LE UNDICI TOD'S VIOLA, I GIALLOROSSI D'ALEMIANI E UN SOLO GRIDO DI BATTAGLIA: SOLO-GEOX! - IL VOTO DI VOLO: "BERLUSCONI FUORI DAI COGLIONI!" - BORGHEZIO ALLA CONQUISTA DELLA COZZA DI MASTELLA - I DILETTANTI DELL'ODIERNA GUERRA CIVILE.
1 - "SOLO-GEOX- È IL GRIDO DI BATTAGLIA!".
Andrea Marcenaro per "Il Foglio"
Neanche qui vogliamo parlare di politica. Come ha detto Diego Della Valle, "sabato è stata solo una bella serata di sport". Bellissima, oseremmo dire noi. I viola sono stati bravissimi. Nonostante le scarpine fitte fitte di puntini, si sono battuti come undici leoparde. L'Amor nostro, avendo sei televisioni, s'è guardato la partita da casa. Il sublime Scarparo, con un giornale e basta, o affrontava i disagi dello stadio o se la leggeva il giorno dopo. Ha reagito comunque benissimo. Meglio che a Vicenza, non essendo peraltro un mistero che la seconda volta fa meno male della prima. Domenica i viola se la giocheranno contro la Roma. Gira voce in città di una massiccia mobilitazione dei giallorossi d'alemiani. Non disponendo di sei televisioni, capaci che si riverseranno in massa all'Olimpico. Sarà un'altra bella serata di sport. Le leoparde viola calzeranno le eleganti scarpine d'ordinanza. I tifosi giallorossi sono più sgamati di quelli milanisti. Già aleggia l'idea di un'alleanza tattica tra sinistra d'alemiana e curva notoriamente di destra. Certo lo slogan su cui si troverà la mediazione: "Solo-Geox- è il grido di battaglia!".
2 - IL VOTO DEL MATTINO.
Filippo Facci per "Il Giornale"
Radio Deejay è una godibilissima emittente per giovani e finti giovani che verso le 9.00 manda in onda Il Volo del mattino, un programma condotto dal poli-mestierante Fabio Volo che mi piace molto e che ascolto volentieri, nonostante di regola se ne freghi della politica. Ieri mattina, tuttavia, Fabio Volo ha fatto un'eccezione, e verso le 9 e 45 si è messo a bisbigliare frasi come questa: «Berlusconi deve andar fuori dai coglioni, dài! è un buffone! io lo so, io ho lavorato nelle sue tv! ha rotto i coglioni!». Già a gennaio Radio Deejay si era distinta per un'intervista a Romano Prodi sul tema delle maratone, ma almeno la par condicio non era ancora scattata. Ora questo.
Che dire? Niente. È che non capisco perché certe dichiarazioni di voto debbano passare alla Storia ed altre no. Nel 1994 espressero la loro preferenza Mike Bongiorno, Gerry Scotti, Davide Mengacci, Iva Zanicchi, Ambra Angiolini, Raimondo Vianello, persino la valletta Antonella Elia: e la cosa fece tanto scalpore che se ne trova traccia in un sacco di libri. Perché negare il privilegio a Fabio Volo? Il conformismo è arte difficile, e quando la maggioranza degli artistoidi si schiera da una parte sola (quella di Prodi) c'è il rischio che nel coro non ti sentano. Diamo perciò una mano a Fabio Volo, premiamo il suo coraggio, piazziamolo sulla prima pagina di un giornale.
3 - ALLA CONQUISTA DELLA COZZA.
Massimo Gramellini per "La Stampa"
Il momento è grave e la campagna elettorale di Pr e Br, come li chiama Littizzetto, una cosa seria, serissima. Però abbiamo diritto anche noi a una vacanza: il leghista Borghezio che invade Ceppaloni al comando di un manipolo di camper bergamaschi. Erano le undici del mattino, raccontano i testimoni di questo incredibile evento, quando le truppe motorizzate del Nord hanno fatto il loro ingresso nella sonnacchiosa cittadina beneventana con l'obiettivo strategico di cingere d'assedio la famosa villa di Mastella, quella con la piscina a forma di cozza (che poi in realtà assomiglia di più a un rene).
Purtroppo la ristrettezza delle strade ha intrappolato la corsa degli automezzi, abituati a solcare le ridenti corsie della Bergamasca. L'impossibilità di circondare la fortezza mastellata, a causa di un vicolo cieco che finiva proprio contro il cancello, ha costretto le armate leghiste a rinculare in retromarcia fino alla piazza principale del paese. Qui giunto, il comandante Borghezio è sceso agilmente a terra per prendere contatto con le popolazioni indigene, assai stupite nel vedergli addosso un abituccio da tè nel Sahara, nonostante il clima a Ceppaloni sia ancora piuttosto frizzante. Borghezio ha attaccato Mastella, dandogli del «venduto». Poi, guardatosi meglio intorno, lo ha chiamato «amico». Allora ha attaccato De Mita per i soldi del terremoto. Ma, guardatosi di nuovo intorno, ha detto che ne avrebbe riparlato magari un'altra volta. Il resto, e che resto, lo trovate all'interno del giornale nel servizio di Amedeo La Mattina. Qui ci limitiamo a ringraziare Borghezio anche a nome dei suoi colleghi: Totò e Peppino.
