BULGARI: RUMOR SU INTERESSE PINAULT - PARTE LA BANCA DEL SUD - UN ADVISOR D´ORO PER FININVEST - DIRIGENTI GM CONTRO ALLEANZA CON RENAULT-NISSAN - ALITALIA AGITA IMMOBILIARISTI ROMANI (ANCHE CALTA) - "REPUBBLICA" FANTASY: SCARONI NUMERO UNO DELL'ENEL.
1 - "REPUBBLICA" FANTASY: SCARONI NUMERO UNO DELL'ENEL.
Da "la Repubblica" - Scaroni: per il numero uno Enel, il giro di vite fiscale "è stato un atto doveroso". Prego: Scaroni è il numero uno dell'Enel?
Sempre "La Repubblica" - "D'accordo Francesco Caio, amministratore delegato (in uscita in questi giorni) della Cable & Wireless". Prego: Caio è uscito da un pezzo.
2 - WSJ: DIRIGENTI GM CONTESTERANNO ALLEANZA CON RENAULT-NISSAN.
(Ansa) - I top-manager di General Motors si preparerebbero a presentare un documento al consiglio di amministrazione del Gruppo in calendario domani, in cui verrebbe contestata la validita' di un' eventuale alleanza con Renault-Nissan, il progetto emerso la settimana scorsa su indicazione dell' azionista di riferimento, Kirk Kerkorian. E' quanto riporta il Wall Street Journal, citando fonti anonime interne alla casa automobilistica statunitense. Sempre secondo il Wsj il presidente ed amministratore delegato di GM, Rick Wagoner, non avrebbe peraltro intenzione di rigettare completamente la prospettiva di accordo con il Gruppo franco-nipponico, ma farebbe presente a chiare lettere che il management nutre importanti perplessita' circa questo 'merger' e sulle stesse modalita' con cui l' operazione e' stata resa pubblica. In pratica, la proposta formulata da Kerkorian - al quale, attraverso il fondo Tracinda, fa capo il 9,9% del capitale di General Motors - verrebbe trattata come un' offerta ostile. Wagoner dovrebbe incontrarsi con il chief executive officer di Renault e di Nissan, Carlos Ghosn, il 14 luglio prossimo, allo scopo di affrontare direttamente la questione. Nei giorni scorsi sia Renault che Nissan hanno dato il via libera ad un confronto finalizzato a verificare la possibilita' di un' intesa a tre.
3 - VILLEPIN: MAGGIORANZA PARLAMENTO ORA FAVOREVOLE A FUSIONE GDF-SUEZ.
(Asca) - La maggioranza dei deputanti del parlamento francese e' ora favorevole alla fusione tra Gdf e Suez. Lo ha annunciato il primo ministro francese, Dominique de Villepin secondo alcuni giornali francesi. ''Vedremo i deputati uno per uno e li convinceremo'', ha detto il primo ministro francese, aggiungendo che la maggioranza e' ora favorevole perche' ha capito che, se non si fa nulla, la situazione potrebbe divenire ingestibile. Il governo terra' una speciale sessione in parlamento il 7 settembre prossimo per dibattere un provvedimento di legge che farebbe scendere la quota dello stato in Gdf dall'attuale 80,2% a circa il 34% nella societa' post fusione.
4 - UN ADVISOR D´ORO PER FININVEST.
Ettore Livini per "la Repubblica" - Il collocamento del 16,68% di Mediaset di inizio 2005 si conferma, a distanza di tempo, come un affare d´oro per Fininvest. L´operazione, si sa, ha garantito 1,5 miliardi di plusvalenze, spingendo al record di 1,8 miliardi di utili i conti del Biscione. E la vendita a 10,55 euro per azione - con il senno di poi - è stata una scelta azzeccata anche dal punto di vista della tempistica visto che il titolo vale oggi 9 euro. La ciliegina sulla torta però - come emerge dal bilancio della cassaforte di casa Berlusconi - è arrivata dopo la chiusura del collocamento. Quando l´advisor Jp Morgan ha versato a Fininvest 39,5 milioni come «indennizzo con riferimento alla cessione di azioni Mediaset».
