PETRONI NON PUO' ESSERE RIMOSSO "IN PUNTA DI DIRITTO" (DOV'E' LA GIUSTA CAUSA?)
L'OBIETTIVO DI PRODI-TPS E' DI AZZERARE L'INTERO CDA (OPPURE COMMISSARIAMENTO)
TUTTO DIPENDERÀ DALLE MOSSE DS DEL TRIO AMLETO: FASSINO-D'ALEMA-VELTRONI
L'OBIETTIVO DI PRODI-TPS E' DI AZZERARE L'INTERO CDA (OPPURE COMMISSARIAMENTO)
TUTTO DIPENDERÀ DALLE MOSSE DS DEL TRIO AMLETO: FASSINO-D'ALEMA-VELTRONI
1 - PERCHE' PETRONI NON PUO' ESSERE RIMOSSO "IN PUNTA DI DIRITTO" (OCCORRE UNA "GIUSTA CAUSA") - L'OBIETTIVO DI PRODI-TPS E' DI AZZERARE L'INTERO CDA - IL RUOLO DEI DS
Cosa ha davvero in mente il duo Prodi-Tps sulla Rai? Semplice: azzerare tutto il Cda e ripristinare la formula dei tempi Cdl di Lucia Annunziata (4 consigliere e Dg alla maggioranza, la presidenza all'opposizione). Infatti, al di là delle dichiarazioni più o meno ufficiose, la rimozione ex legge di Angelo Maria Petroni è molto difficile, se non impossibile "in punta di diritto". Il motivo è semplice: Petroni è nominato dal Tesoro ma non rappresenta il Tesoro in senso formale, e quindi può essere rimosso - come qualsiasi consigliere - secondo il codice civile (per "giusta causa"). E quale sarebbe oggi la "giusta causa", che non sopporta Minoli a Rai2?
La vera mossa del Prodino (come peraltro si evince bene dal comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri di oggi) è quella di provocare un dibattito in Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, e lì ottenere un voto che sfiduci l'intero consiglio. Che a quel non potrebbe che dimettersi in blocco. A questo punto la strada è aperta per un CDA 4+1.
C'è un però: è evidente che questa strada passa per uno scontro violentissimo con l'opposizione, dunque è molto difficile che si possa trovare in tempi brevi la via di un accordo (e Berlusconi non decide da solo, ci sono Fini e il prode Casini). Per cui non si può nemmeno escludere che si addivenga a un breve commissariamento dell'intero consiglio in attesa di un (ad oggi improbabile) accordo bypartisan.
Previsione di Dago: il blitz di Prodi è molto difficile che vada in porto, anzi, c'è chi pensa che l'affondo sulla Rai (che viene dopo quello della legge Gentiloni e sul conflitto di interessi) è più fatto per questioni di politica di schieramento (riaffermare la propria leadership nella maggioranza e nel malconcio PD) che non per dinamitare viale Mazzini. Ancora una volta dipenderà dall'atteggiamento che prenderanno i Ds, il trio Amleto Fassino-D'Alema-Veltroni.
2 - CESA: O SI DIMETTE PETRUCCIOLI OPPURE NUOVO CDA.
(Apcom) - "O si dimette Petruccioli e si ricrea un equilibrio o il cda della Rai deve essere azzerato". Lo ha detto il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa. "Ritengo la sostituzione del consigliere d'amministrazione Rai Angelo Maria Petroni un fatto grave - dice Cesa - e mi auguro che il ministro non si presti a questa operazione. Comunque ci sono regole ben precise. La sinistra sta facendo questa manovra per mandare a casa Petruccioli, evidentemente non si fidano piu' del loro presidente. Perché o si dimette Petruccioli e si ricrea un equilibrio o il cda deve essere azzerato". Per Cesa è evidente che "non si possono usare due pesi e due misure quando si è in maggioranza o quando si è all'opposizione. Non si può imporre ad un consigliere d'amministrazione di lottizzare secondo i voleri della sinistra la Rai".
3 - LANDOLFI: PADOA-SCHIOPPA PROSSIMA SETTIMANA IN VIGILANZA.
(Adnkronos) - Il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Mario Landolfi ha annunciato che il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa sara' sentito dalla commissione la prossima settimana, martedi' o mercoledi' 'per spiegare tutte le cose di cui si sta discutendo'. 'Sto aspettando la sua disponibilita', ha detto. Landolfi, al Gr Parlamento, ha parlato dell'iniziativa del governo come di 'un fatto di inaudita gravita''. Landolfi per la audizione del ministro ha sentito l'ufficio di
presidenza della commissione.
