allen garfield

IL NECROLOGIO DEI GIUSTI – SE NE VA UN ALTRO GRANDE ATTORE, ALLEN GARFIELD, A CAUSA DEL CORONAVIRUS. BASTEREBBE VEDERLO IN “LA CONVERSAZIONE”, “NASHVILLE” O NELLA INCREDIBILE SCENA FINALE DI “LO STATO DELLE COSE” DI WIM WENDERS –  UN GRANDE TALENTO DELLA NEW HOLLYWOOD, ANCHE SE UNA SERIE DI INFARTI LO AVEVA ALLONTANATO DA OGNI SET DA ALMENO VENT’ANNI. GROSSO, TARCHIATO, AGGRESSIVO RIUSCIVA A TRASMETTERE A OGNUNO DEI SUOI PERSONAGGI UNA FORZA NON INDIFFERENTE CHE CE LO FECE AMARE DA SUBITO – VIDEO

 

 

 

Allen Garfield rip

Marco Giusti per Dagospia

 

allen garfield cry uncle

Ecco. Se ne va un altro grande attore, Allen Garfield, 80 anni, a causa del Coronavirus, amato da Francis Coppola, Wim Wenders, Robert Altman, Brian De Palma, Billy Wilder. Basterebbe vederlo in “La conversazione”, “Nashville”, “Prima pagina”, ma anche in “Taking off”, “Cotton Club”, nell’incredibile scena finale di “Lo stato delle cose” di Wim Wenders dove interpreta un produttore americano come poteva essere allora lo stesso Coppola. Un grande talento della New Hollywood, anche se una serie di infarti lo aveva ormai allontanato da ogni set da almeno vent’anni.

 

allen garfield3

Grosso, tarchiato, aggressivo, forte della sua esperienza di pugile professionista e di giornalista, ma anche dei suoi studi all’Actor’s con Lee Strasberg e Elia Kazan, Garfield riusciva a trasmettere a ognuno dei suoi personaggi una forza non indifferente che ce lo fece amare da subito. Non avendo un fisico da protagonista, era spesso relegato a ruoli da caratterista, così lo troviamo accanto a Robert Redford in “Il candidato” di Michael Ritchie, a James Caan in “L’inseguito” di Howard Zieff, a Gene Hackman e “La conversazione” di Coppola, ma bazzicando da sempre il teatro e il cinema indipendente lontano da Hollywood riuscì a imporsi come protagonista in piccoli film intelligenti e ultrasperimentali come “Putney Swope” di Robert Downey Sr, o “Cry Uncle” di John Avildsen, da noi tradotto come “Il pornocchio”, o “Sonny Boy” di Rob Reiner.

 

allen garfield 2

Nato a Newark nel New Jersey nel 1939 come Allen Goorwitz, nome che curiosamente riprese a metà della sua carriera per poi alternarlo a quello più noto, dopo esperienze di ogni tipo e una solida preparazione teatrale all’Actor’s, esordì nel cinema alla fine degli anni’60. Tutti film sperimentali, per Robert Canton, “Orgy’s Girl”, “The Good, The Bad and The Beautiful”, per Brian De Palma, “Ciao America” , per Robert Downey Sr, “Putney Swope”, prima di avere ruoli in film più popolari, come “Il gufo e la gattina” di Howard Ross, “Taking Off” di Milos Forman e “Bananas” di Woody Allen, dove portò il suo tipo di recitazione non certo da grande studio. John G. Avildsen, lo stesso regista che porterà al successo Sylvester Stallone con “Rocky”, lo vuole protagonista del curioso, beffardo e molto politico “Cry Uncle”, mentre Stuart Hagmann lo vuole a fianco di Michael Sarrazin e Jacqueline Bisset in “Jackie”, 1971. Seguita a alternare piccoli ruoli da caratterista in grossi film, pensiamo a “Il candidato” di Michael Ritchie con Robert Redford o “Mani sporche sulla città” di Peter Hyams con Elliot Gould e Robert Blake, a stravaganze, come “Impara a conoscere il tuo coniglio” di Brian De Palma con Tom Smothers e Orson Welles.

allen garfield

 

Incontra Francis Coppola in un film chiave degli anni ’70, “La conversazione” con Gene Hackman, Palma d’Oro a Cannes nel 1974 e fa un vero salto di qualità. Lo chiama Billy Wilder per il ruolo del giornalista Kruger in “Prima pagina” con Jack Lemmon e Walter Matthau, lo vuole Robert Altman come marito e manager padrone di Renée Blakley in “Nashville”. Ha ottimi ruoli in “Pollice da scasso” di William Friedkin con peter Falk e Peter Boyle, in “Codice 3: emergenza assoluta” di Peter Yates con Bill Cosby e Raquel Welch e in “Professione pericolo” di Richard Rush con Peter O’Toole.

 

allen garfield cry ancle

Coppola lo vuole di nuovo in “Un sogno lungo un giorno” e lo porta a Wim Wenders per “Lo stato delle cose” dove è il misterioso produttore americano Gordon, dove ha un monologo incredibile chiuso nella sua limousine. E’ ottimo anche in “Cotton Club”, il film che Coppola realizzò per riprendersi dal flop economico di “Un sogno lungo un giorno”, in “Beverly Hills Cops II”, in “Dick Tracy” di Warren Beatty, fino a ritrovarsi negli anni ’90 in “Fino alla fine del mondo” di Wim Wenders e “Diabolique” con Sharon Stone. Trasferitosi da tempo a Los Angeles, insegnò recitazione a un giovane Quentin Tarantino, fece qualche horror e subì il primo pesante infarto durante la lavorazione di “La nona porta” di Roman Polanski. Ne ebbe un altro nel 2004. E con questo si chiuse non solo la sua prestigiosa carriera. 

