benetton ponte genova di maio zingaretti conte de micheli

CARA MI COSTA 'STA REVOCA – CONTE E DI MAIO HANNO DIMENTICATO CHE I BENETTON HANNO SOLO IL 30% DI ATLANTIA. IL RESTANTE 70% È IN MANO AD AZIONISTI STRANIERI CHE POTREBBERO RICORRERE A STRASBURGO - IL MOTIVO: "LEGARE DIRETTAMENTE LA REVOCA DELLA CONCESSIONE E NON A INADEMPIMENTI DEL CONCESSIONARIO, MA ALLA MANCATA VENDITA DELLE QUOTE AZIONARIE A SOGGETTI DI GRADIMENTO DEL GOVERNO COSTITUISCE UNA CONDOTTA CHE PUO' ESSERE PORTATA IN GIUDIZIO"

luciano benetton

1 – CHE SUCCEDE CON LA REVOCA AI BENETTON? – IL GIORNO DOPO VANNO IN DEFAULT 10 MILIARDI DI DEBITI CHE AUTOSTRADE HA NEI CONFRONTI DI BANCHE E MERCATO, A MENO CHE NON SE LI ACCOLLI LO STATO OLTRE ALLA QUOTA DI ATLANTIA IN ASPI. POI CI SONO 5,5 MILIARDI DI BOND GARANTITI DA ASPI E ALTRI 5 DI DEBITI PROPRI. TOTALE: 20 MILIARDI - SENZA CONSIDERARE GLI STRASCICHI LEGALI,  7,5 MILIARDI DI INVESTIMENTI E 7MILA DIPENDENTI CHE RISCHIANO DI RIMANERE A PIEDI

https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/che-succede-revoca-benetton-ndash-giorno-dopo-vanno-241963.htm

 

2 – AFFARI IN PIAZZA: ATLANTIA SPROFONDA; DIMENTICATI GLI AZIONISTI ESTERI

GIANNI MION 1

(Alliance News) - Il capitale di Atlantia è per circa metà in mani statunitensi, inglesi e australiane, ma il governo Conte dialoga apertamente con la sola famiglia Benetton (che ha il 30%) come se la faccenda della revoca delle concessioni Aspi fosse tutta italiana. E nel calcolare la (scontata) risposta giudiziaria di Atlantia, va considerato che a fianco di Edizione Holding ci sono investitori di peso come Lazard, Fidelity, Black Rock e Hsbc.

 

giuseppe conte genova ponte assembramento

Oggi in Borsa il titolo Atlantia è crollato dopo l'ultimatum di Giuseppe Conte, che poi al "Fatto Quotidiano" ha anche aggiunto parole pesanti: "Quando ho letto la proposta ho pensato a uno scherzo". Il premier ha anche definito "paradossale" un affiancamento tra fondi pubblici e Benetton nell'azionariato della concessionaria dopo il crollo del ponte Morandi, che provocò 43 morti, e ha promesso: "Non sacrifico il bene pubblico per i loro interessi".

 

LA LETTERA DI PAOLA DE MICHELI A GIUSEPPE CONTE E BUCCI SUL PONTE DI GENOVA

Atlantia cede oltre il 14% a EUR11,50 per azione. Il 13 agosto 2018, prima del crollo di Genova, l'azione era a EUR23,5. Con la caduta di oggi a Piazza Affari siamo sotto la metà e con una capitalizzazione scesa ormai a EUR9,50 miliardi.

 

Al di là del merito dello scontro tra governo e famiglia Benetton, le modalità dell'ultimatum rischiano di costare care all'Italia. "Legare direttamente la revoca della concessione non a inadempimenti del concessionario, ma alla mancata vendita delle quote azionarie a soggetti di gradimento del governo", spiega un avvocato d'affari della capitale, "costituisce una condotta che può essere portata in giudizio da Edizione Holding".

 

AUTOSTRADE

E non è un caso che fonti di Atlantia facciano già sapere che in caso di revoca partirà un secondo ricorso a Strasburgo, dopo quello contro il "Milleproroghe" che riduceva da EUR23 a EUR8 miliardi il tetto delle penali a carico dello Stato.

 

Di sicuro, nel dibattito politico italiano sulla faccenda è sfuggito completamente il vasto azionariato di Atlantia, che per tutti è solo dei Benetton. E invece, guardando la nazionalità dei suoi investitori, si scopre che il 23,5% ha passaporto Usa, il 19,6% è britannico, il 6,7% australiano, il 3,7% francese e l'11,9% del resto d'Europa. E ci sono azionisti singoli come Generali, Hsbc, Fideliyty, BlackRock, Lazard e i fondi Gic.

OPERE CHE RISCHIANO DI SALTARE CON UN EVENTUALE CRAC DI AUTOSTRADE

 

Sarebbero quindi assai probabili tanto i ricorsi a Strasburgo contro il governo di Roma per la revoca, quanto quelli contro un eventuale aumento di capitale che mettesse lo Stato in maggioranza senza le adeguate tutele degli altri azionisti.

 

Inoltre, a prescindere dal merito della vicenda e dalle responsabilità di Autostrade per la mancata manutenzione del ponte Morandi, qualunque forzatura sulle concessioni da parte del governo avrebbe risonanza internazionale e peserebbe sull'attrattività del Paese in termini di capitali esteri.

 

Il dibattito politico, tuttavia, è ormai incanalato sull'alternativa secca "Benetton sì, Benetton no". Matteo Renzi si schiera con la famiglia di Ponzano Veneto, storica finanziatrice del centrosinistra dai tempi di Romano Prodi e delle sue privatizzazioni, e dice: "L'unica possibilità è una operazione su Atlantia con un aumento di capitale e l'intervento di Cassa Depositi e Prestiti".

giuseppe conte paola de micheli

 

Renzi prevede, in caso di revoca "un contenzioso miliardario che crea incertezza, blocco cantieri, licenziamenti. Questa è la verità". Ma nel governo, M5s si ricompatta tutto sulla revoca e sembra aver spostato Conte sulle proprie posizioni, dopo due anni di incertezze e meline, mentre anche mezzo Pd inizia a tifare per la linea dura. Sulla quale si schiera, dall'opposizione, anche Fratelli d'Italia.

 

Mentre la Lega conferma la sua linea quasi fatalista. Come ha detto Matteo Salvini oggi, per l'ennesima volta, "se il governo vuole prorogare, proroghi; se vuole revocare, revochi. Ma smettiamola di perdere tempo". In realtà il Carroccio è spaccato almeno quanto il Pd: la parte che si riconosce in Luca Zaia e Giancarlo Giorgetti non vuole "assalti" a un imprenditore privato, mentre Salvini avrebbe revocato le concessioni "in un minuto".

carlo bertazzo

 

Da ultimo, vanno registrate le cifre durissime che il management di Atlantia, Carlo Bertazzo e Roberto Tomasi, ha snocciolato a "Repubblica" in caso di revoca: EUR10 miliardi di debiti Aspi andrebbero in default; EUR5,5 di bond Atlantia sono garantiti Aspi e rischiano anch'essi il default, a cui vanno aggiunti altri EUR5 miliardi di debiti Aspi. In totale sono EUR20 miliardi di prestiti e tutti i debiti commerciali.

 

Poi, salterebbero EUR7,5 miliardi di lavori già "cantierabili" e ci sarebbero 7.000 lavoratori a rischio. Insomma, alla fine, tanto il governo quanto Atlantia hanno messo le pistole sul tavolo.

roberto tomasi 1GIANNI MION

 

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Di Francesco Bonazzi

roberto tomasi 2

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