sanita medici ospedali

ANCHE LA SANITÀ PUBBLICA VA IN FERIE – IN PIENO ALLARME CALDO, CON IL PERSONALE DEGLI OSPEDALI GIÀ RIDOTTO ALL'OSSO, UN MEDICO SU TRE È IN VACANZA. CHI RIMANE DEVE SALTARE I RIPOSI SETTIMANALI ED È COSTRETTO A TURNI MASSACRANTI – LA DENUNCIA DELLA FEDERAZIONE MEDICI INTERNISTI: “ASSISTENZA A RISCHIO IN TUTTA ITALIA. È COMPROMESSA LA QUALITÀ DELLE CURE NEL 56 PER CENTO DEI REPARTI”

Estratto dell'articolo di Paolo Russo per “La Stampa”

 

medici 2

Sarà il caldo reso più insopportabile da quella cinquantina di corpi accatastati senza distinzione di sesso ed età, ma l’omone dà fuori di testa, aggredisce l’infermiere urlando: «Pago le tasse, qualcuno mi faccia almeno appoggiare da qualche parte».

 

Pronto soccorso di un ospedalone romano, una registrazione speditaci da un paziente racconta una delle tante storie di ordinaria follia della sanità che d’estate va in vacanza. Ignorando che le malattie non prendono ferie.

 

Perché a Roma si replica quel che si recita da Nord a Sud Italia: reparti e studi dei medici di famiglia che chiudono per ferie lasciando che a sbrigarsela siano i servizi d’emergenza. Già congestionati di loro, figuriamoci quando la metà dei camici bianchi e degli infermieri a luglio e agosto si godono il meritato riposo e alle loro spalle si tagliano i di per sé scarsi posti letto. Senza contare che grazie a Caronte gli accessi in ospedale in questi giorni sono aumentati del 20%.

 

medici e stanchezza 3

A Milano in chirurgia i letti si dimezzano, nella terapia intensiva si riducono di un quarto. Si salvano i reparti di maternità, attivi all’80 per cento.

 

In Toscana, seguendo una prassi che va avanti da anni, nelle prossime settimane le aziende sanitarie chiuderanno alcuni reparti, concentrando il personale in quelli che rimarranno aperti. Una scelta, secondo il sindacato delle professioni infermieristiche, che ricadrà anche sui pronto soccorso, a rischio collasso per l’incapacità di liberare posti letto per accogliere nuove persone.

medici 1

 

Fatti locali si potrebbe obiettare. Ma che non sia così lo raccontano i numeri di una indagine condotta da Fadoi, la Federazione dei medici internisti ospedalieri in ben 206 delle loro unità operative ospedaliere sparse in tutta Italia.

 

[…] Anche se, come specifica il Presidente Fadoi, Francesco Dentali, “nelle medicine il quadro è ancora più critico per via del fatto che i nostri reparti sono ancora erroneamente classificati come a ‘bassa intensità di cura’, il che non riflette in alcun modo la complessità dei pazienti anziani e con pluri-morbilità che abitualmente trattiamo nelle nostre Unità operative, che da sole assorbono un quinto di tutti i ricoveri ospedalieri”.

 

[…]

 

medici e stanchezza 1

Resta il fatto che, nonostante molti medici facciano gli extra per coprire i turni di notte ne il 56,8% salta i riposi settimanali, le attività ambulatoriali diminuiscono nel 52,7% dei casi e chiudono del tutto nel 15,1% degli ospedali, mentre complessivamente la qualità dell’assistenza sanitaria è compromessa nel 56% dei casi in modo sensibile.

 

Tra giugno e settembre, secondo l’indagine Fadoi, oltre il 91% dei medici usufruiscono dei 15 giorni di vacanze nel periodo estivo, come garantito dal contratto nazionale di lavoro. Questo comporta una riduzione degli organici in reparto che varia tra il 21 e il 30% nel 48% dei casi, tra il 30 e il 50% nel 19,4% dei reparti, mentre la carenza è tra l’11 e il 20% in un altro 21,8% dei casi.

 

medici stressati 4

Per chi resta il volume di lavoro aumenta nel 42,7% dei casi e ciò incide “abbastanza” sull’assistenza offerta ai cittadini nel 51% dei nosocomi, “molto” in un altro 15,5%, “poco” nel 21,2% dei reparti, “per nulla” soltanto nel 6,3%.

 

A risentirne nello specifico sono poi le attività ambulatoriali, che diminuiscono le loro attività nel 52,7% dei casi e chiudono del tutto in un altro 15,1% degli ospedali. Il 14,1% garantisce invece l’invarianza nel numero e nei tempi delle attività negli ambulatori, che sono rimodulate nei tempi ma invariate nel numero di prestazioni in un altro 18% di casi.

 

Se pur riducendo le attività d’estate gli ospedali non chiudono per ferie lo si deve ai sacrifici sostenuti dai medici per coprire la carenza di personale già di per se cronica. Ecco così che il 56,8% tra giugno e settembre vede qua e là saltare i riposi settimanali che pure dovrebbero essere sempre garantiti, mentre l’intervallo delle 11 ore di riposo giornaliero non è sempre assicurato per il 26,7% dei professionisti.

 

medico

Nello stesso arco temporale il 44,7% è obbligato coprire i turni notturni con attività aggiuntive, mentre il 28% è chiamato a garantire anche i turni in pronto soccorso (il 4,4% solo nel periodo estivo), con un numero di ore compreso tra le 12 e le 60 a settimana nel 56,1% degli ospedali, mentre nel 10,5% dei casi le ore trascorse nei Ps è addirittura superiore a 90. […]

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