“LE DIVISE UCRAINE? TROPPO POLITICHE” - IL COMITATO PARALIMPICO INTERNAZIONALE, GUIDATO DAL BRASILIANO ANDREW PARSONS, NON HA SOLO RIAMMESSO BANDIERA E INNO RUSSO, HA ANCHE VIETATO ALLA SQUADRA UCRAINA DI INDOSSARE SULLE GIACCHE CERIMONIALI GIALLE E AZZURRE, LA STAMPA DI UNA MAPPA DEL PAESE CHE INCLUDE DONBASS E CRIMEA, TERRITORI ORA OCCUPATI DAI RUSSI – IL SENATORE DEM FILIPPO SENSI: “MI VERGOGNO DA ITALIANO. PENSARE CHE IN ITALIA SUCCEDA QUESTO MI FA RIBOLLIRE IL SANGUE NELLE VENE” - A FEBBRAIO, DURANTE LE OLIMPIADI DI MILANO CORTINA 2026, LO SKELETONISTA UCRAINO VLADYSLAV HERASKEVYCH È STATO SQUALIFICATO PER...
Una vergogna senza pari. Mi vergogno da italiano. Pensare che in Italia succeda questo mi fa ribollire il sangue nelle vene https://t.co/XxVCed4HlR
— nomfup (@nomfup) March 2, 2026
Giulia Riva per ilsole24ore.com - Estratti
L’abito non fa il monaco, ma — a quanto pare — ancora una volta fa politica. Almeno stando a quanto stabilito dal Comitato paralimpico internazionale (Ipc), che ha vietato agli atleti ucraini di indossare la divisa cerimoniale pensata per partecipare alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, al via venerdì 6 marzo con la Cerimonia d’apertura all’Arena di Verona.
«Sono vietati testi di inni nazionali, parole motivazionali, messaggi pubblicitari/politici o slogan legati all’identità nazionale. Una mappa di un Paese rientra in questa categoria». Con questa motivazione l’Ipc ha cassato le divise paralimpiche ucraine. Al centro della querelle, delle giacche — pubblicate sui canali social del Comitato paralimpico ucraino — su cui è stampata, a tinte gialle e azzurre come la bandiera del Paese, una mappa dell’Ucraina entro i confini riconosciuti a livello internazionale, che include quindi territori occupati dopo l’invasione russa come il Donbass e la Crimea.
Una divisa «bella e simbolica», che «grida molto chiaramente che l’Ucraina esiste nel mondo e in Europa con tutti i suoi territori, senza occupazione russa», l’ha definita Valerii Sushkevych, presidente del Comitato paralimpico ucraino, intervistato lunedì 2 marzo da Ukrinform.



