giampiero mughini

BENVENUTI AL MUGGENHEIM - GIAMPIERO MUGHINI RACCONTA LA SUA CASA MUSEO CHE DÀ IL TITOLO AL SUO ULTIMO LIBRO: “CATALOGHI, POSTER, RIVISTE, PLAQUETTE, INVITI DI MOSTRE: NE SONO CIRCONDATO, È QUEL CHE RESTA DI ME - I MILIONI DI FOLLOWER SONO NUMERI CHE NON SIGNIFICANO ASSOLUTAMENTE NULLA: UNGARETTI FU STAMPATO IN 80 COPIE, EPPURE… - MEGLIO IL SETTANTASETTE DEL SESSANTOTTO, MEGLIO FREAK ANTONI E ANDREA PAZIENZA DI MAO - TRA I MIEI AMICI C’È UN “NUOVO” OLIVIERO DILIBERTO E DAGO: LA SUA COLLEZIONE D'ARTE È TRA LE PIÙ RAFFINATE D'EUROPA. MA GLI INVIDIO SOLO UNA COSA…”

Aldo Cazzullo per il “Corriere della Sera

 

ALDO CAZZULLO

Giampiero Mughini, sul muro della sua casa-museo che dà il titolo al suo ultimo libro - «Il Muggenheim» -, è scritto che lei onora, tra gli altri, Leo Longanesi e Beppe Fenoglio.

«Certo. Cosa la sorprende?».

 

longanesi

Longanesi coniò lo slogan «il Duce ha sempre ragione». Fenoglio scrisse, parlando di sé partigiano: «E nel momento in cui partì, si sentì investito, in nome dell'autentico popolo d'Italia, a opporsi in ogni modo al fascismo…».

«"...E anche fisicamente non era mai stato così uomo: piegava erculeo il vento e la terra”. Beppe Fenoglio, nato cent'anni fa in questi stessi giorni, è uno scrittore e un uomo meraviglioso. Ma Longanesi è l'italiano più italiano che ci sia; e molti nostri compatrioti non sanno o non vogliono sapere quanto profondamente italiano sia stato il fascismo.

 

fenoglio

Il fascismo non è stato solo melma, ha coinvolto alcuni tra i più grandi artisti del secolo. Longanesi è l'inventore di Omnibus, da cui discendono tutti i rotocalchi italiani. Ovviamente ne custodisco la raccolta completa».

 

Lei scrive che gli anni tra i '50 e gli '80 del Novecento sono stati i più ricchi nella storia dell'uomo per la produzione di carta.

«Libri, cataloghi, poster, riviste, plaquette, inviti di mostre: carte originali, si intende. Prime edizioni. Ne sono circondato, è quel che resta di me. Devo averle a portata del mio sguardo e della mia anima. E poi fotografie, poesia visiva, vinili... Per anni le carte hanno confortato la mia solitudine».

 

giampiero mughini

Lei è un uomo così solo?

«Sono stato lasciato solo. Da ragazzo a Catania diffondevo i Quaderni Rossi di Vittorio Rieser. Ma quando telefonai a Rieser per chiedergli un'intervista mi rispose che non parlava con un giornalista borghese. Mai avrei creduto che una simile puttanata potesse uscire dalla bocca di un essere umano».

 

oliviero diliberto

Non ha amici?

«Ho nuovi amici. L'Oliviero Diliberto che frequento deve essere il fratello gemello del Diliberto che voleva rifondare il comunismo; ora siamo d'accordo su ogni cosa. Quando incontrai Francesco De Gregori, mi confidò che come quasi tutti mi considerava profondamente antipatico».

 

E ora?

FRANCESCO DE GREGORI

«Siamo legati. Anche perché Francesco sa che pochi ricorderebbero in pubblico quel che ricordo io: che quando suo padre andò a recuperare il corpo dello zio di cui porta il nome, Francesco De Gregori, massacrato dai partigiani comunisti a Porzus, stentò a riconoscerlo. Di Porzus non sta bene parlare. In Francia non è così».

