panatta sinner alcaraz

“ALCARAZ HA BARATTATO IL RISCHIO DI QUALCHE SCONFITTA IN PIÙ CON LA LIBERTÀ. IO SONO COME LUI” – ADRIANO PANATTA SCENDE A RETE A 50 ANNI DAL TRIPLETE (ROMA, PARIGI, DAVIS): “DEFINIRE SINNER MECCANICO È INGENEROSO. IO AMMIRO LA SUA VOGLIA DI MIGLIORARSI: È LA RICERCA DELLA PERFEZIONE A MOTIVARLO. ALCARAZ INVECE A MONTECARLO L’HO VISTO INSOFFERENTE. IL TENNIS DI OGGI E' ESTREMIZZATO. FERRERO AVEVA PENSATO PER CARLOS LA PERFEZIONE MA GLI STAVA STRETTA E LUI SI È RIBELLATO. BORG ERA FELICE QUANDO VINCEVA A RIPETIZIONE A PARIGI E WIMBLEDON? BOH. IO SO CHE HA SMESSO A 26 ANNI" - "SINNER? PER FERMARLO DEVONO SPERARE CHE..."

 

 

Gaia Piccardi per corriere.it - Estratto

 

panatta

«Non possiamo fare finta che il 1976 non sia mai esistito?».

Complicato, Adriano. Sono cinquant’anni da Roma, Parigi e dalla Davis,  il triplete nel suo annus mirabilis.

«Mi hanno invitato al Foro Italico per premiare il vincitore. È arrivata una mail a nome del consiglio della Federtennis. Mi fa piacere, ci vado volentieri. Mi piacerebbe tanto consegnare la coppa a un italiano».

A Sinner?

«A un italiano. Sinner, Musetti, Cobolli… Quando in tabellone ci sono Jannik e Alcaraz, per gli altri diventa complicato battere tutti e due. Io li chiamo gli altri perché, rispetto a quei due fenomeni, fanno un altro sport».

 

Difficile immaginare qualcuno che possa fermare il Sinner del record.

«Devono sperare che faccia indigestione di supplì e mozzarelle in carrozza. Anche a Parigi. Però, se vince Jannik, almeno la facciamo finita e non parliamo mai più del mio 1976».

Chi era Adriano Panatta nel ‘76?

ALCARAZ KORDA PANATTA

«Un ragazzo romano di 25 anni che stava benissimo, era felice. Niente lasciava immaginare che riuscissi nell’impresa di vincere gli Internazionali e un titolo Slam in così poco tempo».

 

(...)

È mai stato felice sul campo da tennis? Magari proprio quel giorno a Roma?

«La mia felicità è sempre durata attimi, forse minuti. Una grande esplosione, che sfuma rapidissima».

Da quella straordinaria stagione di sport però le sono rimasti grandi amici, Paolo Bertolucci su tutti.

panatta bertolucci

«Quando io vincevo, non ci stava mai. Vabbé lui aveva perso da giorni, ma io dico: se sei amico, ti fermi. Con Paolo ci vogliamo molto bene da più di sessant’anni. Tra noi è tutta una presa in giro. A Montecarlo, la sera della vittoria di Sinner, siamo stati a cena in un ristorante dove Paolo sognava di mangiare da anni. Mi ero raccomandato con il proprietario: non gli dia mai un tavolo! Quest’anno ci è andato grazie a me».

 

Borg è un conoscente di vecchia data o un amico?

«Bjorn è strano. La domenica di Montecarlo mi chiama: ciao, sono arrivato. Però nella settimana sbagliata, Bjorn, ho risposto: il torneo è appena finito! Ha un problema di salute, fa una grande tenerezza. Ci si vede poco, ma quando accade ci divertiamo molto. Anni fa ero a Cortina per Ferragosto, in una baita con amici. Uno di questi, era fanatico di Borg. Mentre mangiamo, mi squilla il cellulare.

 

È Bjorn. Quello per poco non sviene. How are you Adriano? Come al solito. Where are you? A Cortina. Stai sciando? Ma sei scemo? È Ferragosto! Una sera, a Parigi, ospiti a cena del Roland Garros, feci l’occhiolino a John McEnroe e partimmo all’attacco: Bjorn, è da tempo che vogliamo dirti una cosa. What, boys? Che a giocare a tennis eri una mezza pippa. È vero, ha risposto lui, but I tried very hard. Quando vuole, Bjorn smette la seriosità e diventa spiritoso».

 

adriano panatta gianni mina

Con Vilas, sconfitto in finale a Roma, siete rimasti in contatto?

«Mai più sentito. La stupirò, però: mi ricordo il match point».