All´apparenza il mondo che va alla rovescia. Con la banca d´affari che paga per lavorare. Un lavoro faticoso, tra l´altro, perché piazzare il 16,68% delle tv di Arcore non è stato all´epoca facilissimo: l´operazione è andata in porto per il rotto della cuffia e a un prezzo probabilmente inferiore alle aspettative dei Berlusconi. L´indennizzo del regista dell´operazione - forse - è servito a ridimensionare questa piccola delusione.
5 - BULGARI: ALLA BORSA DI PARIGI RUMOR SU INTERESSE PINAULT.
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il prestito obbligazionario convertibile da 800 milioni lanciato ieri dalla famiglia Pinault potrebbe servire ad un'acquisizione nel settore del lusso, per esempio Bulgari. Lo ipotizza "Il Sole 24 Ore" riportando alcuni rumor di mercato: "'Ppr potrebbe lanciarsi in un'operazione di prestigio per sostenere la sua nuova strategia nel settore del lusso', sussurrano in coro gli analisti parigini. Magari - riferisce il Sole 24 Ore nella rubrica 'Parterre' - con l'obiettivo di acquisire, tra le tante occasioni, la gemma di Bulgari. E allora il bond avrebbe una ragione in piu'".
6 - ENI ESAMINA DOSSIER QUOTAZIONE DELLA RUSSA ROSNEFT.
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Ci sarebbe anche l'Eni nella schiera delle compagnie petrolifere in corsa per la russa Rosneft, prossima alla quotazione alle Borse di Londra e Mosca. Lo scrive il "Corriere della Sera" secondo cui il folto gruppo comprende la cinese Cnpc, l'indiana Ongc e la malese Petronas, che hanno gia' avviato trattative per assicurarsi delle quote; ma anche l'olandese Dutch-Shell e la britannica Bp che hanno mostrato interesse. "E tra gli analisti finanziari - scrive il quotidiano - c'e' chi ipotizza anche una partecipazione dell'Eni. Eventualita' che ai vertici della holding di San Donato Milanese non viene commentata: ufficialmente viene ostentato disinteresse, ma nel chiuso delle stanze ai piani alti la pratica Rosneft sarebbe all'esame". Intanto, secondo "Finanza & Mercati", si "sarebbero nuovamente arenate" le trattative tra il 'cane a sei zampe' e Gazprom. "I russi - riporta il quotidiano - offrirebbero alla compagnia guidata da Paolo Scaroni quote di minoranza nei giacimenti di Yuzhno Sakhalin e Shtockman mentre l'Eni punterebbe alla gestione come capofila di uno di questi". Gazprom, tra l'altro, avrebbe chiesto di entrare nella gestione di Stogit (stoccaggi).
7 - SCARONI (ENI): NESSUN INTERESSE PER ROSNEFT.
(Asca) - ''Nessun interesse'' per acquistare una quota di Rosneft, la terza maggiore societa' petrolifera russa. Lo ha detto l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, a margine dell'assemblea annuale di Confcommercio.
8 - COCA COLA: 3 CASI DI SPIONAGGIO INDUSTRIALE SU SOFFIATA PEPSI.
(Agi) - Un impiegato della Coca Cola e due complici dovranno presentarsi in Tribunale oggi per rispondere dell'accusa di spionaggio industriale. LO rivela un articolo del Financial Times. I tre avrebbero cercato di vendere alla rivale PepsiCo segreti aziendali per un valore di 1,5 milioni di dollari e sono stati smascherati grazie alla stessa PepsiCo che nel maggio scorso ha informato la Coca Cola di aver ricevuto una lettera con un'offerta "molto dettagliata e confidenziale". La Coca Cola ha subito informato l'Fbi che ha aperto un'inchiesta, arrestando i tre sospetti. Si tratta di Joya Williams, segretaria di un executive dell'azienda, e di due complici. Gli agenti dell'Fbi si sono finti executive della PepsiCo e hanno scoperto che la Williams trafugava i segreti aziendali, portandoseli via in una borsetta. Poi hanno avviato una trattativa coi due complici ricevendo documenti in cambio di diverse decine di migliaia di dollari. Lo scambio avrebbe dovuto concludersi con la consegna di altri documenti, per i quali i tre spioni avevano chiesto il pagamento di 1,5 milioni di dollari. Alla fine di questa vicenda l'amministratore delegato della Coca Cola, Neville Isdell ha espresso un "sincero apprezzamento" nei confronti della PepsiCo, la quale ha replicato assicurando di "aver fatto soltanto quello che una compagnia responsabile deve fare in simili circostanze. La concorrenza puo' diventare dura ma deve restare leale e legale".