 

Perché?

«Perché già nel 1951 il capo di Gallimard, Jean Paulhan, che durante la Resistenza aveva rischiato di essere messo al muro, pubblica lo straordinario romanzo di uno scrittore collaborazionista, condannato a morte e poi graziato: Les deux étendards di Lucien Rebatet. Un libro di cui François Mitterrand, il primo presidente socialista della Quinta Repubblica, diceva che esistono due categorie di persone: quelli che l'hanno letto, e quelli che non l'hanno letto».

il libro di giampiero mughini

 

Confesso di appartenere alla seconda categoria. Paulhan è l'uomo che ispirò Histoire d’O.

«Purtroppo non avevo i 102 mila euro per comprare il lotto 341 della leggendaria collezione d'erotica di un industriale svizzero, la più grande d’Europa...».

 

Cosa c'era nel lotto 341?

«I sei quaderni su cui Pauline Réage scriveva a mano, alla sera tarda, il suo magistrale romanzo, da cui purtroppo è stato tratto un filmetto».

 

corinne clery 13

Con Corinne Cléry però.

«Corinne è meravigliosa, ma il romanzo è altro. Pauline Réage si chiamava in realtà Dominique Aury, lavorava da Gallimard e si era innamorata perdutamente di Jean Paulhan. Lui però non lasciò mai la moglie: ogni sera tornava a casa.

 

Per sublimare la propria sofferenza, lei creò la storia di una donna che pur di compiacere l'uomo che ama si presta a ogni sottomissione erotica ad altri uomini. Un capolavoro che i santoni di Gallimard, da Camus in giù, rifiutarono di pubblicare. Per fortuna un giorno per strada Paulhan incontrò un altro editore, Jean-Jacques Pauvert, che aveva rischiato il carcere per aver pubblicato l'opera del marchese de Sade. Pauvert stampò Histoire d'O in seicento copie. Una è questa che lei vede».

 

Fu subito un successo?

«Non se ne accorse nessuno. La fortuna del romanzo fu un alto prelato di Parigi, che forse l'aveva letto avidamente, e dal pulpito tuonò contro tanta perversione».

 

giampiero mughini 4

Lei racconta anche la storia di un altro libro scandaloso, Un roman sentimental di Alain Robbe-Grillet.

«Pubblicato quando Robbe-Grillet aveva già 85 anni, e gliene restava uno solo da vivere. Un romanzo sfrontatamente erotico, al punto che nelle librerie francesi lo trovavi serrato nel cellophane, con un rettangolino di carta che avvisava i curiosi di non sfogliarne le pagine, per non mettere a rischio la propria sensibilità. Infatti ne ho due copie: una l'ho letta e riletta, l'altra è ancora nel cellophane. Ma ora basta, se no mi prendono per un maniaco».

 

giampiero mughini 3

Perché, lei non ha manie?

«Io non ho manie; io ho passioni. E sono sensibile a tutto ciò che negli uomini è tenebra, solitudine, dolore».

 

Resisterà la carta nella civiltà digitale?

«I libri sì. Quando su Amazon compro qualche gioiello di una libreria antiquaria, il giorno dopo mi arriva un biglietto di ringraziamento del libraio. Jeff Bezos non è il nostro signore e padrone. È il nostro corriere».

 

meme su jeff bezos 4

Lei non è sui social, dove ci sono influencer da milioni di follower.

«Sono numeri che non significano assolutamente nulla. Il tenente Serra stampò la prima edizione del Porto sepolto di Ungaretti in ottanta copie, compresa questa che vede. Eppure "mi illumino di immenso" è per sempre».

 

Quante delle 80 copie furono vendute?

«Nemmeno una. Erano per gli amici. Andò meglio l'edizione successiva, per la quale Ungaretti chiese la prefazione a Mussolini. Il poeta si ritrovò in un'anticamera piena di questuanti. Furono mandati via tutti. Il Duce ricevette solo il tenente Serra, Ardengo Soffici e Ungaretti, che peraltro lavorava per il suo giornale, il Popolo d’Italia».

