andrea agnelli mansour

IL CITY SI DIFENDE E TIRA IN BALLO LA JUVENTUS: SOTTO LA LENTE IL RUOLO DELLO SPONSOR JEEP – SUL CASO DELLE PLUSVALENZE FITTIZIE IL CLUB INGLESE DOPO LA STANGATA PER VIOLAZIONE DEL FAIR PLAY VA AL CONTRATTACCO E VUOLE DIMOSTRARE CHE CI SONO ALTRI CASI IN EUROPA: NEL MIRINO IL MODELLO PSG E IL BAYERN COL SUO CONTRATTO CON AUDI CHE POSSIEDE UNA PERCENTUALE (DI MINORANZA) DELLA SOCIETÀ

Gianfranco Teotino per la Gazzetta dello Sport

 

mansour guardiola

Qualche riflessione controcorrente sulla vicenda Manchester City, il futuro del Financial Fair Play e le conseguenze per le squadre italiane.

 

1) La pesante condanna inflitta al Manchester City ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti quelli che dubitavano della volontà di far rispettare le regole anche ai potenti, in questo caso addirittura a un fondo sovrano. Bene così, dunque. Per quanto ora ci si chieda come abbia fatto a scamparla il Psg, che ha adottato lo stesso artificio per aggirare le norme : mascherare da sponsorizzazioni finanziamenti diretti della proprietà. Forse perché il suo presidente Al Khelaifi fa parte dell' esecutivo Uefa?

 

A pensar male si fa peccato La spiegazione ufficiale, un vizio di forma, cioè la richiesta di riapertura del procedimento presentata poco oltre il termine, lascia al Manchester City la speranza di revisione della sentenza. Il Tas di Losanna ha spesso dimostrato, nelle sue delibere non soltanto calcistiche, di essere ultra garantista. C' è da capire se riterrà legittimamente acquisite le informazioni riservate utilizzate come prova e considerate dal City frutto di hackeraggio illegale (fanno parte della famosa inchiesta giornalistica denominata Football Leaks).

PEP GUARDIOLA

 

2) Il Financial Fair Play dell' Uefa, basato sul principio che una società non può spendere più di quanto incassa, ha ottenuto l' ottimo risultato di rimettere a posto i conti del calcio europeo: da una perdita complessiva di 1.670 milioni nel 2011 si è passati a un attivo di 140 milioni nel 2018, l' indebitamento netto è sceso dal 53% al 40% dei ricavi. Ma ha fallito l' obiettivo di ricreare un maggiore equilibrio competitivo.Nell' ultimo decennio, anzi, i legami fra capacità economica e successi sportivi sono diventati quasi indissolubili.

 

Solo i ricchi vincono. Le uniche società riuscite a entrare nell' élite delle grandi d' Europa sono state proprio Manchester City e Psg, grazie alle iniezioni di petro e gas dollari, di cui peraltro ha beneficiato l' intero sistema. E allora siamo sicuri che il divieto di apporto di capitali propri sia la misura più efficace contro il doping finanziario?

 

andrea agnelli sarri

Non si potrebbe pensare a un meccanismo maggiormente redistributivo che vieti le ricapitalizzazioni ai club che hanno, diciamo, 500 o più milioni di fatturato e le consenta agli altri in misura inversamente proporzionale alle loro entrate?

 

3) Avrete letto che ora il City rischia di essere penalizzato anche in Premier League, perché gli inglesi hanno adottato le normative europee.

 

L' Uefa sta ragionando sull' opportunità di estenderle con suo provvedimento a tutte le Federazioni nazionali. In Italia per ora non è così. Anzi, prima di Natale la Federcalcio ha alleggerito i requisiti necessari all' iscrizione ai campionati, cancellando fra l' altro l' obbligo del pareggio di bilancio. Fin quando non saranno introdotte le nuove regole contro le plusvalenze fittizie, allo studio come anticipato sulla Gazzetta da Marco Iaria, le società italiane possono stare tranquille. E magari battersi per la riforma delle norme sulle ricapitalizzazioni: a club come Milan, Roma o Fiorentina farebbe molto comodo.

neymar

 

 

2. NELLA DIFESA DEL CITY C’È LA JUVENTUS E IL RUOLO DELLO SPONSOR JEEP

Da ilnapolista.it

 

La Stampa ricostruisce la difesa che il Manchester City sta allestendo per il ricorso da presentare alla Uefa contro la squalifica di due anni per aver violato il fair play finanziario.

 

I legali lavorano alla difesa da un anno e la strategia si baserebbe sui modelli che secondo loro sono simili a quello usato dagli sceicchi di Abu Dhabi e non sono mai stati sanzionati. Nel loro mirino c’è il Psg di Nasser Al-Khelaifi e il finanziamento attraverso i fondi del Qatar, su di loro si concentrano perplessità che metterebbe in evidenza trattamenti diversi per situazioni identiche. Si concentrano in particolare sugli acquisti di Neymar e Kylian Mbappe.

 

Ma c’è anche la Juventus nel mirino dei Manchester City.

 

Tra i casi citati ci sarebbe anche la Juventus e la sua sponsorizzazione con Jeep, marchio Fiat della stessa proprietà della squadra. Così come si parla del Bayern e del suo contratto con Audi che possiede una percentuale (di minoranza) della società. Il City non vuole sottolineare presunte anomalie, al contrario elenca casi di sponsorizzazioni interne considerati legittimi per pretendere lo stesso trattamento e insieme però lascia sottintendere che esiste un potere da cui loro sono esclusi e che l’Uefa si lascerebbe condizionare da chi sta nell’esecutivo.

al khelaifiMANSOUR AL NAHYAN

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…