9 - L'OFFERTA « INUTILE » DELLA FAMIGLIA GARRONE.
S. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Quella che parte oggi, su Enertad, rischia di essere catalogata l'Opa « inutile » di Piazza Affari. Piccolo passo indietro: da più di un anno la società di fonti rinnovabili di Luigi Agarini, oberata di debiti, è in vendita. La famiglia Garrone da tempo corteggiava la società e a giugno è uscita allo scoperto. Con un'Opa a 3 euro per azione.
Tutto filava liscia, ma, a pochi giorni dall'avvvio dell'Opa, Giuseppe Garoano ci ha messo lo zampino. La Alerion di Garofano, azionista al 16%, ha stretto un accordo per comprare il 51% di Agarini. Con già praticamente in tasca il 51% di Enertad, Alerion avrà in mano il 68% della società. E l'Opa, prima ancora di iniziare, è già fallita: Erg ha messo come una delle condizioni il raggiungimento del 50,1% di Enertad, obiettivo al momento irrealizzabile. Una sola cosa potrebbe risollevare le sorti della scalata dei Garrone: mettere sul piatto più soldi. I 3 euro offerti sono in effetti il minimo richiesto dalle banche creditrici, che hanno in pegno la quota di Agarini, e un prezzo più generoso è l'unica arma vincente se Erg non vuole uscire perdente dalla contesa su Enertad. Solo così Agarini, che incasserebbe più soldi come passo indietro, e gli istituti, che potrebbero rientrare in modo più consistente dai loro crediti.
10 - ALITALIA AGITA OPERATORI IMMOBILIARI ROMANI (ANCHE CALTAGIRONE)
Il Velino.it - C?è alta tensione nei confronti di Alitalia da parte di alcune società romane per l?esito in stallo delle trattative per la cessione dei terreni di proprietà della compagnia aerea vicini allo scalo di Fiumicino. Gli attriti sono in particolare partiti da Aeroporti di Roma, l?azienda che gestisce gli scali di Ciampino e Fiumicino, per la decisione della società presieduta da Giancarlo Cimoli di operare contemporaneamente con più operatori immobiliari per cercare di accelerare la dismissione al fine di incamerare al più presto introiti necessari ai conti del vettore aereo. Mentre erano in fase avanzata pour parler con Adr, Alitalia si è rivolta ad altri soggetti sempre con l?intento di vendere gli immobili. Ma anche altri operatori, rivelano fonti di mercato, hanno notato un comportamento da parte della compagnia improntato da un lato a una certa urgenza di chiudere l?operazione e dall?altro alla ricerca di spuntare il prezzo più alto possibile, anche superiore alle prime pattuizioni, come pare sia avvenuto, secondo le indiscrezioni raccolte dal VELINO, con un?azienda legata al gruppo Caltagirone. (far)
11 - TRASPARENZA SUI BOND? NO GRAZIE, SIAMO INGLESI.
My. L. per "Il Sole 24 Ore" - Trasparenza? « No, thanks » . Con una nota molto " british", la Fsa ( cioè la Consob inglese) ha comunicato ieri che non intende adeguare il mercato obbligazionario d'Oltremanica ai nuovi standard di trasparenza richiesti dalla Commissione europea a partire dal 2007. L'organismo comunitario, infatti, sta considerando di prendere come spunto l'applicazione della direttiva Mifid per obbligare gli attori del mercato a rendere noti i prezzi delle compravendite di obbligazioni prima che avvenga lo scambio, oppure a pubblicare i dettagli della transazione subito dopo. Ma la Fsa ha messo subito le mani avanti: « Dal punto di vista britannico - ha comunicato - crediamo che non si sia presentato alcun caso problematico sul mercato che giustifichi un intervento normativo sulla trasparenza » . E subito sono partiti i cori di approvazione.