4 - I DILETTANTI DELL'ODIERNA GUERRA CIVILE
Giampiero Mughini per Il Foglio
A proposito di un film e della guerra civile. Leggo su Dagospia che
all'anteprima del nuovo film di Nanni Moretti (non ho potuto andarci, perché mi stavo guadagnando degli euro altrove) un noto giornalista di Repubblica ha rifiutato la mano a Pietrangelo Buttafuoco che gliela stava porgendo. A Pietrangelo, a uno che sta costantemente nel reame del sogno e della letteratura e che è perfettamente "irresponsabile" quando parla delle banali
cose di questo mondo. La voglia di guerra civile, di una spaccatura a metà della società tra i Buoni e i Cattivi, si fa sempre più forte negli ambienti segnati dall'antiberlusconismo sistematico e ossessivo. Andrò a vedere di corsa il film di Moretti, e con questo mi spiace che diventi una bandiera politica da venerare o da oltraggiare. Credevo morto e sepolto il tempo in cui i film o i romanzi facevano da bandiera politica e ci costruivi sopra dei frammenti di guerra civile. I dilettanti dell'odierna guerra civile non sanno nemmeno lontanamente che cosa accadesse nelle vere guerre civili, che cosa fosse la Germania del primo dopoguerra o l'Italia del tempo dell'assassinio di Giacomo Matteotti (a modo di risposta vennero uccisi dieci fascisti fra cui un deputato) o la Spagna di prima del 1936-1939, quando quelli delle due fazioni contrapposte si ammazzavano quotidianamente per strada. Ho chiesto a un'intelligente attrice italiana, ieri mattina (stava nella trasmissione televisiva dov'ero impegnato), quanto la stesse interessando da uno a cento la campagna elettorale. "Interessando? Irritando vuoi dire. Da uno a cento, duecento". E' esattamente il mio giudizio.
Ps. Ringrazio il mio vecchio amico Stenio Solinas per un suo bellissimo articolo sul Giornale, dove dice che lui e io siamo perfettamente "inattuali", al di fuori e remoti da ogni cosa di questo mondo. Avevo conosciuto Stenio al tempo in cui erano ancora calde le ceneri della guerra civile psicotica tra noi "antifascisti" e loro "fascisti". Mi si avvicinò dicendo: "Posso salutarti?". Siamo poi divenuti amici stretti.
Dagospia 28 Marzo 2006
Andrea Marcenaro per "Il Foglio"
Neanche qui vogliamo parlare di politica. Come ha detto Diego Della Valle, "sabato è stata solo una bella serata di sport". Bellissima, oseremmo dire noi. I viola sono stati bravissimi. Nonostante le scarpine fitte fitte di puntini, si sono battuti come undici leoparde. L'Amor nostro, avendo sei televisioni, s'è guardato la partita da casa. Il sublime Scarparo, con un giornale e basta, o affrontava i disagi dello stadio o se la leggeva il giorno dopo. Ha reagito comunque benissimo. Meglio che a Vicenza, non essendo peraltro un mistero che la seconda volta fa meno male della prima. Domenica i viola se la giocheranno contro la Roma. Gira voce in città di una massiccia mobilitazione dei giallorossi d'alemiani. Non disponendo di sei televisioni, capaci che si riverseranno in massa all'Olimpico. Sarà un'altra bella serata di sport. Le leoparde viola calzeranno le eleganti scarpine d'ordinanza. I tifosi giallorossi sono più sgamati di quelli milanisti. Già aleggia l'idea di un'alleanza tattica tra sinistra d'alemiana e curva notoriamente di destra. Certo lo slogan su cui si troverà la mediazione: "Solo-Geox- è il grido di battaglia!".
2 - IL VOTO DEL MATTINO.
Filippo Facci per "Il Giornale"
Radio Deejay è una godibilissima emittente per giovani e finti giovani che verso le 9.00 manda in onda Il Volo del mattino, un programma condotto dal poli-mestierante Fabio Volo che mi piace molto e che ascolto volentieri, nonostante di regola se ne freghi della politica. Ieri mattina, tuttavia, Fabio Volo ha fatto un'eccezione, e verso le 9 e 45 si è messo a bisbigliare frasi come questa: «Berlusconi deve andar fuori dai coglioni, dài! è un buffone! io lo so, io ho lavorato nelle sue tv! ha rotto i coglioni!». Già a gennaio Radio Deejay si era distinta per un'intervista a Romano Prodi sul tema delle maratone, ma almeno la par condicio non era ancora scattata. Ora questo.
