MA QUALE SAREBBE L'ONORARIO PER VEDERE UN FILM DEGLI "INTELLETTUALI ITALIANI"? - LUCARELLI NON VUOLE FARVI DORMIRE? ALLORA PROVATE "CAOS CALMO" - LE FERIE DI 3 MESI PER I SUPERGIORNALISTI TV (MA NESSUN GLI SCARICA UNA CALIBRO 9 IN FRONTE?)...
1 - AUTORI IN CRISI: A CHI PIACCIONO?...
Alberto Arbasino per "la Repubblica"
Umanamente e ovviamente sarà sempre comprensibile la frustrazione di centinaia di cinematografari (e orchestrali e teatranti e altri artisti) italiani, per gli scarsi fondi statali elargiti a riscontro degli ancora più scarsi incassi, per i flop artistici. E invece, magari, tappeti rossi e sontuosi alberghi per i divi hollywoodiani che si limitano a dire «I love», includendo la moglie, davanti ai Fori, alle piazze, ai tramonti, alle fettuccine, ai linguini, e al divo calcistico del momento.
Si fanno dunque paragoni storici e mitici coi bei tempi di Rossellini, Fellini, De Sica, Visconti, Antonioni, eccetera, con capolavori peraltro prodotti da privati quali Ponti, De Laurentiis, Rizzoli, Amato, Grimaldi e altri, anche con coproduttori stranieri. E magari, divertendosi. Piaceva soprattutto l´Italia «degli straccioni». Ma come mai quella degli intellettuali in crisi non piace più?
Nel caso attualissimo di un professionista non pubblico ma privato, come il sottoscritto, poi, quale potrebbe essere il suo onorario per visionare un´ora o due di un film o spettacolo, se commisurato alle parcelle dei medici o avvocati per gli stessi tempi spesi per visitare un paziente o ascoltare un cliente in crisi, magari a domicilio? E un precario o un dottorando, quanto potrebbero percepire, per la medesima prestazione quale spettatore?
2 - RISVEGLI: LUCARELLI COME SACKS.
Riccardo Chiaberge per il "Domenicale" de "Il Sole 24 Ore"
Chiamalo sonno. Per il principe del noir all'italiana Carlo Lucarelli, il principale requisito di un buon libro è che non faccia dormire i lettori. E non solo per la durata della lettura, anche dopo che lo hanno richiuso. «Quando scrivo - dichiara Lucarelli in un'intervista all'Espresso - voglio ottenere due effetti: per prima cosa voglio che chi mi legge stia sveglio la notte per vedere come va a finire. Ma voglio anche che non dorma la notte dopo, chiedendosi se succede davvero quello che ha letto nel mio romanzo, se un mondo così esiste nella realtà, e se può fare qualcosa per cambiarlo. Se i romanzieri "veri" non si pongono questi traguardi è affare loro».
Awakenings. In caso di prolungata sonnolenza o di catatonia profonda conseguente alla lettura di romanzi «veri», non c'è più bisogno di farsi ricoverare al Beth Abraham Hospital del Bronx insieme ai pazienti di Oliver Sacks. La L-dopa, il farmaco con cui il celebre neurologo-scrittore riportava alla vita gli ammalati di encefalite letargica, ormai è alla portata di tutti, lettori e telespettatori. Ci eravamo sempre domandati cosa significasse quella «L». Ora lo sappiamo: è l'iniziale del conduttore di «Blu Notte».
La Lucarelli dopa. Attenzione però a non abusarne. Il farmaco va somministrato sotto rigoroso controllo medico. Se la mancanza di sonno superasse le due notti o addirittura tendesse a diventare cronica, avrete bisogno di un agonista della Lucamina (Lucarelli-dopamina). Le librerie sono piene di prodotti adeguati, malgrado le proteste dei farmacisti che vorrebbero conservarne il monopolio. Uno di pronta efficacia, come si evince dal titolo, è per esempio "Caos calmo" di Sandro Veronesi. Altri specialisti raccomandano La bambola che dorme di Jeffery Deaver o Pecore vive di Carola Susani (di sicuro effetto se uno le conta prima di addormentarsi). Come direbbe D'Alema:«Lucarelli, facci sognare!».