Eppure, al di là dei toni " british", una considerazione sorge spontanea: sul mercato obbligazionario i guadagni delle banche derivano principalmente dallo spread tra i prezzi di vendita e quelli di acquisto, per cui un'iniezione di trasparenza proprio sui prezzi - secondo uno studio del Centre for Economic Policy Research - diminuirebbe inevitabilmente i guadagni. Che ci sa anche questa considerazione dietro il molto " british" « no thanks » della Fsa?
12 - ENEL: CONTI, SUEZ? QUEST'ESTATE VORREI FARE VACANZA
(Agi) - "Io ho intenzione di andare in vacanza". Cosi' l'amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, ha risposto ai girnalisti se si preparasse un estate calda per Enel sul fronte francese. Il riferimento e' a un eventuale Opa di Enel su Suez.
13 - ENEL: CONTI, SCAMBIO AZIONARIO CON ENI AMPIAMENTE SMENTITO
(Agi) - "Credo che sia stato ampiamente smentito anche da fonti di governo". Cosi' l'ad di Enel, Fulvio Conti, ha risposto ai gioprnalisti che chiedevano se fosse possibile uno scambio azionario tra Eni ed Enel.
14 - DEUTSCHE BOERSE: STAMPA, INTERESSATA A BORSA MERCI CHICAGO
(Ansa) - La Deutsche Boerse ha interesse a un'alleanza con la borsa a termine negli Usa Chicago Mercantile Exchange (CME). La Sueddeutsche Zeitung, citando fonti interne della societa' di Francoforte, scrive che pur ritenendo prioritaria una fusione con Euronext, la Deutsche Boerse resta aperta per altre opzioni e considera estremamente interessante l'ipotesi di un'alleanza con CME. In passato ci sono stati colloqui tra Deutsche Boerse e CME, ma nessuna trattativa concreta.
15 - PARTE LA BANCA DEL SUD, SARÀ OPERATIVA NEL 2007
Patrizia Capua per la Repubblica-Napoli - Si costituirà oggi la Banca del Sud, istituto di credito privato. Sarà operativa ai primi del 2007. I 523 soci sottoscrittori, di cui 131 promotori, si riuniranno per dare vita alla società per azioni presso il dipartimento di Economia di Monte Sant'Angelo della Federico II, notaio Ludovico Mustilli. Con Francesco Andreozzi, presidente, ci sono il vice Francesco Di Muro, Adriano Gaito (comunicazione), Sossio Del Prete, Domenico Amato. Fino al 31 maggio scorso sono stati raccolti oltre 18 milioni di euro, con capitale interamente versato. Hanno aderito la Fondazione Banco di Napoli (circa 3 milioni di euro pari al 14,99%), la Fondiaria Sai di Salvatore Ligresti (un milione di euro), la Banca Popolare di Puglia e Basilicata (250 mila euro) e il fondo di private equity Pentar di Maurizio Romiti (400mila euro) con sede a Napoli. Banca del Sud nasce all´insegna del contenimento dei costi e del trading on line. Avrà sede in viale Gramsci, due minisportelli, alcuni negozi finanziari.
L´assemblea inizierà con l´intervento del presidente onorario Adriano Giannola, anche presidente della Fondazione Banconapoli, sostenitore del modello francese di "credit local", ossia di banche molto legate al territorio. Soci con la Fondazione Banco Napoli sono la Banca di Puglia e Basilicata, l´Ordine dei commercialisti di Napoli, l´armatore Grimaldi, gli imprenditori D´Amato, Pasquale Legora De Feo, Nazario Matachione, i fratelli Cristiano, Fortuna Fiore, Gigi Pierro e ancora, la Pentar di Romiti. La boutique finanziaria dell´ex numero uno di Rcs Mediagroup e Hdp, punta decisamente sul Sud. Ha un capitale di 23,6 milioni di euro, destinati a diventare 35 entro la fine dell´anno. Nel mirino settori tipici del lifestyle italiano: si va dalla nautica all´hospitality, dalle infrastrutture aeroportuali (vedi Grazzanise) fino all´alimentare di nicchia e alla gioielleria, con una grande attenzione per realtà imprenditoriali e territoriali in Campania, Puglia e Sicilia.
