carlo cimbri claudio levorato

UNIPOL ARROSTO – TRA LA PRESA DI BPER (E CARIGE?) E IL CONSENSO CALANTE DEGLI AZIONISTI STORICI DI HOLMO, PER CARLO CIMBRI È UN'ESTATE COMPLICATA – LA SUA SPINA DEL FIANCO HA UN NOME E UN COGNOME: CLAUDIO LEVORATO, CHE HA RADUNATO UN FRONTE AVVERSO CHE VALE IL 16%. LA RESA DEI CONTI È VICINA – I TRE COLPI IN CANNA DELL'AD DI UNIPOL...

Da www.lettera43.it

carlo cimbri 10

 

Estate complicata per Carlo Cimbri. Da un lato all’uomo forte di Unipol rischia di venir meno il consenso dei suoi azionisti storici, racchiusi nella Holmo, la holding del gruppo. Dall’altro deve dare un’accelerazione alla presa di possesso di Bper (Banca popolare Emilia Romagna), visto che a fine mese ci sarà il definitivo closing della cessione di Unipol Banca all’istituto con sede a Modena, e poi entro novembre la fusione per incorporazione in Bper. Nel primo caso la spina nel fianco di Cimbri si chiama Claudio Levorato, presidente della Manutencoop, la società di facility management oggi diventata Rekeep, che detiene il 18,7% di Holmo, che a sua volta detiene il 6,66% della compagnia assicurativa.

CLAUDIO LEVORATO 1

 

L’OPPOSIZIONE DI LEVORATO

carlo cimbri 8

«Unipol doveva sostenere le imprese cooperative e invece ha pensato solo al potere e alle relazioni», ha dichiarato Levorato a Il Giornale, dopo aver rotto ogni rapporto con Legacoop. E ha tradotto questa impostazione in un voto contro il bilancio 2018 di Holmo, insieme a Coopsette che aggiunge alla sua quota il 7,3% portando il fronte avverso a Cimbri al 16%. Cosa non di poco conto soprattutto perché il prossimo anno scadrà il patto di sindacato che possiede il 30% delle azioni di Unipol e si arriverà alla resa dei conti, con le banche in agguato. E Levorato ci arriverà forte del fatto che a suo tempo, quando Unipol valeva 6 miliardi, propose di venderla, mentre oggi ne vale la metà e chissà un domani.

 

alessandro vandelli bper 1

Ma Levorato mette i piedi nel piatto anche sul fronte Bper. Sente che si parla di un possibile intervento in Carige e teme perché, dice, «le spalle di Unipol e di Cimbri non sono solide e il mondo delle coop ha raschiato il fondo».

 

LE TRE MOSSE DI CIMBRI

stefano rossetti unipol 1

Eppure Cimbri ha già in testa di fare tre cose a Modena. Primo: accompagnare alla porta il direttore generale Fabrizio Togni, sostituendolo con l’attuale dg di Unipol Banca, Stefano Rossetti. Lasciando così a bocca asciutta l’amministratore delegato Alessandro Vandelli, che aspirerebbe ad aggiungere anche quel titolo, non fosse altro per alzare una barriera difensiva a eventuali blitz dell’uomo di via Stalingrado, quartiere generale bolognese di Unipol.

FABRIZIO TOGNI BPER

 

E che Vandelli ne abbia bisogno lo dice la seconda cosa che frulla in testa a Cimbri: trovare un amministratore delegato più forte e credibile. Terzo: inserire, come ha apertamente dichiarato al Sole 24 Ore, un po’ di consiglieri suoi, visto che ora Unipol non ha nessuno in cda.

CLAUDIO LEVORATO 2

 

E come può fare se il consiglio scade nel 2021? Semplice: rastrella ancora un po’ di azioni Bper e supera il 20% (stando attento a non arrivare al 25% altrimenti scatta l’opa obbligatoria), poi dichiara che è cambiato l’assetto azionario della banca e anticipa di un anno il cambio. D’accordo con la Fondazione del Banco di Sardegna, che ormai agisce di concerto con lui. A meno che Levorato…

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