CHRISTY, CHE EROS! IL TRIONFO DELLA PORNOGRAFIA VA IN LIBRERIA.

Giampiero Mughini per Panorama


Per essere la prima volta che l'iconografia, se non l'apologia, della pornografia irrompe nell'editoria ufficiale, è un debutto sontuoso. Nella sua ambizione di voler pubblicare i libri più belli del mondo, Benedikt Taschen, editore a metà tedesco e a metà americano, ha segnato un altro punto. The Christy Report è un libro di tale e sgargiante bellezza grafica e fotografica che, se lo avesse pubblicato un editore meno diffuso in tutto il mondo, sarebbe costato molto più dei 49 euro cui viene venduto nel mercato europeo.

The Christy Report è una sorta di inventario della pornografia per come è oggi prodotta e diffusa. Funge da aggiornamento, a quasi mezzo secolo di distanza, del famoso Rapporto Kinsey, quello che diceva pane al pane e documentava come il 63 per cento delle donne si masturbasse abitualmente, il 13 per cento avesse avuto relazioni sessuali con altre donne, il 25 per cento avesse commesso adulterio. Dati che fecero tremare le vene ai polsi dell'ipocrisia allora dominante in America e nel mondo.

Dopo la rivoluzione culturale dei beatnik, dopo la diffusione della pillola, dopo le decisioni della Corte suprema americana che sancivano come mostrare il nudo sui giornali non fosse reato, dopo la diffusione capillare prima dei videoregistratori e poi di Internet, lì dove i siti porno sono nell'ordine delle centinaia di migliaia e ce n'è per tutti i gusti, The Christy Report dice pane al pane in fatto di repertorio delle immagini hard più esplicite. «Christy» sta per l'autrice del libro, Kim Christy, una cinquantenne che nei suoi vent'anni aveva fatto tesoro del suo corpo ballando nei club frequentati da uomini.


(Silvia Saint)


Più tardi regista di film porno, è una collezionista e un'archivista di quel materiale, a cominciare dalle cartoline hardcore diffuse clandestinamente nella Parigi o nella Londra di inizio secolo, sino alle immagini dei pornoprovini delle star americane degli anni Settanta, fino alle immagini più sgargianti delle regine del porno moderno: «The beautiful Moana», Silvia Saint, Sunset Thomas, Asia Carrera, Katja Kean.

Remotissimi i tempi in cui Lolita di Vladimir Nabokov era stata rifiutata da tutti gli editori e fu solo un parigino specializzato in letteratura pornografica, Maurice Girodias, che accettò di darlo alle stampe; lontanissimi i tempi in cui rischiava la galera chi vendeva le foto feticiste di una Bettie Page meno spudorata di tante modelle odierne svestite da Jean-Paul Gaultier o Dolce e Gabbana; remotissimi i tempi in cui i librai americani passavano un brutto quarto d'ora se mettevano in vetrina i romanzi di Henry Miller o la prima edizione (1956) di Howl, la raccolta poetica con cui debuttò Allen Ginsberg.

Lontanissimi quei tempi, oggi su Internet i siti porno nascono a decine ogni giorno, mentre l'industria americana del videoporno ha toccato nel 2000 il suo fatturato record. Per non dire che persino nella pubblicità sono andati a pezzi tutti i muri divisori, e lo testimonia la recente e bellissima mostra fiorentina delle foto scattate da Terry Richardson per le campagne pubblicitarie della Sisley, foto accattivanti e diaboliche di uno che il reame della pornografia non si limita a sfiorarlo: ci mette un piede dentro.

Siamo dunque al trionfo di una delle idee guida dell'editore Taschen, uno che se la ride quando gli dite che una cosa è l'erotismo e un'altra la pornografia. Di fare un libro senza tabù alla maniera del Christy Report lo deve aver sognato tutta la vita. Da quando era un fervido lettore di una rivista come Leg Show, le cui foto lo inducevano a toccarsi («Almeno dieci volte a settimana» dichiarò una volta a Vanity Fair). E anche se il vero e proprio debutto editoriale nella pornografia Taschen lo aveva fatto due anni fa con un libro bellissimo, Digital Diaries, di Natacha Merrit. Ventunenne bella e spudorata che si era armata di una videocamera digitale, Merrit aveva messo come a verbale gli incontri e le occasioni di amore della sua vita disinibita. E dunque gran sfoggio fotografico, lungo le 250 pagine di nitida ed elegante bellezza del libro, di rapporti orali, di estasi onanistiche, di incontri a due e tre.

Da editore e da intellettuale moderno, Taschen si situa al punto di incontro tra l'avanguardia culturale e la pornografia; quell'incontro che era stato covato e cercato dai futuristi, dai surrealisti, dai beatnik, dai provos olandesi degli anni Settanta. Un punto di incontro di cui è dimostrazione l'ammirare e collezionare, da parte di Taschen, le opere di Jeff Koons, l'artista americano che con le fantasie della pornografia deve avere un rapporto a dir poco intrigante, se non altro per avere sposato un'acclamata pornostar, Cicciolina.

Quella stessa latitudine intellettuale e morale dove per 25 anni ha compiuto il suo lavoro una pornostar e performer americana, Annie Sprinkle, che si autodefiniva «una puttana multimediale» e che ebbe un tempo, per compagno della sua vita, uno dei più geniali tra i provos olandesi, quel Willem de Ridder che era stato fra i coautori di The Virgin Sperm Dancer, mitico fotoromanzo fantapornografico edito ad Amsterdam nel 1972. E a non dire della California dei primissimi anni Settanta, quella dove scatta la saga drammatica dei Mitchell Brothers (i due fratelli uno dei quali ammazzerà l'altro), registi di film culto nella storia del porno e creatori del primo grande teatro americano dov'era di casa tutto ciò che è libertino.

(MARILYN CHAMBERS)

Marilyn Chambers, la diva che fa da protagonista del film-mito dei fratelli Mitchell, Behind the Green Door, i due diabolici fratelli l'avevano scelta dopo averne viste le foto di testimonial della pubblicità di un talco per i bambini. Divenne un'icona del cinema porno. Quel che fu solo un attimo Linda Lovelace, più tardi pentitasi, la protagonista di quel "Gola profonda" che racconta la vicenda di una ragazza cui madre natura aveva messo il clitoride in fondo alla gola, con tutte le conseguenze del caso.

Tra gli uomini assurse a eccezionale notorietà, innanzitutto per le dimensioni formidabili del suo pene, John Holmes, morto più tardi di aids (la sua autobiografia è stata pubblicata in Italia da Derive e Approdi). Forse meno noto di Holmes, ma non meno convincente nelle sue prestazioni con quella sua faccia tranquilla di uno che potrebbe fare il professore di chimica o il giornalista economico, era Jamie Gillis.


(John Holmes)


Tra le immagini più belle del Christy Report sono le foto in bianco e nero che testimoniano un suo pornoprovino del 1972, scene in cui lui e lei hanno l'aria di star divertendosi alla grande a fare quel che stanno facendo. Un omaggio a Gillis è in uno dei film più belli del porno americano moderno, il New wave hookers 5 di Michael Ninn. Ecco, procuratevi questo o altri film di Ninn e capirete quale sciocchezza grande sia quella di chi dice che una cosa è l'erotismo, un'altra la pornografia.


Dagospia.com 19 Aprile 2002