ESCLUSIVO! SABATO BOMBA PER CANALE 5: C'E' UN TEO PER BONOLIS E LAURENTI
Era lui il comico più conteso. Il Bobo Vieri del mercato televisivo. Spasimava per lui Simona Ventura, alle prese con la prima edizione di "Quelli che il calcio" senza il Fabiolo Fazio. Stravedeva il direttore di Rai2 Carlo Freccero per quello sguardo allucinato, sorriso accidentato, umorismo fisico davvero senza precedenti in casa nostra, violento e infernale, buffonesco e iperbolico, tutto un muoversi da amfetaminico, con i pesci piranha nella flebo. Raiuno, poi, era pronta a offrirgli serate one-man-show pur di vaerlo in esclusiva. Anche la neonata La7 avrebbe fatto antenne false pur di rafforzare il palinsesto e il talk show di Fazio.
Gira che ti rigira, Teo Teocoli, comico d'eruzione che si produce nelle imitazioni sublimi di Franco Sensi e Ray Charles, svolazzante sotto l'ala del ridere-demenziale, patrocinato a suo tempo da Jerry Lewis e dalla buonanima di John Belushi; ebbene, Teo ha firmato oggi per Mediaset. E metterà davvero in crisi il sabato sera di Raiuno. Il sostituto della Faraona Raffa, il povero Panariello, infatti dovrà duellare di audience con la premiata coppia Bonolis e Laurenti con Teo Teocoli come valore aggiunto. Un trio infernale per "Italiani!", così si chiamerà l'appuntamento che dovrà una volta per tutte strappare a viale Mazzini l'eterna leadership del sabato sera tivù.
Nel contratto, oltre a "Italiani!", è prevista per Teocoli la solita conduzione di "Scherzi a parte" e soprattutto due-tre puntate dedicato alla sua strepitosa ed unica arte ciarlatana. Quando fa il presentatore pazzo dello sponsor o il celestiale Caccamo, ci si accorge che questo cinquantenne giovanotto stralunato ha decisamente qualche numero in più rispetto ai molti comici nati recentemente e prematuramente scomparsi: il gusto parodistico della realtà, la mimesi linguistica e abbondanti risorse di buffoneria. Intanto, Teocoli non propone ai tele-vedenti il copione logoro della satira politica: quella "drammaturgia del cazzeggio" che si risolve spesso in un enorme sperpero di esuberanza corporea e verbosità d'attualità.
Il buonumore teocolista svicola la satira adddomesticata dei giullari scopo allattamento, l'ilarità facile-facile di mescolare Politica e Varietà, che sforna lazzi e frizzi "al cetriolo" da cui si esce con una psiche da cocker; innocenti sberleffi tradizionalmente concessi al clown quando si trova di fronte al Principe, per rallegrarlo. Insomma, Teocoli non è un Grillo parlante ma un raddrizzatore, una stampatrice, un ciabattino di comicità dai tempi perfetti. Afferra i comportamenti e i tic più sconfortanti (il giornalista sportivo, l'ultras picchiatello, il meteorologo con le stellette), sfoderandoli della loro banalità e ridicola presunzione.
Teocoli fa ridere senza battute, senza giochi di parole, senza ammiccamenti all'attualità da telegiornale, senza costruire equivoche situazioni da avanspettacolo; fa ridere per la precisione sociologica dei suoi rimandi alla realtà di tutti i giorni. La sua faccia gommosa ricorda le maschere di Diabolik, gli permette di assumere identità diverse, tutte credibili e riconoscibili. Si spengono le luci del video e sul divano di casa si vedono branchi di teocoli soddisfatti che ridono di se stessi pensando di ridere del vicino.
Per Teocoli, infatti, la commedia è una tragedia continuamente interrotta. Dietro i suoi strali beffardi c'è anche l'ombra di Stanlio: quel comico che richiudeva la finestra dietro di sé dopo essersi gettato nel vuoto.
Copyright Dagopsia.com 9 Luglio 2001
Gira che ti rigira, Teo Teocoli, comico d'eruzione che si produce nelle imitazioni sublimi di Franco Sensi e Ray Charles, svolazzante sotto l'ala del ridere-demenziale, patrocinato a suo tempo da Jerry Lewis e dalla buonanima di John Belushi; ebbene, Teo ha firmato oggi per Mediaset. E metterà davvero in crisi il sabato sera di Raiuno. Il sostituto della Faraona Raffa, il povero Panariello, infatti dovrà duellare di audience con la premiata coppia Bonolis e Laurenti con Teo Teocoli come valore aggiunto. Un trio infernale per "Italiani!", così si chiamerà l'appuntamento che dovrà una volta per tutte strappare a viale Mazzini l'eterna leadership del sabato sera tivù.
Nel contratto, oltre a "Italiani!", è prevista per Teocoli la solita conduzione di "Scherzi a parte" e soprattutto due-tre puntate dedicato alla sua strepitosa ed unica arte ciarlatana. Quando fa il presentatore pazzo dello sponsor o il celestiale Caccamo, ci si accorge che questo cinquantenne giovanotto stralunato ha decisamente qualche numero in più rispetto ai molti comici nati recentemente e prematuramente scomparsi: il gusto parodistico della realtà, la mimesi linguistica e abbondanti risorse di buffoneria. Intanto, Teocoli non propone ai tele-vedenti il copione logoro della satira politica: quella "drammaturgia del cazzeggio" che si risolve spesso in un enorme sperpero di esuberanza corporea e verbosità d'attualità.
Il buonumore teocolista svicola la satira adddomesticata dei giullari scopo allattamento, l'ilarità facile-facile di mescolare Politica e Varietà, che sforna lazzi e frizzi "al cetriolo" da cui si esce con una psiche da cocker; innocenti sberleffi tradizionalmente concessi al clown quando si trova di fronte al Principe, per rallegrarlo. Insomma, Teocoli non è un Grillo parlante ma un raddrizzatore, una stampatrice, un ciabattino di comicità dai tempi perfetti. Afferra i comportamenti e i tic più sconfortanti (il giornalista sportivo, l'ultras picchiatello, il meteorologo con le stellette), sfoderandoli della loro banalità e ridicola presunzione.
Teocoli fa ridere senza battute, senza giochi di parole, senza ammiccamenti all'attualità da telegiornale, senza costruire equivoche situazioni da avanspettacolo; fa ridere per la precisione sociologica dei suoi rimandi alla realtà di tutti i giorni. La sua faccia gommosa ricorda le maschere di Diabolik, gli permette di assumere identità diverse, tutte credibili e riconoscibili. Si spengono le luci del video e sul divano di casa si vedono branchi di teocoli soddisfatti che ridono di se stessi pensando di ridere del vicino.
Per Teocoli, infatti, la commedia è una tragedia continuamente interrotta. Dietro i suoi strali beffardi c'è anche l'ombra di Stanlio: quel comico che richiudeva la finestra dietro di sé dopo essersi gettato nel vuoto.
Copyright Dagopsia.com 9 Luglio 2001