 

giampiero mughini 2

Nel libro da ogni oggetto, da ogni stanza del «Muggenheim» scaturisce una storia. In particolare da quella che lei chiama la stanza degli anni Cinquanta.

«Un decennio straordinario: il cinema neorealista, le architetture di Giò Ponti, le tele di Burri, le opere di Ico Parisi, siciliano cresciuto a Como alla scuola di Terragni... Purtroppo gli stranieri ci stanno portando via tutto.

 

giampiero mughini 1

Un museo americano ha pagato quattro volte quello che avevo offerto per tre "Libri illeggibili" di Bruno Munari, che in Francia considerano il Leonardo del Novecento. Una biblioteca americana ha comprato il primo e affascinante libro illustrato da Ettore Sottsass…».

 

Lei ha intervistato Sottsass, che ha parole dolcissime per l'ex moglie, Fernanda Pivano.

«Ettorino, come lo chiamavano, ha amato Fernanda, ma ha amato altre donne; la lasciò per una spagnola, Eulalia, poi sposò un'intellettuale importante, Barbara Radice. Per la Pivano esisteva soltanto lui. Una volta nominai la Radice in sua presenza. Mi gelò: "Ti sei pulito la bocca, ora che hai pronunciato quel nome?”».

mughini e dago foto di bacco

 

Tra i suoi amici c'è Roberto D’Agostino.

«La sua collezione d'arte è tra le più raffinate d'Europa. Ma gli invidio solo il tavolo in vetro e bronzo che Andrea Salvetti andò apposta a montargli nella sua casa sul Lungotevere. Per fortuna poi Salvetti venne anche da me, a erigere l'albero in metallo blu elettrico sulla mia terrazza».

 

Lei scrive che il Settantasette fu meglio del Sessantotto.

«Certo. Meglio Freak Antoni e Andrea Pazienza di Mao. E a Bologna c'era anche Umberto Eco. La prima edizione del suo volumetto "Filosofi in libertà", 1958, è una leccornia della mia collezione. Incontrai Eco nella carrozza ristorante di un treno. La prima cosa che gli chiesi era se quel suo aureo libretto avesse una sovracoperta. Per fortuna non l’aveva».

giampiero mughini

 

Cioè lei ha incontrato il più importante intellettuale italiano del dopoguerra, e gli ha chiesto della sovracoperta?

«Eco apprezzò moltissimo. Se fosse esistita la sovracoperta, la mia copia non varrebbe nulla».

 

Quanto vale invece?

«Comunque poco. Perché è un libro che non conosce nessuno. Ora l'ha ripubblicato Elisabetta Sgarbi».

 

giampiero mughini 2

Chi è il più grande scrittore di ogni tempo?

«Che domande! Ovviamente Dante. Dante non è uno scrittore; è un costruttore. Ha edificato un mondo, un universo. Come se un uomo solo avesse costruito New York».

Ultimi Dagoreport

carlo cimbri andrea orcel messina luigi lovaglio giuseppe castagna

FLASH – MILANO HA PIAZZA AFFARI MA GLI AFFARI SI GESTISCONO AL CENTRO-SUD! NESSUNO DEI PRINCIPALI ATTORI IN CAMPO NEL RISIKO PIÙ CLAMOROSO DELLA STORIA È NATO ALL’OMBRA DELLA MADUNINA – L’AD DI INTESA, CARLO MESSINA, QUELLO DI UNICREDIT ANDREA ORCEL, E CALTAGIRONE SONO ROMANI DE ROMA; CARLO CIMBRI È CAGLIARITANO; IL RISANATORE DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, PASSATO IN POCHE SETTIMANE DA PREDATORE A PREDA, È LUCANO - GIUSEPPE CASTAGNA E' DI NAPOLI - L'UNICO MENEGHINO E' ALBERTO NAGEL: E' ANCHE L'UNICO CHE HA PERSO LA POLTRONA (A PROPOSITO DELL’EGEMONIA MILANESE…)

giorgia meloni merz macron starmer trump salvini vannacci friedrich donald emmanuel keir matteo roberto

