TPS SCARICA PRODI: "L'IDEA DI MANDARE SPECIALE ALLA CORTE DEI CONTI È NATA ALL'ULTIMO MOMENTO, E NON È MIA - I DUBBI SUL TRASFERIMENTO DEL GENERALE SONO LECITI" - MA NON ERA STATO PROPRIO TPS A DIFENDERE A SPADA TRATTA IL GOVERNO?...

Adalberto Signore per "il Giornale"


Che qualche volta Tommaso Padoa-Schioppa si faccia prendere dalle cose, risultando magari un po' sbrigativo, qualcuno l'aveva iniziato a sospettare alcuni mesi fa. Quando alle redazioni dei quotidiani arrivava una sorta di ingiunzione da parte del ministro dell'Economia che con tono perentorio invitava a scrivere i suoi due cognomi con il trattino in mezzo.

Eppure, tanto per infiammare il dibattito, non solo il libro ufficiale del governo Prodi II (edito dalla Camera dei deputati nel 2006) riporta sempre il suo nome senza alcun trattino (Padoa Schioppa, vedere pagine 10, 83 e 143), ma pure il sempre aggiornatissimo sito internet di Palazzo Chigi non sembra curarsi della novità grammaticale (vedere su www. governo.it). Con conseguente confusione tra i fautori della prima e della seconda via.

La stessa incertezza, evidentemente, Padoa-Schioppa col trattino deve averla avuta in quell'acceso Consiglio dei ministri che lo scorso primo giugno ha provato a chiudere la vicenda Visco-Speciale. Perché, racconta il ministro dell'Economia in un'intervista al direttore del Tg1 Gianni Riotta andata in onda ieri sera e anticipata dal Corriere della Sera, l'idea di offrire al comandante generale della Guardia di finanza un posto alla Corte dei conti «è nata all'ultimo momento nel Consiglio dei ministri e non per proposta mia».

Ora, a ben guardare, la notizia non sta tanto nel fatto che Padoa-Schioppa decida di prendere con una certa cura le distanze da quanto stabilito in una riunione ufficiale a Palazzo Chigi, peraltro presieduta da Romano Prodi. E, dunque, decida di prendere le distanze dal premier.



La cosa che più resta impressa - e lo fa notare il senatore azzurro Lucio Malan - è che il ministro dell'Economia racconta con nonchalance che la nomina a un organo come la Corte dei conti - cui la Costituzione assegna tra le altre cose anche «il controllo preventivo di legittimità sugli atti del governo» e «sulla gestione del bilancio dello Stato» - avviene di fatto a tirar via, quasi per caso o, per usare le parole di Tps, «all'ultimo momento».

Eppure se una cosa del genere sarà accaduta decine o centinaia di volte, perché tutto il mondo è paese e nessuno è nato ieri, tra l'averne consapevolezza e il sentirselo raccontare con candore seminarista dal ministro dell'Economia passa una certa differenza. «Non contento di aver descritto le Fiamme gialle come una sentina di nefandezze - dice Malan - ora Padoa-Schioppa offende apertamente la Corte dei conti parlando di nomina arrivata "all'ultimo momento"».

Certo, sulla vicenda pesa e peserà pure il dato politico. Perché che su una questione tanto delicata il ministro dell'Economia preferisca sfilarsi e lasciare il cerino in mano a Prodi non è cosa di poco conto. Anche perché Tps arriva a dire di considerare «perfettamente leciti» i dubbi di chi dopo il suo j'accuse nell'aula del Senato si era chiesto come mai il governo, così critico verso Roberto Speciale, avesse deciso di «promuoverlo» alla Corte dei conti.

Questo il ministro non lo spiega, ma a Riotta si affretta a dire di capire che una tal scelta «possa essere criticata». Dimenticando, peraltro, che lo scorso 6 giugno durante il suo durissimo intervento a Palazzo Madama non si era limitato solo a puntare il dito contro il comportamento «inqualificabile» del comandante generale della Guardia di finanza (da parte sua «vi sono state gravi manchevolezze nei rapporti con il potere politico» e «sono mancate la trasparenza, la prudenza e la riservatezza»), ma aveva pure sposato appieno le scelte dell'esecutivo.

Perché, diceva Tps mentre i senatori del centrodestra rumoreggiavano, «non ho dubbi né perplessità sulla correttezza e fondatezza formale e sostanziale delle decisioni del governo». E tra le decisioni, ovviamente non c'era solo l'avvicendamento del comandante generale ma anche - recita il comunicato di Palazzo Chigi - il contestuale avvio della «procedura per la nomina di Speciale a consigliere della Corte dei conti».


Dagospia 11 Giugno 2007