macquarie

AL CASELLO C’È POCA FILA – I FONDI DI INVESTIMENTO ASPETTANO CHE CONTE SI DECIDA SULLA REVOCA PER FARE IL PRIMO PASSO VERSO AUTOSTRADE. IN PISTA SEMBRANO VOLERCI ESSERE GLI AUSTRALIANI DI “MACQUAIRE” (CON LA CONSULENZA DI CONTI E COSTAMAGNA) CHE STANNO VALUTANDO UN POSSIBILE INGRESSO IN ASPI. MA SOLO CON IL COINVOLGIMENTO DI CDP E CON I BENETTON IN MINORANZA – PROBLEMINO: IL FONDO È PIUTTOSTO AGGRESSIVO IN FATTO DI LEVA FINANZIARIA, TANTO CHE HA SUL GROPPONE UN ESPOSTO DELLA CONSOB SPAGNOLA

LA DEMOLIZIONE CONTROLLATA DEL PONTE MORANDI

1 – DALLA PADELLA DEI BENETTON ALLA BRACE DEL FONDO IPER-SPECULATIVO? - L'AUSTRALIANO MACQUARIE VUOLE PRENDERSI UN PEZZO DI AUTOSTRADE ITALIANE (DAGOSPIA DEL 28 MAGGIO 2020)

Macquarie

https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/padella-benetton-brace-fondo-iper-speculativo-237876.htm

 

2 – GLI AUSTRALIANI DI MACQUARIE GUARDANO AD AUTOSTRADE

Vittoria Puledda per “la Repubblica”

 

Il boccino resta solidamente in mano alla politica: il primo passo, per Autostrade per l' Italia, resta il nodo della revoca o meno della concessione, strettamente connesso alla definizione delle nuove tariffe. Nell' attesa, nella data room virtuale aperta dalla società, non c' è propriamente la fila al casello però non manca un certo interesse tra i fondi specializzati in infrastrutture.

AUTOSTRADE

 

OPERE CHE RISCHIANO DI SALTARE CON UN EVENTUALE CRAC DI AUTOSTRADE

Tra questi c' è il fondo australiano Macquarie, già presente in Italia con due investimenti (HydroDolomiti energia e Società gasdotti Italia) e che ha come advisor per il nostro Paese Fulvio Conti e per la partita Aspi Claudio Costamagna. Il fondo potrebbe muoversi in accordo con Cdp e, volendo, anche con F2i.

 

roberto tomasi autostrade per l'italia

Macquarie - secondo alcune ricostruzioni piuttosto aggressivo in fatto di leva finanziaria, circostanza negata da fonti vicine al gruppo - ha investimenti nel settore delle infrastrutture pari a 125 miliardi di euro, di cui 57 in Europa. E a quanto pare considera con molto interesse un possibile ingresso in Aspi.

luciano benetton

 

fulvio conti

Tenendo fermi alcuni paletti: il primo è che l' investimento avverrebbe solo con il coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti. Secondo quanto spiegano fonti a conoscenza del dossier, la presenza di Cdp viene considerata necessaria per la tutela degli interessi nazionali. Una specie di garanzia - anche per la parte pubblica - della correttezza dei comportamenti. Del resto, molto spesso il fondo è stato azionista a fianco di soggetti pubblici (in Hydro Dolomiti, ad esempio) con una convivenza durata a lungo (come negli aeroporti di Bruxelles e Copenaghen, entrambi venduti).

claudio costamagna di cdp

 

Non è escluso che nella partita entri a far parte anche F2i: a quanto risulta in ambienti vicini alla società, il fondo australiano non punta alla quota di maggioranza, mentre ritiene importante che il socio Atlantia, e quindi la famiglia Benetton, scenda in minoranza, pur restando nel capitale della società (anche a garanzia dei nuovi investitori). La finestra utile per arrivare ad un accordo-quadro è quella di giugno; dopo, la strada è molto in salita.

FONDO MACQUARIE

Ci sono le condizioni per stringere?

 

Come nel gioco dell' oca, a questo punto si torna alla casella di partenza, e quindi alla necessità che si mette la parola fine alla contrapposizione governo-Atlantia, sciogliendo il nodo della concessione. Quella resta la pre-condizione per fare una valutazione della società e dare un prezzo agli asset. Nel frattempo si studiano i dossier: Macquarie e Cdp si erano conosciuti ai tempi della costituzione di Cdp Reti, ma al momento da parte di Cdp non risultano contatti in corso con il fondo australiano e, in generale, si continua a spiegare che «non c' è nulla sul tavolo e in questa fase è prematura ogni valutazione» su Aspi.

a genova il varo del primo impalcato del nuovo ponteponte morandiAUTOSTRADE PER L ITALIA

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…