allen garfield cry unclerobert redford il candidato the conversationlo stato delle coseallen garfield cry uncle 1putney swopeallen garfield allen garfield 1

Ultimi Dagoreport

luca zaia giorgia meloni matteo salvini

DAGOREPORT - MAI VISTA L’ARMATA BRANCAMELONI BRANCOLARE NEL BUIO COME PER LE REGIONALI IN VENETO - SENZA QUEL 40% DI VOTI DELLA LISTA ZAIA SIGNIFICHEREBBE LA PROBABILE SCONFITTA PER IL CENTRODESTRA. E DATO CHE IN VENETO SI VOTERÀ A NOVEMBRE, DUE MESI DOPO LE MARCHE, DOVE IL MELONIANO ACQUAROLI È SOTTO DI DUE PUNTI AL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA RICCI, PER IL GOVERNO MELONI PERDERE DUE REGIONI IN DUE MESI SAREBBE UNO SMACCO MICIDIALE CHE RADDRIZZEREBBE LE SPERANZE DELL’OPPOSIZIONE DI RIMANDARLA AL COLLE OPPIO A LEGGERE TOLKIEN - LA DUCETTA HA DOVUTO COSÌ INGOIARE IL PRIMO ROSPONE: IL CANDIDATO DI FDI, LUCA DE CARLO, È MISERAMENTE FINITO IN SOFFITTA – MA PER DISINNESCARE ZAIA, URGE BEN ALTRO DI UN CANDIDATO CIVICO: OCCORRE TROVARGLI UN POSTO DA MINISTRO O MAGARI LA PRESIDENZA DELL’ENI NEL 2026 - SE LA DUCETTA È RABBIOSA, SALVINI NON STA MEJO: I TRE GOVERNATORI DELLA LEGA HANNO DICHIARATO GUERRA ALLA SUA SVOLTA ULTRA-DESTRORSA, ZAVORRATA DAL POST-FASCIO VANNACCI - IL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL VENETO DEVE ESSERE COMUNQUE RISOLTO ENTRO IL 23 OTTOBRE, ULTIMA DATA PER PRESENTARE LISTE E CANDIDATI…

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...

meloni giorgetti fazzolari caltagirone nagel donnet orcel castagna

DAGOREPORT - GENERALI, MEDIOBANCA, MPS, BPM: NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO UN POTERE SIMILE SUL SISTEMA FINANZIARIO ITALIANO - MA LA VITTORIA DI OGGI DEI CALTA-MELONI PUÒ DIVENTARE LA SCONFITTA DI DOMANI: “SENZA UN AZIONARIATO DI CONTROLLO STABILE IN GENERALI, NON BASTERÀ LA SBILENCA CONQUISTA DI MEDIOBANCA PER METTERE AL SICURO LA GESTIONE DEL RICCO RISPARMIO ITALIANO (800 MLD) CHE TUTTI VORREBBERO RAZZIARE” - L’ULTIMA, DISPERATA, SPERANZA DI NAGEL GIACE TRA I FALDONI DELLA PROCURA DI MILANO PER L'INCHIESTA SULLA TORBIDA VENDITA DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL MEF A CALTA-MILLERI-BPM – UNA SGRADITA SORPRESA POTREBBE ARRIVARE DAGLI 8 EREDI DEL VECCHIO - PIAZZA AFFARI? SI È FATTA GLI AFFARI SUOI: METTERSI CONTRO PALAZZO CHIGI PUÒ NUOCERE ALLA SALUTE DI UNICREDIT, BENETTON, MEDIOLANUM, FERRERO, LUCCHINI, UNIPOL, ENTI PREVIDENZIALI, ETC. – L’ERRORE DI NAGEL E GLI ''ORRORI'' DI DONNET: DA NATIXIS AL NO ALLO SCAMBIO DELLA QUOTA MEDIOBANCA CON BANCA GENERALI…

donald trump vladimir putin giorgia meloni

DAGOREPORT - IL VERTICE DELLA CASA BIANCA È STATO IL PIÙ  SURREALE E “MALATO” DELLA STORIA POLITICA INTERNAZIONALE, CON I LEADER EUROPEI E ZELENSKY IN GINOCCHIO DA TRUMP PER CONVINCERLO A NON ABBANDONARE L’UCRAINA – LA REGIA TRUMPIANA: MELONI ALLA SINISTRA DEL "PADRINO", NEL RUOLO DI “PON-PON GIRL”, E MACRON, NEMICO NUMERO UNO, A DESTRA. MERZ, STARMER E URSULA, SBATTUTI AI MARGINI – IL COLMO?QUANDO TRUMP È SCOMPARSO PER 40-MINUTI-40 PER “AGGIORNARE” PUTIN ED È TORNATO RIMANGIANDOSI IL CESSATE IL FUOCO (MEJO LA TRATTATIVA PER LA PACE, COSÌ I RUSSI CONTINUANO A BOMBARDARE E AVANZARE) – QUANDO MERZ HA PROVATO A INSISTERE SULLA TREGUA, CI HA PENSATO LA TRUMPISTA DELLA GARBATELLA A “COMMENTARE” CON OCCHI SPACCANTI E ROTEANTI: MA COME SI PERMETTE ST'IMBECILLE DI CONTRADDIRE "THE GREAT DONALD"? - CILIEGINA SULLA TORTA MARCIA DELLA CASA BIANCA: È STATA PROPRIO LA TRUMPETTA, CHE SE NE FOTTE DELLE REGOLE DEMOCRATICHE, A SUGGERIRE ALL'IDIOTA IN CHIEF DI EVITARE LE DOMANDE DEI GIORNALISTI... - VIDEO