Dagospia 06 Luglio 2006
Da "la Repubblica" - Scaroni: per il numero uno Enel, il giro di vite fiscale "è stato un atto doveroso". Prego: Scaroni è il numero uno dell'Enel?
Sempre "La Repubblica" - "D'accordo Francesco Caio, amministratore delegato (in uscita in questi giorni) della Cable & Wireless". Prego: Caio è uscito da un pezzo.
2 - WSJ: DIRIGENTI GM CONTESTERANNO ALLEANZA CON RENAULT-NISSAN.
(Ansa) - I top-manager di General Motors si preparerebbero a presentare un documento al consiglio di amministrazione del Gruppo in calendario domani, in cui verrebbe contestata la validita' di un' eventuale alleanza con Renault-Nissan, il progetto emerso la settimana scorsa su indicazione dell' azionista di riferimento, Kirk Kerkorian. E' quanto riporta il Wall Street Journal, citando fonti anonime interne alla casa automobilistica statunitense. Sempre secondo il Wsj il presidente ed amministratore delegato di GM, Rick Wagoner, non avrebbe peraltro intenzione di rigettare completamente la prospettiva di accordo con il Gruppo franco-nipponico, ma farebbe presente a chiare lettere che il management nutre importanti perplessita' circa questo 'merger' e sulle stesse modalita' con cui l' operazione e' stata resa pubblica. In pratica, la proposta formulata da Kerkorian - al quale, attraverso il fondo Tracinda, fa capo il 9,9% del capitale di General Motors - verrebbe trattata come un' offerta ostile. Wagoner dovrebbe incontrarsi con il chief executive officer di Renault e di Nissan, Carlos Ghosn, il 14 luglio prossimo, allo scopo di affrontare direttamente la questione. Nei giorni scorsi sia Renault che Nissan hanno dato il via libera ad un confronto finalizzato a verificare la possibilita' di un' intesa a tre.
3 - VILLEPIN: MAGGIORANZA PARLAMENTO ORA FAVOREVOLE A FUSIONE GDF-SUEZ.
(Asca) - La maggioranza dei deputanti del parlamento francese e' ora favorevole alla fusione tra Gdf e Suez. Lo ha annunciato il primo ministro francese, Dominique de Villepin secondo alcuni giornali francesi. ''Vedremo i deputati uno per uno e li convinceremo'', ha detto il primo ministro francese, aggiungendo che la maggioranza e' ora favorevole perche' ha capito che, se non si fa nulla, la situazione potrebbe divenire ingestibile. Il governo terra' una speciale sessione in parlamento il 7 settembre prossimo per dibattere un provvedimento di legge che farebbe scendere la quota dello stato in Gdf dall'attuale 80,2% a circa il 34% nella societa' post fusione.
4 - UN ADVISOR D´ORO PER FININVEST.
Ettore Livini per "la Repubblica" - Il collocamento del 16,68% di Mediaset di inizio 2005 si conferma, a distanza di tempo, come un affare d´oro per Fininvest. L´operazione, si sa, ha garantito 1,5 miliardi di plusvalenze, spingendo al record di 1,8 miliardi di utili i conti del Biscione. E la vendita a 10,55 euro per azione - con il senno di poi - è stata una scelta azzeccata anche dal punto di vista della tempistica visto che il titolo vale oggi 9 euro. La ciliegina sulla torta però - come emerge dal bilancio della cassaforte di casa Berlusconi - è arrivata dopo la chiusura del collocamento. Quando l´advisor Jp Morgan ha versato a Fininvest 39,5 milioni come «indennizzo con riferimento alla cessione di azioni Mediaset».
All´apparenza il mondo che va alla rovescia. Con la banca d´affari che paga per lavorare. Un lavoro faticoso, tra l´altro, perché piazzare il 16,68% delle tv di Arcore non è stato all´epoca facilissimo: l´operazione è andata in porto per il rotto della cuffia e a un prezzo probabilmente inferiore alle aspettative dei Berlusconi. L´indennizzo del regista dell´operazione - forse - è servito a ridimensionare questa piccola delusione.