3 - LE FERIE DI 3 MESI PER I SUPERGIORNALISTI TV.
Umberto Brunetti per "Prima Comunicazione" (www.primaonline.it)
Certo, abbiamo una classe giornalistica dal coraggio selvag¬gio.
Avete visto, ad esempio, la fuga che hanno preso i nostri grandi opinionisti della televisione pubblica che sono stati pagati miliardi perché ci insegnassero l'amor civile e la serietà democratica? Ci ha salutati Enzo Biagi, dopo aver fatto ciao ciao con la manina, e si ripresenterà a ottobre; si è allontanato Bruno Vespa da "Porta a Porta", sottobraccio a Santoro, mentre Fabio Fazio li inseguiva gridando "Aspettatemi!". Si è assentato per i soliti tre mesi anche il conduttore dell'"Eredità", mentre Giuliano Ferrara si è allontanato portando a cavacicio Ritanna Armeni, vincendo la feroce pulsione di scaricarla in qualche fossato della Valbrembana (ma lui è un privato).
Tre mesi, ragazzi, vi rendete conto o no che noi abbiamo pagato per i nostri eccezionali giornalisti tre mesi di ferie, 90 notti di rigurgiti, di rutti e di gorgoglii strozzati. Vi rendete conto di questi giornalisti in audio e video che per tre mesi, da metà giugno ai primi di ottobre, si sveglieranno la mattina al mare di qualche isola felice e di tanti banditi che ci sono nel mondo ce ne fosse uno che appena loro spalancano le persiane, scarapunfete!, gli scarica una calibro nove nel centro della fronte e loro si abbandonano sul davanzale della finestra, gemendo: "Cazzo, che botta!". E rovesciano il bianco degli occhi in cielo e sospirando si abbandonano tra le braccia di Persefone che li aspetta all'angolo con il viottolo che porta all'Ade.
Dagospia 18 Giugno 2007
Alberto Arbasino per "la Repubblica"
Umanamente e ovviamente sarà sempre comprensibile la frustrazione di centinaia di cinematografari (e orchestrali e teatranti e altri artisti) italiani, per gli scarsi fondi statali elargiti a riscontro degli ancora più scarsi incassi, per i flop artistici. E invece, magari, tappeti rossi e sontuosi alberghi per i divi hollywoodiani che si limitano a dire «I love», includendo la moglie, davanti ai Fori, alle piazze, ai tramonti, alle fettuccine, ai linguini, e al divo calcistico del momento.
Si fanno dunque paragoni storici e mitici coi bei tempi di Rossellini, Fellini, De Sica, Visconti, Antonioni, eccetera, con capolavori peraltro prodotti da privati quali Ponti, De Laurentiis, Rizzoli, Amato, Grimaldi e altri, anche con coproduttori stranieri. E magari, divertendosi. Piaceva soprattutto l´Italia «degli straccioni». Ma come mai quella degli intellettuali in crisi non piace più?
Nel caso attualissimo di un professionista non pubblico ma privato, come il sottoscritto, poi, quale potrebbe essere il suo onorario per visionare un´ora o due di un film o spettacolo, se commisurato alle parcelle dei medici o avvocati per gli stessi tempi spesi per visitare un paziente o ascoltare un cliente in crisi, magari a domicilio? E un precario o un dottorando, quanto potrebbero percepire, per la medesima prestazione quale spettatore?
2 - RISVEGLI: LUCARELLI COME SACKS.
