulla sua pagina Facebook. Solo pochi mesi dopo, si presentò al cospetto dello stesso Mattarella per firmare da ministro. Naturalmente l’incidente era stato dimenticato (da lei, da molti altri no).

 

prima la petizione contro e poi la stretta di mano della locatelli a mattarella

Dicevamo che il meglio di sé lo ha dato da assessore e vicesindaco di Como. Nel suo mirino (aveva anche la delega al “decoro urbano”) sono entrati nell’ordine: clochard, mendicanti, venditori di rose (quelli li odiava proprio, tanto da arrivare a organizzare una vera e propria retata di vigili un 8 marzo contro i pusher di mimose).

 

alessandra locatelli 5

Memorabile poi fu la guerra condotta dalla “Sceriffa Locatelli” contro quella inqualificabile piaga sociale dei “finti musicisti di strada”. Una categoria a sé, che la neo assessora lombarda aveva definito come quei suonatori di strada che ricorrono a basi pre-registrate o a piccoli stereo amplificati, facendo finta di suonare. Contro i Beethoven in playback l’allora vicesindaca aveva emesso un’ordinanza ad hoc. Aveva anche imposto ad alcuni locali della città di spegnere il Wi-fi libero, perché utilizzato anche dai migranti. Quindi niente connessione gratis. Scontata invece l’avversione per islamici e Ong.

 

alessandra locatelli 2

Un amore quello per Como che non si è sopito neanche nei lunghi mesi passati nella Capitale. Anche da lì Locatelli si è preoccupata delle sorti della sua città, partecipando – da remoto – a tutte le polemiche che hanno infiammato la città del Lago. L’ultima, che risale all’autunno scorso, ha visto la Locatelli duellare con l’intero mondo del volontariato comasco, sempre a causa dei clochard.

 

Motivo del contendere, un dormitorio che il comune saldamente in mano al centrodestra vorrebbe aprire per i senzatetto, in base a una delibera approvata nel luglio del 2019, grazie a una maggioranza trasversale che comprendeva Forza Italia e persino Fratelli D’Italia. L’unico partito contrario? La Lega. La neo assessora lombarda non solo si è scagliata contro l’ipotesi di concedere un rifugio ai disgraziati, ma ha rilanciato proponendo di circondare i portici della ex chiesa di San Francesco dove i senza tetto di rifugiano per dormire, con una cancellata.

alessandra locatelli contro i mendicanti

 

«Garantire la sicurezza dei nostri cittadini è un dovere. Chi oggi a Como continua a parlare di nuovi dormitori solo perché fa più notizia – aveva detto la Locatelli lo scorso ottobre  – e vota contro la proposta della Lega di mettere cancelli davanti a chiese, palazzi e portici, dimentica che, anche attraverso questi semplici ausili, è possibile limitare il degrado e garantire il decoro della città».

 

alessandra locatelli della lega

Alla Locatelli rispose in quell’occasione l’associazione Civitas di Como, che si occupa di accoglienza, ricordando come l’ex assessore fosse riuscita a non spendere neppure un euro dei fondi stanziati prima del suo arrivo in carica per i progetti sociali: «Nulla di quanto messo a disposizione per la marginalità a Como è frutto del suo lavoro. Tutto esisteva da prima che lei assumesse l’incarico ai servizi sociali ed è frutto dell’impegno dell’intelligenza e delle capacità di coloro che l’hanno preceduta. Due anni non le sono bastati per utilizzare gli 840 mila euro ereditati da chi l’ha preceduta per far fronte all’emergenza sociale dei senza dimora», scriveva l’associazione in una nota.

matteo salvini alessandra locatelli

 

«In due anni si è persa nel nulla la presenza del comune di Como nel progetto (ereditato e finanziato) di giustizia riparativa per ridurre i conflitti sociali (1,5 milioni di euro) – prosegue Civitas – A lei si deve imputare il ritardo colpevole nella messa a punto della ricognizione degli alloggi disponibili per l’assegnazione ai nostri concittadini. A lei va attribuita la responsabilità della costituzione di un’inutile e onerosa Azienda speciale dei servizi sociali che, solo per il fatto di esistere, sottrae ogni anno centinaia di migliaia di euro ogni anno alle persone cui sarebbero destinati».

 

alessandra locatelli matteo salvini

Una piccola storia che però illustra chiaramente quale sarà l’orientamento della nuova giunta di Attilio Fontana nei confronti degli stranieri e degli ultimi. Il Popolo lombardo è avvisato.

alessandra locatelli 1

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