 

(...)

 

Chi è più forte tra Sinner e Alcaraz al top della forma?

«Quando Alcaraz si esprime al 100%, batte Sinner perché ha qualche invenzione in più. Ma il tennis non è solo questione di picchi di performance: sul rendimento medio, Jannik è superiore. Io dico: dritto Alcaraz, rovescio Sinner, servizio oggi Sinner, volée e smorzata Alcaraz, movimenti Alcaraz. Ma a Montecarlo, sulla terra, ha vinto Sinner. Con quei due è difficile sbilanciarsi: quando lo fai, rischi di essere subito smentito. Alcaraz mi ricorda Lew Hoad, che per qualcuno è il migliore di sempre: in giornata buona, era imbattibile».

 

Nella fantasia, nella voglia di vivere la vita, Alcaraz le somiglia più di Sinner, Adriano.

ADRIANO PANATTA E ANTONELLO PIROSO

«Carlos mi ha colpito quando ha detto che, senza Ferrero, finalmente può prendere decisioni. Evidentemente lo soffriva. Ha barattato il rischio di qualche sconfitta in più con la libertà. Io sono come lui. Però definire Sinner meccanico è ingeneroso. Io ammiro la sua voglia di migliorarsi: ogni giorno, si dedica a colmare le lacune. È raro, mi creda: di solito si allenano le cose che già si sanno fare bene. Jannik no».

 

È la ricerca della perfezione a motivarlo?

«Sì. Io ci vedo proprio questo: una ricerca della perfezione per le sue possibilità».

 

Se potesse prendere un caffè con Jannik, senza manager, press agent e rompiscatole intorno, cosa gli direbbe?

«Noi Sinner lo vediamo dedicato, programmato, preciso. Deve essere felice, per essere così. Sennò sarebbe un santo, o un martire. Alcaraz invece a Montecarlo l’ho visto insofferente. Ferrero aveva pensato per Carlos la perfezione ma gli stava stretta e lui si è ribellato. Borg era felice quando vinceva a ripetizione a Parigi e Wimbledon? Boh. Io so che ha smesso a 26 anni».

 

bertolucci pietrangeli panatta davis

Sta dicendo che Alcaraz, che ne ha 22, potrebbe fare una scelta simile?

«Si cresce, ci si evolve. Le priorità cambiano».

 

Se quel caffè lo potesse prendere con Carlos, quindi, cosa gli direbbe?

«Gli consiglierei di essere felice. A Montecarlo non lo era. Forse sta crescendo, però deve avere un’evoluzione oppure resta indietro: gli altri stanno arrivando. Quando giocavo io, i primi dieci avevano tutti vinto titoli Slam. Oggi il livello è questo... Ma Fonseca, Jodar, prima o poi gli faranno sentire il fiato sul collo. È un tennis dispendioso, molto fisico: si fanno facilmente male. È tutto estremizzato, anche lo sforzo. Alle racchette di legno e all’impugnatura continental, che permetteva un gesto più morbido, non si torna più. Adesso si consumano come candele».

 

Quando lei era insofferente, quando il tennis diventava una gabbia, come si riconnetteva con la vita?

borg e panatta

«Andavo al mare, in Sardegna o al Forte, dove vivevo. Uscivo a cena con gli amici. Vivevo di cose semplici. Non conducevo un’esistenza dissoluta, come narra la leggenda. Facevo la vita di un ragazzo di 25 anni che, incidentalmente, giocava a tennis. E poi ero curioso».

 

Curioso di cosa?

«Dal ‘72, quando a Parigi ho battuto Nastase campione in carica, ogni anno andavo all’Orangerie a vedere gli impressionisti, o al Louvre. Un anno ci trascinai anche Bertolucci, che per pigrizia mi aspettò stravaccato sui divanoni dell’ingresso.

 

panatta sinner

Indimenticabile fu quando visitai l’ala delle sculture di Michelangelo insieme a Vito Tongiani, l’artista italiano autore delle statue dei Moschettieri al Bois de Boulogne: mi feci spiegare nel dettaglio la tecnica per scolpire le dita del piede, le vene del braccio, le unghie della mano. Ecco, mi ricordo molto meglio quel giorno che le mie partite al Foro Italico o al Roland Garros».

bertolucci panatta anni 70loredana berte panattaCarlo Nordio celebra il matrimonio tra Adriano Panatta e anna Bonamico a Venezia paolo bertolucci adriano panattabertolucci panatta 2panatta pietrangeli anni 70bertolucci panatta cile (1)bertolucci panatta cilepanatta bertolucci 3

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)