5 - BULGARI: ALLA BORSA DI PARIGI RUMOR SU INTERESSE PINAULT.
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il prestito obbligazionario convertibile da 800 milioni lanciato ieri dalla famiglia Pinault potrebbe servire ad un'acquisizione nel settore del lusso, per esempio Bulgari. Lo ipotizza "Il Sole 24 Ore" riportando alcuni rumor di mercato: "'Ppr potrebbe lanciarsi in un'operazione di prestigio per sostenere la sua nuova strategia nel settore del lusso', sussurrano in coro gli analisti parigini. Magari - riferisce il Sole 24 Ore nella rubrica 'Parterre' - con l'obiettivo di acquisire, tra le tante occasioni, la gemma di Bulgari. E allora il bond avrebbe una ragione in piu'".
6 - ENI ESAMINA DOSSIER QUOTAZIONE DELLA RUSSA ROSNEFT.
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Ci sarebbe anche l'Eni nella schiera delle compagnie petrolifere in corsa per la russa Rosneft, prossima alla quotazione alle Borse di Londra e Mosca. Lo scrive il "Corriere della Sera" secondo cui il folto gruppo comprende la cinese Cnpc, l'indiana Ongc e la malese Petronas, che hanno gia' avviato trattative per assicurarsi delle quote; ma anche l'olandese Dutch-Shell e la britannica Bp che hanno mostrato interesse. "E tra gli analisti finanziari - scrive il quotidiano - c'e' chi ipotizza anche una partecipazione dell'Eni. Eventualita' che ai vertici della holding di San Donato Milanese non viene commentata: ufficialmente viene ostentato disinteresse, ma nel chiuso delle stanze ai piani alti la pratica Rosneft sarebbe all'esame". Intanto, secondo "Finanza & Mercati", si "sarebbero nuovamente arenate" le trattative tra il 'cane a sei zampe' e Gazprom. "I russi - riporta il quotidiano - offrirebbero alla compagnia guidata da Paolo Scaroni quote di minoranza nei giacimenti di Yuzhno Sakhalin e Shtockman mentre l'Eni punterebbe alla gestione come capofila di uno di questi". Gazprom, tra l'altro, avrebbe chiesto di entrare nella gestione di Stogit (stoccaggi).
7 - SCARONI (ENI): NESSUN INTERESSE PER ROSNEFT.
(Asca) - ''Nessun interesse'' per acquistare una quota di Rosneft, la terza maggiore societa' petrolifera russa. Lo ha detto l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, a margine dell'assemblea annuale di Confcommercio.
8 - COCA COLA: 3 CASI DI SPIONAGGIO INDUSTRIALE SU SOFFIATA PEPSI.
(Agi) - Un impiegato della Coca Cola e due complici dovranno presentarsi in Tribunale oggi per rispondere dell'accusa di spionaggio industriale. LO rivela un articolo del Financial Times. I tre avrebbero cercato di vendere alla rivale PepsiCo segreti aziendali per un valore di 1,5 milioni di dollari e sono stati smascherati grazie alla stessa PepsiCo che nel maggio scorso ha informato la Coca Cola di aver ricevuto una lettera con un'offerta "molto dettagliata e confidenziale". La Coca Cola ha subito informato l'Fbi che ha aperto un'inchiesta, arrestando i tre sospetti. Si tratta di Joya Williams, segretaria di un executive dell'azienda, e di due complici. Gli agenti dell'Fbi si sono finti executive della PepsiCo e hanno scoperto che la Williams trafugava i segreti aziendali, portandoseli via in una borsetta. Poi hanno avviato una trattativa coi due complici ricevendo documenti in cambio di diverse decine di migliaia di dollari. Lo scambio avrebbe dovuto concludersi con la consegna di altri documenti, per i quali i tre spioni avevano chiesto il pagamento di 1,5 milioni di dollari. Alla fine di questa vicenda l'amministratore delegato della Coca Cola, Neville Isdell ha espresso un "sincero apprezzamento" nei confronti della PepsiCo, la quale ha replicato assicurando di "aver fatto soltanto quello che una compagnia responsabile deve fare in simili circostanze. La concorrenza puo' diventare dura ma deve restare leale e legale".
