green pass turismo

DITE AI CATASTROFISTI DEL GREEN PASS CHE IL TURISMO È SCHIZZATO - PIÙ PRESENZE REGISTRATE IN ITALIA RISPETTO AL 2019 PRE-PANDEMIA: 23 MILIONI DI VACANZIERI CONTRO 18 - SECONDO I DETRATTORI IL CERTIFICATO VERDE AVREBBE POTUTO SCORAGGIARE GLI SPOSTAMENTI E INVECE LE PERSONE SI SONO RIFUGIATE VOLENTIERI IN LUOGHI COVID-FREE CERTIFICATI - NON MALE, NONOSTANTE TIMORI E RESTRIZIONI, ANCHE GLI ARRIVI DALL'ESTERO, CON 6 MILIONI DI STRANIERI...

Antonio Castro per “Libero Quotidiano

 

MARIO DRAGHI GREEN PASS

Oltre 23 milioni di turisti hanno preso d'assalto spiagge, isole grandi e piccole, laghi, montagne e agriturismi. Numeri importanti. E inattesi. L'estate precedente gli spostamenti turistici censiti non avevano superato i 17 milioni.

 

In calo di un milione le presenze registrate rispetto all'anno pre pandemia. Sicuramente la campagna vaccinale condotta a tappe forzate ha tranquillizzato gli italiani. Alberghi, ristoranti, intere isole, pur di attrarre il prezioso popolo dei vacanzieri, si sono volentieri fregiati del titolo di luoghi Covid Free.

 

controlli green pass alla stazione di milano garibaldi 7

E sembra aver funzionato, almeno a giudicare dai primi numeri delle presenze (un tantino spannometrici), anticipati ieri dalla Cna. Insomma, tirando un primo parziale bilancio tra luglio e agosto quanti hanno scelto di trascorrere le vacanze nel nostro Paese hanno battuto ogni record. La bellezza di 23 milioni di presenze "monitorate", rispetto ai 17 del 2020 (primo anno a cavallo con la bolla Covid), e i 18 del 2019, l'anno prima della pandemia.

 

controlli green pass alla stazione di roma 4

C'è adesso da vedere come andranno settembre ed ottobre, stagione di "bassa" tradizionalmente preferita dai turisti stranieri che solitamente sbarcano a frotte per godere degli scampoli di estate e dei prezzi più vantaggiosi.

 

RISULTATO INATTESO

A inizio stagione non erano in molti a sbilanciarsi. Si temeva che l'introduzione del Green pass obbligatorio per accedere a strutture e servizi avrebbe mortificato la voglia di evasione estiva. E invece - come si è reso conto chi è andato in ferie - la stagione è partita con il botto. Certo le restrizioni hanno mortificato i viaggi all'estero.

 

turismo sardegna 4

Il timore di "restare bloccati" ha fatto optare per una scelta a breve raggio. Non è andata male neppur con la tradizione affluenza estera. Certo siamo ancora lontani dai flussi imponenti degli anni precedenti… Però hanno scelto di trascorrere le vacanze estive in Italia anche 6 milioni di stranieri.

 

In tutto il 2019 l'Istat aveva censito 16,5 milioni di presenze da provenienza estera. Insomma, dobbiamo ancora recuperare terreno rispetto alle estati pre-pandemia ma i numeri sono incoraggianti, superiori alle previsioni primaverili

 

turismo sardegna 2

L'indagine della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa - realizzata tra gli associati alla Confederazione di tutto il Paese - fa emergere un altro dettaglio importante: un effetto traino dovuto proprio alla campagna vaccinale. Che sembra aver rassicurato a largo spettro invogliando a spostarsi e programmare le ferie anche a chi lo scorso anno era rimasto a casa.

 

C'è di buono che si tratta ancora di dati parziali. E quindi c'è da augurarsi che possano soltanto migliorare con l'autunno. Il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, attende proprio i dati ufficiali.

 

isole covid free 2

Ma non può che esultare: «Questi sono dei primi dati che certificano la sensazione abbastanza evidente un po' quest'estate di una robusta ripresa. Quindi, in attesa di ulteriori dati di altre fonti, continuiamo a lavorare perché l'estate non è finita e, quindi, c'è un'ulteriore coda interessante nei mesi di settembre e ottobre».

 

«È evidente», ammette l'esponente della Lega, che il Green pass abbia «garantito serenità a operatori e anche a turisti. I dati parlano da soli». E ora «quello che è più importante», scandisce, «è da un lato programmare la stagione invernale, quindi fare ripartire in sicurezza gli impianti e tutta la filiera, dall'altro aprire corridoi importanti dell'outgoing, cioè Maldive, Seychelles, eccetera, perché il turismo è anche andare all'estero».

 

estate covid

Analizzando le preferenze di destinazione dei vacanzieri italiani salta fuori che nei mesi centrali dell'estate sono state preferite le tradizionali strutture alberghiere mentre le strutture extra-alberghiere (in testa i campeggi) ne hanno accolti otto di milioni.

 

Location privilegiate quelle di mare, ma anche la montagna - nelle sue diverse declinazioni - ha visto una crescita notevole delle presenze. E se gli stranieri hanno contribuito a rilanciare le affluenze nelle città d'arte, gli italiani hanno confermato di preferire le località balneari. Con picchi da tutto esaurito. Pure gli stabilimenti balneari si sono attrezzati per garantire precise procedure di sanificazione, assicura lo studio del Cna.

 

estate covid 3

E forse anche questo sforzo è stato premiato con una maggiore affluenza. C'è da vedere come andrà l'ultima fetta dell'estate e la prima parte dell'autunno. Le città d'arte hanno sofferto quasi 20 mesi di isolamento e ancora non si sono risollevate. Riaprire "corridoi" d'arrivo sicuri per intercettare i grandi flussi esteri rappresenta una necessità per far ripartire una filiera economica che nel primo semestre 2012 ha registrato, secondo Federalberghi, un calo del fatturato dell'8,3%. Rispetto al primo semestre del 2020, che a sua volta aveva perso il 65,1% rispetto al primo semestre 2019.

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)