IL "PUFFONE" RICCA E' STATO "PUFFONATO" DA BEPPE GRILLO - DAGO SERVO DI TRONCHETTI - NUOVO PSI: LA FORZA DELLE IDEE. E DELLE LEGNATE - LA CEI HA "SCONFINATO" - LA JUVE NON RICORRE CONTRO MOGGI - I MEA CULPA DEGLI EX COMUNISTI.
Riceviamo e pubblichiamo:
Lettera 1
Caro Dago, la mia collaborazione giornalistica con il Blog di Beppe Grillo è terminata, per cause non dipendenti dalla mia volontà. Il tema è: la dignità del lavoro presso i buoni predicatori. I fatti sono questi. Per circa un anno ho concesso la pubblicazione gratuita di miei contributi al Blog di Grillo. A dicembre 2006 mi telefona Gianroberto Casaleggio , gestore del Blog: vuole affidarmi una rubrica di interviste. Ci diamo appuntamento, gli presento dieci proposte di interviste, le approva. Mi propone un compenso di cento euro a intervista. Gli rispondo che per me la soglia minima di dignità è di duecento, netti. Accetta, e mi promette di studiare a breve la modalità di pagamento più adeguata. Intanto inizio il lavoro, le interviste trattano di bombe atomiche ad Aviano, Aids, Tav, Acqua, Conflitto di interessi. Casaleggio è soddisfatto. Grillo mi esprime più volte stima, arrivando a dichiarare: "siamo tutti orgogliosi di lavorare con te!". Devo però chiedere tre volte di essere pagato secondo quanto (verbalmente) stabilito. Il ventilato contratto non riesce a prender corpo. Chiedo di essere dotato di un fondo spese, invano. Entra in scena anche la figura del socio-contabile, il quale più volte mi assicura che sta "studiando la pratica con il commercialista". Questione complicata. Nel frattempo Casaleggio mi propone "una collaborazione integrata", così la chiama, senza indicazioni circa il compenso. In pratica, oltre alle interviste dovrei seguire le relazioni web di un altro loro cliente, una ditta di prodotti sanitari. Gli rispondo: no grazie, mi occupo di informazione, non di comunicazione aziendale.
A marzo scrivo al socio-contabile: trova il modo di pagarmi entro giovedì, come mi hai promesso, non posso aspettare oltre. Ci vediamo il giorno dopo: la formula di pagamento è una semplice nota in ritenuta d'acconto. Non c'era bisogno di temporeggiare tanto, allora. Soltanto che il compenso non è netto, come concordato, ma lordo. Parlo quindi con Casaleggio: dammeli netti, questi soldi, era questa la soglia minima di dignità. Aggiungo che sarebbe un peccato chiudere la collaborazione per un problema non proprio insormontabile: la differenza è di 30 euro a intervista. Lui rifiuta argomentando in tre passi:
1 tanto tu queste cose le fai lo stesso;
2 se vai avanti un anno così diventi un punto di riferimento dell'informazione in Italia;
3 non hai accettato l'altra collaborazione, di che ti lamenti?
Lo saluto e me ne vado. Riceverò una mail dal socio-contabile che mi annuncia il bonifico secondo quanto da me richiesto, mentre la rubrica è sospesa "in attesa di verifica del budget".
In un paio di settimane si esauriscono le interviste inedite e scrivo di nuovo al Casaleggio per sapere qualcosa di preciso. Lui mi conferma la decisione di sospendere la rubrica. Gli chiedo il motivo, se economico o editoriale. Non ottengo risposta.
