'EL ECONOMISTA': DA TELEFONICA OFFERTA PER ACQUISIRE 66% DI OLIMPIA - BENETTON: NESSUNA CORDATA CON INTESA SANPAOLO - BERTINOTTI: CONFINDUSTRIA FRETTOLOSA - CONFALONIERI: "TRAMONTA LA LUNGA ERA DELLA DEMONIZZAZIONE DELLA TV BERLUSCONIANA".

1 - EL ECONOMISTA: DA TELEFONICA OFFERTA PER ACQUISIRE 66% DI OLIMPIA
(Adnkronos) - La compagnia di tcl spagnola Telefonica sarebbe interessata ad acquisire il 66% di Olimpia. Lo afferma il quodiano iberico 'El Economista' citando fonti vicine al dossier che parlano di una offerta di Telefonica pari a circa 4,8 miliardi di euro. Secondo 'El Economista', poi, Telefonica potrebbe pagare quindi circa 3 euro per ogni azione Telecom con la promessa ''di non interferire con il management del gruppo telefonico italiano''.

2- G.BENETTON: NESSUNA CORDATA CON INTESA SANPAOLO PER TELECOM.
(Adnkronos) - "Non e' per niente vero, ci sono diverse banche che lavorano ma non c'e' nessun contatto diretto con noi" cosi' Gilberto Benetton, presidente di Edizioni Holding e secondo azionista di Olimpia, smentisce un quotidiano romano che ha ipotizzato una cordata fra i Benetton, Intesa Sanpaolo, Slim e Fininvest. Benetton ha detto anche che "ora il pallino e' in mano alle banche" e che " non c'e' dubbio che ci sia stata una interferenza della politica".

3 - BERTINOTTI: CONFINDUSTRIA FRETTOLOSA SULLE MIE PAROLE.
(Adnkronos) - Confindustria ieri si e' espressa "un po' troppo frettolosamente" in maniera negativa sulle parole di Fausto Bertinotti sul capitalismo italiano. Lo ha spiegato lo stesso presidente della Camera, parlandone a Montecitorio su sollecitazione dei cronisti: "Faccio solo osservare che nella replica forse un po' troppo frettolosamente si confonde un giudizio sul sistema capitalistico italiano, la cui malattia mi sembra evidente, con la capacita' imprenditoriale di singole aziende o di guida di aziende di ottenere performance di successo, che e' altrettanto evidente -ha detto Bertinotti-. Ma tra i due fenomeni c'e' una bella differenza".

4 - MIGLIORE (PRC) SU TELECOM: IN CRISI SISTEMA GRANDI IMPRESE ITALIANE.
(Adnkronos) - ''Clima anti-imprese? Non mi sembra. Vedo semmai una crisi profonda che attraversa il sistema delle grandi imprese italiane''. Il capogruppo alla Camera dei Deputati di Rifondazione Comunista , Gennaro Migliore, risponde cosi' stamane dai microfoni di Radio Citta' Futura, alle accuse di statalismo rivolte da Confindustria a settori della maggioranza di governo, Rifondazione in primis. ''Accuse infondate -ha detto Migliore- se e' vero, come e' vero, che questo governo ha erogato risorse sostanziose al sistema delle imprese. Io -ha proseguito- apprezzo di piu' i piccoli imprenditori che investono in proprio, di questo sistema che consente a Tronchetti Provera di controllare un colosso come Telecom con una piccola partecipazione di rischio in un sistema di scatole cinesi e attraverso strane concertazioni''.