9 - L'OFFERTA « INUTILE » DELLA FAMIGLIA GARRONE.
S. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Quella che parte oggi, su Enertad, rischia di essere catalogata l'Opa « inutile » di Piazza Affari. Piccolo passo indietro: da più di un anno la società di fonti rinnovabili di Luigi Agarini, oberata di debiti, è in vendita. La famiglia Garrone da tempo corteggiava la società e a giugno è uscita allo scoperto. Con un'Opa a 3 euro per azione.
Tutto filava liscia, ma, a pochi giorni dall'avvvio dell'Opa, Giuseppe Garoano ci ha messo lo zampino. La Alerion di Garofano, azionista al 16%, ha stretto un accordo per comprare il 51% di Agarini. Con già praticamente in tasca il 51% di Enertad, Alerion avrà in mano il 68% della società. E l'Opa, prima ancora di iniziare, è già fallita: Erg ha messo come una delle condizioni il raggiungimento del 50,1% di Enertad, obiettivo al momento irrealizzabile. Una sola cosa potrebbe risollevare le sorti della scalata dei Garrone: mettere sul piatto più soldi. I 3 euro offerti sono in effetti il minimo richiesto dalle banche creditrici, che hanno in pegno la quota di Agarini, e un prezzo più generoso è l'unica arma vincente se Erg non vuole uscire perdente dalla contesa su Enertad. Solo così Agarini, che incasserebbe più soldi come passo indietro, e gli istituti, che potrebbero rientrare in modo più consistente dai loro crediti.
10 - ALITALIA AGITA OPERATORI IMMOBILIARI ROMANI (ANCHE CALTAGIRONE)
Il Velino.it - C?è alta tensione nei confronti di Alitalia da parte di alcune società romane per l?esito in stallo delle trattative per la cessione dei terreni di proprietà della compagnia aerea vicini allo scalo di Fiumicino. Gli attriti sono in particolare partiti da Aeroporti di Roma, l?azienda che gestisce gli scali di Ciampino e Fiumicino, per la decisione della società presieduta da Giancarlo Cimoli di operare contemporaneamente con più operatori immobiliari per cercare di accelerare la dismissione al fine di incamerare al più presto introiti necessari ai conti del vettore aereo. Mentre erano in fase avanzata pour parler con Adr, Alitalia si è rivolta ad altri soggetti sempre con l?intento di vendere gli immobili. Ma anche altri operatori, rivelano fonti di mercato, hanno notato un comportamento da parte della compagnia improntato da un lato a una certa urgenza di chiudere l?operazione e dall?altro alla ricerca di spuntare il prezzo più alto possibile, anche superiore alle prime pattuizioni, come pare sia avvenuto, secondo le indiscrezioni raccolte dal VELINO, con un?azienda legata al gruppo Caltagirone. (far)
11 - TRASPARENZA SUI BOND? NO GRAZIE, SIAMO INGLESI.
My. L. per "Il Sole 24 Ore" - Trasparenza? « No, thanks » . Con una nota molto " british", la Fsa ( cioè la Consob inglese) ha comunicato ieri che non intende adeguare il mercato obbligazionario d'Oltremanica ai nuovi standard di trasparenza richiesti dalla Commissione europea a partire dal 2007. L'organismo comunitario, infatti, sta considerando di prendere come spunto l'applicazione della direttiva Mifid per obbligare gli attori del mercato a rendere noti i prezzi delle compravendite di obbligazioni prima che avvenga lo scambio, oppure a pubblicare i dettagli della transazione subito dopo. Ma la Fsa ha messo subito le mani avanti: « Dal punto di vista britannico - ha comunicato - crediamo che non si sia presentato alcun caso problematico sul mercato che giustifichi un intervento normativo sulla trasparenza » . E subito sono partiti i cori di approvazione.