A questo punto interpello direttamente Beppe Grillo. Fissiamo un appuntamento a Parma, dove sabato 17 marzo passa il suo tour. Al termine dello show lo raggiungo in camerino. Lui è informato della decisione di Casaleggio. Prende atto della mia disponibilità, si dice consapevole che insieme si può rendere un servizio di informazione di buon livello. Ma prende tempo. Osserva che "negli aspetti manageriali" del Blog lui non entra. Ritiene però, fidandosi del gestore, che la difficoltà non sia di natura economica. Forse il problema - dice - è "l'eccessiva aggressività" di qualche intervista e cita quella al professor Goisis, sindaco della banca di Lodi, che pure gli è molto piaciuta. Gli faccio notare che le interviste pubblicate sono più che ortodosse mentre quella a Goisis (della quale ha saputo da terzi) NON è stata realizzata per il suo Blog. Annuisce. Scambia due parole con un collaboratore. Poi si gira verso di me ed esprime un disagio: "ti vedo sospettoso, non essere sospettoso". Lo rassicuro: sono venuto a verificare se la nostra collaborazione può continuare, tutto qui. Ma il ristorante aspetta (il conto alla fine è regolato alla romana). Ai saluti promette di comunicarmi la sua decisione entro due giorni. Non lo fa.
Al quinto giorno lo chiamo io e la sentenza è questa: "tu sei uno che deve viaggiare da solo". E così sia.
Piero Ricca
Lettera 2
Oggi, lunedì 2 aprile, il sito Dagospia è imbarazzante. Qualunque fonte giornalistica che abbia un minimo di spina dorsale si vergognerebbe a comportarsi così. Le notizie che state dando oggi sono, una dopo l'altra, una manipolazione in chiave pro Tronchetti della vicenda Telecom. E' un unico, ridicolo e scomposto orgasmo che, lo si vede benissimo, aspettavate da mesi e mesi di poter sfogare, travolti anche voi dagli innegabili disastri del Tronchetto. La cosa triste però è che fate finta di non capire che il dissesto Telecom provocato dal signor Afef è ancora lì, tragico e drammatico per le tlc italiane e per tutti gli azionisti Telecom. Tutti meno uno, il Tronchetto, che anche stavolta come sempre sta pateticamente tentando di anteporre i suoi interessi personali a quelli dell'azienda. E' inoltre imbarazzante come facciate finta di non sapere che la questione proprietà Telecom è tutt'altro che decisa e terminata con questa mossa della disperazione del Tronchetto (le vendita agli americani). E' imbarazzante come sorvoliate completamente sulla rabbia dei piccoli azionisti Telecom per questo ennesimo e sguaiato colpo basso tentato da Afeffo.
Sarebbe il caso che chiariste esplicitamente che legami finanziari o di sponsorizzazione avete con Telecom/Pirelli, perchè francamente una tale disinformazione non può essere giustificata solo dall'incompetenza dei vostri analisti finanziari, che pure è tanta, come avete già dimostrato in passato toppando a ripetizione sulle più svariate analisi in campo economico. Senza contare (e nemmeno qui si può credere solo a una vostra sorta di fanciullesca ingenuità) che è ridicolo dare per già fatta e conclusa la spregiudicata e disperata mossa del Tronchetto. State certi che la politica saprà mettere il Tronchetto al suo posto e, come sempre successo finora, stroncare il suo tentativo di scappare dalle sue colpe e responsabilità. Altro che AT&T!! Tronchetto, piantala di dimenarti e abbi il coraggio di guardare in faccia gli azionisti! E tu, Dago, suvvia!! "E' la vittoria del mercato", dici! Ahahaha!! Ma siamo seri! Ma in che mondo vivi?!?!! Ma la leggi la stampa straniera?? Se c'è un imprenditore (macchè imprenditore... non c'ha mai avuto i soldi per intraprendere... diciamo un maneggione) che non ha mai rispettato le regole del mercato, quello è Tronchetto, e lo sai bene!
MAX RIGHI
Lettera 3
Avete mai avuto una fidanzata che non sapevate come scaricarla? Bisognava farsi lasciare, e così Casini ha risolto con Berlusconi. Il problema è che così l'UDC finchè non risolve il problema con la cdl sosterrà il governo e Berlusca .. 4 anni a MOLLO. Un Capolavoro.
Scarlino
Lettera 4
Ho visto su You Tube i lavori, o per meglio dire le risse del Consiglio Nazionale del Nuovo PSI. L'aspetto divertente della giornata è consistito nel fatto che alle spalle della Presidenza del Consiglio Nazionale c'era un manifesto che diceva: "La forza delle idee". Bellissimo.