Per il capogruppo di Rifondazione, sbagliata e' stata a suo tempo la privatizzazione di Telecom: ''gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Ha prevalso il principio del 'prendi i soldi e scappa' , ovvero massimo profitto per poi scaricare il debito sul prossimo acquirente. Rimango convinto che per il nostro paese la stagione migliore di competizione, anche sulla scena internazionale, e' stata quando c'e' stato un intervento robusto intervento pubblico, soprattutto in strategici''. Infine un giudizio sull'atteggiamento di AT&T: ''Mi sembra che stia facendo politica a sua volta. Si e' ritirata non sulla scorta di questa o quella dichiarazione, ma perche' voleva pagare una certa cifra le azioni di Olimpia, con dentro anche la rete. Nel momento in cui, giustamente, si parla di proteggere la rete in quanto asset strategico del paese , vuole , naturalmente, pagare un prezzo inferiore -conclude Migliore-. E' una condizione di mercato e l'alterazione di questa comunicazione rappresenta a sua volta un modo di fare affari''.

5 - CONFALONIERI: ITALIANITA' DI MEDIASET FA AUMENTARE IL SUO VALORE.
(Adnkronos) - "Alla luce della vicenda Telecom l'italianita' di Mediaset aumenta ancora il suo valore e Mediaset diventa, in modo del tutto naturale, un interlocutore autorevole di chi ha a cuore la salvaguardia del sistema Italia". A sostenerlo e' il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri nel suo intervento all'assemblea del gruppo in corso a Cologno Monzese. "La Mediaset da ridimensionare, l'azienda duopolista da rieducare, a suon di amputazioni al mercato, e alla concorrenza -ha osservato Confalonieri- viene finalmente considerata come un potenziale presidio degli assetti imprenditoriali nazionali".



6 - CONFALONIERI: "TRAMONTA LA LUNGA ERA DELLA DEMONIZZAZIONE DELLA TV BERLUSCONIANA"
(Adnkronos) - "Al di la' degli sviluppi della vicenda Telecom vedo una sensibile maturazione del ceto politico e anche, in particolare, di certa sinistra". A sostenerlo e' il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, nel corso dell'assemblea della societa' di Cologno Monzese. Secondo Confalonieri, "tramonta la lunga era della demonizzazione della tv berlusconiana e commerciale e finalmente si riprende a parlare di una azienda che funziona e che puo' per questo dare molto al paese". "Il rischio politico ovviamente resta comunque alto -ha proseguito Confalonieri- e qui ci tocca riproporre le nostre valutazioni sul ddl Gentiloni", che a detta del presidente di Mediaset "e', nella sua essenza, l'indicazione per legge di un tetto al fatturato pubblicitario di mediaset ritenuto alla stregua di 'posizione dominante vietata'".

7 - REDING (UE) SU TELECOM: VIGILARE SU EVENTUALI PROTEZIONISMI.
(Asca-Afp) - Il commissario europeo alle Telecomunicazioni, Viviane Reding, ha chiesto a diversi suoi colleghi di ''restare vigili'' al fine di contrastare eventuali ''pressioni protezionistiche'' nel caso Telecom Italia. In una lettera pubblicata oggi dal Financial Times e inviata lunedi' al presidente della Commissione, Jose' Manuel Barroso, cosi' come ai commissari alla Concorrenza Neelie Kroes, al mercato interno Charlie McCreevy e all'Energia Andris Piebalgs, Reding suggerisce che tutti e quattro ''si consultino in maniera continua nei prossimi giorni'' su questo tema. ''Sono convinta che dobbiamo restare vigili'', scrive loro Reding. ''Infatti, questo episodio mostra che ci sono ancora pressioni protezionistiche in alcuni Stati membri che riguardano il settore delle telecomunicazioni, cosi' come altri settori economici strategici'', aggiunge il commissario.

Il gruppo americano At&T ha rinunciato lunedi' a entrare nel capitale del primo operatore di telecomunicazioni italiano, rilanciando la polemica sull'interventismo dello Stato nel mondo degli affari in Italia. Roma sta preparando un emendamento, che permettera' all'Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni di esigere una separazione completa della rete fissa di Telecom Italia dalle altre sue attivita'. Nella sua lettera, Reding ripete di essere favorevole a questo tipo di separazione funzionale, dal momento che e' decisa in accordo con la Commissione. Ma, sottolinea il commissario, ''dobbiamo essere sicuri che questa forma di regolamentazione non sia influenzata da tendenze protezionistiche che ostacolano gli investimenti o rendono piu' difficile lo sviluppo di un'industria europea competitiva, nella falsa idea che cio' contribuisca al bene dei consumatori o agli interessi strategici di uno Stato membro''. Reding precisa di aver contattato il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, che le assicurato che la nuova legislazione ''rispettera' totalmente le leggi europee''.