Eppure, al di là dei toni " british", una considerazione sorge spontanea: sul mercato obbligazionario i guadagni delle banche derivano principalmente dallo spread tra i prezzi di vendita e quelli di acquisto, per cui un'iniezione di trasparenza proprio sui prezzi - secondo uno studio del Centre for Economic Policy Research - diminuirebbe inevitabilmente i guadagni. Che ci sa anche questa considerazione dietro il molto " british" « no thanks » della Fsa?
12 - ENEL: CONTI, SUEZ? QUEST'ESTATE VORREI FARE VACANZA
(Agi) - "Io ho intenzione di andare in vacanza". Cosi' l'amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, ha risposto ai girnalisti se si preparasse un estate calda per Enel sul fronte francese. Il riferimento e' a un eventuale Opa di Enel su Suez.
13 - ENEL: CONTI, SCAMBIO AZIONARIO CON ENI AMPIAMENTE SMENTITO
(Agi) - "Credo che sia stato ampiamente smentito anche da fonti di governo". Cosi' l'ad di Enel, Fulvio Conti, ha risposto ai gioprnalisti che chiedevano se fosse possibile uno scambio azionario tra Eni ed Enel.
14 - DEUTSCHE BOERSE: STAMPA, INTERESSATA A BORSA MERCI CHICAGO
(Ansa) - La Deutsche Boerse ha interesse a un'alleanza con la borsa a termine negli Usa Chicago Mercantile Exchange (CME). La Sueddeutsche Zeitung, citando fonti interne della societa' di Francoforte, scrive che pur ritenendo prioritaria una fusione con Euronext, la Deutsche Boerse resta aperta per altre opzioni e considera estremamente interessante l'ipotesi di un'alleanza con CME. In passato ci sono stati colloqui tra Deutsche Boerse e CME, ma nessuna trattativa concreta.
15 - PARTE LA BANCA DEL SUD, SARÀ OPERATIVA NEL 2007
Patrizia Capua per la Repubblica-Napoli - Si costituirà oggi la Banca del Sud, istituto di credito privato. Sarà operativa ai primi del 2007. I 523 soci sottoscrittori, di cui 131 promotori, si riuniranno per dare vita alla società per azioni presso il dipartimento di Economia di Monte Sant'Angelo della Federico II, notaio Ludovico Mustilli. Con Francesco Andreozzi, presidente, ci sono il vice Francesco Di Muro, Adriano Gaito (comunicazione), Sossio Del Prete, Domenico Amato. Fino al 31 maggio scorso sono stati raccolti oltre 18 milioni di euro, con capitale interamente versato. Hanno aderito la Fondazione Banco di Napoli (circa 3 milioni di euro pari al 14,99%), la Fondiaria Sai di Salvatore Ligresti (un milione di euro), la Banca Popolare di Puglia e Basilicata (250 mila euro) e il fondo di private equity Pentar di Maurizio Romiti (400mila euro) con sede a Napoli. Banca del Sud nasce all´insegna del contenimento dei costi e del trading on line. Avrà sede in viale Gramsci, due minisportelli, alcuni negozi finanziari.
L´assemblea inizierà con l´intervento del presidente onorario Adriano Giannola, anche presidente della Fondazione Banconapoli, sostenitore del modello francese di "credit local", ossia di banche molto legate al territorio. Soci con la Fondazione Banco Napoli sono la Banca di Puglia e Basilicata, l´Ordine dei commercialisti di Napoli, l´armatore Grimaldi, gli imprenditori D´Amato, Pasquale Legora De Feo, Nazario Matachione, i fratelli Cristiano, Fortuna Fiore, Gigi Pierro e ancora, la Pentar di Romiti. La boutique finanziaria dell´ex numero uno di Rcs Mediagroup e Hdp, punta decisamente sul Sud. Ha un capitale di 23,6 milioni di euro, destinati a diventare 35 entro la fine dell´anno. Nel mirino settori tipici del lifestyle italiano: si va dalla nautica all´hospitality, dalle infrastrutture aeroportuali (vedi Grazzanise) fino all´alimentare di nicchia e alla gioielleria, con una grande attenzione per realtà imprenditoriali e territoriali in Campania, Puglia e Sicilia.
Dagospia 06 Luglio 2006