“IN TANTI GIOCANO BENE A TENNIS, MA È IL CORPO CHE FA LA DIFFERENZA” - JANNIK SINNER: “HO BISOGNO DI RELAX. ABBIAMO ANCHE DECISO CHE PRIMA DI WIMBLEDON NON GIOCHERÒ NESSUN TORNEO SULL'ERBA. CHISSÀ, MAGARI POI DECIDEREMO DI ANDARE A TORONTO E A CINCINNATI. QUANTO DURA LA FELICITÀ NEL MIO MONDO? I PROSSIMI DUE-TRE GIORNI, QUELLI DOVE NON GIOCHERÒ A TENNIS. MA LA MIA FELICITÀ NON È LEGATA ALLA VITTORIA O ALLA SCONFITTA. SE NO, SAREBBE UN INCUBO. LA MIA FELICITÀ È GIOCARE A GOLF, ANDARE SUI KART, FARE LA VITA DI UN RAGAZZO NORMALE - DA GIOVEDÌ VADO A PARIGI PER PREPARARE L'APPUNTAMENTO PIÙ IMPORTANTE DELLA MIA STAGIONE, IL ROLAND GARROS”
Estratto dell’articolo di Paolo Brusorio per “la Stampa”
jannik sinner vince gli internazionali foto gmt mezzelani
[…] Jannik Sinner […] «Non c'era un posto migliore per fare l'en plein, qui ho vinto il primo match in un Mille e conquistare questo torneo per noi italiani significa molto».
[…] «A me piace molto la tensione, se non la senti significa che non tieni molto a quello che stai per fare. Mi piacciono anche i dubbi che mi vengono prima di iniziare un match. Provo a controllare, poi comincio a giocare e se l'avversario quel giorno è migliore di me non posso farci niente».
Cinque Masters mille di fila nel 2026: è pensabile vincerli tutti in stagione?
«Sono molto realista, impossibile giocare a questi livelli per tutto l'anno. Ora metto da parte il tennis per tre giorni, stacco e poi da giovedì vado a Parigi per preparare l'appuntamento più importante della mia stagione. Quello che ho fatto fin qui è incredibile, ma Parigi resta l'obiettivo» […]
Dopo quello che è successo contro Medvedev e la partenza in salita con Ruud, ha temuto che i problemi potessero ripetersi?
«No, ma il fisico resta l'aspetto più importante da curare, per quello ringrazio sempre il mio staff. In tanti giocano bene a tennis, ma è il corpo che fa la differenza. E adesso ho bisogno di relax. Abbiamo anche deciso che prima di Wimbledon non giocherò nessun torneo sull'erba. Chissà, magari poi decideremo di andare a Toronto e a Cincinnati».
Dà l'idea di essere felice adesso, ma quanto dura la felicità nel mondo di Sinner?
«I prossimi due-tre giorni, quelli dove non giocherò a tennis- risata - . Ma la mia felicità non è legata alla vittoria o alla sconfitta. Se no, sarebbe un incubo. La mia felicità è giocare a golf, andare sui kart, fare la vita di un ragazzo normale».
Ha ringraziato i genitori, lo staff, il pubblico: ma capita mai di dirsi "bravo Jannik"»?
«Sì, mi sono fatto i complimenti dopo la partita con Medvedev quando sono tornato a casa. Ero ancora vivo. A volte, se ho giocato bene, mi faccio i complimenti anche dopo una sconfitta. Certo fanno meno piacere». […]
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jannik sinner
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