8 - SIRCANA: RICHIAMO UE RIVOLTO A TUTTI PAESI EUROPEI.
(Adnkronos) - "E' un richiamo rivolto a tutti i paesi europei, perche' non ci devono essere protezionismi", precisa Silvio Sircana, portavoce unico del governo. Sono appena passate le 11 a Seul. Romano Prodi ha finito la conferenza stampa sulla sua visita in Corea del Sud senza fare nuovi commenti sul caso Telecom. I giornalisti lo assediano per carpire qualche dichiarazione sulla lettera-richiamo inviato all'Eurogoverno di Bruxelles dal commissario Ue alla societa' dell'informazione e media, Viviane Reding. per vigilare su eventuali protezionismi in Italia in materia di Tlc. Il Professore non dice nulla, ma parla appunto per lui il suo portavoce. "Si' -sottolinea Sircana uscendo dalla sala del briefing insieme al premier- e' un richiamo rivolto a tutti i paesi europei, perche' non ci devono essere protezionismi.

In caso di protezionismi nazionali -spiega- la Commissione europea e' chiamata ad intervenire. Quella del commissario Reding e' una risposta generale". Il presidente del Consiglio ascolta e non interviene. Ma lascia intendere che essendo stato un richiamo generale non era necessario nemmeno essere informati della notizia arrivata nella notte. "E' tanto poco importante che non me l'hanno neanche passata" l'informazione, dice il leader dell'Unione. Prima di lasciare l'hotel Lotte dove ha alloggiato in questi giorni, un cronista torna alla carica: "Ha sentito le ultime su AT&T che si dice pronta ad esaminare il dossier Telecom Italia se la politica si tiene fuori?". "No, non ho sentito", replica il premier senza sbilanciarsi. Nessun commento neanche sulle polemiche tra il presidente della Camera Fausto Bertinotti e la confindustria sul ruolo del capitalismo italiano.

9 - DI PIETRO SU TELECOM: MANCANZA INVESTIMENTI ESTERI NON A CAUSA DEL GOVERNO.
(Asca)
- La mancanza di investimenti stranieri in Italia non e' dovuta all'ingerenza del governo o ad un eccesso di regole, ''avviene invece per la loro mancanza: Parmalat, Cirio e Banca Popolare di Lodi lo dimostrano''. E' quanto afferma il ministro Antonio Di Pietro sul suo blog aggiungendo che ''l'introduzione di regole eque e certe penalizzerebbe solo i furbetti del quartierino, ormai diventato un condominio, non certo i piccoli azionisti''. Sulla vicenda Telecom, Di Pietro sottolinea, ancora una volta, che ''le reti nazionali non possono essere vendute come una merce qualunque, come se fossero mele e pere. Lo Stato ha il diritto, ma soprattutto il dovere di verificare le modalita' di acquisto, gli investimenti pianificati, l'attendibilita' degli acquirenti. Le reti autostradali, telefoniche, dell'energia sono la base per il funzionamento della Nazione, non uno strumento per i profitti di pochi''. ''Telecom Italia non e' in vendita - continua Di Pietro - lo e' la quota del 15% delle azioni detenute da Pirelli che Tronchetti vuole vendere fuori mercato a tre euro, quando il titolo e' quotato a 2,3. Se esiste il mercato perche' chi vuole acquisire la maggioranza non lancia un'Opa a 2,6 - 2,7 euro che premierebbe i piccoli azionisti? Qui si cede il controllo di Telecom, ottenuto con il solo 15%, a trattativa privata. E' questo il mercato? Quello che lascia sempre a bocca asciutta e senza rappresentanza i piccoli azionisti?''.


Dagospia 19 Aprile 2007