renzi aereo blu volo air force

SEDILI IN POSIZIONE ERETTA PER L'AIR FORCE RENZI! - SOCIETÀ ALLE CAYMAN E DEBITI CON ALITALIA: TUTTI I PASTICCI DELL'AIRBUS DI ETIHAD. LA PROCURA DI CIVITAVECCHIA INDAGA SU UNA ''COINCIDENZA'': POCO PRIMA DELLA STIPULA DELL'ACCORDO MOLTO ONEROSO PER GLI 8 ANNI DI AFFITTO, ALITALIA AVEVA EMESSO UN'OBBLIGAZIONE PER UN IMPORTO QUASI IDENTICO, 200 MILIONI DI DOLLARI, INTERAMENTE SOTTOSCRITTI DA ETIHAD. FORSE DI UN INCENTIVO PER PARTECIPARE ALLE OPERAZIONI DI SALVATAGGIO?

 

Simone Di Meo per “la Verità

 

«Si avvisano i signori passeggeri che abbiamo appena avviato le manovre di atterraggio. Vi preghiamo di allacciare le cinture, di verificare che il tavolino davanti a voi sia chiuso e che il vostro sedile si trovi in posizione eretta». Stavolta l' Air Force Renzi è sbarcato a Georgetown, nelle Isole Cayman.

airbus a340 nuovo aereo blu di renzi 5

 

Lo avevamo lasciato, qualche giorno fa, come ricorderanno i nostri lettori, mentre sorvolava la città di Katmandu - capitale del Nepal - dove alcune tracce portavano alla misteriosa Uthl, la società di leasing che ha fittato il vettore alla Etihad prima che questa lo girasse, con un gravoso contratto di mutuo, all' Alitalia per le esigenze dell' allora capo del governo.

 

HIMALAYA E CARAIBI

La vera sede legale della Uthl è però dall' altra parte del globo, ad «appena» 14.473 chilometri di distanza dal Nepal. In una strada che si chiama Mary Street, sperduta nel cristallino mar dei Caraibi. La sigla della compagnia sta per Union Three Leasing Limited. Ad unire i puntini nell' affollato cielo dei database aeronautici è stato Antonio Bordone, esperto di incidenti aerei e autore del libro Piloti malati e proprietario del sito Air Accidents.

 

i voli dell aereo di stato etihad dal fatto quotidiano

La Uthl ha fittato l' Airbus 340/500 alla Etihad - ha scoperto ancora Bordone - in data 1 marzo 2007 sottoscrivendo un contratto di appena cinque paginette che è stato registrato il 13 dello stesso mese. Nove anni dopo, nel 2016, la società degli Emirati Arabi decide di riscattare il velivolo, per 6,4 milioni di euro, perché dovrà a sua volta noleggiarlo ad Alitalia come nuova ammiraglia della flotta della presidenza del Consiglio dei ministri. Renzi voleva infatti un aereo che potesse affrontare le traversate oltreoceano senza lo stress degli scali intermedi, e la scelta era caduta sull' aereo di linea prodotto da Airbus tra il 1993 e il 2011.

 

Tra la nostra compagnia di bandiera e la società di Abu Dhabi viene allora firmato un contratto di noleggio della durata di otto anni, per un valore di 168 milioni di euro. In pratica: 26 volte il prezzo dell' aeromobile.

 

Nel 2017 però i sogni di gloria del fu Rottamatore precipitano nel mare in tempesta del referendum costituzionale. Il Bullo dovette lasciare Palazzo Chigi a Paolo Gentiloni senza aver mai inaugurato l' Air Force Renzi che resta, per tutto un altro anno, malinconicamente fermo nell' hangar.

toninelli renzi di maio air force renzi

 

Solo agli inizi dell' agosto 2018, il nuovo governo messo in piedi da Lega e Movimento 5 stelle decide di rescindere il contratto con Alitalia. Mossa che, notizia di pochi giorni fa, ha comportato la dura reazione della controparte emiratina che ha intenzione di trascinare in tribunale Alitalia per inadempienza contrattuale.

 

SINGOLARITÀ

Nel 2017 però sono accadute due cose molto particolari. La proprietà della Uthl decide di chiudere la società con un atto registrato come «voluntary liquidation», pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Isole Cayman, per avvisare creditori e debitori. Quasi in quelle stesse settimane, la guardia di finanza riceve una delega d' indagine da parte della Procura di Civitavecchia per fare chiarezza sui conti di Alitalia. Pochi mesi dopo, quel fascicolo esplorativo assumerà i connotati di una inchiesta per bancarotta fraudolenta che è ancora in corso.

 

aereo renzi

 L' incrocio, che potrebbe portare ad approfondire anche le manovre attorno all' Air Force Renzi soprattutto in relazione al gravosissimo impegno finanziario sostenuto dalle casse pubbliche per il noleggio da Etihad, sta nel fatto che all' epoca la società mediorientale era socia al 49% della nostra compagnia di bandiera. C' è peraltro anche un ulteriore dettaglio che ha incuriosito - secondo quanto ha potuto verificare il nostro giornale - gli inquirenti: poco prima della stipula dell' accordo per l' Air Force Renzi, la compagnia di Fiumicino aveva emesso un' obbligazione per un importo quasi identico a quello del leasing, circa 200 milioni di dollari, interamente sottoscritti da Etihad. Una semplice coincidenza oppure un incentivo per partecipare alle operazioni di salvataggio di Alitalia?

RENZI AEREO DI STATO

 

DENARI PUBBLICI

L' inchiesta dell' ufficio inquirente laziale verte in particolare proprio sulla responsabilità degli amministratori indicati dalla compagnia emiratina per il buco da 400 milioni di euro che ha zavorrato Alitalia.

 

Tra il 2017 e il 2018, le fiamme gialle hanno acquisito documenti presso la sede sociale della compagnia tricolore concentrandosi, nello specifico, sulle relazioni dei commissari straordinari e su altri dossier raccolti dai loro consulenti sull' origine delle perdite, con un focus sui primi due mesi del 2017, quando sono stati bruciati più di 100 milioni di euro.

 

di maio e toninelli davanti all air force renzi

Tra le tante attività finite nel mirino degli investigatori, due le operazioni su cui si concentra l' attenzione della guardia di finanza: la cessione di alcuni slot particolarmente pregiati (ovverosia le finestre temporali a disposizione di una compagnia per decollare da determinati aeroporti: le fasce orarie comode e ambite dai viaggiatori valgono più di quelle particolarmente disagevoli) passati dalla compagnia di bandiera ad Etihad e tutta la partita dei punti Millemiglia accumulati dalla società. L' Air Force Renzi non ha ancora superato l' uragano.

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...