"NEL CALCIO IL RICAMBIO GENERAZIONALE È UN PROBLEMA MAGGIORE CHE IN ALTRI SPORT. DOBBIAMO CAMBIARE MENTALITÀ" -AL CONVEGNO "ALLENARE L'AZZURRO", ORGANIZZATO DAL CONI, I C.T. DEI PRINCIPALI SPORT DI SQUADRA ITALIANI, ROBERTO MANCINI (CALCIO), GIANMARCO POZZECCO (BASKET) , FERDINANDO DE GIORGI (VOLLEY) E ALESSANDRO CAMPAGNA (PALLANUOTO), DISCUTONO IL FUTURO DELLO SPORT ITALIANO - IL "MANCIO": "QUANDO AI MONDIALI DI VOLLEY DE GIORGI HA MESSO DENTRO TUTTI I RAGAZZI E HA VINTO SONO RIMASTO ESTASIATO. AVESSIMO NOI LA POSSIBILITÀ DI FARE QUESTO..."

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Estratto dell'articolo di Luca Valdiserri per il "Corriere della Sera"

 

«Dopo il Giappone, l’Italia è il Paese più vecchio al mondo». Il segretario generale del Coni, Carlo Mornati, […]sintetizza alla fine del convegno […] «Allenare l’Azzurro, c.t. a confronto», nel Salone d’Onore del Coni, ha riunito Roberto Mancini (calcio), Gianmarco Pozzecco (basket) , Ferdinando De Giorgi (volley) e Alessandro Campagna (pallanuoto). […]

 

Il padrone di casa Giovanni Malagò ha ricordato che «tra Tokyo e Pechino abbiamo vinto 57 medaglie, una roba mostruosa. Ma c’è l’amaro in bocca per non essere saliti sul podio negli sport di squadra: vincere nel calcio, nella pallavolo, nel basket o nella pallanuoto dà un prestigio particolare. Vedrete che a Parigi interromperemo tutto questo». […]

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[…] «Nel calcio — ha detto Mancini, trionfatore a Euro 2020 — il ricambio generazionale è un problema maggiore che in altri sport. Dobbiamo cambiare mentalità, fare in modo che ragazzi di 18 anni possano avere la possibilità di competere ai massimi livelli[…]».

 

Mancini ha usato l’Italvolley campione del mondo 2022 come esempio: «Quando ha messo dentro tutti i ragazzi e ha vinto sono rimasto estasiato. Avessimo noi la possibilità di fare questo...». De Giorgi ha ricordato quando, da giocatore, tutti gli dicevano che era troppo basso per fare carriera nella pallavolo[…].

 

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Campagna ha vinto medaglie olimpiche da giocatore e da allenatore: «Se schieri un giocatore navigato sai di ricevere meno critiche. Ai ragazzi dobbiamo dare obiettivi precisi e strumenti per raggiungerli. A 18 anni sei già uomo, non si è giovani a 23». Il più giovane e scanzonato è Pozzecco: «Per vincere ci vuole anche c... Quando penso alle convocazioni non mi preoccupo di chiamare i giocatori con le migliori statistiche ma quelli che mi permettono di creare un ambiente familiare».

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