4 - CAPEZZONE: E' LOTTIZZAZIONE CONTINUA.
(Asca) - 'Alla Rai e sulla Rai passano gli anni ma la sostanza resta la stessa. La sortita dell'Unione nei confronti di Angelo Maria Petroni e' volta ad ottenere campo libero, senza neppure bisogno di 'trattative' o 'intese', censurabili anch'esse, e lottizzare a proprio piacimento, come del resto cerco' di fare la Cdl a suo tempo'. Lo afferma il presidente della Commissione attivita' produttive della Camera, Daniele Capezzone. 'E' abbastanza comico il rincorrersi delle voci che cercano di dare spiegazioni 'culturali' o 'di carattere generale' o 'giuridiche'. La sostanza e' tanto semplice quanto grave: i Poli - conclude Capezzone -, e oggi in particolare l'Unione, come ieri gli altri, vogliono occupare tutto l'occupabile, senza alcun progetto'.
5 - BOSELLI: ALTERATO STATUS QUO, DIMISSIONI CDA INEVITABILI.
(Agi) - "Sulla sostituzione di Petroni si possono manifestare riserve e perplessita' sul piano dell'opportunita' politica, ma non si puo' certo gridare al colpo di stato o all'avvento di un regime autoritario, che e' francamente un'esagerazione incredibile". Lo afferma il segretario dello Sdi Enrico Boselli, secondo cui la decisione del ministro Padoa-Schioppa "pur da noi non condivisa, rientra nella perfetta legalita'". Boselli sottolinea quindi che "e' del tutto evidente che con questo atto si apre un problema politico che investe gli equilibri all'interno del vertice della Rai. Su Petroni si reggeva infatti un assetto complessivo, ereditato dalla precedente legislatura, nel quale erano offerte garanzie per tutti: sia per chi stava in maggioranza ed e' divenuto opposizione e sia per chi stava all'opposizione ed e' divenuto maggioranza. In queste condizioni viene alterato lo status quo, con la inevitabile conseguenza che e' necessario trovare un nuovo equilibrio difficilmente realizzabile senza le dimissioni dell'attuale Consiglio di amministrazione". Le opposizioni - conclude il leader socialista - "possono rivendicare come e' giusto garanzie, pur controllando Berlusconi Mediaset, e non e' poco, ma non e' corretto che vogliano mettere sotto processo la maggioranza e puntare come al solito a dare una spallata al governo".
6 - MASTELLA: ORA CDA NUOVO CON PRESIDENTE A OPPOSIZIONE.
(Asca) - Dopo la sfiducia di Tommaso Padoa-Schioppa a Carlo Maria Petroni e' necessario eleggere un nuovo Consiglio dei Amministrazione con un presidente indicato dall'Opposizione. Lo afferma il leader dell'Udeur e ministro della Giustizia, Clemente Mastella. 'E' corretta l'impostazione del governo - ha detto Mastella - che sostituisce un suo rappresentante nel Cda Rai, avendo certificato il Consiglio la sua incapacita' a gestire una grande azienda come la Rai. Ora si pone una questone politica fondamentale. Occorre che tutto il Consiglio si dimetta. Oggi, oggettivamente, presidente e direttore generale della Rai rispondono alla stessa coalizione di maggioranza. E' uno squilibrio che non sta in piedi, soprattutto tenendo conto che i consiglieri sono eletti non a semplice maggioranza, ma con i due terzi della Commissione di vigilanza. Cio' presuppone il bisogno di costruire una politica unitaria a partire da un nuovo Cda e un nuovo presidente all'opposizione'.
7 - BONDI: ILLEGALE DECISIONE SU PETRONI, INTERVENGA NAPOLITANO.
(Asca) - 'Mai nella storia della Rai era stato rimosso dal governo un consigliere di amministrazione. La decisione e' chiaramente illegale perche' la legge sulla Rai garantisce l'indipendenza dei consiglieri di amministrazione'. Lo afferma il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, sulla sfiducia ad Angelo Maria Petroni. 'Spero che il Presidente della Repubblica, supremo garante della nostra democrazia, possa intervenire - ha aggiunto Bondi - per ristabilire le condizioni minime di agibilita' democratica e per evitare ulteriori lacerazioni politiche di cui l'Italia non ha bisogno'.
