“COS'ERA IL MALORE? NON RIESCO A DIRLO” – MISTERO SULLE CONDIZIONI DI SALUTE DI JANNIK SINNER, CHE OGGI PROVERÀ A CONQUISTARE GLI INTERNAZIONALI DI ROMA IN FINALE CONTRO IL NORVEGESE CASPER RUUD, MEZZO SECOLO ESATTO DOPO IL SOLO TRIONFO AZZURRO NELLA STORIA DEL TORNEO, CON ADRIANO PANATTA – NELLA SEMIFINALE CON MEDVEDEV, IL NUMERO UNO DEL MONDO HA AVUTO UNA DELLE CRISI CHE LO COLGONO OGNI TANTO: TREMORI, RESPIRO AFFANNATO, CRAMPI ALLE GAMBE. IN CONFERENZA STAMPA HA TAGLIATO CORTO: “CON L'ESPERIENZA IMPARI A CONOSCERTI MEGLIO: SAI CHE DEVI RESTARE IL PIÙ CALMO E LUCIDO POSSIBILE…” – VIDEO
Estratto dell’articolo di Massimo Calandri per “la Repubblica”
«Il presidente Mattarella, Panatta, io, Bolelli e Vavassori nel doppio: tanta Italia, al Foro. Sarà divertente». Sì: sarà divertente, Jannik. Anzi: "Sìììì", come ha scritto sulla lente della telecamera a bordo campo, celebrando con sorprendente enfasi, per un altoatesino misurato come lui, il successo su Medvedev per 6-2, 5-7, 6-4, arrivato dopo 15 minuti di tennis e un micidiale rovescio incrociato nel prosieguo del match interrotto dal temporale l'altra sera.
jannik sinner - crisi agli internazionali di roma
Sinner è in finale, oggi alle 17 affronta sul Centrale il norvegese Casper Ruud. Mezzo secolo esatto dopo il solo trionfo azzurro nella storia del torneo, il protagonista di allora — Adriano, che a maggio farà lo stesso al Roland Garros: chissà che la scena non si ripeta — si augura di consegnare il trofeo a un altro italiano.
Dei nove Masters 1000 in calendario, è l'unico che manca alla bacheca del numero 1 del mondo: filotto per ora riuscito solo a Djokovic, ma quando Sua Maestà non aveva appena 24 anni come Jannik. In tribuna d'onore, il presidente Sergio Mattarella: nel 2025 aveva applaudito Jasmine Paolini […]
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Il ragazzo dai capelli rossi trepida. «Però adesso mi sento più libero. Non come l'altra notte, che ho dormito poco e male». La pioggia aveva lasciato tutti con il fiato sospeso, l'italiano in vantaggio di un break nel terzo set contro un avversario che lo aveva messo in grande difficoltà.
«Non mi ero mai trovato in una situazione così, in pratica la partita è ricominciata da zero». Jannik era sopravvissuto a una di quelle misteriose crisi che lo colgono ogni tanto, e fanno ancora più impressione in un campione simile a una macchina perfetta: tremori del corpo, il respiro affannato di uno che sembra preda di una crisi d'ansia, crampi alle gambe.
Questa volta, a differenza del passato, non si è ritirato e nemmeno rifugiato col medico negli spogliatoi. Perso il secondo set, nel terzo aveva recuperato il controllo della situazione. «Era un match molto impegnativo dal punto di vista fisico e non si può essere sempre al 100%, c'era tanta tensione e sono contento di come ho risolto», prova a spiegare.
Ma non convince nessuno, un giornalista insiste e lui taglia corto: «Non riesco a rispondere a questa domanda». Cosa ti succede davvero, Jannik? «Con l'esperienza impari a conoscerti meglio: sai che devi restare il più calmo e lucido possibile». E basta, non insistete: argomento chiuso.
[…] Medvedev si era lamentato, sostenendo che l'azzurro avrebbe dovuto almeno essere multato, quando nel terzo set si è fatto massaggiare per via dei crampi: «Le regole devono essere applicate, altrimenti togliamole», ha ribadito il russo, chiudendo però la polemica.
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Nelle quattro precedenti sfide con Ruud, Jannik ha sempre vinto: un anno fa, sul Centrale, lo umiliò con un punteggio (6-0, 6-1) che non ha bisogno di essere commentato. «Casper ora gioca un tennis decisamente migliore. Però…». […]
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