federico rampini (1)

ALTRO CHE SANITÀ PRIVATA: RAMPINI È RISULTATO POSITIVO AL CORONAVIRUS, ECCO COME LO STATO DI NEW YORK SI È OCCUPATO DI LUI DAL PRIMO MINUTO: ''LA MIA TRACER, UNA DELLE DIECIMILA ASSUNTE, È VENUTA A CASA MIA. MI HA OFFERTO UN ALBERGO A SPESE DELLO STATO PER DISTANZIARMI DA MIA MOGLIE, CIBO, MEDICINE, UNO PSICOLOGO. NEW YORK HA IMPARATO DAL DISASTRO, E ORA È PIÙ SIMILE A...''

 

Federico Rampini per “la Repubblica

 

Prima gli sms, e le telefonate a casa, poi si è presentata lei in carne ed ossa: la mia tracer. «Possiamo ospitarla in albergo, a spese dello Stato di New York? Ha bisogno di cibo o medicine? L' aiuterebbe l' assistenza di uno psicologo?».

 

FEDERICO RAMPINI DONALD TRUMP

La signora di mezza età, etnicamente cinese, si era fatta annunciare in portineria chiedendo il permesso di salire da me ("qualcuno si rifiuta di ricevermi"). È una dei diecimila assunti nella task force locale dei covid-contact-tracer. L' ha allertata l' ambulatorio City-Md sulla 57esima strada e Ottava Avenue, dove venerdì ero risultato positivo al tampone: gratuito anche quello, venti minuti di fila senza prenotazione, cinque di attesa per il risultato. Per tutta la durata del colloquio, mezz' ora, la signora è rimasta in piedi sul pianerottolo a cinque metri di distanza.

 

Gentilissima, prima si è voluta informare sul mio stato di salute, se io viva da solo, se abbia bisogno di aiuto da un' assistente sociale. Poi il questionario si è dilungato sui sintomi, nel mio caso per fortuna pochi e lievi (un paio di sere con la febbre, colpi di tosse sporadici). Altre domande su mia moglie, visto che viviamo nello stesso appartamento, e il distanziamento tra noi non è semplice: lo Stato potrebbe ospitare uno di noi due in albergo.

 

federico rampini foto di bacco (1)

La tracer mi ha chiesto di aiutarla nel ricostruire dove può essere accaduto il contagio (congettura: nel Wisconsin durante il mio reportage tra gli elettori, i repubblicani erano tutti senza maschera). Mi ha domandato nomi e recapiti di persone che possono avermi frequentato da vicino quando ero già portatore del virus. Mi ha suggerito di scaricare sul mio smartphone la app Immuni, versione newyorchese, in modo da avvisare automaticamente gli altri nelle mie vicinanze.

 

coronavirus new york

Questa app, ha precisato, protegge la mia privacy: allerta senza fornire la mia identità ai destinatari. Mi ha dato consigli sulle cose da fare e da non fare, le regole della quarantena. Posso uscire di casa per visite mediche. A dieci giorni dal tampone positivo, se sarò stato senza sintomi per più di 48 ore potrò considerare conclusa la quarantena, e andare a farmi un nuovo tampone per conferma.

 

Mi ha ricordato quali sintomi gravi devono invece far scattare il ricovero ospedaliero. Mi ha chiesto se ho un medico di famiglia con cui consultarmi al telefono; se conosco l' indirizzo del pronto soccorso più vicino. Se con mia moglie abbiamo una rete di amici su cui appoggiarci, per esempio per acquisti di cibo e medicinali. Altre domande di rito - sesso, etnìa - sono state precedute dall' avviso che ho «facoltà di non rispondere».

 

coronavirus morti new york

È stato un incontro molto politically correct, nel rispetto della privacy e dei diritti, ma anche sotto il segno dell' efficienza. Avveniva al terzo giorno dal mio tampone positivo, weekend incluso; già avevo avuto diverse conversazioni con altri tracer al telefono, inclusa una ragazza dall' accento afroamericano che mi ha assicurato: «Pregherò per lei». Ci sono voluti troppi morti, troppi errori iniziali, ma con sette mesi di ritardo New York ha imparato ad essere più simile a Tokyo e Seul. Abbiamo subito un disastro.

 

Non è stato inutile. Oggi questa metropoli - con meno di nove milioni di abitanti - sta facendo più test quotidiani di tutta l' Italia. Di regola i tamponi sono gratis, come le cure: questa è una delle poche novità davvero positive della pandemia, una mini-riforma strisciante che ha trasferito a carico delle finanze pubbliche gran parte della spesa almeno finché dura l' emergenza.

 

coronavirus new york 9

Colpisce il reclutamento e la formazione dei diecimila tracer, con la missione di individuare e sorvegliare i focolai, un condominio alla volta. La lezione asiatica è stata studiata.

coronavirus new york 6andrew cuomoandrew cuomocoronavirus new york

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…