Gil
Lettera5
Cara Dagospia, leggo con attenzione l'ultima lettera del Russo Seminara e sento un buon profumo antico nella affermazione che egli fa che il divorzio ha aperto la porta all'aborto ed all'eutanasia e così via . Volevo ricordare al Russo Seminara che , come in genere si dice, non ci sono più le mezze stagioni e che le galline ora san di plastica: una volta era veramente tutto diverso. O non pensi?
Buster Brown ed il suo fido Medoro
Lettera 6
Caro Dago, se non fosse contrario ai miei principi, direi che ho trovato la soluzione per stanare la Cei. Si potrebbe usare il metodo iraniano: sequestrare una quindicina di vescovi e tenerli in ostaggio finché qualcuno confessa che hanno sconfinato.
Francesco Nardi - www.francesconardi.it
Lettera 7
Bagnasco ha ammonito: lasciar campo libero alle unioni civili non sancite da regolare matrimonio porterebbe presto a legalizzare persino incesto e pedofilia.
Non saprei per l'incesto, ma le cronache ci suggeriscono che legalizzare la pedofilia risolverebbe un sacco di problemi ad alti prelati cattolici in giro per il mondo. Stai a vedere che l'avverserebbero meno dei Dico.
Alberto A.
Lettera 8
Caro Dago, sempre impeccabile Marco Travaglio quando racconta i fatti. E sulla Juventus i fatti parlano da soli. Te ne aggiungo uno: nella relazione semestrale al 31 dicembre (il bilancio Juve si chiude a fine Giugno) e nel bilancio annuale al 30 giugno 2006 - ultimi documenti completi e ufficiali della Società - non si vede traccia di alcuna "azione di responsabilità" che la Società intenda proporre contro gli ex-amministratori Moggi e Giraudo. Né vi è traccia neppure delle parole "responsabilità" o "azione" nella relazione illustrativa all'Assemblea degli Azionisti dell'ottobre 2006. Neppure ipotizzata, neppure discussa.
Si ricorda una dichiarazione di Cobolli Gigli alle agenzie - in occasione della Assemblea di ottobre 2006 - nella quale diceva che soprassedere non significa rinunciare. Si vuole attendere che la giustizia faccia il suo corso. Poi magari si prescrive tutto...
E comunque, forse, la Juventus non ritiene di aver avuto da loro alcun danno....
Paolino Pulici
Lettera 9
Dopo che l'hanno paparazzato a Trans con l'auto intestata alla Sircana & Partners, Sircana ha provveduto: l'ha intestata alla Sircana & Partners Occasionali.
Paolo Grossi
Lettera 10
Non c'è che da complimentarsi con lei, dottor Romano, per il linguaggio chiaro e preciso indirizzato al sig. Fassino Piero, attuale ed ottimo segretario dei Ds, che si rimprovera quell'ortodossia severa che fece lo Stato Italiano "complice" dell'assassinio Moro: il mea culpa di Fassino intenerisce il core.
Tutti così questi ex comunisti, tanti mea culpa per legittimare se stessi e l'ideologia che non trionfò.
E non è a dire che fosse un implume Piero, quando il 16 marzo del 1978 Moro fu rapito. Era un giovinotto di belle speranze, ventinovenne, dal pedigrée selezionato: l'avo uno dei fondatori dello PSI e il babbo già partigiano dell'eroica lotta antifascista.
Cinque anni dopo la tragedia Moro, il nostro Piero spicca il volo, viene nominato segretario della Federazione del PCI di Torino. Uno splendido avvenire lo attende, la Patria e il Comune di Torino gli saranno grati.
Poi le vicende della vita s'intrecciano, in meglio, viene eletto deputato per ben 5 volte (dal 1994 al 10 aprile 2006), ministro della Giustizia, sottosegretario agli Affari Esteri, ministro del Commercio Estero, e non è detta l'ultima parola.
Oggi scopriamo che anche lui è rammaricato, è pentito della severità con la quale il PCI di Berlinguer e la DC di Zaccagnini trattarono l'affaire Moro; se dovesse capitare oggi un secondo caso Moro, certamente egli, Fassino, tratterebbe con i rapitori: fottendosene della ragion di Stato. Che dire: bene, benissimo! Siamo in attesa di qualche mullah con cui trattare del nostro futuro: indecollati.
