francesco gaetano caltagirone milleri alberto nagel mediobanca

SCONFITTO SU BANCA GENERALI, ALBERTO NAGEL SVENTOLERÀ BANDIERA BIANCA O HA IN CANNA LA MOSSA DEL CAVALLO? – MPS, TEMENDO UN RIBALTONE LAST MINUTE, PUNTA A PROROGARE LA SCADENZA DELL’OFFERTA SU MEDIOBANCA, PER ESTENDERE LA PASSIVITY RULE E LIMITARE IL RAGGIO D’AZIONE DELL’AD – L’ASTIO DI MILLERI E CALTAGIRONE PER L’AD E LE MOSSE DEGLI SPECULATORI SUI TITOLI: SERVIRANNO ALMENO 300 MILIONI DI RITOCCO PER PAREGGIARE L’OFFERTA DI MPS ALLA CAPITALIZZAZIONE DELLA BANCA MILANESE. SEMPRE CHE LA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA PRIVATIZZAZIONE DEL “MONTE”, O LA BCE, NON INTERVENGANO PRIMA DELL’8 SETTEMBRE, GIORNO DELL’ASSEMBLEA A SIENA…

 

DAGOREPORT - GENERALI, MEDIOBANCA, MPS, BPM: NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO UN POTERE SIMILE SUL SISTEMA FINANZIARIO ITALIANO - MA LA VITTORIA DI OGGI DEI CALTA-MELONI PUÒ DIVENTARE LA SCONFITTA DI DOMANI: “SENZA UN AZIONARIATO DI CONTROLLO STABILE IN GENERALI, NON BASTERÀ LA SBILENCA CONQUISTA DI MEDIOBANCA PER METTERE AL SICURO LA GESTIONE DEL RICCO RISPARMIO ITALIANO (800 MLD) CHE TUTTI VORREBBERO RAZZIARE”

https://www.dagospia.com/politica/generali-mediobanca-mps-bpm-nessun-governo-mai-avuto-potere-simile-445063

 

 

DAGONOTA

alberto nagel

Come scrive Carlo Di Foggia sul “Fatto quotidiano”, la leadership di Alberto Nagel in Mediobanca è ormai agli sgoccioli, dopo diciotto anni al comando e la sconfitta della scorsa settimana con il fallimento dell’ops su Banca Generali. Gli avversari dell’ad di Piazzetta Cuccia prevedono dimissioni concordate alla chiusura dell’offerta di scambio del Monte dei Paschi di Siena, specialmente se le adesioni dovessero avvicinarsi al 50% del capitale di Mediobanca.

 

Ma il timore di un’ultima mossa del cavallo, da parte di Nagel, starebbe spingendo i vertici di Mps alla prudenza. Temendo un possibile ribaltone last minute, infatti, Mps punterebbe a prorogare la scadenza dell’offerta fino a fine settembre, estendendo la passivity rule che impedisce decisioni importanti senza l’approvazione degli azionisti. Questo permetterebbe a Mps di arrivare all’assemblea di bilancio di ottobre e proporre la sostituzione del CdA.

 

luigi lovaglio il gordon gekko dei riccarelli

Di Foggia ricorda poi come nasce l’astio tra l’armata “Calta-meloni” e Nagel. Da un lato, l’ad di Delfin, Francesco Milleri, ha il dente avvelenato dal 2018, per la mancata acquisizione dello Ieo (Del Vecchio aveva messo sul piatto mezzo miliardo di investimenti). Caltagirone, invece, secondo “Il Fatto” si è legato al dito la promessa, non mantenuta, di sostuire l’ad di Generali, Philipe Donnet, a fine 2020.

 

Conclude Di Foggia: “La faida che può riscrivere i rapporti di potere nella finanza italiana nasce dai rancori di ricchissimi uomini anziani”

 

MEDIOBANCA, MPS VALUTA IL RILANCIO A FINE SETTIMANA NUOVI ACQUISTI SU SIENA

Estratto dell’articolo di Daniela Polizzi e Andrea Rinaldi per il “Corriere della Sera”

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI

A quindici giorni dalla scadenza dei termini per l’Ops del Monte dei Paschi di Siena su Mediobanca, continua la corsa dei titoli delle due banche. Dopo una giornata di forti acquisti, Piazzetta Cuccia ha chiuso a 21,55 euro (+0,19%) mentre Siena ha terminato la seduta a 8,37 euro (+0,90%).

 

La crescita del Monte ha fatto restringere all’1,6% lo sconto tra la sua offerta e la capitalizzazione di Mediobanca. Tradotto: ieri la distanza si è accorciata a 285 milioni rispetto ai circa 400 milioni della scorsa settimana.

 

ALBERTO NAGEL

Ma è ancora presto per parlare di premio: su un eventuale rilancio, […] il ceo Luigi Lovaglio e il board presieduto da Nicola Maione decideranno a cavallo tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima. Il vertice di Siena infatti continua a rimarcare di volere mandare in porto l’operazione così come è stata formulata. Ciò non toglie che sul mercato vi sia molto fermento.

 

Nelle sale operative delle grandi banche internazionali si registra l’interesse di family office […] e di singoli individui con un elevato patrimonio disponibili a posizionarsi con pacchetti rotondi nel capitale del Monte.

 

philippe donnet agorai innovation hub

[…] La promessa che vedono nel progetto Mps-Mediobanca è la traslazione da Milano a Siena di una sorta di nuovo salotto della finanza con in più la garanzia dello Stato. Gli investitori guardano quindi alla possibilità di avere un nuovo punto di riferimento per attivare un network e gettare le basi per nuovi affari, ma soprattutto per partecipare alla creazione del terzo polo bancario italiano che dovrà, nell’ottica dello Stato (anche azionista all’11,7% di Mps), mettersi al servizio delle imprese.

 

Poi non mancherebbero quelli che lavorano con il settore pubblico oppure con il mondo delle concessioni. L’idea è provare a fare sistema anche attraverso questa nuova banca che, se i piani andranno in porto, potrebbe nascere dopo l’offerta di pubblico scambio.

 

MPS MEDIOBANCA

La cautela è d’obbligo. Fare il punto sarà possibile solo dopo l’8 settembre. Più sarà alta l’adesione allo scambio, più Mps avrà la possibilità di accelerare il percorso. La sfida ora è convincere anche i grandi fondi anglosassoni azionisti di Mediobanca, quelli che si erano espressi in massa a favore della sua Ops su Banca Generali, a portare i loro titoli a Siena. […]

 

È chiaro che c’è molta speculazione sul listino in questo momento. Secondo gli operatori di Borsa, la settimana scorsa si è registrata un’attività intensa di vendita allo scoperto su Mediobanca. Di cui si sono resi protagonisti i fondi di investimento Psquared Asset Management per lo 0,5%, Samson Rock Capital lo 0,9% delle azioni in circolazione e Kite Lake Capital per lo 0,7%.

ALBERTO NAGEL

 

ALBERTO NAGEL

 

luigi lovaglio giancarlo giorgetti andrea orcel

I SOCI DI MEDIOBANCA AL 20 AGOSTO 2025MEDIOBANCA - GENERALI - MPS

ALBERTO NAGEL

Ultimi Dagoreport

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO -  TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE....

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...