ilona staller cicciolina

“SONO UNA MISSIONARIA DELL’AMORE” – CICCIOLINA MEMORIES: “SONO COME UNA PICCOLA FOGLIA. VADO DOVE MI PORTANO I VENTI E I CAPRICCI" – IL RICORDO DEGLI ANNI IN POLITICA (“QUANDO ERO IN PARLAMENTO, FACEVO IL MIO LAVORO. ALLA GENTE PIACE RICORDARE LA CARICATURA, MA LA MIA BATTAGLIA PER GLI ANIMALI ERA REALE”), DELL’AMORE (“NON HO MAI GIUDICATO NESSUNO PER QUELLO CHE”) E DELLA “CASA ARCA DI NOÈ” IN VIA CASSIA, A ROMA, CHE HA OSPITATO PIÙ DI VENTI GATTI, UN CAMALEONTE, UN CUCCIOLO DI TIGRE, UN PITONE: "CI LAVORAVO. CANTAVO CON IL PITONE SUL CORPO. NIENTE DI SCANDALOSO O DI PERVERSO”

Testo di Carlo Antonelli - Estratto da The Polyamorous Home, numero speciale di Interni maggio 2026 con guest editor Carlo Ratti, pubblicato da https://www.rollingstone.it/cultura/interviste-cultura/una-conversazione-poliamorosa-con-cicciolina/1027970/

 

cicciolina

La vita di Ilona Staller è la meravigliosa incarnazione dell’esplosione tra i movimenti di liberazione dei diritti individuali a metà degli anni Sessanta, la conseguente ascesa del femminismo e dell’autodeterminazione del genere sessuale.

 

Deputata al Parlamento italiano, è stata una paladina senza pari della battaglia contro la vivisezione, e ha sempre vissuto in quella che lei chiama un’arca di Noè: un appartamento con attico in via Cassia, a Roma, che ha ospitato più di venti gatti, due pitoni, acquari con pesci di vario tipo, un camaleonte e un cucciolo di tigre. Se esiste una cosa come la casa poliamorosa, Ilona, che piaccia o no, ne è la regina.

 

Cominciamo semplicemente: come vivi nella tua casa?

Molto bene. Mi piace prendermi cura delle cose. Amo i fiori, e cerco di averne sempre di freschi in casa: tutti i giorni, se posso, altrimenti ogni due o tre giorni. E poi ho sei gatti Persiani Chinchilla. Sono meravigliosi.

 

 

cicciolina

(...)

Ventisei?

Sì. Però vivo in un attico con terrazze molto grandi, quindi c’era spazio. La mia casa è sempre stata una specie di arca di Noè. È così che mi piace vivere: con gli animali, con i fiori, con la vita intorno. Adoro gli animali. Li ho sempre adorati. E soffro quando si parla di vivisezione, perché sono assolutamente contraria.

 

 

No, no. Ho avuto anche cani: Yorkshire Terrier, un American Bully, un Pitbull. Poi c’era il pitone, di cui tutti parlano sempre in modo così noioso, sempre con lo stesso tono scandalizzato. Ma io volevo molto bene al pitone. E avevo anche un camaleonte che si chiamava Giorgio.

 

Ah, Giorgio. Me lo ricordo.

Povero Giorgio. D’inverno lo portavo dentro il maglione, vicino al seno, così stava al caldo. Lo portavo in giro con me così. Poi un’estate una grossa ape lo ha punto, si è gonfiato tutto ed è morto. Ho pianto tantissimo per Giorgio. E ho avuto anche un cucciolo di tigre del Bengala. Quando era piccolo gli davo il biberon, poi più avanti la carne macinata. Mi adorava.

CICCIOLINA CASA

Quindi non erano mai soltanto animali in casa.

Perché non sono ornamenti. Sono relazioni. Anche il pitone: sì, ci lavoravo, ma era soprattutto una cosa dolce. Cantavo con il pitone intorno al collo, sul corpo. Niente di scandaloso, nonostante quello che scrivevano. Niente di perverso. Era teatro, tutto qui.