Riccardo Chiaberge per il "Domenicale" de "Il Sole 24 Ore"
Chiamalo sonno. Per il principe del noir all'italiana Carlo Lucarelli, il principale requisito di un buon libro è che non faccia dormire i lettori. E non solo per la durata della lettura, anche dopo che lo hanno richiuso. «Quando scrivo - dichiara Lucarelli in un'intervista all'Espresso - voglio ottenere due effetti: per prima cosa voglio che chi mi legge stia sveglio la notte per vedere come va a finire. Ma voglio anche che non dorma la notte dopo, chiedendosi se succede davvero quello che ha letto nel mio romanzo, se un mondo così esiste nella realtà, e se può fare qualcosa per cambiarlo. Se i romanzieri "veri" non si pongono questi traguardi è affare loro».
Awakenings. In caso di prolungata sonnolenza o di catatonia profonda conseguente alla lettura di romanzi «veri», non c'è più bisogno di farsi ricoverare al Beth Abraham Hospital del Bronx insieme ai pazienti di Oliver Sacks. La L-dopa, il farmaco con cui il celebre neurologo-scrittore riportava alla vita gli ammalati di encefalite letargica, ormai è alla portata di tutti, lettori e telespettatori. Ci eravamo sempre domandati cosa significasse quella «L». Ora lo sappiamo: è l'iniziale del conduttore di «Blu Notte».
La Lucarelli dopa. Attenzione però a non abusarne. Il farmaco va somministrato sotto rigoroso controllo medico. Se la mancanza di sonno superasse le due notti o addirittura tendesse a diventare cronica, avrete bisogno di un agonista della Lucamina (Lucarelli-dopamina). Le librerie sono piene di prodotti adeguati, malgrado le proteste dei farmacisti che vorrebbero conservarne il monopolio. Uno di pronta efficacia, come si evince dal titolo, è per esempio "Caos calmo" di Sandro Veronesi. Altri specialisti raccomandano La bambola che dorme di Jeffery Deaver o Pecore vive di Carola Susani (di sicuro effetto se uno le conta prima di addormentarsi). Come direbbe D'Alema:«Lucarelli, facci sognare!».
3 - LE FERIE DI 3 MESI PER I SUPERGIORNALISTI TV.
Umberto Brunetti per "Prima Comunicazione" (www.primaonline.it)
Certo, abbiamo una classe giornalistica dal coraggio selvag¬gio.
Avete visto, ad esempio, la fuga che hanno preso i nostri grandi opinionisti della televisione pubblica che sono stati pagati miliardi perché ci insegnassero l'amor civile e la serietà democratica? Ci ha salutati Enzo Biagi, dopo aver fatto ciao ciao con la manina, e si ripresenterà a ottobre; si è allontanato Bruno Vespa da "Porta a Porta", sottobraccio a Santoro, mentre Fabio Fazio li inseguiva gridando "Aspettatemi!". Si è assentato per i soliti tre mesi anche il conduttore dell'"Eredità", mentre Giuliano Ferrara si è allontanato portando a cavacicio Ritanna Armeni, vincendo la feroce pulsione di scaricarla in qualche fossato della Valbrembana (ma lui è un privato).
Tre mesi, ragazzi, vi rendete conto o no che noi abbiamo pagato per i nostri eccezionali giornalisti tre mesi di ferie, 90 notti di rigurgiti, di rutti e di gorgoglii strozzati. Vi rendete conto di questi giornalisti in audio e video che per tre mesi, da metà giugno ai primi di ottobre, si sveglieranno la mattina al mare di qualche isola felice e di tanti banditi che ci sono nel mondo ce ne fosse uno che appena loro spalancano le persiane, scarapunfete!, gli scarica una calibro nove nel centro della fronte e loro si abbandonano sul davanzale della finestra, gemendo: "Cazzo, che botta!". E rovesciano il bianco degli occhi in cielo e sospirando si abbandonano tra le braccia di Persefone che li aspetta all'angolo con il viottolo che porta all'Ade.
Dagospia 18 Giugno 2007