carola rackete - matteo orfini - graziano delrio

LA SINISTRA SELFIE E FUGGI - “LIBERO” RANDELLA: “MEGLIO FINIRE IN GALERA CON LA PIRATESSA GERMANICA CHE CIRCOLARE A PIEDE LIBERO CON FRATOIANNI, DELRIO, ORFINI, DAVIDE FARAONE E RICCARDO MAGI. LA SOLITA BANDA DEI SINISTRATI CHE PER DUE GIORNI HA LUCRATO SULLA VICENDA DELLA SEA WATCH3, SALVO POI LASCIARE LA RACKETE AL SUO DESTINO E TORNARSENE POI A CASA PRESUMENDO DI AVER COMPIUTO CHISSÀ QUALE ATTO DI EROISMO…”

Alessandro Giuli per “Libero quotidiano”

 

CAROLA RACKETE E GRAZIANO DELRIO

Meglio finire in galera con la piratessa germanica che circolare a piede libero con Nicola Fratoianni e Graziano Delrio e Matteo Orfini o Davide Faraone e Riccardo Magi. Insomma la solita banda dei sinistrati che per due giorni ha lucrato sulla vicenda della Sea Watch3, salvo poi lasciare Carola Rackete al suo destino di arrestata (ai domiciliari, niente di eccessivo: con ogni probabilità verrà espulsa dall' Italia) e tornarsene poi a casa presumendo di aver compiuto chissà quale atto di eroismo.

 

Almeno l' invasata tedesca approdata a Lampedusa sfondando il blocco della Guardia di Finanza, pur di attraccare con i suoi disgraziatissimi migranti, ha dimostrato un carattere sbruffonesco ma d' acciaio e si è assunta le responsabilità della propria sfida.

CAROLA RACKETE - MATTEO ORFINI - GRAZIANO DELRIO

 

Chiamatela fuorilegge o narcisista umanitaria; consideratela pure una svampita di buona famiglia divorata dall' assurdo senso di colpa di una ricca Germania che si vergogna d' essere se stessa (in effetti è così): fatto sta che Frau Rackete vale da sola tutti gli Orfini spiumati che hanno eletto domicilio coatto su quella nave, godendosi l' ebbrezza di una gita con sacco a pelo a beneficio di telecamere e social network, giustificando con piglio falso-dannunziano l' infrazione della legge da parte della teutonica salvo poi rimanersene con le mani in mano una volta giunti all' epilogo della storia.

 

Parafrasando Ezra Pound, potremmo dire che Carola ha accettato di correre determinati rischi per le sue idee e dunque, se pure le sue idee siano errate come pensiamo qui, lei ha dimostrato in ogni caso di valere qualcosa.

 

LA CORTE ITALIANA

CAROLA RACKETE - MATTEO ORFINI - GRAZIANO DELRIO

Ma tanto è coerentemente sbagliata Carola, quanto incoerentemente ridicola si è dimostrata la sua piccola corte italiana che - fingendo di prendersela con il solito cattivissimo ministro Matteo Salvini - ha ingaggiato contro le leggi nazionali una battaglia navale a salve, come in una specie di adolescenziale playstation politica. Il comunista scapigliato Fratoianni lo conosciamo: non ha un voto e fa del suo meglio per continuare a non averne.

 

Delrio, solitamente schivo e misurato, di punto in bianco ha deciso di dare l' assalto alla logica più spiccia paragonando il contegno della Sea Watch3 a un' ambulanza che passa col semaforo rosso a sirene spiegate. Orfini è il fenotipo del gregario capitolino trascinato a forza nel teatro dell' assurdo, una vittima della solitudine. Magi, il radicale intruppato con Emma Bonino, ha invece i tratti dell' eterno velista alle prime armi.

delrio orfini e fratoianni in aeroporto verso lampedusa

 

NULLA DI EPICO

Il quadro d' insieme è talmente desolato da rappresentare lo spot insuperabile di un mondo in confusione da non imitare. Non perché non si abbia il diritto, qualora ci si senta in dovere, di solidarizzare anche in modo estremo con l' immigrazionismo delle Ong; ma perché non c' è nulla di epico e c' è parecchio d' inopportuno nel farlo così, a dispetto del buon senso e della maggioranza dei concittadini che pretendono il rispetto delle regole e l' impegno dell' Europa intera nel risolvere (o almeno contenere) la questione migratoria.

 

CAROLA RACKETE E GRAZIANO DELRIO

Se poi costoro avessero davvero aderito alla dottrina di Carola, e cioè "avanti tutta costi quel che costi", avrebbero dovuto pagare un prezzo più elevato d' una scottatura solare sul naso. Potevano almeno improvvisare qualche forma di resistenza passiva.

E invece la loro inerzia ne ha tradito la coscienza infelice e paracula.

Buono forse per cazzare una gomena sul veliero di qualche megapresidente fantozziano, il quintetto dei sinistrati di Lampedusa ha certificato una volta in più che i progressisti italiani sono votati alla sconfitta e forse non vinceranno mai più.

 

delrio orfini e fratoianni in aeroporto verso lampedusa.

Però arrivano sempre primi al traguardo dell' autolesionismo. In fondo dovremmo essergliene riconoscenti. Una prece, infine, per i 42 disperati traghettati dall' Africa alla ricerca di un futuro migliore. Diceva Omero nell' Odissea che "gli stranieri e i mendicanti vengono tutti da Zeus; ciò che ricevono, anche se poco, è gradito" al più alto degli dèi. Ma loro sono finiti al centro di una disputa mediatica infelicitante: l' immeritato sacrificio umano andato in scena in una brutta carnevalata fuori stagione.

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