 

Descrivi la casa.

È come la casa di Barbie. Lo dico seriamente. È stata progettata negli anni Settanta da un architetto, ed è piena di specchi, tutta rosa, verde, toni smeraldo, fiori anche sui vetri. Il vetro è trattato, molto bello. Quindi sì, sembra davvero la casa di Barbie. Ma alla fine è semplicemente casa mia: una casa che mi somiglia. La casa di Cicciolina.

 

E fuori?

jeff koons cicciolina

Le terrazze per me contano tantissimo. Ho palme, gerani, fiori di ogni tipo. Amo le piante indiscriminatamente. Tutte le piante. Davvero, tutte.

Nel tuo mondo c’è sempre stato anche qualcos’altro: le fiabe, la fantasia, le creature, una certa morbidezza ai margini della vita ordinaria.

Ho sempre amato le fiabe. Il favoloso. Le cose un po’ irreali, anche un po’ extraterrestri. Quel mondo mi sembrava naturale.

CICCIOLINA BOA 33

 

E per me, quando ero giovane, quello era parte del punto. Il messaggio non era mai soltanto la libertà sessuale. I Cicciolini e le Ciccioline potevano essere chiunque.

Certo. Ed erano così dolci, i miei Cicciolini e le mie Ciccioline. Quando facevo campagna elettorale abbracciavo tutti. Tutti. Baciavo i bambini, le madri, i mariti, le bambine. Non importava quanti anni avessero, volevo dare affetto a tutti.

 

Che cosa è successo quando eri piccola? Come sei diventata una dispensatrice di amore generale?

irina shayk in versione cicciolina

Una volta ho detto in un’intervista con Enzo Biagi che sono una missionaria dell’amore. Era così che mi sentivo.

È interessante, perché per molte persone la tua immagine suggeriva una libertà molto più ampia della sessualità.

Certo. Non ho mai giudicato nessuno per quello che è. Ho sempre avuto amici di ogni tipo. Gay, lesbiche, tutti. Non ho mai capito perché una persona debba condannarne un’altra per questo. Siamo tutti uguali su questa terra.

Quella generosità è entrata anche in politica.

Sì. Quando ero in Parlamento, facevo il mio lavoro. Alla gente piace ricordare la caricatura, ma io il mio lavoro l’ho fatto. La mia battaglia per gli animali era reale. Le mie proposte furono depositate in Parlamento, sono lì.

 

 

(...)

CICCIOLINA BOA 22

Ti senti protetta, in qualche modo?

Penso che ognuno abbia un piccolo angelo che veglia su di noi. Io sicuramente ho un angelo che mi protegge.

E lo senti anche in casa?

Sì. Un giorno mi sono svegliata all’alba, mi sono seduta sul letto e ho visto una forma grigia, tremolante, attraversare la stanza e uscire dalla finestra, anche se la porta era chiusa. Un’altra mattina mi sono svegliata perché ho sentito la mano di una donna accarezzarmi il viso. Vivo sola, quindi non c’era nessuno. Ma non mi ha fatto paura, era dolce.

 

Quello che mi interessa non è tanto il modo in cui ti lasci andare rispetto a ciò che accade intorno a te. È che sembri una di quelle persone che, avendo un grado di libertà maggiore degli altri, può lasciare che le cose accadano e poi seguirle, quasi come un fiume.

Da anni ho uno slogan: vado dove mi portano i venti e i capricci.

Allora non mi sbagliavo.

Sono come una piccola foglia soffiata dal vento. Vado dove mi porta. Io sono la foglia.

cicciolina ilona staller 5jeff koons cicciolina made in heaven 6cicciolina ilona staller 2cicciolina ilona staller 3cicciolina ilona staller 1cicciolina foto di riccardo schicchicicciolinailona staller cicciolina riccardo schicchiilona staller cicciolinamaglietta di cicciolina 1jeff koons cicciolina made in heaven 2

 

 

CICCIOLINA BOA

cicciolina ilona staller 4

Ultimi Dagoreport

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…