Tutti Epimeteo questi ex comunisti ereditati dal passato, tutti pensatori abbeverati dal fiume Lete.
Celestino Ferraro
Dagospia 03 Aprile 2007
Lettera 1
Caro Dago, la mia collaborazione giornalistica con il Blog di Beppe Grillo è terminata, per cause non dipendenti dalla mia volontà. Il tema è: la dignità del lavoro presso i buoni predicatori. I fatti sono questi. Per circa un anno ho concesso la pubblicazione gratuita di miei contributi al Blog di Grillo. A dicembre 2006 mi telefona Gianroberto Casaleggio , gestore del Blog: vuole affidarmi una rubrica di interviste. Ci diamo appuntamento, gli presento dieci proposte di interviste, le approva. Mi propone un compenso di cento euro a intervista. Gli rispondo che per me la soglia minima di dignità è di duecento, netti. Accetta, e mi promette di studiare a breve la modalità di pagamento più adeguata. Intanto inizio il lavoro, le interviste trattano di bombe atomiche ad Aviano, Aids, Tav, Acqua, Conflitto di interessi. Casaleggio è soddisfatto. Grillo mi esprime più volte stima, arrivando a dichiarare: "siamo tutti orgogliosi di lavorare con te!". Devo però chiedere tre volte di essere pagato secondo quanto (verbalmente) stabilito. Il ventilato contratto non riesce a prender corpo. Chiedo di essere dotato di un fondo spese, invano. Entra in scena anche la figura del socio-contabile, il quale più volte mi assicura che sta "studiando la pratica con il commercialista". Questione complicata. Nel frattempo Casaleggio mi propone "una collaborazione integrata", così la chiama, senza indicazioni circa il compenso. In pratica, oltre alle interviste dovrei seguire le relazioni web di un altro loro cliente, una ditta di prodotti sanitari. Gli rispondo: no grazie, mi occupo di informazione, non di comunicazione aziendale.
A marzo scrivo al socio-contabile: trova il modo di pagarmi entro giovedì, come mi hai promesso, non posso aspettare oltre. Ci vediamo il giorno dopo: la formula di pagamento è una semplice nota in ritenuta d'acconto. Non c'era bisogno di temporeggiare tanto, allora. Soltanto che il compenso non è netto, come concordato, ma lordo. Parlo quindi con Casaleggio: dammeli netti, questi soldi, era questa la soglia minima di dignità. Aggiungo che sarebbe un peccato chiudere la collaborazione per un problema non proprio insormontabile: la differenza è di 30 euro a intervista. Lui rifiuta argomentando in tre passi:
1 tanto tu queste cose le fai lo stesso;
2 se vai avanti un anno così diventi un punto di riferimento dell'informazione in Italia;
3 non hai accettato l'altra collaborazione, di che ti lamenti?
Lo saluto e me ne vado. Riceverò una mail dal socio-contabile che mi annuncia il bonifico secondo quanto da me richiesto, mentre la rubrica è sospesa "in attesa di verifica del budget".
In un paio di settimane si esauriscono le interviste inedite e scrivo di nuovo al Casaleggio per sapere qualcosa di preciso. Lui mi conferma la decisione di sospendere la rubrica. Gli chiedo il motivo, se economico o editoriale. Non ottengo risposta.
A questo punto interpello direttamente Beppe Grillo. Fissiamo un appuntamento a Parma, dove sabato 17 marzo passa il suo tour. Al termine dello show lo raggiungo in camerino. Lui è informato della decisione di Casaleggio. Prende atto della mia disponibilità, si dice consapevole che insieme si può rendere un servizio di informazione di buon livello. Ma prende tempo. Osserva che "negli aspetti manageriali" del Blog lui non entra. Ritiene però, fidandosi del gestore, che la difficoltà non sia di natura economica. Forse il problema - dice - è "l'eccessiva aggressività" di qualche intervista e cita quella al professor Goisis, sindaco della banca di Lodi, che pure gli è molto piaciuta. Gli faccio notare che le interviste pubblicate sono più che ortodosse mentre quella a Goisis (della quale ha saputo da terzi) NON è stata realizzata per il suo Blog. Annuisce. Scambia due parole con un collaboratore. Poi si gira verso di me ed esprime un disagio: "ti vedo sospettoso, non essere sospettoso". Lo rassicuro: sono venuto a verificare se la nostra collaborazione può continuare, tutto qui. Ma il ristorante aspetta (il conto alla fine è regolato alla romana). Ai saluti promette di comunicarmi la sua decisione entro due giorni. Non lo fa.