8 - SCHIFANI: PRONTI A PARALIZZARE LAVORI DEL SENATO.
(Asca) - 'La decisione del governo di sfiduciare il consigliere della Rai Angelo Maria Petroni sarebbe un golpe senza precedenti, in palese contrasto con la legge. Di fronte ad una simile gravissima iniziativa saremmo costretti a rispondere paralizzando i lavori del Senato'. Lo afferma il presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani.
9 - BONAIUTI: IL PROBLEMA NON E' PETRUCCIOLI MA RIMOZIONE PETRONI.
(Apcom) - Il vicepresidente Fi della commissione di Vigilanza Paolo Bonaiuti sottolinea la gravità della scelta di sfiduciare il consigliere Rai Angelo Mario Petroni, considerando in ogni caso la scelta "insostenibile dal punto di vista giuridico". Per il portavoce dell'ex premier Silvio Berlusconi, non si tratta ora di discutere di un'eventuale presidenza all'opposizione, come proposto per primo da Clemente Mastella. "Non è questione di sostituire il presidente, non è questo ciò di cui stiamo parlando. Stiamo al tema - è l'invito di Bonaiuti - sottolineo la gravità della scelta di sfiduciare Petroni: è un'operazione insostenibile dal punto di vista giuridico, li avranno mal consigliati...".
10 - PERA: PRODI UNO SCHIACCIASASSI, HA OCCUPATO TUTTO.
(Apcom) - "A chi la presidenza della repubblica? A noi! A chi quella del Senato? A noi! E quella della Camera? A noi, ovviamente, come le authority e tutto il resto, sempre e soltanto a noi, eia eia trullallà! Questo lo stile del Partito democratico". Lo dichiara il senatore Marcello Pera dalle pagine del proprio sito internet (www.marcellopera.it). "Mancava all'adunata la Rai. Il centrodestra in maggioranza si inventò la formula, concordata con la sinistra, del presidente di garanzia. Toccò a Mieli che disse di sì ma si dimise. Poi all'Annunziata che accettò e poi a Petruccioli. Il centrosinistra invece ha voluto la presidenza, il direttore generale e ora, dopo che il ministro Padoa Schioppa ha ritirato la fiducia al professor Petroni, vuole anche la maggioranza nel consiglio di amministrazione". "Prodi non governa. Ha chiuso da tempo il Senato - afferma Pera - e lascia qualche avamposto alla Camera a parlare di cose che poi lì si fermeranno. Ma Prodi non è come Fassino che vuole le banche e poi non le ottiene. Prodi vuole, pretende e prende. Forse - conclude Pera - sarebbe buona cosa che gli altri vertici istituzionali gli facessero discretamente presente che la democrazia prevede pesi e contrappesi, non sassi e schiacciasassi".
Dagospia 11 Maggio 2007
Cosa ha davvero in mente il duo Prodi-Tps sulla Rai? Semplice: azzerare tutto il Cda e ripristinare la formula dei tempi Cdl di Lucia Annunziata (4 consigliere e Dg alla maggioranza, la presidenza all'opposizione). Infatti, al di là delle dichiarazioni più o meno ufficiose, la rimozione ex legge di Angelo Maria Petroni è molto difficile, se non impossibile "in punta di diritto". Il motivo è semplice: Petroni è nominato dal Tesoro ma non rappresenta il Tesoro in senso formale, e quindi può essere rimosso - come qualsiasi consigliere - secondo il codice civile (per "giusta causa"). E quale sarebbe oggi la "giusta causa", che non sopporta Minoli a Rai2?
La vera mossa del Prodino (come peraltro si evince bene dal comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri di oggi) è quella di provocare un dibattito in Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, e lì ottenere un voto che sfiduci l'intero consiglio. Che a quel non potrebbe che dimettersi in blocco. A questo punto la strada è aperta per un CDA 4+1.
C'è un però: è evidente che questa strada passa per uno scontro violentissimo con l'opposizione, dunque è molto difficile che si possa trovare in tempi brevi la via di un accordo (e Berlusconi non decide da solo, ci sono Fini e il prode Casini). Per cui non si può nemmeno escludere che si addivenga a un breve commissariamento dell'intero consiglio in attesa di un (ad oggi improbabile) accordo bypartisan.