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI CONFERMA DI POSSEDERE TUTTE LE VIRTU' DEL CAMALEONTE, ANCHE LE PIU' SFACCIATE: DA QUANTO TEMPO NON PRONUNCIA PIU' IL NOME DI TRUMP? SE VIENE ESCLUSA DAL TAVOLO DELLE DECISIONI DA MACRON E MERZ, PER RIPICCA FA LA ORBAN IN GONNELLA E DICE NO ALL'ABOLIZIONE DEL DIRITTO DI VETO NELLE DECISIONI DEL CONSIGLIO EUROPEO – PERO' A FAR VORTICARE GLI OTOLITI GIÀ FRAGILI DELLA DUCETTA E' LA TENUTA DI FORZA ITALIA E LEGA SULLA LEGGE ELETTORALE: COSTRETTA A CEDERE A SALVINI (ACCISE) E A DARGLI PURE UNA MANO PER NON VEDERE LA LEGA SMANTELLATA DA VANNACCI – DIFFICILE CHE SI AVVERI IL “GIORGIA'S DREAM"” DI ELEZIONI ANTICIPATE A PRIMAVERA, MA SENZA ELECTION DAY INSIEME ALLE AMMINISTRATIVE NELLE CINQUE GRANDI CITTÀ GOVERNATE DAL CENTROSINISTRA (ROMA, MILANO, NAPOLI, TORINO, BOLOGNA): MATTARELLA HA FATTO SAPERE ALLA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" CHE NON CI PENSA PROPRIO DI SPEZZARE IN DUE IL VOTO: SAREBBE UN DOPPIO, INUTILE, COSTO PER UN PAESE CHE ARRANCA TRA BOLLETTE ALLE STELLE E INFLAZIONE - E IL PALLINO DELLO SCIOGLIMENTO ANTICIPATO DELLE CAMERE E', PER ORA, IN MANO AL CAPO DELLO STATO...

schlein bonafoni taruffi furfaro boccia

DAGOREPORT – IL PD-ELLY E’ MESSO MALISSIMO: DOPO IL NAUFRAGIO VENEZIANO, I SONDAGGI SONO IN CALO DI DUE PUNTI, CIO' CHE RESTA DELL'ANIMA RIFORMISTA DEL PARTITO O LA DETESTA O TAGLIA LA CORDA E I 5STELLE NON LA VOTERANNO MAI COME CANDIDATO PREMIER DEL “CAMPO LARGO” – LE PRIMARIE SONO UN GUAZZABUGLIO: CHI POTRA’ VOTARE? SARANNO APERTE A TUTTI O SOLO AGLI ISCRITTI? E CHI CONTROLLERA’ CHI, E QUANTI, SONO GLI ISCRITTI DI 5STELLE, AVS, CASA RIFORMISTA? - E POI: SI VOTERÀ IN UN TURNO UNICO O CI SARÀ UN BALLOTTAGGIO? - SE NEL PD, IL SOVIET DI ELLY, I VARI CARNEADI BONAFONI, TARUFFI, FURFARO, SI PERMETTONO ORMAI DI BULLIZZARE SULLA CHAT DEL PARTITO PINA PICIERNO ("UNA ‘ROMPICOJONI IN MENO’’), LA VERA ANIMA NERA DEL SOVIET PD, DOVE SPADRONEGGIANO "PIPPE E MART-ELLY", E' L'UNO-E-TRINO FRANCESCO BOCCIA: IL "RASPUTIN DI BISCEGLIE" FA E DISFA PER LA DUCETTA DEL NAZARENO...