Al quinto giorno lo chiamo io e la sentenza è questa: "tu sei uno che deve viaggiare da solo". E così sia.
Piero Ricca
Lettera 2
Oggi, lunedì 2 aprile, il sito Dagospia è imbarazzante. Qualunque fonte giornalistica che abbia un minimo di spina dorsale si vergognerebbe a comportarsi così. Le notizie che state dando oggi sono, una dopo l'altra, una manipolazione in chiave pro Tronchetti della vicenda Telecom. E' un unico, ridicolo e scomposto orgasmo che, lo si vede benissimo, aspettavate da mesi e mesi di poter sfogare, travolti anche voi dagli innegabili disastri del Tronchetto. La cosa triste però è che fate finta di non capire che il dissesto Telecom provocato dal signor Afef è ancora lì, tragico e drammatico per le tlc italiane e per tutti gli azionisti Telecom. Tutti meno uno, il Tronchetto, che anche stavolta come sempre sta pateticamente tentando di anteporre i suoi interessi personali a quelli dell'azienda. E' inoltre imbarazzante come facciate finta di non sapere che la questione proprietà Telecom è tutt'altro che decisa e terminata con questa mossa della disperazione del Tronchetto (le vendita agli americani). E' imbarazzante come sorvoliate completamente sulla rabbia dei piccoli azionisti Telecom per questo ennesimo e sguaiato colpo basso tentato da Afeffo.
Sarebbe il caso che chiariste esplicitamente che legami finanziari o di sponsorizzazione avete con Telecom/Pirelli, perchè francamente una tale disinformazione non può essere giustificata solo dall'incompetenza dei vostri analisti finanziari, che pure è tanta, come avete già dimostrato in passato toppando a ripetizione sulle più svariate analisi in campo economico. Senza contare (e nemmeno qui si può credere solo a una vostra sorta di fanciullesca ingenuità) che è ridicolo dare per già fatta e conclusa la spregiudicata e disperata mossa del Tronchetto. State certi che la politica saprà mettere il Tronchetto al suo posto e, come sempre successo finora, stroncare il suo tentativo di scappare dalle sue colpe e responsabilità. Altro che AT&T!! Tronchetto, piantala di dimenarti e abbi il coraggio di guardare in faccia gli azionisti! E tu, Dago, suvvia!! "E' la vittoria del mercato", dici! Ahahaha!! Ma siamo seri! Ma in che mondo vivi?!?!! Ma la leggi la stampa straniera?? Se c'è un imprenditore (macchè imprenditore... non c'ha mai avuto i soldi per intraprendere... diciamo un maneggione) che non ha mai rispettato le regole del mercato, quello è Tronchetto, e lo sai bene!
MAX RIGHI
Lettera 3
Avete mai avuto una fidanzata che non sapevate come scaricarla? Bisognava farsi lasciare, e così Casini ha risolto con Berlusconi. Il problema è che così l'UDC finchè non risolve il problema con la cdl sosterrà il governo e Berlusca .. 4 anni a MOLLO. Un Capolavoro.
Scarlino
Lettera 4
Ho visto su You Tube i lavori, o per meglio dire le risse del Consiglio Nazionale del Nuovo PSI. L'aspetto divertente della giornata è consistito nel fatto che alle spalle della Presidenza del Consiglio Nazionale c'era un manifesto che diceva: "La forza delle idee". Bellissimo.
Gil
Lettera5
Cara Dagospia, leggo con attenzione l'ultima lettera del Russo Seminara e sento un buon profumo antico nella affermazione che egli fa che il divorzio ha aperto la porta all'aborto ed all'eutanasia e così via . Volevo ricordare al Russo Seminara che , come in genere si dice, non ci sono più le mezze stagioni e che le galline ora san di plastica: una volta era veramente tutto diverso. O non pensi?