Previsione di Dago: il blitz di Prodi è molto difficile che vada in porto, anzi, c'è chi pensa che l'affondo sulla Rai (che viene dopo quello della legge Gentiloni e sul conflitto di interessi) è più fatto per questioni di politica di schieramento (riaffermare la propria leadership nella maggioranza e nel malconcio PD) che non per dinamitare viale Mazzini. Ancora una volta dipenderà dall'atteggiamento che prenderanno i Ds, il trio Amleto Fassino-D'Alema-Veltroni.
2 - CESA: O SI DIMETTE PETRUCCIOLI OPPURE NUOVO CDA.
(Apcom) - "O si dimette Petruccioli e si ricrea un equilibrio o il cda della Rai deve essere azzerato". Lo ha detto il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa. "Ritengo la sostituzione del consigliere d'amministrazione Rai Angelo Maria Petroni un fatto grave - dice Cesa - e mi auguro che il ministro non si presti a questa operazione. Comunque ci sono regole ben precise. La sinistra sta facendo questa manovra per mandare a casa Petruccioli, evidentemente non si fidano piu' del loro presidente. Perché o si dimette Petruccioli e si ricrea un equilibrio o il cda deve essere azzerato". Per Cesa è evidente che "non si possono usare due pesi e due misure quando si è in maggioranza o quando si è all'opposizione. Non si può imporre ad un consigliere d'amministrazione di lottizzare secondo i voleri della sinistra la Rai".
3 - LANDOLFI: PADOA-SCHIOPPA PROSSIMA SETTIMANA IN VIGILANZA.
(Adnkronos) - Il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Mario Landolfi ha annunciato che il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa sara' sentito dalla commissione la prossima settimana, martedi' o mercoledi' 'per spiegare tutte le cose di cui si sta discutendo'. 'Sto aspettando la sua disponibilita', ha detto. Landolfi, al Gr Parlamento, ha parlato dell'iniziativa del governo come di 'un fatto di inaudita gravita''. Landolfi per la audizione del ministro ha sentito l'ufficio di
presidenza della commissione.
4 - CAPEZZONE: E' LOTTIZZAZIONE CONTINUA.
(Asca) - 'Alla Rai e sulla Rai passano gli anni ma la sostanza resta la stessa. La sortita dell'Unione nei confronti di Angelo Maria Petroni e' volta ad ottenere campo libero, senza neppure bisogno di 'trattative' o 'intese', censurabili anch'esse, e lottizzare a proprio piacimento, come del resto cerco' di fare la Cdl a suo tempo'. Lo afferma il presidente della Commissione attivita' produttive della Camera, Daniele Capezzone. 'E' abbastanza comico il rincorrersi delle voci che cercano di dare spiegazioni 'culturali' o 'di carattere generale' o 'giuridiche'. La sostanza e' tanto semplice quanto grave: i Poli - conclude Capezzone -, e oggi in particolare l'Unione, come ieri gli altri, vogliono occupare tutto l'occupabile, senza alcun progetto'.
5 - BOSELLI: ALTERATO STATUS QUO, DIMISSIONI CDA INEVITABILI.
(Agi) - "Sulla sostituzione di Petroni si possono manifestare riserve e perplessita' sul piano dell'opportunita' politica, ma non si puo' certo gridare al colpo di stato o all'avvento di un regime autoritario, che e' francamente un'esagerazione incredibile". Lo afferma il segretario dello Sdi Enrico Boselli, secondo cui la decisione del ministro Padoa-Schioppa "pur da noi non condivisa, rientra nella perfetta legalita'". Boselli sottolinea quindi che "e' del tutto evidente che con questo atto si apre un problema politico che investe gli equilibri all'interno del vertice della Rai. Su Petroni si reggeva infatti un assetto complessivo, ereditato dalla precedente legislatura, nel quale erano offerte garanzie per tutti: sia per chi stava in maggioranza ed e' divenuto opposizione e sia per chi stava all'opposizione ed e' divenuto maggioranza. In queste condizioni viene alterato lo status quo, con la inevitabile conseguenza che e' necessario trovare un nuovo equilibrio difficilmente realizzabile senza le dimissioni dell'attuale Consiglio di amministrazione". Le opposizioni - conclude il leader socialista - "possono rivendicare come e' giusto garanzie, pur controllando Berlusconi Mediaset, e non e' poco, ma non e' corretto che vogliano mettere sotto processo la maggioranza e puntare come al solito a dare una spallata al governo".
6 - MASTELLA: ORA CDA NUOVO CON PRESIDENTE A OPPOSIZIONE.