Che dire? Niente. È che non capisco perché certe dichiarazioni di voto debbano passare alla Storia ed altre no. Nel 1994 espressero la loro preferenza Mike Bongiorno, Gerry Scotti, Davide Mengacci, Iva Zanicchi, Ambra Angiolini, Raimondo Vianello, persino la valletta Antonella Elia: e la cosa fece tanto scalpore che se ne trova traccia in un sacco di libri. Perché negare il privilegio a Fabio Volo? Il conformismo è arte difficile, e quando la maggioranza degli artistoidi si schiera da una parte sola (quella di Prodi) c'è il rischio che nel coro non ti sentano. Diamo perciò una mano a Fabio Volo, premiamo il suo coraggio, piazziamolo sulla prima pagina di un giornale.
3 - ALLA CONQUISTA DELLA COZZA.
Massimo Gramellini per "La Stampa"
Il momento è grave e la campagna elettorale di Pr e Br, come li chiama Littizzetto, una cosa seria, serissima. Però abbiamo diritto anche noi a una vacanza: il leghista Borghezio che invade Ceppaloni al comando di un manipolo di camper bergamaschi. Erano le undici del mattino, raccontano i testimoni di questo incredibile evento, quando le truppe motorizzate del Nord hanno fatto il loro ingresso nella sonnacchiosa cittadina beneventana con l'obiettivo strategico di cingere d'assedio la famosa villa di Mastella, quella con la piscina a forma di cozza (che poi in realtà assomiglia di più a un rene).
Purtroppo la ristrettezza delle strade ha intrappolato la corsa degli automezzi, abituati a solcare le ridenti corsie della Bergamasca. L'impossibilità di circondare la fortezza mastellata, a causa di un vicolo cieco che finiva proprio contro il cancello, ha costretto le armate leghiste a rinculare in retromarcia fino alla piazza principale del paese. Qui giunto, il comandante Borghezio è sceso agilmente a terra per prendere contatto con le popolazioni indigene, assai stupite nel vedergli addosso un abituccio da tè nel Sahara, nonostante il clima a Ceppaloni sia ancora piuttosto frizzante. Borghezio ha attaccato Mastella, dandogli del «venduto». Poi, guardatosi meglio intorno, lo ha chiamato «amico». Allora ha attaccato De Mita per i soldi del terremoto. Ma, guardatosi di nuovo intorno, ha detto che ne avrebbe riparlato magari un'altra volta. Il resto, e che resto, lo trovate all'interno del giornale nel servizio di Amedeo La Mattina. Qui ci limitiamo a ringraziare Borghezio anche a nome dei suoi colleghi: Totò e Peppino.
4 - I DILETTANTI DELL'ODIERNA GUERRA CIVILE
Giampiero Mughini per Il Foglio
A proposito di un film e della guerra civile. Leggo su Dagospia che
all'anteprima del nuovo film di Nanni Moretti (non ho potuto andarci, perché mi stavo guadagnando degli euro altrove) un noto giornalista di Repubblica ha rifiutato la mano a Pietrangelo Buttafuoco che gliela stava porgendo. A Pietrangelo, a uno che sta costantemente nel reame del sogno e della letteratura e che è perfettamente "irresponsabile" quando parla delle banali
cose di questo mondo. La voglia di guerra civile, di una spaccatura a metà della società tra i Buoni e i Cattivi, si fa sempre più forte negli ambienti segnati dall'antiberlusconismo sistematico e ossessivo. Andrò a vedere di corsa il film di Moretti, e con questo mi spiace che diventi una bandiera politica da venerare o da oltraggiare. Credevo morto e sepolto il tempo in cui i film o i romanzi facevano da bandiera politica e ci costruivi sopra dei frammenti di guerra civile. I dilettanti dell'odierna guerra civile non sanno nemmeno lontanamente che cosa accadesse nelle vere guerre civili, che cosa fosse la Germania del primo dopoguerra o l'Italia del tempo dell'assassinio di Giacomo Matteotti (a modo di risposta vennero uccisi dieci fascisti fra cui un deputato) o la Spagna di prima del 1936-1939, quando quelli delle due fazioni contrapposte si ammazzavano quotidianamente per strada. Ho chiesto a un'intelligente attrice italiana, ieri mattina (stava nella trasmissione televisiva dov'ero impegnato), quanto la stesse interessando da uno a cento la campagna elettorale. "Interessando? Irritando vuoi dire. Da uno a cento, duecento". E' esattamente il mio giudizio.
Ps. Ringrazio il mio vecchio amico Stenio Solinas per un suo bellissimo articolo sul Giornale, dove dice che lui e io siamo perfettamente "inattuali", al di fuori e remoti da ogni cosa di questo mondo. Avevo conosciuto Stenio al tempo in cui erano ancora calde le ceneri della guerra civile psicotica tra noi "antifascisti" e loro "fascisti". Mi si avvicinò dicendo: "Posso salutarti?". Siamo poi divenuti amici stretti.
Dagospia 28 Marzo 2006