Buster Brown ed il suo fido Medoro
Lettera 6
Caro Dago, se non fosse contrario ai miei principi, direi che ho trovato la soluzione per stanare la Cei. Si potrebbe usare il metodo iraniano: sequestrare una quindicina di vescovi e tenerli in ostaggio finché qualcuno confessa che hanno sconfinato.
Francesco Nardi - www.francesconardi.it
Lettera 7
Bagnasco ha ammonito: lasciar campo libero alle unioni civili non sancite da regolare matrimonio porterebbe presto a legalizzare persino incesto e pedofilia.
Non saprei per l'incesto, ma le cronache ci suggeriscono che legalizzare la pedofilia risolverebbe un sacco di problemi ad alti prelati cattolici in giro per il mondo. Stai a vedere che l'avverserebbero meno dei Dico.
Alberto A.
Lettera 8
Caro Dago, sempre impeccabile Marco Travaglio quando racconta i fatti. E sulla Juventus i fatti parlano da soli. Te ne aggiungo uno: nella relazione semestrale al 31 dicembre (il bilancio Juve si chiude a fine Giugno) e nel bilancio annuale al 30 giugno 2006 - ultimi documenti completi e ufficiali della Società - non si vede traccia di alcuna "azione di responsabilità" che la Società intenda proporre contro gli ex-amministratori Moggi e Giraudo. Né vi è traccia neppure delle parole "responsabilità" o "azione" nella relazione illustrativa all'Assemblea degli Azionisti dell'ottobre 2006. Neppure ipotizzata, neppure discussa.
Si ricorda una dichiarazione di Cobolli Gigli alle agenzie - in occasione della Assemblea di ottobre 2006 - nella quale diceva che soprassedere non significa rinunciare. Si vuole attendere che la giustizia faccia il suo corso. Poi magari si prescrive tutto...
E comunque, forse, la Juventus non ritiene di aver avuto da loro alcun danno....
Paolino Pulici
Lettera 9
Dopo che l'hanno paparazzato a Trans con l'auto intestata alla Sircana & Partners, Sircana ha provveduto: l'ha intestata alla Sircana & Partners Occasionali.
Paolo Grossi
Lettera 10
Non c'è che da complimentarsi con lei, dottor Romano, per il linguaggio chiaro e preciso indirizzato al sig. Fassino Piero, attuale ed ottimo segretario dei Ds, che si rimprovera quell'ortodossia severa che fece lo Stato Italiano "complice" dell'assassinio Moro: il mea culpa di Fassino intenerisce il core.
Tutti così questi ex comunisti, tanti mea culpa per legittimare se stessi e l'ideologia che non trionfò.
E non è a dire che fosse un implume Piero, quando il 16 marzo del 1978 Moro fu rapito. Era un giovinotto di belle speranze, ventinovenne, dal pedigrée selezionato: l'avo uno dei fondatori dello PSI e il babbo già partigiano dell'eroica lotta antifascista.
Cinque anni dopo la tragedia Moro, il nostro Piero spicca il volo, viene nominato segretario della Federazione del PCI di Torino. Uno splendido avvenire lo attende, la Patria e il Comune di Torino gli saranno grati.
Poi le vicende della vita s'intrecciano, in meglio, viene eletto deputato per ben 5 volte (dal 1994 al 10 aprile 2006), ministro della Giustizia, sottosegretario agli Affari Esteri, ministro del Commercio Estero, e non è detta l'ultima parola.
Oggi scopriamo che anche lui è rammaricato, è pentito della severità con la quale il PCI di Berlinguer e la DC di Zaccagnini trattarono l'affaire Moro; se dovesse capitare oggi un secondo caso Moro, certamente egli, Fassino, tratterebbe con i rapitori: fottendosene della ragion di Stato. Che dire: bene, benissimo! Siamo in attesa di qualche mullah con cui trattare del nostro futuro: indecollati.
Tutti Epimeteo questi ex comunisti ereditati dal passato, tutti pensatori abbeverati dal fiume Lete.
Celestino Ferraro
Dagospia 03 Aprile 2007