SI SCRIVE BIVONA, SI LEGGE DEL VECCHIO – BASTA NULLA PER SVELARE IL “MANDANTE” DELL’ATTACCO A MEDIOBANCA: BIVONA USA LE STESSE ESPRESSIONI MANIFESTATE NEI MESI SCORSI DALL’ENTOURAGE DEL PATRON DI LUXOTTICA, IL QUALE RECENTEMENTE HA CHIESTO ALLA BCE DI RADDOPPIARE LA SUA QUOTA IN MEDIOBANCA AL 20% - QUINDI SE IL PIANO DI BIVONA È QUELLO DI DEL VECCHIO, COME È POSSIBILE CHE ALLA BCE VENGA DETTO L’OPPOSTO, OVVERO SOSTEGNO ALL’ATTUALE PIANO DI NAGEL? FINO A QUANDO CONTINUERANNO A RACCONTARE BALLE?

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bivona bivona

DAGONOTA

Si scrive Bivona, si legge Del Vecchio. Usano le stesse espressioni manifestate nei mesi scorsi dall’entourage del patron di Luxottica, il quale recentemente ha chiesto alla Bce di raddoppiare la sua quota in Mediobanca al 20%.

 

Eppure Bivona e Del Vecchio hanno dormito sugli allori in Mediobanca, che è stata tra le prime cinque in Europa per ritorno (160 pct). Che non ha mai chiesto soldi agli azionisti negli ultimi 20 anni (Unicredit, dove Del Vecchio è pure azionista, nel mentre ne ha prosciugato oltre 20 miliardi)

Leonardo Del Vecchio Leonardo Del Vecchio

 

Quindi se il piano Bivona è quello di Del Vecchio, come è possibile che alla BCE venga detto l’opposto, ovvero sostegno all’attuale piano di Nagel? La Morselli (che siede nel cda di Essilor-Luxottica) nei mesi scorsi diceva che Del Vecchio vuole prendersi le Generali che ha in pancia Mediobanca, altro indizio che alla BCE vengono raccontate solo balle.

 

BLUEBELL PREME MEDIOBANCA "DISTRIBUISCA A TUTTI I SOCI IL 13% DI AZIONI GENERALI"

Giovanni Pons per “la Repubblica”

 

MARCO TARICCO BLUEBELL MARCO TARICCO BLUEBELL

Dopo la battaglia su Ansaldo Sts al fianco del fondo Elliott, vinta, e quella contro gli ex amministratori di Mps Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, persa, ora la Bluebell, la società di gestione basata a Londra dei due partner italiani Giuseppe Bivona e Marco Taricco, con Francesco Trapani (ex ad di Bulgari) chairman, ha inquadrato un nuovo obbiettivo: Mediobanca.

 

Da circa un anno la merchant bank ha registrato l'ingresso di un nuovo socio forte, la Delfin di Leonardo Del Vecchio, che dopo aver rastrellato in Borsa il 9% del capitale ha da poco chiesto alla Bce l'autorizzazione a salire fino al 20%. Autorizzazione che dovrebbe arrivare entro l'estate e comunque prima della prossima assemblea di ottobre.

Alberto Nagel Alberto Nagel

 

Probabilmente annusando aria di battaglia, Bluebell ha inviato una lettera al presidente di Mediobanca elencando una serie di inefficienze che, a suo modo di vedere, dovrebbero essere corrette. «La società è da tempo seduta sugli allori e viene gestita perpetuando l'interesse del vertice aziendale, con il risultato di esprimere risultati ben al di sotto del suo potenziale ».

Del Vecchio e ferragni Del Vecchio e ferragni

 

La critica più incisiva è quella che riguarda il gruppo assicurativo Generali, di cui Mediobanca possiede il 13%, assorbendo troppo capitale (40% del Cet 1) e contribuendo in gran parte (39%) all'utile complessivo di Mediobanca.

 

Per questo, nelle sue conclusioni, Bluebell chiede ai vertici di Piazzetta Cuccia di «distribuire agli azionisti il capitale in eccesso nella forma di un dividendo straordinario, pagato dalle riserve, come combinazione di attribuzione gratuita di azioni Generali e attribuzione gratuita di warrant su azioni Generali, cioé diritti che danno agli azionisti la facoltà di acquistare azioni Generali».

Del Vecchio Zampillo Del Vecchio Zampillo

 

A questa proposta l'ad di Mediobanca, Alberto Nagel, ha già avuto modo di controbattere nelle sue presentazioni agli analisti. In primo luogo perché la Bce ha raccomandato alle banche di non distribuire dividendi post Covid, anche per non ridurre i valori di Borsa.

GIUSEPPE BIVONA GIUSEPPE BIVONA

 

In secondo luogo perché si andrebbe a indebolire l'azionariato di Generali e quel nocciolo duro di soci italiani che rappresenta uno scudo contro eventuali incursioni. E, infine, perché Nagel prevede di fare una grande acquisizione nell'ambito del 'wealth management' che può essere realizzata in parte utilizzando l'eccesso di capitale esistente e in parte vendendo o scambiando una parte di azioni Generali .

nagel e signora nagel e signora Milleri Del Vecchio Nagel Milleri Del Vecchio Nagel

 

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BRAGANTINI REPLICA, DAGO RISPONDE – ‘’OBIETTO AL FATTO DI ESSER DIPINTO COME UOMO LEGATO AD UBI. HO DOVUTO PERFINO FAR CAUSA AD UBI. SEMMAI HO DEI LEGAMI PROFESSIONALI CON INTESA" – DAGO: ''A GIUDICARE DAL SUO ARTICOLO NON SI DIREBBE CHE LEI SI SIA LASCIATO IN MALO MODO CON UBI, ANZI SEMBRA CHE NE SUBISCA ANCORA IL RICHIAMO. EVIDENTEMENTE, NON HA MESSO UN SOLO MOTIVO FAVOREVOLE ALL’OPS DI INTESA SU UBI PROPRIO PERCHÉ HA DEI LEGAMI PROFESSIONALI ATTUALI, TRAMITE UNA SOCIETÀ DA LEI PRESIEDUTA, CON INTESA. ALTRIMENTI, QUALCHE MOTIVO FAVOREVOLE NON AVREBBE CERTO FATICATO A TROVARLO"

SALVATORE INTERESSATO - L’EX COMMISSARIO CONSOB BRAGANTINI, CHE OGGI SUL ‘’CORRIERE’’ SI SCHIERA CONTRO L’OPS DI INTESA SU UBI, PER CASO È LO STESSO SALVATORE BRAGANTINI CHE ERA AD DI CENTROBANCA, PRIMA CONTROLLATA E POI FUSA IN UBI NEL 2013? VUOI VEDERE CHE È LO STESSO BRAGANTINI CHE RICOPRIVA LA VICEPRESIDENZA DI IW BANK, ISTITUTO SOGGETTO ALL’ATTIVITÀ DI DIREZIONE DI UBI? CHISSÀ SE E’ SEMPRE LUI CHE, SOCIO DI ‘’PERMICRO’’, VENIVA SPONSORIZZATO DA UBI? - INFINE: TRA IL 2016 E IL 2017 È LUI IL VICEPRESIDENTE VICARIO DELLA FALLITA POPOLARE DI VICENZA DI ZONIN O MAGARI UN SUO OMONIMO?