MANCINI SI DIFENDE: "TUTTE BUFALE, MAI VENDUTE NOTIZIE" - IL GIP: C'ERA ANCHE UN FLUSSO DI RITORNO, DA TAVAROLI A MANCINI - L'EX CAPO CENTRO DEL SISMI: A PIRELLI VENDUTE ANCHE BUFALE.

1 - DIFESA MANCINI: MAI VENDUTO NOTIZIE
(Ansa)
- L'ex numero due del Simsi, Marco Mancini, respinge le accuse dal carcere e sostiene di non avere mai venduto notizie all' investigatore privato Emanuele Cipriani. Anzi, sostiene che le notizie di cui Cipriani ha parlato ai magistrati milanesi non provengono dal Sismi e probabilmente non sono nemmeno vere. Lo ha spiegato uno dei suoi legali, Luigi Panella, che lo ha incontrato stamani nel carcere di Pavia. ''Non e' stata fatta alcuna verifica - ha detto Panella - sul fatto che le notizie di cui parla Cipriani provengano effettivamente dal Sismi, ne' tanto meno sul fatto che queste siano vere''.

Mancini e' stato nuovamente arrestato ieri nell'ambito del filone d' inchiesta sulle investigazioni illegali che, nei mesi scorsi, aveva visto l'arresto dell'ex responsabile della sicurezza di Telecom, Giuliano Tavaroli, e dello stesso Cipriani. Tavaroli ieri e' stato raggiunto da una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere, dove si trova dal 20 settembre scorso, mentre Cipriani ha ricevuto un' ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari a Firenze. Mancini sara' interrogato domani pomeriggio in carcere a Pavia.

2 - GIP: DA TAVAROLI NOTIZIE TELECOM A MANCINI.
(Adnkronos)
- Non c'era solo un passaggio di notizie che da Marco Mancini, funzionario del Sismi, arrivavano all'investigatore privato Emanuele Cipriani e poi a Giuliano Tavaroli, capo della sicurezza di Telecom, ma esisteva anche una sorta di flusso di ritorno. E' quanto evidenzia nella sua lunga ordinanza il giudice per le indagini perliminari Giuseppe Gennari, che ieri ha disposto l'arresto del funzioanrio del Sismi. Della misura di custodia cautelare, infatti, viene riportato parte di un interrogatorio fatto da Stefano D'Ambrosio, ex direttore del Sismi a Milano, ascoltato come teste, il quale ha dichiarato agli inquirenti di essere stato a conoscenza ''di una perversa triangolazione'' tra Mancini, Tavaroli e Cipriani.



''Il teste -riporta ancora il gip- prefigura una sorta di scambio alla pari in cui le informazioni passate dal mancini al Cipriani, con i buoni uffici Tavaroli, servono a giustificare il drenaggio di risorse dal gruppo Telecom Pirelli e quindi il pagamento di esosissime parcelle alla Polis d'istinto, a fronte di un flusso di ritorno consistente in altre informazioni che stesso Tavaroli acquisiva evidentemente all'interno della Telecom e restituiva al Mancini con l'impegno di favorire quest'ultimo nella sua carriera''.

3 - TESTE: A PIRELLI VENDUTE ANCHE BUFALE.
(Ansa)
- L'ex capo centro del Sismi di Milano, Stefano D'Ambrosio, nel suo interrogatorio davanti ai pm milanesi spiega che al committente Pirelli l'ex direttore della sicurezza di Telecom e l'ex numero due del Sismi, Marco Mancini, vendevano a volte ''vere e proprie bufale''. ''...nell'ambito dell'attivita' di intelligence una notizia se proveniente da una unica fonte deve trovare conferma in altra fonte indipendente, altrimenti non acquisisce credibilita' ovvero resta di ridotta credibilita' - e' scritto nel verbale di interrogatorio allegato all'ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Mancini, Tavaroli e dell'investigatore privato Emanuele Cipriani -. L'attivita' di Tavaroli finiva per conferire all'attivita' informativa di Mancini una particolare credibilita'. Nello stesso, tempo, se Mancini aveva speso energie o denaro per acquisire quella notizia e' chiaro che per l'investigatore quella stessa notizia poi riversata a Telecom o Pirelli dietro lauto compenso aveva un costo zero''. ''Secondo quanto riferitomi - conclude D'Ambrosio -, a volte venivano vendute a Pirelli vere e proprie bufale''.


Dagospia 13 Dicembre 2006