totti de rossi florenzi lazio roma

DERBY DOTTO - "I GIOCATORI CHE SUPPLICANO I TIFOSI DI ANDARE ALL’OLIMPICO PER LAZIO-ROMA E’ IL MONDO CHE SI CAPOVOLGE. NON SONO DE ROSSI, TOTTI, FLORENZI CHE DEVONO IMPLORARE DI ESSERE AMATI, MA SONO I TIFOSI CHE DEVONO STARE CON LORO, IN QUALUNQUE OCCASIONE, PER TESTIMONIARE CHE QUANDO SI AMA NON SI DISCUTE E, SOPRATTUTTO, NON SI DISERTA"

TOTTITOTTI

Giancarlo Dotto (Rabdoman) per Dagospia

 

Ora lo faccio io l’appello ai tifosi. Andrò domenica all’Olimpico con la scusa del derby solo per fotografare la gigantesca e soffocante barzelletta del “fino a dove può spingersi l’insulsaggine degli umani”.  Il deserto. Dei cervelli, prima di tutto. Non tutti i paradossi sono eccitanti. I giocatori che supplicano i tifosi: “tornate allo stadio, abbiamo bisogno di voi!” è un paradosso da mondo inferiore. Il mondo che si capovolge.

 

FLORENZI DE ROSSIFLORENZI DE ROSSI

La Madonna che prenota un volo in classe turistica per non perdersi il miracolo delle lacrime di Barbie a Miami. Siamo alla frutta e la frutta sa di marcio. I tifosi delle curve italiote sono diventati da tempo un mostro e questo mostro si chiama “soggettività”. Hanno smesso di adorare le loro squadre per adorare se stessi. Niente o tanto di male. Ma non tiriamo più in ballo cose come “l’amore per la squadra”. Buttiamo nel cesso degli anacronismi slogan come “la Roma è una fede” (ma può essere Lazio, Milan, Inter, Cavese o qualunque altra).

 

La fede, a meno che non sia Emilio, è un dogma della mistica. La persona di fede non sta nella storia, non litiga o civetta con le istituzioni, non dialoga, non chiede l’abolizione di questa barriera o di quel filo spinato. Non protesta contro prefetti e questori. La persona di fede non chiede altro che cancellarsi nella devozione per la cosa amata, squadra, donna o divinità che sia. La sua posizione è genuflessa, meglio se sulla dura pietra. Lo stadio dei fedeli è una Scala Santa da vivere ogni santa domenica come un glorioso supplizio, strafottendosene di qualunque incidente o provocazione, che sia il risultato o il questore avverso.

 

TOTTITOTTI

Il tifoso di fede sta con la sua squadra anche se lo impalano su per il tunnel anale. Non arretra e non diserta di fronte a nulla. Mi mettono le barriere? E io, tifoso di fede, me ne frego, strapopolo la curva, chiedo dieci, cento, mille barriere. Di più, chiedo di cospargere la curva di chiodi e polvere pruriginosa.

 

FLORENZIFLORENZI

Chiedo le cavallette. Chiedo che mi venga fatto indossare il cilicio alle porte dello stadio, dopo essere stato perquisito anche sotto le ascelle e non avendo mostrato l’unico documento che mi fa inaccessibile e imperquisibile, la mia dannata e assurda fede. Questa è grandezza. Questo farebbe il vero tifoso di fede, un gesto rivoluzionario che lo colloca fuori dalle miserevoli trame della storia e degli uffici della burocrazia.

CURVA NORD LAZIOCURVA NORD LAZIO

 

La persona di fede, non esistendo di suo, ha altro da fare e da venerare che cadere preda della sindrome da identità offesa. Il vero tifoso, il tifoso di fede, non lascerebbe mai la sua squadra sola, meno che mai il giorno del derby, nell’anno in cui, basta annusare l’aria, può accadere qualcosa di grandioso. Nessuno può vietare nulla al tifoso di fede.

 

Il tifoso senza fede, invece, sta lì torvo e meschino a spulciare i decreti e i divieti che lo riguardano, arronzando una sua presunta antologia del gesto epico. Non sono De Rossi, Totti, Florenzi in quanto Roma o qualunque altra squadra che devono andare dai tifosi e chiedere di essere amati, ma sono i tifosi di fede che vanno e stanno con loro, in qualunque occasione, per testimoniare che quando si ama non discute e, soprattutto, non si diserta.   

CURVA SUD ROMACURVA SUD ROMATOTTITOTTI

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)