(Asca) - Dopo la sfiducia di Tommaso Padoa-Schioppa a Carlo Maria Petroni e' necessario eleggere un nuovo Consiglio dei Amministrazione con un presidente indicato dall'Opposizione. Lo afferma il leader dell'Udeur e ministro della Giustizia, Clemente Mastella. 'E' corretta l'impostazione del governo - ha detto Mastella - che sostituisce un suo rappresentante nel Cda Rai, avendo certificato il Consiglio la sua incapacita' a gestire una grande azienda come la Rai. Ora si pone una questone politica fondamentale. Occorre che tutto il Consiglio si dimetta. Oggi, oggettivamente, presidente e direttore generale della Rai rispondono alla stessa coalizione di maggioranza. E' uno squilibrio che non sta in piedi, soprattutto tenendo conto che i consiglieri sono eletti non a semplice maggioranza, ma con i due terzi della Commissione di vigilanza. Cio' presuppone il bisogno di costruire una politica unitaria a partire da un nuovo Cda e un nuovo presidente all'opposizione'.
7 - BONDI: ILLEGALE DECISIONE SU PETRONI, INTERVENGA NAPOLITANO.
(Asca) - 'Mai nella storia della Rai era stato rimosso dal governo un consigliere di amministrazione. La decisione e' chiaramente illegale perche' la legge sulla Rai garantisce l'indipendenza dei consiglieri di amministrazione'. Lo afferma il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, sulla sfiducia ad Angelo Maria Petroni. 'Spero che il Presidente della Repubblica, supremo garante della nostra democrazia, possa intervenire - ha aggiunto Bondi - per ristabilire le condizioni minime di agibilita' democratica e per evitare ulteriori lacerazioni politiche di cui l'Italia non ha bisogno'.
8 - SCHIFANI: PRONTI A PARALIZZARE LAVORI DEL SENATO.
(Asca) - 'La decisione del governo di sfiduciare il consigliere della Rai Angelo Maria Petroni sarebbe un golpe senza precedenti, in palese contrasto con la legge. Di fronte ad una simile gravissima iniziativa saremmo costretti a rispondere paralizzando i lavori del Senato'. Lo afferma il presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani.
9 - BONAIUTI: IL PROBLEMA NON E' PETRUCCIOLI MA RIMOZIONE PETRONI.
(Apcom) - Il vicepresidente Fi della commissione di Vigilanza Paolo Bonaiuti sottolinea la gravità della scelta di sfiduciare il consigliere Rai Angelo Mario Petroni, considerando in ogni caso la scelta "insostenibile dal punto di vista giuridico". Per il portavoce dell'ex premier Silvio Berlusconi, non si tratta ora di discutere di un'eventuale presidenza all'opposizione, come proposto per primo da Clemente Mastella. "Non è questione di sostituire il presidente, non è questo ciò di cui stiamo parlando. Stiamo al tema - è l'invito di Bonaiuti - sottolineo la gravità della scelta di sfiduciare Petroni: è un'operazione insostenibile dal punto di vista giuridico, li avranno mal consigliati...".
10 - PERA: PRODI UNO SCHIACCIASASSI, HA OCCUPATO TUTTO.
(Apcom) - "A chi la presidenza della repubblica? A noi! A chi quella del Senato? A noi! E quella della Camera? A noi, ovviamente, come le authority e tutto il resto, sempre e soltanto a noi, eia eia trullallà! Questo lo stile del Partito democratico". Lo dichiara il senatore Marcello Pera dalle pagine del proprio sito internet (www.marcellopera.it). "Mancava all'adunata la Rai. Il centrodestra in maggioranza si inventò la formula, concordata con la sinistra, del presidente di garanzia. Toccò a Mieli che disse di sì ma si dimise. Poi all'Annunziata che accettò e poi a Petruccioli. Il centrosinistra invece ha voluto la presidenza, il direttore generale e ora, dopo che il ministro Padoa Schioppa ha ritirato la fiducia al professor Petroni, vuole anche la maggioranza nel consiglio di amministrazione". "Prodi non governa. Ha chiuso da tempo il Senato - afferma Pera - e lascia qualche avamposto alla Camera a parlare di cose che poi lì si fermeranno. Ma Prodi non è come Fassino che vuole le banche e poi non le ottiene. Prodi vuole, pretende e prende. Forse - conclude Pera - sarebbe buona cosa che gli altri vertici istituzionali gli facessero discretamente presente che la democrazia prevede pesi e contrappesi, non sassi e schiacciasassi".
Dagospia 11 Maggio 2007