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“GUBITOSI NON È UNA SOLUZIONE DI LUNGO TERMINE" - VIVENDI, PRIMO AZIONISTA DI TELECOM CON IL 23,8%, DA’ IL FOGLIO DI VIA ALL’AMMINISTRATORE DELEGATO - I FRANCESI LO CONSIDERANO TROPPO VICINO AL FONDO ELLIOTT, EX AZIONISTA USCITO DAL GRUPPO NEL 2020 MA CHE NEL 2018 RIUSCI’ A IMPORRE GUBITOSI FREGANDO BOLLORE’ - LA TRATTATIVA CON CDP PER TROVARE UN NUOVO NOME PRIMA DELLA PRESENTAZIONE DEL PIANO STRATEGICO 2022-2024 A FEBBRAIO…

LUIGI GUBITOSI

Francesco Spini per “la Stampa”

 

Non pare destinata a durare a lungo la tregua (apparente) uscita dalla riunione straordinaria del cda di Tim che si è tenuta giovedì. L'ad Luigi Gubitosi ha guadagnato tempo, ma resta sotto il fuoco di fila di Vivendi, prima azionista di Telecom Italia col 23,8%. Gubitosi, dicono fonti vicine alla media company francese rilanciate anche da Reuters, «non è una soluzione di lungo termine» e su questo, secondo i medesimi interlocutori, ci sarebbe una condivisione all'interno del consiglio.

 

vincent bollore

A Parigi gli uomini del gruppo che fa capo a Vincent Bolloré ritengono che il manager che guida Tim rappresenti «le ultime vestigia di Elliott», il fondo (un tempo azionista al 9,45% di Tim e uscito nel 2020) che nel 2018 aveva sconfitto i francesi in assemblea e candidato in lista Gubitosi che nel novembre di quell'anno avrebbe preso il posto dell'ad chiamato da Parigi, l'israeliano Amos Genish, cacciato in un cda-blitz convocato in tutta fretta.

AMOS GENISH

 

Da allora i francesi hanno avuto un rapporto a fasi alterne con Elliott e con Gubitosi: prima di dura opposizione fino ad arrivare a chiedere la revoca di 5 consiglieri su 10 eletti nella lista presentata dal fondo americano, poi a sostegno al punto da appoggiare la lista del cda che, lo scorso 31 marzo (e sembra un secolo fa) ha riproposto e ottenuto dai soci la conferma come ad di Luigi Gubitosi. Del resto c'erano altre priorità, come Mediaset.

luigi gubitosi foto di bacco

 

Ora che quel dossier è stato risolto, il focus torna su Tim: Vivendi - che in cda vede anche il proprio ad Arnaud de Puyfontaine - critica conti in calo, doppio «profit warning», strategie. E non fa mistero con nessuno della volontà di arrivare a sostituire l'ad. Le fonti vicine ai francesi sottolineano la volontà di Vivendi di «lavorare con tutte le parti per assicurare la crescita di medio e lungo termine di Telecom Italia».

 

Del resto l'ottica «non è di breve termine» ma si ricorda la volontà di «investire nella crescita di lungo termine dell'Italia» già espressa da Vivendi. Nel corso della riunione di giovedì il cda ha «definito il percorso per la preparazione e condivisione del piano strategico 2022-2024 da approvare nella riunione del consiglio del prossimo febbraio», segnalava il comunicato del gruppo.

 

ARNAUD DE PUYFONTAINE

Nelle ultime ore si fa strada l'idea che un cambio al vertice potrebbe arrivare prima di quell'appuntamento, anche se ci potrebbero volere ancora settimane. I francesi puntano a trovare un accordo con Cdp, secondo socio col 9,8% che, pur senza manifestare appoggio all'ad di Tim, giovedì ha impedito che l'impeto dei francesi si tramutasse in una sfiducia al buio.

 

GIOVANNI GORNO TEMPINI

Ma le diplomazie della Cassa, rappresentata in cda dal suo presidente Giovanni Gorno Tempini, sarebbero già al lavoro da un lato per assicurare una transizione ordinata - ed evitare barricate - dall'altra per trovare soluzione a un braccio di ferro difficilmente sostenibile. Circolano molti nomi. L'agenzia Reuters segnala la preferenza dei francesi per l'attuale ad di Tim Brasil, Pietro Labriola, manager apprezzato da Parigi come Stefano Siragusa, che qualcuno vede come possibile futuro dg. Difficile dire se la soluzione sia a portata di mano. E l'incertezza penalizza il titolo Tim che, dopo aver aperto a -4,4%, ha chiuso la seduta in ribasso del 2,2% a 32 centesimi. -

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