il papa col rabbino davanti al muro del pianto

TORAH PER LE CORNA - LE CONTESTATE FRASI DI FRANCESCO SUI LIBRI SACRI HANNO FATTO INCAZZARE LE MASSIME AUTORITÀ RELIGIOSE EBRAICHE, TRA CUI IL RABBINO AROUSI: UN INEDITO PER QUESTO PONTIFICATO, DI SOLITO ATTENTO AL DIALOGO FRATERNO E INTERRELIGIOSO - IL VATICANO, IN IMBARAZZO, SPIEGA: "STIAMO LAVORANDO A UNA RISPOSTA MA È CHIARO CHE CERCHIAMO UN DIALOGO COSTRUTTIVO"... (TALMENTE CHIARO CHE NE È NATO UN CASO)

TAGLIARE LA TESTA ALLA TORAH - PROTESTA DA ISRAELE CONTRO IL PAPA DOPO UNA FRASE SIBILLINA SULLA LEGGE EBRAICA, GIUDICATA SUPERATA

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/tagliare-testa-torah-protesta-israele-contro-papa-dopo-280873.htm

 

Fabio Marchese Ragona per “il Giornale

 

papa francesco e il rabbino rasson arousi

Una lettera con una richiesta di chiarimenti, un atto formale, e la preghiera di manifestare al Papa «la nostra angoscia» per alcune recenti frasi del Pontefice sulla Torah, i primi cinque libri della Bibbia ebraica.

 

Un nuovo caso, questa volta riguardante i rapporti tra cattolici ed ebrei, sta creando in queste ore non poche tensioni all'interno delle stanze d'Oltretevere. Per due motivi: perché non ci sono mai stati precedenti del genere in questo pontificato, molto attento al dialogo fraterno e interreligioso, e perché sono coinvolte in prima persona le massime autorità religiose ebraiche, tra queste il Rabbino Rasson Arousi, presidente della Commissione del Gran Rabbinato d'Isralele per il Dialogo con la Santa Sede.

 

il rabbino rasson arousi

Il «rav» ha scritto al suo «omologo» vaticano, il cardinale svizzero Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l'unità dei cristiani e della Commissione per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo.

 

Una missiva finita già sulla scrivania di Papa Francesco che ha chiesto al porporato e ai suoi collaboratori di rispondere alle richieste dei «fratelli ebrei» e chiarire ogni cosa. Al centro della questione alcune parole pronunciate da Papa Bergoglio all'udienza generale di mercoledì 11 agosto, quando Francesco ha tenuto una catechesi sulla lettera di San Paolo ai Galati.

 

il rabbino arousi e il papa

Secondo i rabbini, il Pontefice avrebbe utilizzato termini che potrebbero far supporre che la legge ebraica sia superata. Le frasi «contestate» sono: «La Legge non è alla base dell'Alleanza perché è giunta successivamente, era necessaria e giusta ma prima c'era la promessa, l'Alleanza».

 

E ancora: «Un'argomentazione come questa mette fuori gioco quanti sostengono che la Legge mosaica sia parte costitutiva dell'Alleanza. No, l'Alleanza è prima, è la chiamata ad Abramo. La Torah, la Legge in effetti, non è inclusa nella promessa fatta ad Abramo».

 

il papa col rabbino davanti al muro del pianto

«La Legge però non dà la vita, non offre il compimento della promessa, perché non è nella condizione di poterla realizzare. La Legge è un cammino che ti porta avanti verso l'incontro». Mentre «chi cerca la vita ha bisogno di guardare alla promessa e alla sua realizzazione in Cristo».

 

Secondo i vertici religiosi, Francesco avrebbe, con queste parole, presentato la fede cristiana come un superamento della Torah, la quale nell'era attuale risulterebbe dunque «obsoleta».

 

papa francesco 1

Affermazioni che a dire di Arousi sarebbero «parte integrante di un insegnamento sprezzante verso gli ebrei e verso l'ebraismo, cose che pensavamo fossero state completamente ripudiate dalla Chiesa».

 

In effetti le relazioni tra le due religioni trovarono un punto di svolta da metà anni 60 con il ripudio da parte del Concilio Vaticano II, con il decreto «Nostra Aetate», del concetto di colpa ebraica per la morte di Gesù, dando il via ad un dialogo culminato nel 1986 con la storica visita di Giovanni Paolo II alla Sinagoga di Roma.

 

papa francesco e benedetto 3

Con Benedetto XVI, nel 2009, si era però creata una frattura per la remissione della scomunica al vescovo lefebvriano negazionista Williamson. Tensioni subito spente dalle parole dello stesso Joseph Ratzinger che aveva definito «inaccettabile e intollerabile» la posizione di chi tra gli uomini di Chiesa nega o minimizza la Shoah. Nella lettera inviata al cardinale Koch, il rabbino ha chiesto di «trasmettere la nostra angoscia a Papa Francesco» e avere certezza «che ogni conclusione dispregiativa sia chiaramente ripudiata».

 

Visita di papa Francesco 2

«Stiamo lavorando a una risposta ma è chiaro che cerchiamo un dialogo costruttivo», spiega a Il Giornale un alto responsabile della Commissione vaticana per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo, «quello che ha detto il Papa è teologia paolina allo stato puro e questo lo faremo presente. Per il resto non c'è alcuna intenzione di ferire la comunità ebraica o di riesumare quell'insegnamento del disprezzo contro il popolo ebraico che ha fatto tanto male».

Ultimi Dagoreport

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)