thiel olah papa leone xiv prevost

DAGOREPORT - COME MAI PETER THIEL TORNA A CIANCIARE DI ANTI CRISTO A ROMA? - A FAR GIRARE I NEURONI DEL CAVALIERE DELLA TECNODESTRA AMERICANA È STATA LA SCELTA DI PAPA LEONE XIV DI INVITARE IL CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, CHRISTOPHER OLAH, ALLA PRESENTAZIONE DELL’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” -PER QUESTO, L'ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA HA DECISO DI FAR ORGANIZZARE UNA NUOVA "CROCIATA" A ROMA (APPUNTAMENTO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA) - THIEL TORNA NELLA CITTA' ETERNA DOPO CHE, LO SCORSO MARZO, IL SUO CICLO DI CONFERENZE ERA STATO SNOBBATO SIA DAL GOVERNO MELONI, SIA DAI QUATTRO SCAPPATI DI CASA DELL’EGEMONIA CULTURALE DI DESTRA...

palantir papa leone xiv enciclica magnifica humanitas peter thiel

PALANTIR SBARCA A ROMA! – PETER THIEL, L’ESEGETA DELL’ANTICRISTO, TORNA NELLA CAPITALE PER SFIDARE L’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” DI PAPA LEONE XIV SUI PERICOLI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: L’APPUNTAMENTO È FISSATO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA – TRA I SELEZIONATISSIMI ORATORI C’È IL GURU DELLA TECNODESTRA AMERICANA ANDREA VENANZONI, IL “TECNOEVANGELISTA”  DAN CALINESCU, IL COSTITUZIONALISTA ALESSANDRO STERPA – L’EVENTO, DAL TITOLO “MAGNIFICA HUMANITAS. LO SGUARDO DELLA CHIESA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”, È ORCHESTRATO DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE VINCENZO GIOBERTI, CHE AVEVA GIÀ PORTATO A ROMA LO SCORSO MARZO THIEL A SPROLOQUIARE SULL'ANTICRISTO – SARÀ IL PRIMO SCONTRO FRONTALE TRA LA TECNODESTRA AMERICANA, CONVINTA CHE LA PACE SI OTTENGA A COLPI DI DRONI E SORVEGLIANZA PREDITTIVA, E LA CHIESA CHE VUOLE DISARMARE GLI ALGORITMI – LA SILICON VALLEY PROVERÀ A SPIEGARE A DIO COME SI GESTISCE IL PARADISO DEI DATI... (PENSA TU CHE COJONI: SE LA CHIESA ESISTE DA DUEMILA ANNI, CI SARA' UN MOTIVO...)

andrea orcel risiko friedrich merz unicredit commerzbank

DAGOREPORT - IL MURO ERETTO DA COMMERZBANK CONTRO UNICREDIT INIZIA A MOSTRARE LE PRIME CREPE – DOPO L’ANNUNCIO BY ANDREA ORCEL DEL SUPERAMENTO DELLA SOGLIA DEL 30% (E DEL 50 CONTANDO I DERIVATI), LA SECONDA BANCA TEDESCA HA CHIESTO L’AVVIO DI UN’INDAGINE ALLA BAFIN, LA CONSOB DI FRANCOFORTE. MA LA MOSSA PUÒ SOLO RALLENTARE, NON FERMARE L’OPERAZIONE – LO STESSO CANCELLIERE TEDESCO, FRIEDRICH MERZ, CHE PRIMA PARLAVA DI “ACQUISIZIONE OSTILE NON ACCETTABILE”, AVREBBE CAMBIATO IDEA DOPO LE INTERLOCUZIONI CON I GRANDI FONDI INTERNAZIONALI. PRESTO MERZ POTREBBE INCONTRARE ORCEL. E ANCHE IL FRONTE ANTI-ITALIA DEI SINDACATI TEDESCHI STAREBBE PERDENDO QUOTA – IL SEMPRE PIÙ VISPO ORCEL ACCELERA LA TRATTATIVA PER IL RISPARMIO GESTITO CON IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET. UNA VOLTA FATTO BINGO! POTRÀ TORNARE CON LA CORONA D’ALLORO A ROMA E PRENDERE A PERNACCHIE I SALVINI E GIORGETTI CHE LIQUIDARONO UNICREDIT COME “BANCA STRANIERA” STOPPANDO CON IL GOLDEN POWER LA CONQUISTA DEL “LORO” BANCO BPM…